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Tesla, niente Gigafactory in Spagna. Stop al progetto per la fuga di notizie

La fuga di notizie ha indispettito i vertici del costruttore americano

Tesla, niente Gigafactory in Spagna. Stop al progetto per la fuga di notizie
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 29 giu 2023

Tesla ha abbandonato i suoi piani per arrivare a costruire una Gigafactory in Spagna. All'inizio di giugno era emersa la notizia che la società di Elon Musk stesse discutendo con la Generalitat Valenciana per andare a realizzare una nuova fabbrica nell'area metropolitana di Valencia.

Si parlava di "trattative avanzate" e del fatto che le parti avessero firmato anche un accordo di riservatezza sui contenuti delle discussioni. Tesla, però, secondo quanto riporta la stampa spagnola, ha deciso di interrompere le trattative. Il motivo sarebbe da ricercarsi nella fuga di notizie che avrebbe indispettito i vertici dell'azienda americana.

Fuga di notizie che stando sempre a quanto riferisce la stampa spagnola, sarebbe frutto di una serie di problematiche politiche interne sorte a seguito dei risultati delle ultime elezioni regionali di fine maggio. Indipendentemente dalle lotte politiche interne spagnole, il risultato è molto chiaro e cioè che Tesla ha interrotto le discussioni e messo da parte i suoi piani per una possibile Gigafactory nell'area metropolitana di Valencia che avrebbe comportato un investimento di oltre 4 miliardi di euro. Sicuramente non è una bella notizia per la Spagna e per i suoi progetti legati al settore automotive.

Dunque, certamente la seconda Gigafactory europea non sarà in Spagna. A questo punto, in pole position per una possibile nuova fabbrica europea si potrebbe trovare la Francia. Come sappiamo, tra Tesla e il Governo francese sono in corso fitte discussioni con il presidente Macron che si sta spendendo in prima persona. Difficile che il costruttore americano guardi all'Italia. Sebbene Elon Musk abbia di recente incontrato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo quanto emerso non si sarebbe discusso di possibili investimenti nel nostro Paese.

Fuori dall'Europa, però, Tesla sta guardando con molto interesse all'India. Proprio di recente, Elon Musk aveva parlato di un futuro significativo investimento in questo Paese.

Non rimane, dunque, che attendere le decisioni del costruttore americano per capire dove Tesla andrà a realizzare la sua nuova fabbrica.

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Commenti Regolamento
C
Canvas 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho scritto smacco, perchè nella terra delle supercar termiche avrebbero il "diavolo" che produce le elettriche migliori. Visto quanti automobilisti sono davvero "avvelenati" contro i motori elettrici, sarebbe molto difficile per loro digerire una fabbrica Tesla a Modena.

E
Ennio 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando la politica si mette in mezzo fa solo danni..

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00

...oppure voci di corridoio, montate a notizie, per generare click, e altre fantasie, portate a notizie, per generare ulteriori click?

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00

Tranquillo, anche in Germania o Francia nulla è mai semplice, se ci son di mezzo i politici.

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00

O forse è un gossip, in risposta ad un'altro gossip, inventati entrambi dai giornali per fare click.

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì, certo, mi vedo già Elon Musk che aspetta che il governo italiano faccia delle opere per fare una Gigafactory :)
Tradotto: non ha tempo da perdere dietro ai tempi decennali della politica italiana :)

l
luc tresson 01 Jan 1970 @ 00:00

Se Tesla vuole manodopera a basso costo può aprire un'altra fabbrica in Cina o in India o Indonesia, se sceglie una location in Europa è perché vuole produrre in quella nazione per motivi logistici e strategici e non per delocalizzare dopo qualche anno come fanno molti di quei peracottari di imprenditori nostrani e non solo.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Peccato che in cina ci siano circa 100 milioni di persone in poverta assoluta, molti reclutati per vivere nelle fabbriche.
Fonte wired
Alcuni fornitori cinesi di grossi marchi internazionali come Nike, Apple, Volkswagen hanno utilizzato nei loro stabilimenti operai uiguri su ordine di Pechino. È quanto emerge da una recente inchiesta pubblicata dal centro studi Australian strategic policy institute (Aspi) e dal Washington Post. Dall'indagine emerge che tra il 2017 e il 2019 oltre 80mila uiguri, l’etnia di religione musulmana che vive principalmente nella regione autonoma dello Xinjiang in Cina, sono stati obbligati dallo stato a lasciare le loro case e a lavorare in fabbriche di diverse regioni del Paese di mezzo.

Secondo Aspi i trasferimenti forzati nelle fabbriche lontane dalla regione di provenienza, e nelle quali i lavoratori vivono rinchiusi, sottopagati e senza poter uscire, rappresentano una nuova fase della strategia di repressione adottata da Pechino contro questa minoranza. In sostanza, queste fabbriche sembrano funzionare come dei** **“campi di lavoro” in cui le persone trasferite sono sorvegliate costantemente da un apparato di controllo direttamente gestito dalle autorità.
E il problema principale è che molte di queste fabbriche appartengono ad aziende che forniscono materiali e prodotti ad alcune grandi multinazionali, che vanno dalla tecnologia all’abbigliamento fino all'automotive. Complessivamente dal 2017 in nove province cinesi circa 27 fabbriche che lavorano per oltre 83 marchi internazionali hanno impiegato lavoratori uiguri inseriti nei programmi governativi di trasferimento forzato..

m
mattopp 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia produciamo buona parte di parti e accessori per i motori termici degli autoveicoli (guarnizioni, paraoli, ecc...), ma anche carrozzerie, rimorchi, semirimorchi, ecc... In particolare il primo comparto che ho citato ha già cominciato a essere in sofferenza (-4,6% a gennaio 2023) andrà pian piano verso l'estinzione ma ti posso assicurare che tanti settori verranno sacrificati con la scusa della transizione.

Le fabbriche Europee già convertite e pronte per la produzione di auto elettriche fanno numeri abbastanza risibili se comparate alle controparti asiatiche e americane. Le Gigafactory in costruzione saranno per lo più centri di assemblaggio di componenti nemmeno prodotti qua. Pensi forse di vedere operai con la giacchetta con scritto BYD con la pala per estrarre il litio dalla terra?

Quelli che vedono solo opportunità e unicorni che galoppano sugli arcobaleni mentre uno dei settori in cui l'Europa era all'avanguardia viene barattato con l'assemblaggio delle varie ChingChong EV "Made in Europe" mi fanno abbastanza sorridere. Poi sarei io quello di parte.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

E l'energia quanto costa in cina ?..quanti giorni scioperare gli operai ? Quanti mesi hanno di malattia, quanto devono produrre in un giorno ?

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

E allora perché hanno aperto una GF in Germania e ne stanno per aprire un'altra? Comunque il costo del lavoro in Cina è in continuo aumento e già oggi Musk paga gli operai in Cina stipendi non molto diversi da quelli italiani

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

E cosa produciamo in Italia o Europa, di grazia? TV? Smartphone? Elettrodomestici? Decoder? E per le altre merci? Giocattoli? Tessuti? Scarpe?Almeno la maggior parte delle auto elettriche vendute in Europa è di produzione europea, oppure le fabbriche tedesche, francesi, ceche, spagnole, sono dislocate in Manciuria? E sulle gigafactory in costruzione e in progetto in Europa? Saranno capannoni di facciata? A me questo ragionamento sembra molto miope e di parte

u
u ɐ ı ʇ s ı ɹ ɔ 01 Jan 1970 @ 00:00

Se lo meriterebbero più loro di alcuni "umani" che lo percepiscono... :D

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

I componenti di Brondi sono cinesi... Non sono nemmeno sicuro che assemblino in Italia

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me invece cerca garanzie di velocità dei permessi e autorizzazioni, in questo senso la Spagna sarebbe stata ideale, in Italia non avrebbe senso nemmeno tentare

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché sono i mercati più interessanti in Europa per tesla… e più logisticamente connessi con i restanti mercati marginali europei (Spagna, Scandinavia, Benelux, Italia)

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

I veri soldi stanno nell’Europa del nord…
Tesla non credo punti a diventare leader del mercato greco bulgaro croato…

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Dipende a che condizioni dai la fabbrica con i posti di lavoro…
Lo abbiamo fatto per 40 anni con la Fiat e non mi pare che per lo stato italiano sia stato un affare…🤷‍♂️
Se dobbiamo finanziare noi Tesla con miliardi per poi ritrovarci con spostamenti di sedi produttive in Polonia perché non ha gradito una fuga di notizie meglio che la facciano altrove la gigafactory 🤷‍♂️

c
chester999 01 Jan 1970 @ 00:00

perchè contano sul karma

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

io la farei in Piemonte visto che vivo in quella regione così porta un po' di nuova industria nel territorio

G
Gianni P. 01 Jan 1970 @ 00:00

R dove la metteresti, in Sardegna o in cul0 ai lupi sulla Sila? Dai sui, servono regioni serie e ben fatte

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

sono tutti stabilimenti degli anni 60-80, fatti allora con aiuti di Stato per muovere l'industria al sud.
Tesla deve fare la fabbrica da zero ed è diverso

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Smacco mica tanto, visto che qua è pieno di industrie che lavorano con l'automotive. Bisogna solo vedere dove andranno a reperire la componentistica. Di sicuro Tesla non è concorrente di Ferrari/Lamborghini/Pagani.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Fossero stabili tanto varrebbe produrre direttamente li non trovi?

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono entrato per leggerei commenti di quei patetici che danno contro al Governo perché :
-facciamo entrare a casa nostra un produttore straniero
-cosi affossiamo un produttore italiano
-non bisogna più dare soldi al produttore italiano
-II compravo con el soluzioni ice le dacia ed ora con le bev prendo cinese perché sono furbissimo. Io. Io sono furbo. Io.

Ma andate a rubare e portatemi i soldi.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Non penso basti una finanziaria per un'opera di tale portata. Inoltre l'Ilva ha qualcosa come l'1 % del Pil italiano. Il PIL di uno degli Stati più sviluppati al mondo.
Non è banale da sostituire. Certo è che se si potesse sarebbe un miracolo stupendo.

m
mattopp 01 Jan 1970 @ 00:00

Attualmente le auto elettriche si producono prevalentemente in Cina. La frase è corretta e i volumi di produzione la rendono vera.

Il futuro è segnato e sarà esattamente con il mercato smartphone: un'azienda americana (Tesla), che come Apple avrà una grossa parte della sua produzione in Cina vs tanti marchi cinesi che produrranno principalmente in Cina con qualche fabbrica distaccata in giro per il mondo e per tutti gli altri le briciole. La transizione fa rima con deindustrializzazione, nella migliore delle ipotesi in Paesi come l'Italia si farà un po' di assemblaggio e riciclo e solo nel caso in cui il governo offra condizioni fiscali super favorevoli alle aziende stesse.

l
luc tresson 01 Jan 1970 @ 00:00

Massì che ci facciamo noi con una fabbrica che darebbe 10.000 posti di lavoro più svariate migliaia di indotto, teniamoci quelle che abbiamo e che piano piano stanno chiudendo

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

“tra le solite 3 Piemonte, Lombardia o Veneto”
Poi in realtà gli stabilimenti italiani più grandi sono a Melfi (Basilicata), Cassino (Lazio) e Pomigliano d’Arco (Campania).
Mirafiori non è più grande come una volta, ora si producono alcune Maserati e la 500 elettrica.

l
luc tresson 01 Jan 1970 @ 00:00

Impossibile sotto tutti i punti di vista.

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Perche la Germania è il mercato più grande d'europa, dove ci sono più fornitori e la migliore catena logistica? Mi pare il posto ideale per costruire la prima fabbrica.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi non produci certo Tesla, al massimo Fiat/Citroen

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, logisticamente, come potrebbe essere diversamente?
puoi aggiungere Emilia, dove tra l'altro potrebbe esserci pure manodopera formata nell'automotive ed è comunque in zona pianura padana.

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Si beh chiaro. Solo che in genere il posto dove li fanno è all'estero, e pure i manutentori spesso fanno le trasferte.

Sicuramente hanno perso un opportunità di impiego, ma probabilmente i posti di lavoro non sarebbero stati tantissimi.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Metà delle auto elettriche a livello mondiale sono vendute in Cina.
La maggior parte delle produzione di auto elettriche in Cina viene venduta in Cina.
La maggior parte delle auto elettriche vendute in Europa è prodotta in Europa.
Perfino le aziende cinesi vogliono aprire fabbriche in Europa.

Ovviamente la Cina resterà sempre un produttore più grande, ma semplicemente a causa della dimensione del mercato: la Cina ha 3 volte la popolazione Europea.

Di fatto tra una decina d’anni tutte le auto vendute in Europa saranno elettriche.
Quindi ora opporsi alla transizione sarebbe semplicemente dannoso, bisogna pensare a come favorire la transizione e come incentivare nuove fabbriche in Italia ed in Europa

m
mattopp 01 Jan 1970 @ 00:00

Il mio commento nasce dalla tua affermazione: "Poi dite che le auto elettriche si producono in Cina".

Fintanto che il volume delle auto elettriche prodotte in Cina con pezzi cinesi rimarrà di molto superiore ai volumi di auto elettriche prodotte in Europa con pezzi europei sarà sacrosanto e inevitabile dire che le auto elettriche si producono in Cina. Altrimenti tanto vale dire che che la produzione di smartphone non è cinese perché qui in Italia abbiamo Brondi.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

se mai sarà in Italia la scelta sarà tra le solite 3 Piemonte, Lombardia o Veneto (una vicina alla Francia, una centrale e una più vicina alla Germania)

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

la Sicilia ha senso se si produce per il nord africa peccato che siano Stati movimentati

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

La metà delle auto elettriche a livello mondiale sono vendute in Cina.

Ci sono abbastanza progetti per fabbriche di batterie in Europa da essere totalmente indipendenti dalla importazioni.

Chi come Tesla vuole investire in Europa deve essere ovviamente favorito ed incentivato

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

La Giga Press usata da Tesla è prodotta a Brescia da Idra.
Per la verniciatura usano il sistema prodotto da Geico Taikisha in provincia di Milano

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non ha proprio senso produrre alcunché in Sicilia, motivo per cui non si produce nulla. Quale pazzo scellerato andrebbe mai ad investire da quelle parti quanto spendendo meno apri in Polonia, dove la produttività individuale è decisamente più elevata?

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

allora perchè la prima fabbrica l'hanno fatta in Germania e la seconda forse in Francia? eppure sono i 2 Stati popolosi dove gli stipendi sono alti e le tasse non sono basse

C
Canvas 01 Jan 1970 @ 00:00

Stiamo a vedere che il nostro Governo si lascerà scappare anche questa bella occasione proponendo localizzazioni che dal punto di vista logistico sono penalizzate.
Per vendere in Europa del Sud, dovrebbero localizzarla in pianura padana, sarebbe anche un bello smacco a Modena, ma dal punto di vista dei collegamenti non sarebbe male. Anche nel Veneto, Verona o Padova avrebbero dei bei collegamenti con il resto d'Europa.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

se lo Stato smantella e bonifica tutto a proprie spese + da una data certa di fine completamento infrastrutture per portare le auto in nord Europa forse vengono a parlarti

T
TurboCobra11 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovviamente è una mossa per penalizzare il governo Sanchez nelle imminenti elezioni. Politiche redistributive, di innalzamento dei salari vengono viste male da Musk e dagli USA, che preferiscono governi come quello italiano e inglese, piegati a novanta alle loro politiche, che facciano tutto ciò che le aziende Usa vogliono senza far nulla per migliorare le condizioni dell'operaio medio.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda non so cosa dirti, certe volte mi sento proprio scoraggiato, si susseguono i governi ma ogni volta sembra che guardino sempre più indietro invece che avanti.
Ancora un po’ torniamo al medioevo.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

:(

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla fine vorranno il reddito di cittadinanza pure loro

u
u ɐ ı ʇ s ı ɹ ɔ 01 Jan 1970 @ 00:00

ah ah ah, in effetti! :D
.... comunque i robot vanno progettati, costruiti, programmati e mantenuti...

u
u ɐ ı ʇ s ı ɹ ɔ 01 Jan 1970 @ 00:00

Ecco fatto, fuga di notizie, in Sicilia ora non la faranno più...

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Dai, senza offendere un popolo, la verità è che non ha senso industrialmente produrre nel punto più lontano possibile da dove si vendono le auto, e pure mal collegato.
In Spagna, Costa oceanica aveva senso, nave e Via verso Germania, UK e Scandinavia. In Francia si può fare via treno, ma in Sicilia?
Anche ipotizzando un trasporto via mare, che giro devi fare per arrivare in Nord Europa?

U
U.S.A. 🇺🇸 01 Jan 1970 @ 00:00

Speriamo che la Cina resti dov'è

U
U.S.A. 🇺🇸 01 Jan 1970 @ 00:00

No no, è tutto molto semplice, tranne che in Italia

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Siciliani popolo di grandi lavoratori, usati come benchmark da giapponesi, scandinavi e tedeschi. "Preciso come un orologio siciliano".

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Produrre in Cina per poi pagare diverse migliaia di euro su ogni singola auto per portarla in Europa.
Non ha senso produrre un’auto di serie dall’altra parte del mondo.

Diverse case automobilistiche cinesi vogliono aprire delle fabbriche in Europa.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Industria pesante in Italia senza politica energetica? Difficile, molto difficile. A questo punto tanto vale andare in Francia o Polonia.

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

Se ne era già parlato qualche anno fa, una gigafactory al posto dell'Ilva di Taranto, chissà che non sia la volta buona.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

capisco... è tutto molto complicato...

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, se fai la fabbrica in cina puoi assumere il triplo della mano d'opera a basso costo

A
Anto71 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè no, in Sicilia !
In Francia, sarebbe un nuovo errore.
Lo sanno tutti, che i francesi, sono vanesi e chiaccheroni.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Tanto stellantis mi pare abbia piani diversi per questo paese, quindi si, avremmo da guadagnarci.

m
mattopp 01 Jan 1970 @ 00:00

Citerò il report IEA (International Energy Agency) 2023

fonte: https://www.iea.org/reports/global-ev-outlook-2023/executive-summary

The EV supply chain is expanding, but manufacturing remains highly concentrated in certain regions, with China being the main player in battery and EV component trade. In 2022, 35% of exported electric cars came from China, compared with 25% in 2021. Europe is China’s largest trade partner for both electric cars and their batteries. In 2022, the share of electric cars manufactured in China and sold in the European market increased to 16%, up from about 11% in 2021.

La Cina è il principale protagonista per la vendita (e produzione) di auto elettriche, batterie e altri componenti per le auto elettriche, nonché per l'export verso l'Europa. Le aziende non cinesi hanno comunque partnership o dipendenza da aziende cinesi per l'approvvigionamento di vari componenti. Il mercato EV è a trazione cinese e negare la cosa perché alcune aziende hanno fabbriche anche in Europa o investiranno parte dei proventi in Europa in futuro implica mistificare la realtà.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

la "fuga di notizie" possono usarla anche per vedere la reazione nel paese. se si vede troppa agitazione e inizio di opposizioni saluti tutti e trovi un altro posto

f
frank700 01 Jan 1970 @ 00:00

Nei paesi dove c'è o c'è pericolo di una politica solo fine a se stessa non conviene investire.

u
utentepuntocom 01 Jan 1970 @ 00:00

è assurdo dare la colpa alla fuga di notizie, sicuramente ci sono ragioni economiche dietro l'annullamento di un progetto così grande

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Se vuoi la gigafactory di musk devi dargli totalmente carta bianca su tutto, e questo non so quanto sarebbe un vantaggio per l’Italia

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Vediamo quale paese si venderà pure le mutande per avere la gigafactory di Musk…
Tutta questa smania per avere la sua gigafactory non la avrei, visto come ha gestito la trattativa Twitter…
Sicuramente é un genio sotto molti punti di vista ma il rispetto dei contratti non é mai stato il suo punto forte 🤷‍♂️

t
tommaso 01 Jan 1970 @ 00:00

di sicuro non in Italia

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà Tesla ha 130.000 dipendenti.
Per auto prodotta hanno più dipendenti di tante altre case automobilistiche.
Per una di queste fabbriche parliamo di almeno 10.000 dipendenti

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

Italia? mai eh! :(

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

10.000 robot hanno perso un opportunità di lavoro

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Mai dire mai...eee purtroppo la concorrenza incalza

A
Apple -addicted🍎©✔️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Fuga di notizie o mancati contributi statali?

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh la fuga di notizie, come dice l'articolo, è avvenuta perché è sorta una forte opposizione politica a seguito delle elezioni, quindi lui non ha la certezza di poter avere il supporto e le autorizzazioni da parte delle istituzioni, quindi ha pensato bene di non provarci nemmeno per non doversi ritrovare in situazioni di stallo in cui gli bloccano la fabbrica e cose così. La fuga di notizie è probabilmente solo uno degli elementi.

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Che lavorano in modo pessimo è discutibile. Le Royal Enfield per es. sono prodotte in India, ed hanno una qualità migliore delle concorrenti cinesi, oltre ad uscire da una fabbrica molto moderna.

G
GianL 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono un bel po' di problemi (fiscali, logistici, regolamentari) in più a produrre Auto per l'Europa al di fuori dell'Europa.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

si ma lavorano in modo pessimo. l'India per me la userà per un modello piccolo a basso costo così da entrare anche nel mercato interno.
in UE farà un'altra fabbrica (Francia? come scrivono) per la seg.C che sono molto richieste nel continente

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, gli indiani possono legalmente fare turni di 12 ore, e costano una fischiata.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Potrebbe regalargliela il governo italiano e smettere di dare soldi a Fiat/Stellantis, mi sa che ci guadagniamo.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

infatti dubito fortemente che l'affare sia saltato per la fuga di notizie. Metti che dalla "fuga" si sia capito l'ammontare delle sovvenzioni statali ed un altro joueur abbia deciso, sottobanco, di alzare la posta.. a quel punto a Musk sarebbe bastato trovare una banale scusa per far saltare l'accordo, con tanto di NDA firmato per giustificare ulteriormente la cosa..

a
accakappa 01 Jan 1970 @ 00:00

Intanto il Divino ha iniziato a fare pubblicità con annunci su Google. Quello che diceva : pubblicità ? Mai... non ne abbiamo bisogno...

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Come qualsiasi grande azienda.
Ovviamente tutti gli Stati vorrebbero avere una fabbrica da 10.000 dipendenti e pertanto cercano in ogni modo di incentivarla.

Poi dite che le auto elettriche si producono in Cina. Non è vero, diverse aziende producono, stanno investendo e vogliono investire in Europa.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

fa bene, sa di essere lui a dettare le richieste

M
Maurizio Mugelli 01 Jan 1970 @ 00:00

come sempre elon sta pescando a strascico per ottenere piu' incentivi e sgravi fiscali.