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Trump revoca gli incentivi alla produzione di auto elettriche

Trump smantella i pilastri della transizione elettrica negli USA, eliminando la norma di incentivazione alla produzione di auto a batteria

Trump revoca gli incentivi alla produzione di auto elettriche
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 19 feb 2026

L’amministrazione Trump ha giocato un altro tiro mancino al mondo della mobilità elettrica, avviando una drastica manovra di smantellamento delle politiche di incentivi, annullando in modo formale una norma che spingeva i produttori di auto a realizzare modelli a zero emissioni per soddisfare i requisiti di risparmio del carburante. Al centro di questa decisione si trova la rimozione immediata del cosiddetto “fuel content factor”, un coefficiente di conversione utilizzato dal Dipartimento dell’Energia (DOE) per calcolare il risparmio di carburante equivalente (MPGe) dei veicoli elettrici ai fini della conformità alle norme federali CAFE (Corporate Average Fuel Economy).

Il paradosso del calcolo energetico

La questione tecnica è fondamentale per comprendere l’impatto sul mercato: il “fuel content factor” permetteva di assegnare ai veicoli elettrici valori di efficienza molto elevati, questi poi venivano utilizzati per calcolare le medie delle flotte aziendali secondo le norme federali CAFE. I produttori automobilistici avevano ammesso in precedenza che tale fattore portava a un’efficienza valutata circa sette volte in più rispetto a quella calcolata basandosi esclusivamente sul reale contenuto energetico dell’elettricità equivalente alla benzina.

Questo sistema era stato per lungo tempo nel mirino degli ambientalisti, i quali sostenevano che valori di chilometraggio così elevati permettessero a un numero esiguo di auto elettriche di garantire matematicamente il rispetto delle norme di flotta, senza che i produttori dovessero apportare miglioramenti reali all’efficienza dei loro modelli a combustione tradizionale. Durante la presidenza Biden, il governo aveva inizialmente proposto di eliminare tale fattore a partire dal 2027 — una mossa che avrebbe abbassato il valore di conformità degli EV di circa il 70% — ma, sotto la pressione dell’industria, nel 2024 il DOE aveva optato per una eliminazione graduale fino al 2030. L’attuale amministrazione ha invece deciso per la cancellazione immediata.

Tagli agli standard e abolizione delle sanzioni

Parallelamente alla revisione dei calcoli, l’amministrazione Trump ha proposto a dicembre scorso di abbattere gli standard di consumo del carburante che erano stati finalizzati da Biden nel 2024, con l’obiettivo dichiarato di facilitare la vendita di auto a benzina. La NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) ha dunque proposto una riduzione significativa dei requisiti: l’obiettivo di efficienza è stato portato a 34,5 miglia per gallone (circa 14,6 km/l) entro il 2031, contro le 50,4 miglia per gallone (21,4 km/l) previste in precedenza.

Per alleggerire ulteriormente il peso normativo sui produttori, Trump ha firmato un emendamento che mette fine alle penalità pecuniarie legate al mancato rispetto degli standard di consumo. La NHTSA ha confermato che le case automobilistiche non dovranno affrontare multe retroattive a partire dai modelli realizzati nel 2022. L’intero pacchetto di misure rappresenta quindi una strategia coordinata per disincentivare l’acquisto e la produzione di veicoli elettrici, rendendo al contempo molto più agevole ed economico produrre e commercializzare modelli alimentati a benzina. Si tratta di un ribaltamento totale delle priorità energetiche federali, volto a sostenere il comparto dei motori a combustione tradizionale a discapito della transizione elettrica.

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