L’Alfa Romeo da 30 milioni scomparsa e venduta per 10 euro: nuova rivelazione
I legali della famiglia bresciana, ex proprietari di una preziosa fuoriserie Alfa Romeo, hanno fatto appello al ministro della Cultura
Una leggendaria auto del Biscione è sparita in circostanze misteriose dopo la morte del suo proprietario. Gli eredi sarebbero stati raggirati e hanno denunciato che sarebbero stati spinti a firmare la cessione dell’Alfa Romeo 33 Stradale in un clima di forti tensioni. La vettura, una volta sottratta, sarebbe stata cancellata dal Pubblico registro automobilistico (Pra) e trasferita all’estero. Lo storico proprietario era un appassionato di vetture leggendarie e aveva conservato la 33 Stradale in perfette condizioni.
Gli avvocati degli eredi ritengono che la famiglia del defunto possa essere stata vittima di estorsione e che si sia configurato anche il reato di falso per rendere il bene irrintracciabile fuori dai confini nazionali. L’elevato valore della vettura ha portato a un illecito con dettagli ancora piuttosto oscuri. La preziosa auto milanese era rimasta parcheggiata per decenni, custodita in un garage specializzato di un amico del proprietario. Dopo la scomparsa del collezionista, la famiglia avrebbe subito pressioni costanti, telefonate e minacce di cause milionarie.
Il mistero si infittisce
Gli eredi, pressati da intimidazioni, avrebbero scelto di procedere alla vendita dell’auto, con la moglie del defunto che, in uno stato di estrema vulnerabilità a causa problemi di salute, avrebbe deciso di appore la firma. Ora è arrivato persino un appello al ministro della Cultura, “affinché disponga ogni verifica necessaria per accertare se l’espatrio dell’Alfa Romeo fuoriserie sia avvenuto nel rispetto delle norme poste a tutela dei beni culturali e del patrimonio automobilistico storico italiano”.
Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali della famiglia bresciana, avrebbero acceso una luce sulla intricata questione, considerato il valore del mezzo e l’autentica testimonianza del patrimonio automobilistico italiano. Con l’integrazione di un file audio dove, come sottolineato dai legali, “vengono esercitate pressioni affinché sottoscrivessero documenti predisposti da terzi i quali li avrebbero istigati anche a presentare una dichiarazione di smarrimento delle targhe. Denuncia poi presentata a terzi che avrebbe agevolato la reimmatricolazione del veicolo all’estero”.
Una perdita milionaria
Con estrema superficialità, presi dal panico, i membri della famiglia avrebbero sottovalutato l’intera operazione di vendita. Quando gli eredi hanno capito la gravità della questione e sono rimasti con 10 euro in mano è scattata la denuncia in Procura a Milano, ma occorrerà del tempo per rintracciare la vettura con lo stesso motore della Tipo 33 da competizione, ovvero un 8 cilindri a V di 90° da 1995 cm³ con alesaggio di 78 mm e corsa di 52,2 mm.
La 33 Stradale, grazie alle sue linee eleganti e senza tempo, è diventata l’oggetto del desiderio di numerosi collezionisti. “La magistratura farà il proprio corso – hanno spiegato gli avvocati Angelo e Sergio Pisani – ma parallelamente lo Stato è chiamato a verificare se un bene che rappresenta un pezzo della storia dell’automobilismo italiano abbia lasciato il Paese senza le autorizzazioni previste dalla legge. Una vicenda che, se trovasse conferma, riguarderebbe non solo una famiglia, ma la tutela di un patrimonio che appartiene a tutti gli italiani”.