Cerca

Frenata a gennaio della vendita di EV: pesano Cina e USA

Calo del 3% delle immatricolazioni di veicoli elettrici: forti flessioni in Cina e Nord America; l'Europa è in crescita, ma rallenta

Frenata a gennaio della vendita di EV: pesano Cina e USA
Vai ai commenti
Gabriele Lupo
Gabriele Lupo
Pubblicato il 15 feb 2026

Le immatricolazioni globali di veicoli elettrici nel mese di gennaio sono diminuite del 3% a causa dell’introduzione di una tassa d’acquisto e la riduzione dei sussidi per gli EV in Cina, oltre a cambiamenti a livello politico negli USA.

Le case automobilistiche globali con una forte esposizione nel mercato statunitense hanno registrato svalutazioni per una cifra totale di circa 55 miliardi di dollari, mentre stanno pensando come ridimensionare gli obiettivi sui veicoli elettrici in un mercato USA difficile, reso ancora più complicato dalla Presidenza Trump con guerre dei prezzi in Cina e un mix di tipologie di veicoli più complesso in Europa. Anche l’Unione Europea e la Cina, che rappresenta il principale mercato globale dei veicoli elettrici, hanno attenuato le normative introdotte per favorire la transizione verso l’elettrico.

Uno dei fattori principali per valutare le vendite è rappresentato dalle immatricolazioni globali di EV e, come anticipato, sono diminuite del 3% su base annua a quasi 1,2 milioni di unità a gennaio, dato cumulativo di veicoli 100% elettrici e ibridi plug-in.

In Cina è stato registrato un calo del 20%, con un dato di 600.000 immatricolazioni, il livello più basso degli ultimi due anni, e del 33% in Nord America, con i numeri che si fermano a 85.000 veicoli venduti. 

Negli USA, a gennaio le vendite di veicoli elettrici hanno toccato il livello mensile più basso dall’inizio del 2022. 

In Europa, invece, le immatricolazioni sono aumentate del 24% su base mensile, segnando però il ritmo di crescita più contenuto dallo scorso febbraio e superando quota 320.000 unità. Ancora più marcato l’incremento nel resto del mondo, dove le vendite sono balzate del 92%, sfiorando le 190.000 unità – un massimo storico – grazie soprattutto agli incentivi introdotti in Thailandia e alla forte espansione dei mercati di Corea del Sud e Brasile.

In questo scenario, il dibattito sulla transizione energetica del settore automobilistico resta aperto. Da un lato, i sostenitori dell’elettrificazione ribadiscono l’urgenza di ridurre le emissioni di CO2 responsabili del riscaldamento globale; dall’altro, le case automobilistiche mettono in guardia dai rischi economici e occupazionali di un passaggio troppo rapido all’elettrico.

In questo equilibrio ancora instabile, le auto ibride si stanno affermando come soluzione intermedia tra i modelli completamente elettrici a batteria e quelli con motore a combustione interna. Tuttavia, secondo alcuni analisti, la crescente diffusione delle versioni mild-hybrid garantirebbe benefici solo parziali, lasciando irrisolto il nodo di una reale e profonda decarbonizzazione del settore.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento