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Patente a 17 anni, multe e sorpasso a destra: cambia tutto, nuove regole allo studio

Il nuovo Codice della Strada potrebbe cambiare parecchie regole per automobilisti, motociclisti e ciclisti. Dalla patente B a 17 anni alle nuove multe per chi corre, passando per il sorpasso a destra in autostrada e la corsia di emergenza per le moto: ecco cosa potrebbe succedere.

Patente a 17 anni, multe e sorpasso a destra: cambia tutto, nuove regole allo studio
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Redazione
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Pubblicato il 8 ago 2026

Patente a 17 anni, nuove regole per le multe, sorpasso a destra in autostrada e maggiori tutele per motociclisti e utenti vulnerabili: sono soltanto alcune delle novità che potrebbero cambiare il Codice della Strada in Italia. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti avviato il confronto per la revisione mettendo sul tavolo più di 15 proposte. L’obiettivo è arrivare a una normativa più semplice e orientata alla sicurezza. Ma attenzione: non sono ancora regole in vigore. Si tratta di proposte che dovranno essere valutate e trasformate, eventualmente, nel testo definitivo della riforma.

Patente B a 17 anni: ecco cosa potrebbe succedere

È probabilmente la novità destinata a far discutere di più. La normativa europea prevede la possibilità di conseguire la patente B a 17 anni, ma fino al compimento dei 18 anni la guida deve avvenire sotto la supervisione di un automobilista con la necessaria esperienza. L’Italia dovrà recepire queste disposizioni entro la fine del 2027 e definire le condizioni precise.

Il progetto italiano prevede la possibilità di iniziare prima il percorso di guida accompagnata per i titolari di patente A1 e B1, ma questo non significa che dal prossimo anno tutti i diciassettenni potranno prendere l’auto e guidare da soli.

A 17 anni anche al volante di un camion?

Qui arriva una delle proposte più sorprendenti. Il MIT sta valutando la possibilità di consentire ai diciassettenni, in possesso di patente B e CQC, di guidare anche determinati mezzi pesanti senza rimorchio che richiedono la patente C1 o C. Si tratta però di una proposta italiana, non di una regola imposta dall’Unione Europea. La direttiva europea, infatti, non stabilisce a 17 anni l’età per la patente C dei camion.

La CQC potrebbe non essere più necessaria

C’è poi un’altra novità destinata a far discutere. Per contrastare la carenza di camionisti, il progetto prevede la possibilità di condurre veicoli che richiedono la patente C anche senza essere ancora in possesso della CQC, purché il conducente sia iscritto a un corso di qualificazione iniziale. Anche in questo caso non si parla di abolizione della CQC, ma di una modifica alle modalità di accesso alla professione.

Multe più pesanti per chi corre

La riforma potrebbe cambiare anche il modo in cui vengono calcolate le sanzioni per eccesso di velocità. L’ipotesi allo studio introduce un sistema più progressivo, nel quale il costo della multa cresce in relazione ai chilometri orari oltre il limite. In autostrada, ad esempio, viene ipotizzata una sanzione di 10 euro per ogni km/h di velocità oltre il limite. Con il limite fissato a 130 km/h, chi viaggia a 140 potrebbe quindi pagare 100 euro, mentre a 170 km/h la sanzione arriverebbe a 400 euro. Sulle strade con limite di 50 o 30 km/h, invece, l’ipotesi è di 5 euro per ogni km/h oltre il limite. Numeri che, se confermati, potrebbero cambiare sensibilmente il costo delle multe per chi supera i limiti.

Sorpasso a destra: cambia una delle regole più conosciute

Tra le proposte c’è anche una modifica che potrebbe sorprendere moltissimi automobilisti. Il MIT sta valutando la possibilità di applicare il principio della circolazione per file parallele sulle autostrade e sulle superstrade a tre corsie. In determinate condizioni questo permetterebbe quindi di superare un veicolo sulla destra senza che ciò venga automaticamente considerato un sorpasso vietato. Una modifica importante, soprattutto sulle autostrade congestionate, ma che dovrà essere definita con precisione per evitare interpretazioni errate da parte degli automobilisti.

Moto in corsia di emergenza: quando potrebbe essere possibile

Anche per i motociclisti sono previste nuove regole. Il progetto prevede la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o forti rallentamenti, garantendo comunque il passaggio dei mezzi di soccorso. L’obiettivo è aumentare la sicurezza dei motociclisti quando il traffico è completamente bloccato, evitando che rimangano esposti a situazioni potenzialmente pericolose. Non sarebbe quindi un via libera generalizzato all’utilizzo della corsia di emergenza, ma una possibilità legata a specifiche situazioni.

Bici e rider: arriva il casco obbligatorio?

Il nuovo Codice potrebbe intervenire anche sui cosiddetti cicli a propulsione, mezzi sempre più utilizzati anche per le consegne a domicilio. Tra le proposte c’è l’introduzione dell’obbligo di casco e contrassegno. Una misura pensata soprattutto per aumentare l’identificabilità dei mezzi e la sicurezza di chi li utilizza, in un contesto urbano nel quale biciclette elettriche e mezzi utilizzati dai rider sono ormai una presenza quotidiana.

Stretta sulle auto senza assicurazione

Il nuovo Codice potrebbe inoltre rendere più difficile circolare senza assicurazione. Il MIT sta studiando controlli più efficaci attraverso le banche dati della Motorizzazione e un vero e proprio divieto di marcia digitale. In caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo su strada potrebbe scattare direttamente il sequestro del veicolo.

Multe non pagate dagli stranieri: cambia qualcosa

La riforma interviene anche sulle sanzioni commesse da conducenti stranieri. La proposta prevede la possibilità di recuperare le multe non pagate nei cinque anni successivi alla violazione, anche nei confronti di chi torna a circolare in Italia con il veicolo con cui è stata commessa l’infrazione.

Per gli automobilisti, invece, potrebbe arrivare una procedura più semplice per contestare i verbali errati e una riduzione da 90 a 30 giorni del termine per la notifica delle multe rilevate da remoto.

Più soldi delle multe per sistemare le strade

Tra le diverse proposte anche la destinazione degli incassi delle sanzioni. L’ipotesi prevede che il 70% dei proventi venga destinato all’ente proprietario della strada e reinvestito nella sicurezza, mentre il restante 30% rimanga all’ente che effettua gli accertamenti e le notifiche. Inoltre, le multe potrebbero non essere più automaticamente adeguate all’inflazione: l’incremento scatterebbe soltanto oltre una determinata soglia.

Le novità sono numerose e alcune potrebbero cambiare concretamente le abitudini degli automobilisti. Per il momento il Ministero ha aperto una fase di confronto con associazioni, operatori e categorie interessate. Le proposte dovranno essere approfondite, modificate se necessario e inserite nel successivo iter legislativo. Certo è che se le proposte del MIT dovessero diventare legge, per milioni di automobilisti, motociclisti e ciclisti il Codice della Strada potrebbe essere molto diverso da quello che conosciamo oggi.

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