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Renault: al via i primi test di ricarica bidirezionale su larga scala

Come funziona il sistema di ricarica V2G di Renault

Renault: al via i primi test di ricarica bidirezionale su larga scala
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Simone Facchetti
Simone Facchetti
Pubblicato il 21 mar 2019

Prime sperimentazioni su larga scala della ricarica bidirezionale per veicoli elettrici – detta anche vehicle to grid (V2G) – da parte del Gruppo Renault. L'annuncio è anche l'occasione per ricordare – a chi ancora non lo sapesse – come funziona questo sistema. Si tratta di una tecnologia, in corrente alternata, che nel caso di Renault ha la specificità di integrare il caricabatterie bidirezionale direttamente nei veicoli. In questo modo, la vettura può ricevere energia ma, all'occorrenza, anche restituirla alla rete elettrica per contribuire a stabilizzarla in quei momenti in cui vi è di picco dei consumi. Il tutto senza dover provvedere a costose modifiche alle colonnine. 

A partire da oggi, inizialmente a Utrecht (Paesi Bassi) e sull’Isola di Porto Santo (arcipelago di Madera in Portogallo) e successivamente in Francia, Germania, Svizzera, Svezia e Danimarca, una flotta di 15 Renault Zoe (QUI la nostra recensione della piccola elettrica di Renault) a ricarica bidirezionale sarà messa a disposizione per una sperimentazione che ha lo scopo di elaborare le future offerte di ricarica del Gruppo Renault e predisporre le norme, quest'ultimo compito condiviso con i partner. 

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In un sistema ideale, i veicoli elettrici diventano delle unità di stoccaggio temporanee di energia, utili per esempio per l'accumulo dell'energia prodotta da fonti rinnovabili. In questo modo, da una parte la rete elettrica ottimizza la fornitura di energia rinnovabile locale e riduce i costi delle infrastrutture, dall'altra parte i proprietari dei veicoli elettrici possono essere remunerati per il servizio che offrono alla rete elettrica.

Il Gruppo Renault ha in programma di testare la ricarica bidirezionale in diversi progetti, al fine di verificare l'effettiva convenienza tecnica ed economica di una soluzione integrata a bordo dei veicoli (come nel caso delle Zoe della flotta), dimostrare concretamente il valore dei servizi offerti alla rete elettrica locale e nazionale, controllare la frequenza o la tensione della rete e la riduzione dei costi infrastrutturali, aprire il dialogo per iniziare ad adottare un quadro normativo comune per questo tipo di tecnologie 

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Commenti Regolamento
M
Matteo Bernardini 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è la possibilità di decidere a che ora e quanta autonomia ti serve. È fatto ad hoc. Bisogna solo aspettare

m
mytom 01 Jan 1970 @ 00:00

Stessa mia perplessità. Magari io metto la macchina in ricarica in vista di un viaggio lungo, e mi vedo la carica ciucciata dalla rete... bah, staremo a vedere, ma ho molti dubbi. Diverso sarebbe se, in caso di black out, decido di alimentare casa con la macchina. Ma devo deciderlo io.

A
Alessandro 01 Jan 1970 @ 00:00

quello neanche attaccandolo direttamente alla spina migliora

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Peccato che non si possa fare anche con il cervello hahaha

A
Alessandro 01 Jan 1970 @ 00:00

sarebbe bello che con la ricarica wireless l'auto ti si ricarica da quella che ti si ferma affianco al semaforo ahahaha

L
LucaS888 01 Jan 1970 @ 00:00

Si verrà pagati per quello che ti viene preso, ovviamente.

L
LucaS888 01 Jan 1970 @ 00:00

"ma, all'occorrenza, anche restituirla alla rete elettrica per contribuire a stabilizzarla in quei momenti in cui vi è di picco dei consumi"

Quindi io penso che l'auto sia carica vado a prenderla e scopro che invece è all'80% perchè per esigenze di "rete" ha restituito il 20% di carica ?

Mah.
Può andare sicuramente bene in ambito cittadino quando tutti i posteggi saranno provvisti di sistema di carica, alla fine girando in città sarebbe sempre "in carica" quindi "mai scarica", poco importa con quale carica residua, ma in generale mi pare una scelta che oggi mi lascia perplesso.

I
Ikaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Mah, già I benzinari ti fregano con acqua nella benzina adesso facciamogli prendere direttamente energia😊 scherzi a parte non ne vedo il senso, se non come progetto per costringere al cambio batterie ogni 2 anni...

c
cbss 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse l'obiettivo è un'altro, ricaricare al volo un'altra automobile in crisi da energia, al pari di alcuni smartphone.

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

La mia domanda per sta roba è sempre la stessa: quanto viene prelevato dalle batterie delle singole auto? E se uno vuole usare una macchina proprio alla fine del prelievo?

B
Bronx 01 Jan 1970 @ 00:00

È ottimo perché invece di comprare una batteria per lo stoccaggio della produzione solare si usa quella del auto in casa. In un futuro moooooooltooooooo lontano