Fiumicino, intesa con Eni: primo scalo in Italia a disporre di biocarburante per aerei

15 Ottobre 2021 10

L’aeroporto di Fiumicino è il primo scalo in Italia a rendere disponibile il SAF (Sustainable Aviation Fuel), una miscela di Jet tradizionale con componente biogenica, quest’ultima in grado di ridurre le emissioni di CO2 del 60-90%.

Grazie all’accordo strategico sottoscritto tra ADR e Eni, la nuova compagnia ITA ha potuto utilizzare il SAF su alcuni voli già dal primo giorno di avvio delle operazioni. E’ un’ulteriore accelerazione di Aeroporti di Roma sul fronte della sostenibilità dopo che lo scalo di Fiumicino ha ottenuto come primo aeroporto in Europa la più alta certificazione Airport Carbon Accreditation 4+ “Transition” di ACI Europe sulla riduzione di CO2, in linea con l’obiettivo, dichiarato lo scorso anno e fissato nel Sustenaibility-Linked Bond emesso lo scorso aprile, di azzerare le proprie emissioni di gas serra già entro il 2030, in largo anticipo rispetto ai target originari di settore.


Questo il commento di Marco Troncone, amministratore aelegato di Aeroporti di Roma:

“La decarbonizzazione del settore è una priorità assoluta e servono risposte immediate e azioni concrete: per l’abbattimento delle emissioni del traffico aereo la risposta oggi è il SAF, e grazie alla partnership con Eni oggi comincia la sua diffusione a Fiumicino. Siamo felici che ITA rappresenti un elemento di novità anche sul fronte green, con l’utilizzo di SAF a Fiumicino già nel giorno del proprio debutto. E’ un segnale significativo della volontà di implementare soluzioni innovative, sostenibili e realmente efficaci, per la ripresa di un settore strategico per il nostro territorio e per il Paese. La sfida è ora assicurare che la fornitura di carburante sostenibile possa presto essere un’opzione disponibile per tutti i vettori che ne faranno richiesta: a tal fine sarà essenziale porre in essere una politica incentivante per un rapido incremento della produzione e per garantire livelli di costo compatibili con il mercato”.

L’intesa con Eni, che ha permesso la distribuzione in tempi rapidissimi del SAF a Fiumicino in vista di una ulteriore diffusione a breve, prevede la definizione di un programma congiunto di sviluppo di servizi di mobilità sostenibile e di distribuzione ai clienti finali, anche per la decarbonizzazione dei mezzi di terra, oltre a progetti di integrazione energetica, in coerenza con i modelli più avanzati di transizione e digitalizzazione.


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Commenti

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flagor

Basta una sola pianta per fare bioetanolo: la canapa. Cresce molto velocemente , nutre il terreno se i suoi scarti vengono compostati e sparsi sul suolo , cresce ovunque basta che ci sia sole , quindi sud Italia .

sailand

Non è tutto biocarburante, contiene una percentuale di biocarburante ma quale percentuale non è dichiarato.
Ipotizzando che i motori a turbogetto moderni a consumi già ridotti siano più che ottimizzati per le caratteristiche del carburante avio tradizionale non credo siano di bocca buona come certi diesel, non credo quindi la percentuale di biocarburante sia elevata e di conseguenza neanche la riduzione complessiva credo lo sia.
Anche una riduzione del 100% è solo sulla carta perché coltivare come raffinare, immagazzinare e via dicendo richiedono altra energia che si traduce in ulteriore produzione di co2 rispetto alla sola fermentazione batterica anche ammettendo che la combustione in un turbogetto produca la stessa co2 della fermentazione naturale, cosa di cui non sono affatto sicuro.

Difatti i dati a leggerli bene sono chiari: una riduzione fra il 60% e il 90% ma solo per la quota (non dichiarata) di biocarburante contenuto. Il dato complessivo invece non è minimamente accennato, neanche alla lontana!

HicSuntLeones

Bisognerebbe fare una analisi LCA accurata per vedere quante emissioni si risparmiano in tutta la catena di produzione del biocarburante rispetto a produrre quello tradizionale

Vae Victis

100% rinnovabile = zero CO2.
Se riducono solo del 60% significa che nella miscela c'è anche una componente fossile.

Luke

Considerano tutto il ciclo di produzione. Il punto è che se per coltivare le piante che ti servono per creare il biocarburante hai distrutto una foresta (se usi un campo che prima era coltivato è la stessa cosa perché quel campo verrà spostato in un luogo dove prima c'era una foresta hai creato comunque um danno enorme. Poi per recuperare la co2 emessa ci vogliono comunque anni.
Questo è un tipico caso di greewashing.

sailand

Credo che semplicemente i moderni motori di aerei già accettino una piccola percentuale di carburante non ottimale. Le contaminazioni del carburante avvengono.
Ma ipotizzare che una compagnia che nasce già con le pezze al sedere spenda anche solo un euro in modifiche o carburanti speciali va oltre la fantascienza.

sailand

Mmmh che io sappia il biocarburante è una risorsa rinnovabile ma una così alta riduzione di co2 mi sembra troppo ottimistica, forse calcolando tutto il processo produttivo (inclusa estrazione e raffinazione), sempre combustibile è. In ogni caso non dichiarando la percentuale di biocarburante contenuta mi puzza di una sostanziale operazione immagine più che sostanziale. La riduzione reale potrebbe essere bassissima se la percentuale di biocarburante è altrettanto bassa.
Ricordo inoltre che non basterebbero tutti i campi agricoli del mondo a soddisfare un ipotetico uso di solo biocarburante, il biocarburante è già in declino sui mezzi terrestri con l’elettrico che avanza senza mai essere diventato una alternativa molto concreta.

Alessio Ferri

Penso proprio di sì. Però penso anche in Eni non siano tutti stupidi e sugli arei nuovi vada.

utentepuntocom

ma ci vogliono anche aerei adatti per il biocarburante?

Zone Irrafer

60-90% di CO² in meno? Mica poco...

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