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La guerra dei dazi: Tesla sospende le vendite di Model S e Model X in Cina

La guerra dei dazi colpisce Tesla. In Cina stop agli ordini per Model S e X

La guerra dei dazi: Tesla sospende le vendite di Model S e Model X in Cina
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 11 apr 2025

Tesla ha smesso di accettare gli ordini delle sue Model S e Model X in Cina. Per il momento non c'è una dichiarazione ufficiale da parte della casa automobilistica ma questa scelta probabilmente dipende dall'aggravarsi della guerra commerciale che ha voluto il presidente americano Donald Trump.

Effettivamente, andando sul sito cinese di Tesla, nelle sezioni dedicate alla berlina e al SUV elettrico non è più permesso ordinarle. Nel caso della Model S è in realtà possibile ordinarne una perché già presente nell'inventario.

LA GUERRA DEI DAZI

In precedenza, Tesla permetteva regolarmente ai clienti cinesi di poter ordinare questi due modelli per i quali i tempi di consegna stimati erano compresi tra tre e otto mesi stando a quanto riporta la stampa cinese. Entrambi i veicoli, ricordiamo, sono prodotti negli Stati Uniti e quindi devono essere importati.

A causa delle politiche commerciali di Trump, la Cina ha risposto con dazi al 125% sulle importazioni dei prodotti americani. Con l'entrata in vigore di queste nuove tariffe doganali, probabilmente Tesla è stata costretta ad interrompere gli ordini per le Model S e Model X. Questi due modelli non fanno grandi numeri in senso assoluto ma lo stop è comunque un danno per la casa automobilistica se dovesse durare a lungo. Nel 2024 la Cina ha importato 1.553 Model X e 311 Model S.

Nulla cambia, invece, per le Tesla Model 3 e Tesla Model Y vendute in Cina. Come ben sappiamo, infatti, questi due modelli sono prodotti direttamente all'interno della Gigafactory cinese di Shanghai.

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Commenti Regolamento
o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

Vabbè, lascio, inutile andare oltre. Vivi ne tuo vecchio mondo di preconcetti e nozioni da bar.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Di tutto quello che hai scritto sottoscrivo la parte "secondo il mio modesto parere".
Le tue scontatissime analisi tipo:
"Se mai ci sarà, dovrà per forza essere attuata con una produttività mostruosa per reggere il confronto con il resto del mondo."
Questo è ovvio, poiché solo una produttività alta permette stipendi alti come quelli occidentali, altrimenti la produttività cinese permette solo stipendi di operai senza sanità, senza diritti e che dormono in fabbrica.
Però probabilmente un PDiota marxistoide trollino pro Cina come te è esattamente quello che vuole e spera, no? Un mondo di operai sfruttati e indottrinati parte del gregge Bela Ciao.

Mi piace vedere il terrore nelle tue parole contro Trump che lotta contro le multinazionali dei mega profitti che disinvestono in occidente perché devono sottostare alle leggi sindacali, sanitarie, di sicurezza e di rispetto del territorio e dell'ambiente e preferiscono andare a colonizzare i paesi del terzo mondo non per creare manodopera che possa comprare i prodotti che fa ( regola zero del capitalismo alla Henry Ford) ma solo per sfruttare manodopera per fare paccottiglia per i consumatori occidentali impoveriti a lavorare da McDonald's o per Deliveroo...

Quindi dimmi, quale danno avranno i cittadini occidentali da un rientro dei lavori che sono stati esportati nelle colonie a basso costo di manodopera? Dei lavori ben pagati con produttività altissima consentita dai robot e dalla AI? A scapito dei profitti dei tuoi amici speculatori finanziari ? Poverini gli speculatori... Ci piange il cuore...

Ma cheqazzo state a dire? Siete fuori di cervello? Difendete una dittatura militare comunista come la Cina che ha nascosto per oltre due mesi il virus di Wuhan negando ogni evidenza?

o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

Bel romanzo, condito da ideologia da bar, già smentito dalle mosse di Trump che è tornato indietro e di Xi che ha rilanciato la sfida . Ci vuole l’umiltà di leggere le introduzioni dei libri di economia, dove dicono che si studiano modelli perché la realtà pone di fronte a variabili innumerevoli. Quindi un po’ di umiltà nell’approccio alla lettura dei fenomeni è la prima cosa da fare. Infine, non credo che tu abbi visto ultimamente come sono le città cinesi e quelle USA. Le prime sembrano stazioni marziane rispetto alle controparti USA dove nulla si muove da decenni. La lettura della Cina è completamente sbagliata e fuori tempo. Infine, anche il concetto di rilancio della manifattura in USA è completamente fuori tempo. Se mai ci sarà, dovrà per forza essere attuata con una produttività mostruosa per reggere il confronto con il resto del mondo. Quindi larghissimo spazio ad intelligenza artificiale e robotica, con buona pace per la classe medio bassa che diventerà sempre più priva di sbocchi lavorativi. Ancora, ripeto, tutta questa manfrina secondo il mio modesto parere è frutto della mentalità dei nuovi dirigenti USA: una banda di cialtroni affaristi pluri falliti che giocano in borsa arricchendosi mostruosamente potendo guidare il giocattolo dalla sala di comando. Finora si è visto questo, anche in un filmato rubato a Trump dove esaltava esattamente questa cosa.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Permettimi di spiegarti un altro paio di cose:
1) in borsa sono crollati i colossi americani COLPEVOLI del deficit americano e che producono o assemblano in Cina per vendere negli USA, ovvero Amazon, Apple etc...
era lo scopo di Trump punire tutte le multinazionali che hanno disinvestito negli USA ed investito all'estero per gonfiare i profitti che vanno ad arricchire gli investitori speculatori, ma che hanno rovinato la classe media perché tolto i lavori nel manifatturiero che avevano paghe alte anche per coloro che non avevano fatto il college.
E stata una ottima lezione per le corporations americane, una fustigata necessaria. Ovvio che gli inetti incapaci si sono ribellati e lamentati, vedi i Nasoni di Stellantis o quel buffone di Farley in Ford. Se lo meritano. Vi sono fior di investitori sani negli USA che vengono distrutti dal commercio scorretto. Quindi la correzione della borsa è cosa buona e giusta perché il sopravvento della finanza, iniziato con Clinton e la bolla dot com, continuato con la bolla dei sub-prime e perseverato con successive bolle continue deve essere fermato. Non può essere che il PIL cresce del 2% ed i valori di borsa del 15%, vuol dire che non esiste sottostante o che il sottostante è gonfiato da deficit nel bilancio federale, ed infatti si passa a curare anche quello, con l'azione del DOGE che mira a ridurre od annullare il deficit razionalizzando le spese e scovando i furti ed i parassiti.
2) la Cina si sta piegando, ma essendo una dittatura militare comunista che basa il suo potere sul controllo della narrativa, il capo Xi Jinping non può perdere la faccia e quindi prova a fare il duro, ma i segnali industriali e commerciali dai porti segnano rosso profondo. Ripeto, la Cina non ha margini di manovra per esportare la propria paccottiglia altrove. Se perde il mercato USA, direttamente o via trans-shipping, non esiste un mercato alternativo per compensare e va a gambe all'aria. E tutti i tentativi, abbastanza ridicoli, di forzare la mano vendendo i titoli USA, denotano solo che sono comunisti che non sanno nulla di economia, e per farti capire di cosa si parla ti spiego cosa è successo:
Trump sapeva che Xi avrebbe provato ad usare il ricatto dei titoli di stato e lo ha messo in trappola facendoglielo fare.
1) Xi vende i titoli di stato USA facendo salire i rendimenti
2) Trump risponde con la Fed comprando tutti i titoli venduti stampando moneta che finisce nelle casse della Bank of China e ribassa di nuovo i tassi.
3) la Bank of China si ritrova qualche centinaio di mld di $ in cassa che non può trattenere perché non rendono nulla, a differenza dei titoli di stato USA che aveva appena venduto e che servono a mantenere stabile la moneta non convertibile Renmimbi, quindi per salvarsi compra proprio Renmimbi pagando in dollari.
4) appena compra Renmimbi contro $ succede l'inevitabile, ovvero la svalutazione del dollaro contro tutti, in particolare il Renmimbi, ma anche contro l'euro. In un giorno il $ perde il 4% che è un vero dazio monetario, ovvero una svalutazione competitiva americana contro i concorrenti che si ritrovano un altro dazio da pagare.
A quel punto per evitare che il Renmimbi vada sopra quota 0,14 $ Pechino torna a comprare titoli mantenendo un tasso di cambio artificiale costantem
Intanto il $ ha perso il 4% contro €.
5) Trump ha appena vinto un round dando la colpa a Xi Jinping. Col $ basso il petrolio costa meno a tutti, facendo felice gli Europei, Giappone e Corea, ma colpendo al cuore la Russia (che così è più morbida a trattare per l'Ucraina), l'Iran ( che a Muscat in Oman inizia a trattare sul nucleare), il medioriente e tutti i paesi produttori inefficienti di petrolio che non usano il fracking e non hanno una logistica come quella USA per il trasporto dei prodotti petroliferi che permettono di fare profitto anche col petrolio a 50$ al barile. In Arabia Saudita lo devono vendere a 91$ .
Non solo: gli USA aumentano la produzione nazionale ma anche l'import da Canada e Venezuela poiché l'industria americana è l'unica in grado di raffinare il greggio pesante da cui produrre cherosene ed altri carburanti per navi ed aerei. In questo modo l'Alberta, provincia ribelle del Canada, diventa ancora più pro USA con i sondaggi che danno ben il 40% degli albertans favorevoli ad unirsi agli USA, ma ancora più sorprendente con il 65% che vuole separarsi dal Canada!!
Alla fine cosa succede?
La partita a scacchi è sempre più complessa e chi muove tutto sbaragliando i giochi è sempre Trump.
Quale è lo scopo?
Sanare le casse del bilancio USA perché è chiaro che così non può andare avanti e non vuole fare la fine dell'Impero Romano.
Per sanare le casse si deve riportare parte della produzione negli USA. Quanta?
Circa 1000 mld di $ su una economia di 29000 mld di $.
È tanto? In realtà no.
Però su quella produzione si basa la ricchezza di almeno 7 economie parassite del pianeta, Cina, Germania, Messico, Giappone, Corea del sud, Canada e Taiwan. Senza i surplus commerciali verso gli USA questi stati semplicemente falliscono perché sono economie export oriented senza altri sbocchi per la loro sovrapproduzione.
Ma quello che è peggio è che su quelle economie hanno investito gli speculatori internazionali con migliaia di $, ovvero l'anima nera del WEF che professa il globalismo finanziario in nome del profitto a scapito delle persone e che faranno di tutto per contrastare il riaggiustamento dei commerci internazionali.
Ricorda che questo non è il capitalismo.
Capitalista era Henry Ford quando diceva che bisognava pagare il lavoratore il massimo possibile per farne il primo consumatore delle merci che produceva. Oggi invece l'uso della manodopera messicana a basso costo per produrre il costoso EV Mustang Mach E esemplifica l'inettitudine del management di alcune corporations.

et voilà ecco uno specchio della situazione attuale

o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

Allora te la metto così: i mercati, quelli USA in particolare, hanno detto tutt’altro. Non solo, visto che la Cina non si piega a baciare il fondoschiena, sarà proprio perché ha assi nella manica che gli altri paesi non hanno, vedi titoli di Stato USA e possibilità di svalutare la moneta. Infatti, poiché i dazi hanno un risvolto bilaterale, sono stati proprio gli industriali USA quelli a preoccuparsi maggiormente. Poi sulle categorie merceologiche oggetto degli scambi direi che non ci siamo proprio. Comunque, di questa situazione ne parla chiunque ma per fortuna, visto che comanda il denaro, alla fine sarà quello a decidere il seguito di questo gioco da speculatori arruffoni che stanno facendo usando l’intero sistema economico USA.

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovviamente Masterpirl@ che gira con un bidone della TESLA coinvolta in migliaia di incidenti e non so quanti morti, dispone di doti da veggente. Ma per favore, non ha mai visto la vettura, non ha percorso mai neanche un metro con la SU7 e come suo solito si mette a sparare kazzate su temi e cose di cui non capisce nulla. Ovviamente ha un bisogno disperato di clicks, sennò come ha a ricaricare la Tesla.

C’è un rapporto preciso e dettagliato, lungo diverse pagine pubblicato da carnewschina riguardo all’incidente.

Ti pubblico quei pochi minuti secondi dell’accaduto.

https://uploads.disquscdn.c... https://uploads.disquscdn.c...

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ponendo che i dati del 2024 non sono definitivi per cui guardiamo quelli del 2023

Gli USA con un PIL di 27360 mld di $ hanno esportato verso la Cina beni per soli 163 mld di $ su un export totale americano di 2060 mld di $.
Quindi l'export verso la Cina incide per meno dell'8% del totale ed appena meno dello 0,6%del PIL USA

La Cina con un PIL di 17790 mld di $ ha esportato verso gli USA beni per 427 mld $ su un export totale cinese di 3380 mld di $, ma c'è da aggiungere circa 200 mld di $ di merci cinesi verso gli USA inviate tramite trans-shipping via Vietnam, Malesia, Cambogia, Thailandia e Messico e che sono state individuate e colpiti dai recenti dazi di Trump.
Quindi l'export cinese totale verso gli USA è circa 630 mld di $ sul totale, pari al 18,5%, e sul PIL cinese la dipendenza verso il mercato USA è pari al 3,5%

Inoltre quanto importato dalla Cina sono tutti beni manufatti di scarsa qualità e beni di consumo facilmente sostituibili perché non strategici, anzi se gli americani ne facessero a meno nell'ordine dei 600 mld di consumi eccessivi sarebbe solo una cosa sana per le famiglie americane.
Invece per la Cina reperire petrolio gas e cibo oltre altissima tecnologia in mercati diversi richiede un costo molto maggiore perché a maggiore richiesta cinese non si trova maggiore offerta di altri.

Questo ti dice perché gli USA sono in posizione di enorme vantaggio ed il decoupling dalla Cina non solo è necessario ma un vero vantaggio.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Quelli come lei, con minimo 4 dosi ed ancora l'app del Greenpass e quella nuova dei documenti virtuali pretende di dire a chi è libero di pensare che è giusto fare parte del gregge dei Bela Ciao? Wow, non capisco se sia più ipocrita e spudorato oppure semplicemente indottrinato decerebrato.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Povera stellina trollina cinese.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Come dice Perucca Orfei la imitazione di freni Brembo made in china sulle Xiaomi sono pessime ed infatti la vettura è considerata la peggiore nella sua categoria per la sicurezza. Qualità made in China. Ad ogni modo si segnalano centinaia di incidenti, questo che ha coinvolto 3 influencer ha avuto eco, gli altri no. Un veicolo come questo non otterrebbe le certificazioni in Europa a meno di mazzette

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Non hai risposto, quindi non lo sai. E comunque non mi sembra che gli USA si stiano scomponendo più di tanto.

M
Mefistofele 01 Jan 1970 @ 00:00

Maddai?! forse ci sta pure rimettendo?...
Guarda, vorrei possedere per rivenderlo solo l'1% dei pacchetti azionari di Elon Musk e sarei a posto per tutta la vita

N
NEXUS 01 Jan 1970 @ 00:00

le S e X vendono pochissimo in generale

o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti ti hanno smentito mettendo i dazi al 187%. Non siamo nel 1985.

N
NEXUS 01 Jan 1970 @ 00:00

behe le model s e x vendono pochissimo tanto

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Non vedo perché sia “colpa” della vettura, se la conducente è andata a sbattere ad una velocità di circa 100 km/h su uno dei blocchi di cemento che delimitavano la corsia per via dei lavori in corso ⚠️ … come riportato dalle autorità, la conducente ha disattivato il sistema ADAS della vettura che aveva segnalato l’ostacolo … la conducente ha virato leggermente, perché poi non abbia frenato in modo vigoroso ( pressione pedale del freno circa 31% ) ed evitato l’impatto è ancora oggetto delle indagini.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Rimane sempre il fatto che così come sono concepite in pochi continueranno ad acquistarle

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

c'è appunto da augurarselo che bmw e vw si diano una svegliata

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

E in Europa, superata da bmw e gruppo vw

G
Gi Psy 01 Jan 1970 @ 00:00

Gia il fatto che per confrontarsi utilizza il metodo dell' aggressione cercando di far passare chi la pensa diversamente da lei inattendibile, la descrive in ogni sua sfaccettatura. Detto ciò io impiego il mio denaro in funzione di ciò che credo. Lei faccia cio che crede. Del resto tanti di quelli come lei, ultimamente facendo ciò che credevano fosse giusto fare, oggi pagano individualmente e in solitudine, il costo dell' uniformarsi da una sola e unica fonte di disinformazione.
Può continuare a offendere e blaterare quanto vuole.
A me tange 0.

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Il mercato cinese è del tutto particolare e a quanto pare erano già vessate da dazi cinesi improponibili per spingere il mercato delle auto prodotte lì, oltre a essere due modelli che non costavano di certo poco già di base.

Stai diventando vittima della stessa crociata che conduci. Se una bmw costasse il doppio di una mercedes a parità di segmento e tecnologia cosa preferiresti?

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Mah qualcuno qua asseriva fortemente che i competitor non l'avrebbero mai raggiunta e invece è capitato come avevo detto che l'avrebbero pure superata, e ora fatti lo screenshot, entro 5 anni non ne venderanno più ad acquirenti privati

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno fermato le vendite di due modelli che già vendevano poco.
Stai fuorviando una notizia per un te l'avevo detto prima del tempo...

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Eeee mo c'è la scusa dei dazi, poi c'è la scusa di Elon nazi, poi la scusa degli attentati ? Altre scuse ne abbiamo ?...lo volete capire che Tesla vetture private è in via di estinzione

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

In Cina Tesla ha appena registrato a marzo 78.828 vendite segnando un balzo del 18,8% su base annua e del 176,8% su base mensile, nonostante le transizioni in corso per la Model Y.
La nuova Model Y ha venduto 49.029 unità, con un aumento del 510% rispetto a febbraio.
In Cina comprano le Tesla perché di gran lunga le migliori nel loro segmento

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Tesla produce in Cina per cui non è soggetto a dazi in entrata. Le Tesla prodotte in Cina non vanno negli USA, alcune vengono in Europa, con dazi del 17%

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok, esattamente quali merci importa la Cina dagli USA? Il cibo. Se non lo compra dagli USA da chi lo importa? Non vi sono produttori alternativi se non a costo di pagare molto di più.
gli USA possono fare a meno dei giocattoli e delle merci ridicole cinesi, sono prodotti disponibili ovunque, la Cina non può fare a meno del poco che importa dagli USA perché non vi sono nazioni capaci di sostituire tali prodotti agricoli

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Che siano meglio è tutto da vedere. Comunque il prodotto perfetto per il cliente cinese è quello in foto
qualità cinese garantita
https://uploads.disquscdn.c...

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ne scrivi di qazzate. Sei decisamente disinformato oltre che un ridicolo trollino sinofilo.

Nel 2024, le importazioni di Model S e Model X in Cina sono state rispettivamente di circa 311 e 1.553 unità, secondo alcune stime, ma questi numeri potrebbero non riflettere le vendite effettive.

Dazio sulle auto importate dagli USA fino al 2024:
Fino al 2024, la Cina applicava un dazio standard del 25% sulle auto importate, incluse quelle provenienti dagli Stati Uniti, come Model S e Model X. Questo dazio si è mantenuto stabile dopo che, nel 2018, la Cina aveva temporaneamente aumentato le tariffe al 40% durante la guerra commerciale con gli USA, per poi ridurle nuovamente al 25% a partire dal 2019 in seguito ad accordi commerciali.

Tuttavia, a partire da ottobre 2024, in risposta alle nuove tariffe imposte dagli USA, la Cina ha annunciato un aumento dei dazi su alcune merci, incluse le auto importate, portandoli fino al 125% in alcuni casi. Non è chiaro se questo aumento abbia influenzato direttamente le Model S e Model X entro la fine del 2024, ma potrebbe aver avuto un impatto sulle importazioni successive.

Quindi Tesla ha sospeso le vendite perché la Cina non è un mercato che vale la pena.

G
Gi Psy 01 Jan 1970 @ 00:00

Tesla, Cina e l'illusione occidentale: quando l'arroganza precede la caduta

L'ascesa di Trump ha rappresentato, almeno in parte, una temporanea interruzione dell'egemonia globalista del cartello nazi-democratico quella coalizione di élite catto-comuniste tra Europa, Stati Uniti e Regno Unito che dal 2019 ha cercato di imporre un nuovo ordine mondiale basato sul controllo psico socio politico delle masse. Un'ideologia che, non a caso, oggi domina incontrastata nel Vecchio Continente, soffocando ogni dissenso con la censura, sotto la maschera del progressismo.

Ma oggi, lo stesso Trump con la sua tipica strategia del caos sta giocando una partita diversa, e molto più pericolosa. La sua presunta "mediazione" con la Cina non è che un bluff geopolitico, un goffo tentativo di ribaltare un divario tecnologico che ormai vede l'America in posizione di netto svantaggio. E il suo strumento. L'acquisizione, tramite BlackRock, di porti cargo strategici tra cui quello di Panama sottratti alla cinese Hutchison Port Holdings. Un'operazione che non ha nulla di commerciale e tutto di politico: un attacco calcolato alla logistica cinese, una mossa da giocatore d'azzardo
che spera di costringere Pechino al tavolo delle trattative.

La guerra dei dazi: un autogol annunciato

Trump risponde al declino americano con l'unica arma che gli resta: la forza bruta. I dazi oltre il 100% su alcuni prodotti cinesi sono l'ultimo disperato tentativo di riequilibrare una bilancia commerciale ormai irreparabilmente sbilanciata. Ma Pechino non è un avversario che si piega alle intimidazioni. La sua controffensiva iniziale di dazi fino all'84% colpisce dove fa più male: il cuore dell'industria tech americana, con Tesla in prima linea.

L'illusione occidentale: credere di dettare le regole senza conoscerle
Qui emerge tutta la miopia strategica dell'Occidente. Trump come l'intero establishment americano-continua a credere che la Cina possa essere piegata con sanzioni, minacce e pressioni finanziarie. Ma Pechino non gioca la stessa partita. La sua è una strategia di resistenza strutturale, pianificata su decenni, non su cicli elettorali. Mentre Washington agisce per titoli di giornale, la Cina costruisce infrastrutture, domina catene di approvvigionamento, e soprattutto aspetta.

Il prezzo dell'arroganza: Tesla come metafora di un Occidente in declino

• Ricavi a rischio:
La Cina è il secondo mercato per Tesla (9,015 miliardi di dollari nei primi tre trimestri del 2024, il 25% del fatturato globale).

Margini erosi:
La Gigafactory di Shanghai garantisce margini lordi superiori al 30%, ma i dazi stanno trasformando questo vantaggio in un tallone d'Achille.

Guerra psicologica:
Tesla è ormai un pedone nello scontro tra due visioni del mondo. E se l'America non cambia approccio, sarà la prima di molte vittime.

Conclusione: la fine di un'epoca

L'occidente e in particolare l'Europa continua a credersi il faro della civiltà, mentre naviga a vista verso il declino. La Cina, al contrario, agisce.
Non ha bisogno di proclamare la propria superiorità: la dimostra.

E mentre Trump bluffa e i media occidentali dipingono Pechino come il "cattivo", la realtà è che chi non comprende l'avversario ha già perso.

La lezione è chiara: l'arroganza precede sempre la caduta.
E l'America, se non apre gli occhi, sarà ricordata non come vincitrice, ma come l'ultimo impero a credersi eterno.

Questo è il mio punto di vista dopo aver letto le dichiarazioni originali (con VPN) di entrambe le parti. L'unico media dal 2020 in poi che ascoltano le mie orecchie è Radio Italia solo musica italiana. Più volte girando il mondo ho potuto constatare che spesso ciò che racconantano gli organi di disinformazione di massa, sono enormi bugie. Quando si investono dei soldi è importante conoscere la verità. Accettarla per tanti è il problema.

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

E che c'entra con questa situazione apparentemente aggravata per via dei dazi? Che poi model3 e modelY ancora le vendono...
Dovresti valutare di iniziare certi messaggi con "fatemelo dire" come Talpagamer almeno si capisce che trolli...

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Model 3 e Y vengono prodotte in Cina 🇨🇳

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Su dai dazi o non dazi, le Model S e X in Cina sono invendibili … hanno fatto il loro tempo e la clientela cinese ha la possibilità di scegliere fra un sacco vetture migliori in tutto e per tutto ( foto Avatr12 40-55 k) che poi costano pure tanto ma tanto di meno.

https://uploads.disquscdn.c...

D
Dr. Freudstein 01 Jan 1970 @ 00:00

Tesla Cina ha appena registrato a marzo 78.828 vendite segnando un balzo del 18,8% su base annua e del 176,8% su base mensile, nonostante le transizioni in corso per la Model Y.
La nuova Model Y ha venduto 49.029 unità, con un aumento del 510% rispetto a febbraio.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Presidente rimane ancora4, tra due vedremo in che termini.

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Ad oggi ha sicuri 2 anni, non 4

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Coi se e coi ma non si fa nulla, ad oggi sulla carta ha 4 anni davanti. Se ci saranno dei cambiamenti vedremo

L
LordSheva 01 Jan 1970 @ 00:00

Uhm no, model x e s sembrano vicine a non essere più vendute in generale (quantomeno in questa versione e le vendite sono ormai marginali da diverso tempo rispetto ad 3 ed y).

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

No, in America ci sono elezioni ogni 2 anni. Nel 2026 si vota per il congresso e se vincono i democratici un presidente che non ha l'appoggio del congresso può fare solo la statuina visto che qualsiasi cosa non piaccia al congresso viene bloccata. Oggi Trump fa quello che fa perché il congresso ha approvato lo stato di emergenza, quindi Trump è una sorta di re che non deve chiedere il permesso a nessuno. Un congresso democratico toglierebbe lo stato di emergenza in tempo zero e riprenderebbe il controllo del paese

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Il mandato di Trump dura 4 anni, per i prossimi 4 anni avrà la trada spianata

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

2 anni

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando ve lo diceva Actarus che le Tesla autivetture per privati avevano i giorni contati

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

A Musk delle auto elettriche per privati importa poco e niente

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

la Cina ha appena rilanciato con dazi al 125% sulle merci USA da domani

F
Fade 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli ha solo concesso una cabina di risonanza di nome X (ex Twitter) niente di che

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Ad oggi e per i prossimi 4 anni lo sarà

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Non saranno certo 4 Model S e 3 Model X a cambiare la vita a Tesla.

Ma quest'anno i record sono riservati a BYD, ho paura che già i numeri del 2023, saranno un sogno per Tesla.

Il mercato alla fine arriva sempre.

M
Mr. G/Blocked:45/Mac+Android 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh diciamo che proprio perché Musk ne vende poche, avrebbe potuto lasciarle in vendita come vetrina tecnologica.

G
GePaCa 01 Jan 1970 @ 00:00

Al netto delle dichiarazioni di facciata, non credo proprio che lo abbia scelto. Musk ha solo capito prima degli altri che il suo ritorno sarebbe stato inevitabile.

F
Fade 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì ma Tesla non è un business secondario

F
Fade 01 Jan 1970 @ 00:00

C’è li vedo i cinesi acquistare Tesla in piena guerra commerciale con gli USA

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè no? È amministratore delegato in Space X e immagino abbia anche le quote di maggioranza avendola fondata lui

A
Axe 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse non hai capito che Tesla produce in Cina... Di certo non si strappano i capelli per le 1800 auto in questione.

F
Fade 01 Jan 1970 @ 00:00

Non c’è il minimo guadagno per Musk

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

Continuo a ritenere che Musk abbia puntato sul cavallo sbagliato

M
Mefistofele 01 Jan 1970 @ 00:00

Piccole rinunce su tesla in cambio di commesse miliardarie per SpaceX

F
Fade 01 Jan 1970 @ 00:00

Bella inciulata di Trump a Musk gli ha praticamente chiuso il primo mercato per le sue auto