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Taglio accise diesel: c'è la proroga per altri giorni, ma la benzina resta fuori

Il governo proroga lo sconto sulle accise del gasolio fino al 17 settembre: risparmio di 17 centesimi al litro alla pompa. Nessuna novità per la benzina, che resta a prezzo pieno

Taglio accise diesel: c'è la proroga per altri giorni, ma la benzina resta fuori
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 11 set 2026

Un’altra settimana di respiro, poi si vedrà. Il governo proroga di nuovo lo sconto sulle accise del gasolio. L’alleggerimento fiscale sul diesel, che doveva scadere giovedì 10 settembre dopo una prima estensione dal 7, resterà in vigore fino a giovedì 17 settembre.

Il meccanismo non cambia. Quindi 17 centesimi al litro risparmiati alla pompa. La cifra mette insieme il taglio diretto dell’imposta fissa e la parallela discesa dell’IVA, che viene calcolata sul prezzo finale compreso di accisa. Per chi viaggia a benzina, invece, non c’è alcuna novità. Il pieno si continua a pagare a prezzo pieno.

Due miliardi di spesa per un effetto minimo

Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente il conto per lo Stato ha già superato i due miliardi di euro. Una cifra enorme. Eppure al distributore l’impatto si sente appena. Perché continuare, allora? Probabilmente per pura opportunità politica. Evidentemente a Palazzo Chigi nessuno vuole accollarsi il costo di una misura impopolare. E per ora lo sconto scatta per tutti, indistintamente. Che a fare il pieno sia un dirigente o un lavoratore a basso reddito che usa l’auto per forza, la riduzione resta identica.

Le promesse di Meloni e il nodo delle coperture

Un limite? Giorgia Meloni a inizio settembre aveva parlato chiaro. Basta aiuti a pioggia, si passa a interventi mirati per le famiglie in difficoltà. Belle intenzioni? Non dobbiamo certo essere noi a dirlo. Di fatto per ora resta tutto invariato. Per ora “manca tutto”. Quali saranno gli aiuti, dove si prenderanno i fondi per pagarli e, soprattutto, da quando dovrebbero scattare.

Perché la benzina resta fuori

I numeri del ministero dell’Ambiente mostrano un quadro impietoso. Nella prima settimana di settembre il gasolio ha toccato i 2,14 euro al litro, staccando la benzina ferma a 2,03. A fine febbraio, quando è scoppiata la guerra, i prezzi raccontavano un’altra storia: 1,70 euro il diesel, 1,65 la benzina.

Proprio qui sta il motivo per cui da fine luglio l’esecutivo ha blindato solo il gasolio. La benzina muove soprattutto l’auto privata. Il diesel no. Muove i tir della logistica, i trattori nelle campagne, i macchinari delle industrie. Evidente che, se sale il gasolio, nel giro di qualche giorno salirà il prezzo di qualsiasi prodotto al supermercato.

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