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Tesla migliora la ricarica LFP: addio ai problemi nei climi freddi

Supercharger V3 e V4: Tesla accelera la ricarica nei climi freddi

Tesla migliora la ricarica LFP: addio ai problemi nei climi freddi
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Mario Brambilla
Mario Brambilla
Pubblicato il 27 dic 2024

Tesla ha introdotto una nuova tecnologia che promette di migliorare la ricarica dei veicoli elettrici dotati di batterie LFP (litio-ferro-fosfato), in particolare nei climi freddi. Tradizionalmente, il precondizionamento della batteria, che riscalda le celle alla temperatura ideale prima della ricarica, è stato un elemento chiave per garantire prestazioni ottimali durante l’utilizzo delle stazioni Supercharger. Con il recente aggiornamento, Tesla alza ulteriormente il livello, permettendo alle batterie LFP di migliorare significativamente i tempi di ricarica.

Questa nuova funzione, implementata nelle stazioni Supercharger V3 e V4, sfrutta la corrente alternata proveniente direttamente dal caricabatterie per riscaldare le celle della batteria dall'interno. Tale approccio rappresenta un miglioramento per i veicoli Model 3 e Model Y Standard Range, spesso equipaggiati con celle LFP. 

IN SINERGIA

La capacità di Tesla di integrare questa modalità di riscaldamento consente di risparmiare tempo: secondo il responsabile Tesla Supercharger, Max de Zegher, i tempi di ricarica possono essere fino a quattro volte più rapidi rispetto al passato. Tuttavia, de Zegher ha sottolineato che questa soluzione non sostituisce il tradizionale precondizionamento, ma agisce in sinergia con esso per massimizzare le prestazioni.

Il risultato è particolarmente utile per chi affronta frequenti viaggi invernali o brevi spostamenti, situazioni in cui spesso il precondizionamento tradizionale non riesce a riscaldare a sufficienza le celle prima dell’arrivo alla stazione di ricarica.

BATTERIE IN SALUTE

A livello tecnico, l’idea di utilizzare la corrente AC per generare calore interno rappresenta una bella novità per il settore. Se da un lato il beneficio principale si osserva nelle celle LFP, è meno probabile che la tecnologia venga applicata alle batterie a base di nichel, più diffuse ma anche più instabili. Queste ultime, infatti, non soffrono allo stesso modo il freddo, ma richiedono maggiore attenzione per evitare surriscaldamenti.

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Commenti Regolamento
L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi quale dispositivo "filtra" la DC inviata per ricaricare la batteria dalla AC usata per riscaldarla ?
La "integrazione verticale" citata dal tizio di Tesla sembra indicare qualcosa che riguarda entrambi gli aspetti della ricarica ( infrastruttura e veicolo ).

a
andrea55 01 Jan 1970 @ 00:00

Non c'è nessun inverter nell'auto in Dc, la colonnina viene collegata direttamente alla batteria ed è lei a regolare la tensione di ricarica sotto controllo dell'auto

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Si si certo

C
Cristiano Gardoni 01 Jan 1970 @ 00:00

sticazzi zio, sticazzi

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Follia è spendere migliaia di euro l'anno tra carburante e manutenzione, altroché

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Follia

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Ammesso che tu sia stato onesto, probabilmente c’erano altri che stavano usando i SuC vicino al tuo…

Nel mio caso di qualche gg fa, 20 min per fare 34-88% https://uploads.disquscdn.c...

G
Giampiero 01 Jan 1970 @ 00:00

Non hanno migliorato le batterie, che produce CATL e non BYD, hanno migliorato il software della gestione della batteria e questo lo fa Tesla con il software proprio.

Ps: le batterie LFP di BYD arrivano al massimo a 115kW di potenza, il software di Tesla riesce a portare la potenza, nelle Tesla, a 170kW. Questo, tradotto in tempi, vuol dire che Tesla impiega 8 minuti a caricare 100km (15kWh) e BYD impiega 12 minuti a caricare 100km, moltiplica il tutto per tutte le volte che caricherai e capisci come quei 4 minuti sono un enormità di ore nel corso del tempo...

M
Mauro 01 Jan 1970 @ 00:00

SuC V2 congestionato?

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Se avevi la batteria calda molto probabile che il problema era lato SuC

D
D3stroyah 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è ancora tanto lavoro da fare lato tesla...oggi 35 minuti per un 35-80% al suc..entravano 80kw al max con batteria calda. Auguri! E no a me non piace per niente aspettare!

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"...A livello tecnico, l’idea di utilizzare la corrente AC per generare calore interno rappresenta una bella novità per il settore..."

Non mi è chiaro. Sul connettore standard Tesla americano non mi pare ci siano pin di potenza AC . Vuol forse dire che c'è una sorta di "segnale" AC che viaggia sulla "portante" DC e poi viene "filtrato" dall'inverter ?

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Risolvendo il problema nei climi freddi si è creato il problema nei climi caldi...

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Poi perché BYD quando rappresentano una piccolissima percentuale delle Tesla LFP.
BTW è una cosa che in teoria pochi altri costruttori possono fare ed è un vantaggio per Tesla che ha i SuC.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Al massimo CATL però qui non c'entra un tubo chi produce le LFP lol.
Ma hai letto l'articolo? Poi consiglio di andare direttamente alla fonte per capire veramente cosa fanno

D
Dark Entries 01 Jan 1970 @ 00:00

Peccato poi che nelle auto Byd come Dolphin e Atto 3 la ricarica sia lentissima...

M
Matteo Ferrari 01 Jan 1970 @ 00:00

Brava Byd (le batterie sono le loro)!,

d
dux nobis 01 Jan 1970 @ 00:00

non tutte hanno batteria LFP però

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Ottimo

K
Kallaty 01 Jan 1970 @ 00:00

Finalmente posso buttare il caricatore cinese da 40 euro che avevo comprato.
Non partiva mai.