Aston Martin e Honda valutano la produzione di una vettura stradale condivisa
L’intesa per i powertrain F1 dal 2026 diventa l’occasione per valutare una possibile vettura sviluppata insieme.
L’accordo tra Aston Martin e Honda per la fornitura delle power unit per la prossima stagione di Formula 1 potrebbe avere ripercussioni maggiori rispetto a quelle previste. Ripercussioni che vanno oltre i circuiti e il motorsport. Sebbene la priorità resta la Formula 1, qualcosa nel linguaggio usato dai dirigenti lascia intuire che la pista potrebbe non essere l’unico terreno di confronto. Le dichiarazioni rilasciate a Tokyo dal presidente esecutivo di Aston Martin Lawrence Stroll e dal numero uno di Honda Toshihiro Mibe hanno infatti aperto uno spiraglio inatteso. La possibilità di un’auto stradale congiunta non al momento è un progetto, ma nemmeno un’idea remota.
Pochi dettagli ma più che sufficienti
La nuova alleanza non riguarda solo la fornitura dei powertrain. Potrebbe rappresentare un nuovo ponte tra la Formula 1 e il mondo delle vetture stradali. Aston Martin ha già percorso quella strada. La Valkyrie, nata durante la precedente collaborazione con Red Bull, aveva fatto largo uso di competenze maturate in F1. Un ruolo fondamentale era stato ricoperto da Adrian Newey, che da poco ha assunto il ruolo di Team Principal di Aston Martin Aramco.
Lawrence Stroll ha chiarito la direzione del progetto. Nel suo discorso ha ribadito la centralità della Formula 1. Ma allo stesso tempo ha lasciato aperto un margine per qualcosa di più ambizioso. Cosa aspettarsi? Non ha escluso un’auto stradale. Anzi, ha definito la collaborazione un punto di partenza. Una posizione condivisa anche dal CEO Honda. Toshihiro Mibe è convinto che una cooperazione tecnica possa proseguire anche al di fuori delle competizioni. Le sue dichiarazioni parlano di un’opportunità “del tutto possibile”, soprattutto se i risultati in pista porteranno a soluzioni utilizzabili su strada. Anche perché la stagione di Formula 1 che inizierà il prossimo 8 marzo 2026 introdurrà nuove unità ibride, più complesse e più vicine ai powertrain stradali. È in questo scenario che una futura collaborazione su una vettura stradale potrebbe trovare terreno fertile.
Questa eventualità non è del tutto inedita. Diversi marchi adottano un approccio simile. I confini tra pista e strada, infatti, si stanno sempre più assottigliando. Nel caso di Aston Martin la spinta arriva anche da un’altra direzione. La casa automobilistica britannica è in una fase di rilancio e la collaborazione con Honda potrebbe consolidare questo percorso.
Honda ha una lunga storia nel settore delle sportive stradali. La NSX è ancora oggi un riferimento per gli appassionati (tanto da essere oggetto di tributi). L’unione tra l’ingegneria giapponese e l’estetica britannica potrebbe generare una proposta inedita. Forse un’Aston Martin con un motore Honda, oppure una rinascita della stessa NSX con un contributo di Aston Martin. Per ora restano solo ipotesi. Ma c’è di che ragionare (o fantasticare).
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