Cerca

Stellantis valuta l’uscita dalla joint venture con Samsung SDI per la produzione delle batterie

Il gruppo starebbe esplorando la dismissione della partecipazione in StarPlus Energy.

Stellantis valuta l’uscita dalla joint venture con Samsung SDI per la produzione delle batterie
Vai ai commenti
Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 13 feb 2026

A distanza di quasi cinque anni dal memorandum d’intesa firmato per la produzione di batterie in Nord America, Stellantis starebbe valutando l’uscita dalla joint venture con Samsung SDI. L’indiscrezione arriva da Bloomberg News, che cita fonti vicine al dossier e parla di riflessioni in corso, senza che sia stata ancora presa una decisione definitiva. Manca ancora qualche mese alla presentazione del nuovo piano strategico, ma si intensificano i possibili cambiamenti strategici.

Una scelta strategica e finanziaria

Al centro della vicenda c’è StarPlus Energy, la società creata per produrre batterie negli Stati Uniti e sostenere l’espansione elettrica del gruppo. Il progetto rientrava nella strategia di integrazione verticale con cui Stellantis aveva scelto di garantirsi capacità produttiva e forniture in un segmento considerato cruciale per la competitività futura. Ora lo scenario sembra cambiare. Stellantis sta infatti ricalibrando il proprio business, un’operazione che peserà a bilancio qualcosa come 22,2 miliardi di euro.

Secondo quanto riportato, il gruppo starebbe esplorando modalità per dismettere la propria partecipazione. Tra le ipotesi prese in considerazione vi sarebbe la cessione della quota a un soggetto terzo. L’operazione, se confermata, non sarebbe né semplice né rapida. E potrebbe rivelarsi costosa. Stellantis, interpellata, ha confermato l’esistenza di discussioni collaborative in corso con Samsung sul futuro della joint venture, senza entrare nei dettagli. Dal partner sudcoreano non sono invece arrivate dichiarazioni ufficiali.

Questa decisione, se confermata, riporterebbe l’attenzione sugli interrogativi sulla sostenibilità di alcune scelte compiute negli anni passati. Quelli di maggiore entusiasmo per l’elettrico. In quel periodo molti gruppi hanno fatto investimenti importanti convinti di una crescita lineare e rapida della domanda. Ora che quella crescita non c’è stata, mantenere una presenza diretta nella produzione di batterie comporta impegni finanziari rilevanti, soprattutto quando i margini risultano poco sostenibili. Anche perché il mercato delle batterie è sempre più dominato dai produttori cinesi e difficilmente quel primato potrà essere intaccato nel giro di poco tempo.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento