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L'Italia punta sul biometano per i trasporti: accordo tra i protagonisti del settore

Nuovo accordo tra i big del settore per promuovere la mobilità a biometano in Italia

L'Italia punta sul biometano per i trasporti: accordo tra i protagonisti del settore
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Simone Facchetti
Simone Facchetti
Pubblicato il 19 apr 2019

Il biometano come risposta immediata al problema delle emissioni e delle sempre più stringenti limitazioni alla circolazione per i veicoli diesel. L'Italia "che lavora" ci crede: è stato siglato nella giornata di ieri a Roma l'accordo tra CIB, Confagricoltura, Eni, FPT Industrial, IVECO, New Holland Agriculture e Snam per sostenere l’attuazione degli obiettivi del decreto sulla promozione dell'uso del biometano nel settore dei trasporti, considerato una grande opportunità di crescita per il Paese.

L'accordo si inserisce non solo nel raggiungimento del target sulle energie rinnovabili nei trasporti al 2020, ma è già parte del percorso di decarbonizzazione previsto dalla strategia Clima Energia, che prevede di raggiungere una quota rinnovabile del 21,6% al 2030, contribuendo contemporaneamente alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e al contrasto ai cambiamenti climatici.

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Un contesto in cui il biometano svolge un ruolo di primaria importanza, con una produzione oggi stimabile al 2030 di 8 miliardi di metri cubi, essenziale per raggiungere il previsto obiettivo dell’8% per i biocarburanti avanzati. In Italia si crede in questo tipo di economia sempre più circolare (un esempio è il sistema adottato da SESA di Este, che ha ospitato la prova su strada di Volkswagen Polo TGI a metano), in cui il biogas viene ricavato dalla fermentazione di FORSU e scarti agricoli.

Tra l'altro, come spiega il comunicato di Snam, la filiera del biogas-biometano risulta ad oggi uno dei settori a maggiore intensità occupazionale in Italia nel contesto delle energie rinnovabili, avendo favorito la creazione di oltre 6.400 posti di lavoro permanenti lungo la penisola. Un Paese che vanta la rete di trasporto più estesa e capillare d'Europa, con oltre 32.000 km di condotti, e che è anche il primo mercato europeo per consumi di metano per autotrazione: 

  • circa 1,1 miliardi di metri cubi consumati
  • circa 1 milione di veicoli attualmente in circolazione
  • oltre 1.300 distributori

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Commenti Regolamento
w
wrg 01 Jan 1970 @ 00:00

Si una volta veniva assorbito, quando sulla terra eravamo qualche miliardo di meno sulla terra....
E poi una volta la terra asdorbiva si, ma avevamo anche malattie come la malaria.
Sul resto hai ragione, lo spreco è la prima cosa da evitare.
In questo blog c'è tanta gente che pensa che una vettura a batteria risolva tutti i problemi ambientali!!!
Buon 25 aprile

T
Tetsuro P12 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo che viene tutto assorbito, il problema è che finisce in mare anziché finire in terra come capitava secoli or sono.
Tante ricette, senza dubbio, la prima è la moderazione. Io non guido, ho messo al mondo due figli, consumo duemila calorie di cibo giornaliere e mi tengo le scarpe (e tutto il resto) per anni. Il mio lo sto facendo. Sostituire una cosa per un'altra cercando di non sprecare significa ottimizzare. Pensiamo anche a ridimensionare.

w
wrg 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando vai in bagno e tiri lo sciacquone, anche quello viene assorbito dalla natura?
Non credo proprio tutto.
Mi sta facendo un discorso molto generalizzato e ripetendo cose che ho già detto in modo sintetico.
Il bio metano ha senso se utilizza materiale di scarto che va smaltito, come le feci sue quando va in bagno, non si possono scaricare in mare e trattarle costa.
Con il bio metano può diventare conveniente trattarle.
Poi va bene tutta la ricerca in altri settori, anche la fusione nucleare che si parla da 20 anni.
Non esiste una ricetta ma tante ricette come le ho detto prima

T
Tetsuro P12 01 Jan 1970 @ 00:00

Io non ho soluzioni, mi limito a prevedere il disastro.
L'unica soluzione possibile è la moderazione dei consumi, la restrizione di alcune libertà [trasporto privato, blocco delle nascite... ergo tasse oltre i due figli per disincentivarle (ma in Italia siamo già ben avviati su quest'ultimo punto)] del genere umano a favore della natura che lo circonda, etc. ma sono tutte penalità verso il nostro genere che verrebbero male accolte da chiunque.
Il bio metano da scarto può essere utile, ma non è che gli scarti siano un 'nulla', nella natura quello che chiamiamo scarto viene assorbito e rigenerato per fare altro, la natura è un ciclo chiuso.
Sì, intendo che il buon senso può essere sfruttato meglio.
Poi si sa, sole e vento sono le risorse da sfruttare meglio, anche se pure lì c'è l'esagerato spreco dei materiali, sperabilmente riciclabili, poiché sono energie che non sappiamo ancora sfruttare al meglio. Il fotovoltaico non sfrutta tutta l'energia dei raggi solari, ma solo una frazione. C'è sempre necessità di nuova tecnologia. E poi ci sarà, sperabilmente prima della fine del petrolio del metano e di tutti i combustibili fossili, la fusione nucleare; e sperabilmente altro ancora.

w
wrg 01 Jan 1970 @ 00:00

E la tua soluzione qual'e? Qualsiasi cosa che facciamo può essere dannoso.
Pensa alle turbine eoliche, dove la mafia hanno fatto affari e invaso zone bellissime dei panorama italiana, messi addirittura attaccate ad abitazioni private.
Quello che intendi tu è di aver buon senso.
Ad esempio per il trasporto merci, una soluzione semplice è usare di più il treno che il camion.
Per il trasporto privato, potenziare il trasporto pubblico, in questo modo l'auto la usi meno.
Il bio metano al momento viene utilizzato per smaltire materiale di scarto

T
Tetsuro P12 01 Jan 1970 @ 00:00

Intendevo per il settore autotrasporti, come saprai vogliono sostituire il diesel con il biometano, ed il biometano possibilmente potrà essere utilizzato anche per il trasporto privato. Non avevo considerato gli altri utilizzi, come il riscaldamento domestico, il disegno che ne viene fuori sarebbe ancora peggiore.

S
SuperDuo 01 Jan 1970 @ 00:00

No, intolleranza alle castronerie scritte solo perchè anonimi dietro una tastiera. Per cogenerazione si intende solo lo sfruttamento del combustobile sia per produrre elettricità sia per il recupero del calore. Non c'entra nulla con la purezza del combustibile.

E se per caso ti stessi riferendo all'uso diretto da parte delle aziende agricole del metano prodotto dagli scarti di produzione, sappi che quello viene bruciato in loco in generatori appositi, non immesso in rete. Quello immesso in rete invece, come dicevo prima, viene raffinato ed è identico a quello fossile. Ripeto, da dove pensi che venga il metano fossile? è stato creato da un essere superiore?

Hai mescolato cose che non c'entrano nulla. Ti invito a informarti prima di scrivere luoghi comuni senza fondamento.

S
Stefano 01 Jan 1970 @ 00:00

"Biometano"

S
Stefano 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai mai sentito parlare di impianti di cogenerazione da biometano? Ce ne sono molti in giro e presentano tutti problemi legati alle schifezze che rimangono nel gas combustibile. Tutti molto aggressivi sul blog... vita difficile e frustrazioni?

w
wrg 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma il bio metano sostituisce il metano, il quale non c'entra molto con il petrolio.
Non è la soluzione il bio metano, ma una delle possibili soluzioni.
Poi la prima fonte di energia rinnovabile è quella non consumata e qui entra il miglioramento dell'efficienza e riduzione delle dispersioni termiche per esempio degli edifici

T
Tetsuro P12 01 Jan 1970 @ 00:00

Per ora sì, ma quando il biometano dovrà sostituire tutto il petrolio allora gli scarti alimentari non basteranno più, e ci vorranno le alghe, il mais, i rami degli alberi e quel che di vivo si può abusare.

w
wrg 01 Jan 1970 @ 00:00

La natura prende energia dalla terra, anche gli animali lo fanno, ma loro sono molto più intelligenti di noi umani e prendono solo ciò che serve dando il tempo alla natura di rigenerare.
Poi molto bio metano è prodotto da scarti alimentari e scarti agricoli e inoltre dalla depurazione delle acque reflue. Pertanto tutto materiale che andrebbe in qualche modo smaltito

B
Babi 01 Jan 1970 @ 00:00

Triste pensare che queste tecnologie c'erano già 50 anni fa...

T
Tetsuro P12 01 Jan 1970 @ 00:00

Indubbiamente, ma credo sia giusto pensare anche ai presenti e (peggio) futuri abusi. Prima si prendeva l'energia dalla natura morta (petrolio), poi si prenderà da quella viva. Ed oltre agli scarti alimentari immagino che ci finirà dentro di tutto.

w
wrg 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è detto, i boschi per esempio vanno puliti, altrimenti abbiamo rischi incendi e la legna che marcisce nel bosco si trasforma in co2 e idrogeno

E
Enrico Garro 01 Jan 1970 @ 00:00

È la soluzione migliore per i mezzi pesanti che fanno tanti chilometri in autostrada.

S
Stefania Polo 01 Jan 1970 @ 00:00

E l'odore che Este e i suoi cittadini devono subire?
Per non parlare dei camion che vengono a conferire anche dal sud..anche se non potrebbero..
E gli appalti che vincono sempre loro per il ritiro dell'umido?
Fatevi delle domande....

w
wrg 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei rimasto agli anni 90!! Adesso ha il turbo e coppia da vendere.
Sono cambiati leggermente i motori alimentati a metano.....

T
Tetsuro P12 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando potano gli alberi è per ricavarci biometano? Possiamo pensare ad una natura mutilata in futuro? Mah...

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Normali processi di raffineria... Se non più brevi.
Dal petrolio grezzo devi filtrare tutto per arrivare al metano, fine ultimissimo del processo lavorativo che di per sé Costerebbe molto di più di benzina e gasolio.

Approssimando molto dal BioMetano è come se tu partissi dal petrolio grezzo con l'obbiettivo di arrivare al gasolio o leggermente sotto.
Devi togliere le "impurezze", tutto ciò che non centra(a parte zolfo, altre sostanze che in piccole parti vengono lasciate perché "utili"). Il BioMetano arriva come un metano sporco.
Rimossi i RSS(residui solidi sedinentabili) in pochissimo tempo(pochi secondi a MQ per un moderno impianto, se fanno 3000mq alla volta con due tre impianti ne produci quantità esorbitanti) devono essere rimossi i residui solidi non sedimentabili(se c'è ne sono) e i gas estranei...
Insomma poca roba, è il processo a monte che è complesso. Grandi impianti e lenta produzione di metano. Ma una volta che arrivi a ritmo(mettiamo un anno) salvo imprevisti con i giusti additivi e trattamenti meccanici la produzione Diventa continua.
È ovvio che se tu raddoppi la produzione raddoppiando di colpo il materiale organico non hai domani il doppio del metano ma lo avrai tra 2 mesi o di più a seconda dell'impianto. Non è il massimo della praticità ma pensa a che risparmio in termini generici.

I motori a metano hanno raggiunto ottimissime efficienze. Sia quelli in linea che quelli rotativi.
Iveco ha investito tantissimo per mezzo di FTP... L'Italia è davvero ben messa in questo settore. Ormai le bombole sono termo protette e facili D rimuovere... Iveco ha dimostrato quanto sia conretizzabile vendendo lo stralis NP... Arriviamo a 600Cv per un motore a 6 cilindri. Ma anche l'iveco BluePower con il 3.0L che ha tempo di manutenzione si 45K+ Km (che era un grosso problema).

Pensiamo soprattutto alle turbine... Pensiamo al fatto che non dobbiamo far arrivare i gas dotti dalla russi riducendo enormemente l'impatto ambientale. Pensa anche all'Ilva... Sai cosa significa per una ditta come L'Ilva passare dal Carbone al Metano?
Riduci del 50% le emissioni novice e soprattutto vai a ridurre quelle altamente tossiche.

w
wrg 01 Jan 1970 @ 00:00

Potenzialmente di bio metano ne potremmo produrre il 30% del.nostro fabbisogno oltre al fatto di eliminare lo smaltimento del rifiuto organico.
Economia circolare!! Altro che le inquinanti batterie.....

T
TurboCobra11 01 Jan 1970 @ 00:00

Nella mia città da molti anni, e stato praticamente il primo impianto del genere, la frazione organica prodotta dai rifiuti e dalle aziende alimentari oltre a potature e ramaglie, viene utilizzata per produrre attraverso il biometano il 10% dell'energia elettrica consumata dalla Città e alla fine il residuo è terriccio per le piante, non rifiuto da smaltire in discarica. Se ogni città avesse impianti del genere e una raccolta dell'organico fatta al meglio di bio metano ne saremmo pieni, invece inquiniamo con i carburanti tradizionali e inquiniamo con le discariche dove seppelliamo tutto

w
wrg 01 Jan 1970 @ 00:00

La panda a metano ha 85 cavalli, che per una macchina così piccola non è male.
Poi rispetto a chi ha vetture a benzina che guardano il computer per cercare di risparmiare, a metano te ne freghi e schiacci, tanto consuma comunque poco

s
sudo apt-get install humor ® 01 Jan 1970 @ 00:00

Più fagioli per i camionisti!
👍👍

S
SuperDuo 01 Jan 1970 @ 00:00

Che castroneria. Viene raffinato come ogni altra cosa è alla fine è chimicamente identico al metano fossile.
Da dove pensi che venga quest'ultimo se non dalla decomposizione di enormi masse di vegetali? Il principio è lo stesso

S
StriderWhite 01 Jan 1970 @ 00:00

Tipo in quanto tempo?

S
Stefano 01 Jan 1970 @ 00:00

Il biometano contiene un enorme quantità di scarti ed acidi che vanno a rovinare i motori che li utilizzano...

G
Giulk since 71' 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà non c'e, i bio combustibili sono una realtà, il problema semmai è la quantità prodotta, nel senso che difficilmente si può sopperire al totale parco auto circolante, in futuro credo ci sarà una diversificazione, con diversi attori sul mercato, intesi come tipo di combustibili

G
Giulk since 71' 01 Jan 1970 @ 00:00

Ottimo, spero che questo porti ad avere un maggior numero di distributori metano anche per le automobili che in certe zone sono più rari dei punti di ricarica per le auto elettriche, motivo per il quale ho preferito il gpl

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

sembra tutto bello, doov'è l'inghippo?

L
LaVeraVerità 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi piace l'odore del biometano di mattina. cit.