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Stellantis fa marcia indietro sul ritorno in ufficio: confermato lo smart working

Il Gruppo italo-francese ha rinunciato in Francia al rientro in ufficio annunciato nei mesi scorsi. Confermato lo smart working due giorni a settimana.

Stellantis fa marcia indietro sul ritorno in ufficio: confermato lo smart working
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 29 giu 2026

A seguito delle proteste sindacali e del forte malcontento interno, Stellantis in Francia ha rinunciato al rientro in sede cinque giorni su cinque, annunciato lo scorso marzo, confermando l’attuale schema con due giorni di smart working a settimana.

La decisione

Il Gruppo italo-francese ha ufficialmente compiuto un passo indietro sul controverso progetto che prevedeva il ritorno in ufficio a tempo pieno per i propri dipendenti in Francia e nel resto del mondo, Italia compresa. Nel corso di una riunione del Comitato centrale economico e sociale tenutasi il 24 giugno, l’azienda ha comunicato la decisione di mantenere il modello di lavoro ibrido attualmente adottato, che prevede tre giorni di presenza in sede e due da remoto.

Contrario il 95% dei dipendenti

A marzo, i vertici di Stellantis avevano giustificato la stretta sullo smart working con la necessità di migliorare il coordinamento tra i reparti e aumentare la produttività in generale. Fin da subito, però, questa decisione ha incontrato una forte resistenza interna. Secondo una consultazione citata dal sindacato CFE-CGC, ben il 95% dei lavoratori intervistati si è dichiarato contrario al rientro totale in ufficio. È risultato evidente pertanto un profondo malcontento, soprattutto tra il personale dell’area amministrativa.

Le associazioni sindacali hanno anche fatto notare che molti dipendenti collaborano quotidianamente con colleghi situati in altre sedi attraverso videochiamate: obbligarli a recarsi fisicamente in ufficio per cinque giorni avrebbe generato il paradosso di costringerli ad essere presenti in sede solo per continuare a lavorare a distanza.

Confermato lo schema ibrido

Il Gruppo guidato da Antonio Filosa ha preferito una linea più prudente, considerando anche questioni logistiche, come gli spazi disponibili. Nella settimana, i tre giorni in ufficio garantiranno i momenti di confronto diretto, mentre le due giornate da remoto daranno ai lavoratori una flessibilità ormai considerata essenziale.

Questa decisione dimostra come lo smart working sia diventato un diritto acquisito e un tema centrale nell’organizzazione del lavoro delle aziende, automobilistiche e non.

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