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Tesla apre la sua più grande stazione Supercharger a Shanghai

Tesla ha aperto a Shanghai la sua più grande stazione Supercharger con ben 72 stalli.

Tesla apre la sua più grande stazione Supercharger a Shanghai
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 2 gen 2021

Uno dei punti di forza di Tesla è la sua rete di Supercharger, stazioni di ricarica ad alta potenza dove le sue auto elettriche possono ricaricare rapidamente per poter affrontare tranquillamente anche lunghi viaggi. Il costruttore americano sta investendo molto in questa rete con l'obiettivo di renderla la più capillare possibile. Inoltre, queste stazioni oggi sono sempre più grandi, cioè con un numero di punti di ricarica sempre maggiore. Questo perché la flotta delle elettriche di Tesla sta crescendo rapidamente.

In Cina, l'azienda di Elon Musk ha inaugurato nei giorni scorsi la sua più grande stazione Supercharger. Complessivamente sono stati installati ben 72 stalli. Tesla ha scelto Shanghai come luogo per tale nuova stazione, una scelta probabilmente non fatta a caso visto che in questa città è presente la sua Gigafactory. Per numero di stalli va a superare ampliamente quella inaugurata non troppo tempo fa in California dove erano sono stati collocati "solo" 56 stalli.

C'è però un dettaglio importante da notare. Anche se il sito di Shanghai è il più ampio mai realizzato da Tesla per la ricarica delle sue autovetture, non offre i Supercharger V3 di ultima generazione, quelli che permettono di ricaricare sino a 250 kW. Infatti, l'azienda americana ha collocato in questa nuova stazione Supercharger V2 con potenze sino a 120 kW. Con l'aumentare delle vendite e con sempre più Tesla sulle strade, sicuramente nasceranno strutture di questa grandezza con una frequenza maggiore.

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Commenti Regolamento
a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

ti ho fatto il conto :) quando l'ho ordinata io costava 49500 non 50990 come oggi. ci sono i 980€ di documenti da aggiungere e 10.440€ di bonus da scalare. oggi verrebbe 41.530€

C
C'era 1 volta il Surface NEO 01 Jan 1970 @ 00:00

40.400? Scusa ma è impossibile.... Guarda che i prezzi nel sito sono già escluso gli incentivi! Mi sa che hai confuso le cose...

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

per precisione l'importo della fattura è 48.040. quando l'ho ordinata io veniva 49.500 a cui aggiungere 980€ di documenti e messa in strada. totale 50.480. tesla ha applicato lo sconto di 2440 previsto dagli ecobonus, quindi totale fattura 48.040. gli altri 8000 di bonus statale sono stati inseriti come anticipo sul leasing

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

40.040

C
C'era 1 volta il Surface NEO 01 Jan 1970 @ 00:00

Al netto degli incentivi, finita su strada quanto te l'hanno messa?

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Base che più base non si può. Sr+ senza nessun extra

C
C'era 1 volta il Surface NEO 01 Jan 1970 @ 00:00

Che versione l'hai presa? Se posso chiedertelo...

G
GS 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì, di questo sono consapevole e concordo che Tesla sia stata "costretta" a operare in questo modo. Il problema nasce quando poi arrivano società come Ionity che sono in mano a più case automobilistiche e fanno "cartello". E il rischio è che finisca per fare così anche Tesla e chiunque altro decida di creare la propria infrastruttura...

O
Oogway 01 Jan 1970 @ 00:00

Tesla è stata costretta a farlo.
Quando nel 2012 ha iniziato a vendere la Model S non esisteva nessuna rete di ricarica veloce e a nessun altro interessava costruirla.
Ha dovuto fare tutto da sola sobbarcandosi i costi e le difficoltà.
Adesso per fortuna qui in Europa le cose stanno migliorando con Ionity e altri e soprattutto c'è uno standard comune, CCS.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema è il contratto da 3kW, potenza che non dovrebbe più esistere da almeno 10 anni

G
GS 01 Jan 1970 @ 00:00

Chiaro, la mia questione non è dal punto di vista della casa automobilistica. È ovvio che ad essa convenga mantenere l'infrastruttura, però in futuro si corre un grosso rischio. È una questione che si presenterà più in là nel tempo, ma credo sia giusto almeno cominciare a discuterne

M
Myngionee 01 Jan 1970 @ 00:00

Cioè quello che fa da sempre Renault con la Zoe.

A
Adriano Meis 01 Jan 1970 @ 00:00

Probabilmente quando tutti metteranno sul piatto qualcosa in termine di infrastruttura avrà senso unificare, ora tesla perderebbe un importantissimo fattore di vendita e peggiorerebbe il servizio di ricarica per i propri clienti.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah beh se pensi che in un auto l'unica cosa che può andare in corto è una centralina siamo apposto...

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

io ho nominato le centraline?
"La principale causa di incendio di un auto termica è un cortocircuito...e come ho già scritto una volta collegata alla presa..." a cosa alludevi per oggetto che va in cortocircuito? un cilindro? un albero di trasmissione?

finiscila di arrampicarti sugli specchi, ti ho risposto a ciò che scrivi

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh? Tu hai nominato le centraline...io ho solo detto che anche le auto termiche bruciano in garage per ad esempio delle perdite o dei cortocircuiti...e che le elettriche non sono più pericolose del forno che hai in cucina

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

adesso non sono più le centraline ma la famosa goccia d'olio che scatena un bomba? ti decidi?
se fosse davvero così brucerebbero migliaia di auto al giorno perchè vecchie e non correttamente manutenzionate ma non è cosi perchè NON basta una goccia d'olio ma serve un motore MOOOLTO caldo sulli componenti esterni (ma sono protetti da guaine chiaramente) sui componenti esterni ed una discreta perdita d'olio (per non dire copiosa).
ti arrampichi sugli specchi

ciao

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

È vietato rifornire una qualsiasi auto privata in garage...gli unici che possono avere "distributori privati" sono le aziende di trasporto, ad esempio la mia che non lo è nonostante abbia un parco auto di un certo numero, non può averlo....lo sai vero che anche un auto ferma puo prendere fuoco? Non è che se la spegni in garage diventa ignifuga...anzi magari hai una piccola perdita di olio o carburante che gocciolando su qualche filo o tubo ancora caldo fa prendere fuoco a tutta l'auto, è un qualcosa che succede....inoltre puoi mettere anche mille centraline, ma non sono certo quelle che danno fuoco ad un auto......ma poi se un'auto elettrica in ricarica assorbe come un paio di forni a 220 gradi, mi spieghi dove sta il rischio più elevato di prendere fuoco rispetto al forno della tua cucina? Tra l'altro non è che la attacchi al 220 con fili scoperti, ma ad una apposita wallbox con tutti i sistemi di sicurezza del caso....cosa pensi che chi ad esempio ha un sistema fotovoltaico con accumulo se lo sia fatto fare dal cugino che passava li per caso? Sono tutti sistemi progettati e certificati a norma di legge...con la dovuta manutenzione sono meno pericolosi di un serbatoio di 50 litri di benzina o peggio di metano o gpl chiuso in un garage...

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

buona domenica.
non sapevo che hanno proibito avere un distributore in garage perchè più pericoloso di una presa elettrica; so che un distributore è pericoloso e basta, una presa elettrica è pericolosa e basta, NON si fanno confronti.
poi mi parli di centraline, quanto ti dico che hanno lo stesso numero di centraline, quindi stesso livello di pericolo, salta fuori che hanno liquidi pericolosi (grande scoperta ma in garage l'auto è spenta quindi non succede un bel niente) mentre una macchina elettrica è collegata al sistema e avviene un passaggio di energia che ha un certo rischio (a meno di non ricarcarla, a quel punto nessun problema chiaramente, o meglio livello di rischio similare ad un termica).

quando avvengono questi cambiamenti epocali bisogna pensare ad ogni piccolo dettaglio per minimizzare i rischi e migliorare la qualità della vita non andare a braccio e sperare nella fortuna...

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

L'auto elettrica non è più complessa di una termica se non per il software..inoltre non è carica di liquidi altamente infiammabili e inquinanti come litri e litri di oli vari e carburante...come ti ho già scritto la carica in garage non è rapida, quindi il rischio di incendio è come di un qualunque altro elettrodomestico che hai in casa, sai perché è vietato avere un distributore in garage? Perche è immensamente più pericoloso rispetto ad attaccare una spina al muro....

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Guardate che Elon ha dichiarato che è disposto a condividere la rete Supercharger... ovviamente non a titolo gratuito!!!

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Viva la coerenza... per Tesla dici che è accettato perché gli investimenti li ha fatti lei (perché usi il plurale "loro"?)...
Invece per Ionity ti sembra sbagliato che i partner (che ovviamente hanno una quota investita) non possano avere un prezzo più vantaggioso!!!

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

L’auto elettrica non ha le centraline? Non può andare in corto anche da sola come una auto normale? Si somma il rischio semmai!
Morale? Bisogna stare attenti e non si possono mettere punti di ricarica a qualunque voltaggio ovunque e anche ai privati cittadini andrebbero messe regole più severe...dopotutto se per le termiche nessuno si improvvisa benzinaio perché nelle elettriche deve avvenire?
Altro, dei tanti motivi, per cui serve più tempo per integrare un intera infrastruttura e gestione della mobilità ma qui tutti hanno una fretta incredibile di vendere auto elettriche senza pensare alle conseguenze

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Bisogna presentare un progetto che tenga conto anche della sicurezza, vedi https://www.fleetmagazine.com/regole-installare-colonnina-ricarica-condominio/

y
ydlale 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho letto un rapporto cinese che risolve il principale contro delle autoelettriche deprezzamento dell'usato.
Stanno pensando di vendere la vettura privo di 🔋 poi stabilire un cannone annuale/mensile per la batteria anche per un migliore manutenzione dei stessi

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei serio? La principale causa di incendio di un auto termica è un cortocircuito...e come ho già scritto una volta collegata alla presa diventa come un qualsiasi altro elettrodomestico con la stessa identica possibilità di prendere fuoco...magari sei uno di quelli che ricarica il telefono sul comodino mentre dorme, di quello non hai paura che prenda fuoco? Tra l'altro nel box non hai la ricarica rapida...quindi anche qui hai lo stesso rischio di un qualsiasi altro ferro da stiro che hai in casa

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

se basta perchè non sono un pompiere, spero che qualcuno di esperto si sia preso la briga di controllare e di normare/vietare la casistica (ma temo di no perchè si sta spingendo alla massima potenza l'elettrificazione senza pensare al resto) ma la stessa cosa andrebbe fatta nei box domestici, almeno quelli condominiali.

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

idem cosa? la termica non viene rifornita in box ma dal benzinaio! inoltre è isolata quindi di un cortocircuito o un sovraccarico dell'impianto non frega nulla...scusa se è poco

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sembra che qualcuno abbia già scritto che

E comunque basterebbe mettere degli estintori automatici a schiuma ed interrompere la corrente in caso di emergenza
M
Migliorate Apple music 01 Jan 1970 @ 00:00

SI può dire quello che si vuole a Musk, ma su certe cosa è molto pragmatico e realistico (su altre le spara e certe volte ci becca).
Pensare che nel 2014, quindi 6 anni fa fece una predizione sul fatto che nel 2020 avrebbe venduto mezzo milione di Tesla e l'anno scorso è riuscito ad arrivare a quell'obiettivo

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Idem un'auto termica....guarda che un frigorifero non ha la stessa tecnologia di un auto elettrica e nemmeno in telefonino

𝓐
𝓐𝓭𝓻𝓲𝓪𝓷𝓸 జ్ఞ‌ా 01 Jan 1970 @ 00:00

Investono anche in tecnologie brevettabili. Ora che non hanno brevettato niente da poter rivendere, diventa difficile anche per loro. Un pò come le lampadine led (osram e Philips vendono, ma hanno perso tutto il mercato)

G
GS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ecco, l'esempio Apple è proprio l'esasperazione del concetto di cui ho paura e spero proprio non si vada in quella direzione. Un conto è cambiare un cavo per un cellulare, un altro è cambiare infrastrutture in base all'auto che compro...

G
GS 01 Jan 1970 @ 00:00

Non so, secondo me non è sufficiente che sia "universale". Di certo quello è il minimo che si debba pretendere

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

appunto è un pericolo e va normato come ti ho già scritto (obbligo di sensore di fumo ed un estinotre, niente di che). nei box condominiali puoi danneggiare anche la proprietà altrui mentre con le auto termiche questo non succede perchè non si riforniscono in box.
non mi sembra di chiedere la luna

A
Alcmaeon 01 Jan 1970 @ 00:00

Spero che l'unione europea obblighi i costruttori di stazioni di ricarica ad utilizzare connettori standard (mi sembra che il CCS Combo lo stia diventando) con il divieto di tariffe differenziate in base al marchio dell'autovettura.

Questa frammentazione delle stazioni è tutta a svantaggio di noi utenti che siamo costretti a cercare le stazioni specifiche, e soprattutto a svantaggio della diffusione dell'elettrico: se si mettessero insieme le reti Tesla, Ionity, Enel etc la copertura territoriale migliorerebbe terribilmente e molti potenziali acquirenti sarebbero spinti verso l'elettrico.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Eggià, perché adesso, se lasci l'auto a caricare nel box quasi sempre sotterraneo, devi stare lì a sorvegliarla... Vero?

A
Alcmaeon 01 Jan 1970 @ 00:00

Io spero proprio che non prenda troppo esempio da Apple invece.

Un'azienda che punta tutto sulla esclusività anziché sulla collaborazione, sugli standard proprietari anziché su quelli universali, solo per aumentare il proprio profitto a discapito degli utenti. Lo dimostra con i lightning al posto dell'usb type-C (che però adotta su iPad e Mac, perché è un connettore migliore), con la chiusura ingiustificata del chip NFC e con la chiusura agli App Store alternativi; tutte politiche che danneggiano i propri clienti (e lo dico da felice utilizzatore di MacBook).
Quando invece si tratta di intascare stranamente apre alla concorrenza, vedi Apple Music su Android.

Fortunatamente in passato questa politica non è stata applicata alle automobili, altrimenti oggi non potremmo ricaricare in una qualunque stazione benzina o diesel con le pompe standard ma dovremmo andarci a cercare i distributori Mercedes, i distributori Ford, i distributori Renault e così via.

Di questa politica dell'esclusione possono giovarsi solo i ricchi, che in questo modo possono tenere i poveri lontani dai propri servizi "premium" (come i supercharger).

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me quello che conta è l'università della ricarica... Essendo elettrica grandi problemi non ne vedo

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

Io in vacanza (città di malaga non in campagna) ero rimasto senza luce e senza nessun servizio per 10h almeno, sembrava di essere tornati alla preistoria perché non potevo fare nulla se non andare via di casa
Dove vivo per fortuna non è mai successo un blackout lungo ma chi può dirlo

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma il pericolo maggiore sta nel passaggio di energia che nel caso delle elettriche dura tantissimo quindi il rischio non dura i 30s del rifornimento (fatto appunto in appositi luoghi controllati per ridurre i rischi) ma ore quindi non vedo perché sarebbe meno pericoloso.
Una cisterna a gasolio non va in luoghi chiusi (gallerie) difatti quindi non vedo il nesso con ricaricare auto nei sotterranei.
I mezzi sotterranei elettrici sono servizi controllati e non solo lasciati in ricarica per ore in costuditi.

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

ogni cosa elettrica può andare in cortocircuito chiaramente ma un conto e spegnere un telefonino in fiamme un altro è spegnere una macchina che esala una grossa quantità di fumi tossici (batteria ma pure plastiche) e si trova in garage quindi te ne accorgi dopo rispetto ad un elettrodomestico che hai in casa

G
GS 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è questione di soldi, ma di "indipendenza". Inoltre, non si tratta di Tesla, Enel X o vattelappesca, è un discorso generico. Il rischio è che poi tutti facciano una cosa simile Tesla e poi nascono i problemi. Molto meglio che le infrastrutture siano indipendenti a mio avviso

G
GS 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì il punto è proprio evitare comportamenti del genere, questo è quello che intendevo io

G
GS 01 Jan 1970 @ 00:00

Da quel lato hai ragione, è importante evitare un monopolio. Il punto è che andrebbe capito come si comporterebbero in "casi limite" come quello citato sopra. Per questo, forse, è meglio evitare. Se altre aziende ragionassero come Tesla potrebbe essere un problema in futuro

P
Pistacchio 01 Jan 1970 @ 00:00

Che bella cosa 💪💪💪

A
Alex Cava 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, al momento offrono un servizio in più (a prezzi molto bassi, tra l'altro).
Serve ad incentivare la transizione che al momento sarebbe più difficoltosa.

Poi in ogni caso non sei legato a loro: puoi fare il pieno anche altrove.

Più discutibile il fatto che i Supercharger siano riservati alle Tesla (questo non mi piace, ma PER ORA è accettato perché gli investimenti li hanno fatti loro).
Ancora più discutibile Ionity, che chiede prezzi spropositati solo a marche estranee al consorzio, prezzi più normali solo per i soci...

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo sai vero che anche oggi le aziende automobilistiche hanno mille altri interessi anche in quelle petrolifere? Non cambia assolutamente nulla, l'importante è evitare monopoli, se poi danno priorità alle loro, ci può stare, nessuno ti obbliga a far carburante da eni o repsol, scegli tu

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Servono in aggiunta ad un impianto fotovoltaico, quindi non finiscono una volta scariche ma si possono ricaricare col sole. Perfettamente resiliente anche in caso di guerra atomica

G
GS 01 Jan 1970 @ 00:00

Boh mi sembra particolare che un'azienda che vende auto ti venda anche il "carburante". In un futuro in cui tutti guideranno elettrico, come verrà gestita la situazione? Verrà data priorità ai possessori di auto della stessa azienda proprietaria delle colonnine? Capisco che sia un discorso per ora molto lontano, ma non sarebbe meglio che se ne occupino altre società?

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì, non dico si debba a prescindere installare un impianto enorme, ma che spesso in una situazione reale può avere un senso passare ad una dimensione leggermente superiore.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Scusa dove sarebbe il conflitto? L'importante è che le loro auto siano ricaricabili ovunque

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh è vero quindi ti consiglio di staccare tutti gli elettrodomestici che hai normalmente attaccati alla rete...non si sa mai..

PS una qualsiasi wallbox o presa di corrente deve essere a norma...

G
GS 01 Jan 1970 @ 00:00

Solo io trovo un conflitto d'interesse il fatto che un'azienda automobilistica abbia anche la propria stazione per ricaricare le auto? Non è preferibile che aziende terze se ne occupino?

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Se per il tuo consumo hai bisogno di 4.2kw di impianto, quei 1.8 aggiuntivi sono solo eccedenze. Nel tuo caso 1.8kw producono 2700kwh/anno che a 0.06 (quest'anno sarà minore l'importo) sono 162€/anno lordi. Circa 100€ anno netti. Nel tuo caso pareggi dopo oltre 8 anni (devi considerare anche il non guadagno) senza considerare che generalmente la differenza di costo tra i 2 impianti è più marcata.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla fine eccedere un po’ nel dimensionamento dal punto economico non è un grande errore.
La differenza di prezzo prezzo in genere è abbastanza contenuta (es. EnelX 4,2 kW €3200, 6 kW €4000).
Tutta l’energia prodotta in eccesso è venduta a circa 0,06€/kWh, inoltre un’impianto più grande aumenta un po’ l’autoconsumo (inteso come autoconsumo/consumo, mentre cala autoconsumo/produzione).
Ad esempio il mio impianto nel sud Italia produce circa 1500 kWh per kW per anno (1513 kWh/kW nel 2020), la differenza di potenza tra i due impianti di EnelX si traduce in €160 annui di eccedenza (- tasse su reddito) + aumento autoconsumo.

Un impianto ben dimensionato si ripaga in circa 4 anni, mentre nel caso limite di un’impianto su una casa disabitata il tempo di recupero sarebbe di circa 9 anni (nella mia zona)

d
danieleg1 01 Jan 1970 @ 00:00

Pratica per gli spazi.

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Ottima scelta. Per massimizzare l'investimento calibra l'impianto sui tuoi reali consumi in presenza di scambio sul posto. Non eccedere (a meno che non hai in previsione aumenti di consumi sicuri)

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Un'auto pesa massimo 2000 kg, in parte infiammabili, una cisterna di benzina o gasolio è ben più pericolosa! Un minimo di rischio c'è sempre, ma se proprio si deve rischiare ricaricare un'auto elettrica è infinitamente meno pericoloso di rifornire un'auto a benzina. Ricordati che esistono apparecchiature e veicoli elettrici che girano tranquillamente sottoterra da decenni, e con potenze molto superiori

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Io non so in che zona tu viva... Qui da me, grazie al monitoraggio dell'impianto fotovoltaico, posso dirti che negli ultimi 5 anni (tralasciando i distacchi per manutenzione programmata e di cui eravamo informati da giorni) sono stato senza elettricità per 6 minuti e 41 secondi. Oltre 5 minuti di questi è saltata la corrente nel mio contatore per colpa mia, quindi in 5 anni sono stato senza corrente 0er colpa della rete per ben 1 minuto e 12 secondi. Effettivamente sono molto preoccupato per la tenuta del sistema, la situazione è disastrosa

C
Chicco Bentivoglio 01 Jan 1970 @ 00:00

Davvero?

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

vero ma richiede spazi, costi di acquisto e manutenzione leggermente diversi da una tanica di metallo pagata in lire 30 anni fa.
poi il primo modello da 3000k è 3,3kwh ma con 3kwh di carica cosa fai in km? 15km penso non almeno 200km.
preferisco ancora differenziare le fonti degli oggetti più importanti

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

e l'auto? non esistono i cortocircuti? un rischio che l'auto prenda fuoco c'è e, seppur basso, non mi sembra tollerabile in ambienti sotterranei.
anzi dovrebbero normare anche la ricarica domestica in garage perchè l'auto elettrica sarà gran parte della sua vita attaccata ad una presa e questo è rischioso

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

non sono causati ma se non c'è energia non ti muovi con l'auto elettrica, se non sono gli artefici (perchè sono pochissime per ora) sono vittime

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma il petrolio brucia, consuma ossigeno e produce gas tossici bruciando, ed in una cisterna per distributori ce ne sono migliaia di litri! Per un punto di ricarica elettrico basta un interruttore per isolare l'eventuale incendio, e quello che può bruciare è molto meno

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

I problemi della California non sono causati dalla auto elettriche.
La rete californiana non è stabile, è un fatto noto.
Potrebbero risolvere il problema semplicemente aumentando gli elettrodotti con gli stati vicini, ma per motivi politici non si segue questa via.

Un altro modo per risolvere il problema sono le batterie.
In California sono in costruzione due stazioni (una di Tesla, l’altra di Dynegy) da oltre 1000 MWh
https://electrek.co/2020/12/21/tesla-world-biggest-battery-take-shape-megapacks-drone-video/

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

vedi che sei fazioso?
il trasferimento di una fonte energetica (quindi contiene energia per compiere un lavoro), di qualunque tipologia comporta dei rischi perchè non è materia inerte ma energia. giusto? non esiste il rischio zero, punto.
come ho scritto, non ho dati sicuri e non mi sbilancio ma è oggettivo che esiste un certo livello di rischio che in zone sotterranee NON è tollerabile. vale tanto per il petrolio quanto per l'elettrico

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

La stessa benzina la potresti usare in un gruppo elettrogeno, se ci tieni tanto alla resilienza. Inoltre esistono già generatori a metano, anche fuel cell, e batterie per il fotovoltaico:

https://efficasa.it/46-batterie-di-accumulo-fotovoltaico

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Le centrali idroelettriche possono reagire istantaneamente o quasi all'aumento della richiesta, e possono addirittura stoccare la corrente in eccesso ripompando l'acqua al bacino superiore

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

due conti teorici intanto ma il problema (come accennato riguardo la california) sono i picchi di domanda che sono difficilmente gestibili anche se l'aumento complessivo è modesto ma NON è distribuito in maniera omogenea nell'arco della giornata

A
Alex Cava 01 Jan 1970 @ 00:00

Giriamo da anni sopra serbatoi di benzina o dielsel e iniettori ad alta pressione...
Vi ricordo che sono centinaia le auto termiche che prendono fuoco, giornalmente, ma non fanno notizia perché è la norma.

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

la benzina è stoccabile in enormi quantità che richiedono poco spazio (in casa ho sempre una tanica da 10 litri per emergenze e la moto che mi garantisce almeno 200km) mentre l'elettricità non è cosi semplice da stoccare senza contare che l'emergenza può durare giorni o più (pensa nelle regioni terremotate ad esempio, autobotti e generatori diesel hanno garantito la luce).
la benzina è reperibile localmente da molte fonti mentre l'elettricità potrebbe saltare su una vasta area.
diversificare le fonti permette resilienza

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

“Enorme aumento della domanda”.
Se tutte le auto in circolazione diventassero istantaneamente elettriche, l’aumento della domanda rispetto ai consumi attuali sarebbe inferiore al 20%.

Chiaramente per arrivare anche solo al 50% delle auto circolanti (non vendute) elettriche ci vorranno decenni.
I consumi elettrici italiani sono in calo da diversi anni e le auto elettriche non saranno sufficienti ad invertire la tendenza.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai notizia di qualche auto elettrica andata a fuoco mentre ricaricava? E comunque basterebbe mettere degli estintori automatici a schiuma ed interrompere la corrente in caso di emergenza, non mi sembra una cosa da extraterrestri

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

E se invece c'è uno sciopero dei benzinai a quale altra fonte ti attacchi?

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

ma perchè fingi di non capire? non mi importa come la producono a monte ma mi importa come (e se arriva) arriva in casa mia. rispondi su questo per piacere

A
Alex Cava 01 Jan 1970 @ 00:00

Da parte mia, sto cercando di tagliare ogni spesa superflua per investire in pannelli solari: costano sempre meno e si ripagano nel tempo.

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente è proprio il contrario. L'elettricità puoi produrla in 100 modi diversi e non dipendo da nessuna fonte, al contrario delle fossili

S
Stefano Paoli 01 Jan 1970 @ 00:00

Speriamo dai

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

la rete esiste ma non è detto che riesca a reggere l'enorme aumento della domanda come provato in california (non in botswana) questa estate...
poi perchè tutta questa fretta nel voler dipendere da un unica fonte di energia che in caso di emergenza sarebbe un disastro.
fornelli elettrici, riscaldamenti elettrici, boiler elettrici, auto elettriche...salta la corrente per una giornata, come mi è capitato l'anno scorso in una casa vacanze, e non puoi fare più nulla ma almeno avevo l'auto a benzina per andare altrove...

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

L'ho ordinata, sono in attesa per febbraio

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

la ricarica, sopratutto quella ad alto voltaggio, è comunque rischiosa (non voglio entrare nella polemica delle auto elettriche che prendono fuoco, sono poche ma ogni volta che succede fanno notizia bla bla bla) e farla in un ambiente chiuso, poco areato e difficilmente raggiungibile da mezzi di soccorso non è l'ideale.

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C'era 1 volta il Surface NEO 01 Jan 1970 @ 00:00

Ciao, tu possiedi una Tesla?

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R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

I problemi sono locali (paese o quartiere), non italiani.

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Ecco una cosa a cui non avevo pensato è che oggettivamente i punti di ricarica per le auto elettriche si possono fare sotterranei, cosa pratica sopratutto nelle città :)

A
Alex Cava 01 Jan 1970 @ 00:00

La soluzione c'è già: nel quotidiano occorre investire nei punti dove l'auto è ferma (bastano cariche lente a casa quando dormiamo, nei posti di lavoro, nei supermercati...).

Le cariche veloci servono solo in caso di viaggi, ed appunto i supercharger permettono pause di 15/30 minuti, da far coincidere con il caffè).

Partiamo dal fatto che l'elettricità è già diffusa, non dobbiamo costruire una rete da zero.
Anzi dobbiamo far sparire al più presto i distributori di carburante e le autobotti che infestano le strade.

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Ieri il sito di tesla in Cina è stato a lungo inaccessibile perché non riusciva a stare dietro all'eccessivo numero di ordini per la model y. Come vedi non tutti hanno le tue stesse esigenze

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia abbiamo anche i Frecciarossa che assorbono 10 MW mentre viaggiano a 300 km/h.
La rete elettrica italiana è pronta.

Solo alcune in alcune zone la rete non è stabile.
Ma sono problemi a livello locale (che deve risolvere il distributore di zona) che non sarebbero amplificati dalle auto elettriche.

A
Alex Cava 01 Jan 1970 @ 00:00

Già. Da decenni tutti hanno investito pesantemente nell'industria fossile, in tutti i suoi rami, ed ora è comprensibile la resistenza al cambiamento.
Ma è inevitabile.

Pensare poi a tutti i soldini che i concessionari ci hanno fatto spendere più del dovuto, anche qui Tesla sta facendo tabula rasa!

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momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

Finché i tempi di ricarica non diminuiranno fino a raggiungere pochi minuti per me le auto elettriche possono rimanere negli autosaloni, senza contare che i veicoli con maggior autonomia e velocità di ricarica costano svariati organi interni, quindi attualmente a mio avviso non fanno testo

L
LegatusOnoris 01 Jan 1970 @ 00:00

La rete elettrica dovrà di pari passo migliorare.
Considerando che qui in Italia già in estate ci sono cali di tensione e blackout, all'aumentare delle colonne non oso immaginare....

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse a casa tua, in Italia no di sicuro

g
gianluca iO 01 Jan 1970 @ 00:00

Dubito. I vendor automotive storici Metterebbero a rischio le loro quote di mercato consolidate da decenni. Non lo hanno fatto sino ad oggi, e forse non lo faranno neanche domani,

Sono decenni che sono arroccati con patetici modelli, dal costo spropositato e da autonomie e limiti poco gestibili. Sono oltretutto, da sempre, refrattari a importanti evoluzioni tecnologiche fuori dal perimetro “motore e carrozzeria”, dove tecnologie altrove standard o idee sono insabbiate o inerziate.

Lode sino ad oggi all’unico game changer Tesla (del resto con onestà, è partito senza quote di mercato da perdere), i cui modelli hanno quanto meno performance/autonomie degne di note (e anche prezzi degni di nota sempre per onestà intellettuale).

A
Alex Cava 01 Jan 1970 @ 00:00

La rete di supercharger è il valore aggiunto che permette a Tesla di essere ancora un gradino sopra gli altri, assieme a prestazioni ed efficienza (maggior autonomia a parità di batteria).

Speriamo che gli altri costruttori escano presto dal torpore...

S
Stefano Paoli 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia se colleghiamo un condizionatore in più c'è il blackout totale , figuriamoci 72 Tesla collegate simultaneamente. Non esiste

g
gianluca iO 01 Jan 1970 @ 00:00

Da utilizzatore di auto elettrica, quello dell’autonomia e della capillarità delle stazioni di servizio è una delle inerzie maggiori, considerando che un veicolo elettrico costa di più e ...ha maggiori vincoli di una corrispondente endotermica, nella vita di tutti i giorni.

Peggio che mai se ci si rende conto che le autonomie dichiarate sono circa la metà, appunto nella realtà di tutti i giorni.

Tutto ciò per indicare che personalmente vedo come unico modo per facilitare la diffusione massiva di veicoli elettrici un intervento di stato e privati per ampliare la rete di rifornimento e nel contempo il veicolare energie dei vendor automotive per allungare durata e ridurre i tempi di ricarica. Tesla docet.

G
Golden Possum⚡ 01 Jan 1970 @ 00:00

"Wake the fuck up Tesla, we have a city to burn'' cit.
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