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Tesla: chiusa l'indagine NHTSA su Smart Summon, ma il dossier resta aperto

L'agenzia federale USA chiude senza richiami l'indagine sulla funzione di movimento remoto, ma restano aperti dossier più seri su FSD e sulla modalità “Mad Max”.

Tesla: chiusa l'indagine NHTSA su Smart Summon, ma il dossier resta aperto
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 7 apr 2026

La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’agenzia federale americana per la sicurezza stradale, ha chiuso senza esito l’indagine preliminare sulla funzione Smart Summon di Tesla (quella per muovere l’auto dall’app senza nessuno a bordo), avviata nel gennaio 2025 su circa 2,59 milioni di veicoli. Per l’NHTSA non esiste un difetto di sicurezza nel sistema. La chiusura arriva dopo 15 mesi di valutazione e sei aggiornamenti OTA rilasciati da Tesla nel corso del 2025.

Cosa ha rilevato l’indagine dell’NHTSA

Smart Summon è una funzione che consente di spostare il veicolo da remoto tramite smartphone. Tesla l’ha classificata come sistema SAE Livello 2 pensato per essere utilizzato all’interno di parcheggi e proprietà private. L’analisi dell’agenzia federale USA si è concentrata su quelle sessioni Smart Summon che hanno dato origine a un incidente. Meno dell’1% hanno portato a un sinistro.

L’indagine ha riguardato l’intera gamma Tesla equipaggiata con il Full Self-Driving, quindi Model S e Model X dal 2016 al 2025, Model 3 dal 2017 al 2025 e Model Y dal 2020 al 2025. In quasi tutti i casi si è trattato di danni materiali lievi (collisioni con le sbarre dei parcheggi, veicoli fermi adiacenti e paletti) senza feriti, decessi, coinvolgimento di utenti vulnerabili della strada, attivazioni di airbag o carri attrezzi.

Il pattern ricorrente individuato dalla NHTSA riguarda la fase iniziale della manovra. Il sistema o l’utente non rilevava correttamente gli ostacoli nelle prime fasi del movimento, anche perché la vista a 360° disponibile nell’app non sempre consentiva di valutare con precisione la situazione circostante. Due episodi specifici hanno riguardato telecamere anteriori parzialmente o completamente ostruite dalla neve. In entrambi i casi il sistema non ha rilevato il blocco e il veicolo ha colpito le auto in sosta, mentre l’utente non ha impartito il comando di stop nonostante l’ostruzione fosse visibile nel feed dell’app. Un terzo episodio ha coinvolto un veicolo che non si è fermato davanti a una sbarra di accesso a un garage.

Tesla ha risposto con sei aggiornamenti software distribuiti tra gennaio e novembre 2025. I primi due hanno migliorato i meccanismi di rilevamento delle ostruzioni alle telecamere. I due successivi hanno ridotto i falsi negativi causati da neve o condensa. Il quinto aggiornamento ha migliorato la capacità del veicolo di riconoscere le sbarre dinamiche potenziando il sistema di percezione, che ora ricostruisce con maggiore precisione gli oggetti nel campo visivo integrando i dati di tutti i sensori. Il sesto e ultimo update ha aggiunto rilevamenti da una rete neurale separata. Tutti gli update sono stati applicati sia ai veicoli già in circolazione che alle unità di nuova produzione.

Chiusa un’indagine ne restano aperte altre (più importanti)

La chiusura dell’indagine su Smart Summon non significa che il rapporto tra Tesla e la NHTSA sia tornato alla normalità. Come già avvenuto per l’indagine sull’Autopilot che aveva portato a un aggiornamento OTA su circa due milioni di veicoli, il metodo della correzione via software rimane lo strumento principale con cui Tesla risponde alle contestazioni dell’agenzia. Ma restano aperte diverse questioni, anche più serie.

Tre settimane prima della chiusura dell’indagine su Smart Summon, la NHTSA ha aperto un’indagine di secondo livello (più approfondita rispetto alla valutazione preliminare) sulla capacità del Full Self-Driving di riconoscere quando il sistema non funziona correttamente. Questa indagine copre circa 3,2 milioni di veicoli prodotti tra il 2023 e il 2025 ed è stata avviata dopo una serie di incidenti e situazioni di pericolo in cui il sistema non ha riconosciuto la disattenzione del conducente.

Parallelamente, la NHTSA sta indagando su un’altra modalità del Full Self-Driving (FSD), soprannominata internamente “Mad Max”, alla quale vengono attribuite violazioni del codice della strada tra cui passaggi con semaforo rosso e superamento dei limiti di velocità. Sono stati collegati a questa modalità oltre 50 segnalazioni e diversi incidenti. Tesla ha chiesto più tempo per rispondere alle richieste di dati, adducendo il peso di dover gestire più indagini contemporaneamente.

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