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Il nuovo motore Hurricane di Stellantis riporta in alto il termico

Il nuovo motore a quattro cilindri di Stellantis, l'Hurricane, adotta soluzioni all'avanguardia per rinvigorire il panorama del termico

Il nuovo motore Hurricane di Stellantis riporta in alto il termico
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 12 mar 2026

Un nuovo motore a combustione, di questi tempi, è già di per sé una notizia. In un panorama automobilistico proiettato anima e corpo verso l’elettrificazione pura, scoprire una novità termica è una sorpresa. Stellantis ha lavorato al nuovo quattro cilindri Hurricane per garantirsi un futuro ad alto tasso emozionale, perché le premesse di questo 2 litri turbo sono davvero esaltanti. Finora, questo propulsore da 325 CV si è fatto vedere sotto al cofano di Jeep, ma non è difficile pensare che, prima o poi, possa trovare asilo anche sotto qualche altro marchio prestigioso della galassia. E perché non su Maserati o Alfa Romeo. Intanto, merita dare un’occhiata a questo progetto.

Innovazione da F1

Il principale segreto di questo propulsore risiede nella Turbulent Jet Ignition (TJI). Si tratta di una tecnologia di combustione a pre-camera che discende in modo diretto dalla Formula 1 e dall’esperienza ottenuta con il recente V6 Nettuno della Maserati MC20. In parole povere, il motore adopera una piccola camera supplementare nella quale la miscela aria-carburante si prepara in modo ottimale prima dell’innesco principale. Questo sistema è coadiuvato da un’architettura a doppia candela per cilindro: una dedicata alla pre-camera per avviare la combustione e una seconda che interviene nella camera principale per gestire i carichi elevati o il carburante residuo.

Il turbo a geometria variabile

Il pacchetto di innovazioni non si ferma però soltanto alla combustione. L’Hurricane adotta un turbocompressore a geometria variabile (VGT), una scelta raffinata e insolita per i motori a benzina, ma che si può trovare su sportive di razza come la Porsche 911 GT2 RS. Grazie a una serie di palette mobili nella chiocciola di scarico, il turbo può donare una sovralimentazione fino a 2,4 bar, assicurando una prontezza di risposta potente e riducendo in modo sensibile il turbo lag. L’efficienza è ottimizzata anche dall’adozione del ciclo Miller e di un fasatore elettrico per l’albero a camme, che permette riaccensioni del sistema start/stop molto più fluide “decomprimendo” i cilindri a motore spento.

I consumi abbinati alle prestazioni

Passando alle prove pratiche, montato su un veicolo possente e voluminoso come la Grand Cherokee, l’Hurricane 4 cilindri dimostra che la potenza può andare a braccetto con l’efficienza. Nonostante la bilancia sicuramente non da sportiva, il motore garantisce una spinta notevole, soprattutto ai medi e alti regimi, mantenendo consumi autostradali di circa 8,7 l/100 km. Con un basamento in alluminio estremamente robusto e un intercooler acqua-aria integrato, questo propulsore rappresenta lo stato dell’arte della combustione interna moderna, dimostrando che c’è ancora molto da dire prima del tramonto definitivo dei pistoni.

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