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Uber: stop alle attività in California se dovrà inquadrare gli autisti come dipendenti

Uber minaccia di sospendere temporaneamente le sue attività in California se dovesse essere obbligato a inquadrare gli autisti come dipendenti.

Uber: stop alle attività in California se dovrà inquadrare gli autisti come dipendenti
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 13 ago 2020

Uber potrebbe lasciare temporaneamente la California, cessando le sue attività, se fosse costretto ad inquadrare i suoi autisti come dipendenti come vorrebbe la recente sentenza di un Tribunale dello Stato americano. Questa "pesante" presa di posizione arriva direttamente dal CEO della società, Dara Khosrowshahi. Ma come si è arrivati a questo punto?

Pochi giorni fa, un giudice della California aveva ordinato non solo a Uber ma pure a Lyft di inquadrare gli autisti come dipendenti veri e propri. Ad oggi, infatti, lavorano come indipendenti. Secondo le società, queste figure preferiscono continuare a lavorare in tale modo ma secondo i sindacati, invece, l'attuale inquadramento priva tali lavoratori di alcuni benefit importanti come l'assicurazione sanitaria, gli straordinari e un salario minimo.

Secondo l'accusa, Uber e Lyft violerebbero una norma dello Stato entrata in vigore all'inizio dell'anno, nota come Assembly Bill o AB-5, che prevede che ai lavoratori della "gig economy" vengano riconosciuti i medesimi benefit dei dipendenti. La sentenza è stata sospesa per 10 giorni per dare tempo alle due società di presentare appello, cosa che hanno fatto. Ma se l'azione legale dovesse fallire, Uber potrebbe dover interrompere per diversi mesi le sue attività in California visto che sarebbe impossibile passare in breve tempo al nuovo modello di business richiesto dalla sentenza. Una situazione che causerebbe la perdita per diverso tempo del reddito di tutti coloro che oggi lavorano con la società.

Se Uber non dovesse vincere l'appello, le attività potrebbero rimanere ferme almeno sino a novembre quando gli elettori saranno chiamati a votare la Proposition 22 che sostanzialmente esenterebbe Uber e Lyft da dover inquadrare gli autisti come dipendenti.

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Commenti Regolamento
F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

OK, buona serata

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Dopo quello che hai scritto fino ad ora direi di essere abbassato anche troppo.
Ti lascio alla tua supponenza.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Evidentemente non esiste il concetto di intromissione, tuttavia le buone maniere ed il linguaggio appropriato restano un obbligo.
Non capisco di cosa parli nel resto.

Inurbano è esattamente appropriato, credimi.
Consentimi, una persona che si crede all'altezza di discutere con me di geopolitica dovrebbe essere usa a termini assolutamente appropriati.
Io lo sono perché in questi ambiti la precisione e d'obbligo e viene misurata ogni parola.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono commenti pubblici, non c'è niente di privato. Non esiste il concetto di intromissione in una discussione pubblica. Inoltre, se affermo 10 cose puoi rispondermi 10 cose ma puoi farlo con un solo post, senza dovermene mandare due o tre ogni volta. Approccio che, oltretutto, crea frammentazione nella discussione.

Il fatto poi che inurbano abbia un significato non toglie il fatto che sia cacofonico.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Se tu affermi 10 cose, io rispondo a 10 cose.
Ripeto che questo è un thread fra ma ed un altro utente nel quale sei intervenuto in modo inurbano.

Locuzione imbarazzante... evidentemente la nostra cerchia di frequentazioni è di differente livello, nella mia non c'è niente di imbarazzante nell'utilizzo del termine "inurbano" che appartiene alla lingua italiana ed ha un preciso significato.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Ricevere numerose risposte per un solo commento per quel che mi riguarda è spam, a maggior ragione se le risposte sono tutte ravvicinate.

Comunque è la locuzione ad essere imbarazzante.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Spam???
La forma non ha niente di imbarazzante.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

No, è imbarazzante la forma.
Per il resto non ho assunto atteggiamenti scortesi, considerato anche che sono stato oggetto di spam.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

La Merkel ha rimosso la bandiera ed il giorno dopo affermato che la politica interna di un Paese non può determinare le scelte nel commercio internazionale per schierare con nettezza l'Europa.
Difatti è seguita immediatamente la replica di Trump, che ha deciso di richiamare in Patria un numero ancora maggiore di militari della forza di occupazione in Germania e spostare in Europa parte degli F-16
Esattamente ciò che voleva la Merkel

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Se ti imbarazza veder definito inurbano un tuo comportamento, evita di assumere comportamenti inurbani

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

La Merkel ha rimosso la bandiera Taiwanese perché al momento non ha nessun interesse nello schierarsi ufficialmente.
Condizione valida finché le rimarrà conveniente.
Nel frattempo mezza Nato ha già estromesso Huawei, segno su chi sia alleato di chi.
E no, l'idea che le superpotenze partecipino allegramente al mercato globale puntando tutto sul fair play é semplicistica.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

"In modo estremamente inurbano" è piuttosto imbarazzante a leggersi ma al netto di ciò non avevo inteso che la tua risposta fosse specifica per quella mia ultima domanda, quanto più un invito non modificare i messaggi.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

No, e la visione che identifica come chiari aggressori gli USA ed autorizza la Cina a ricorrere a qualsiasi mezzo per rispondere a tale aggressione
Ripeto, non a caso la Merkel ha ritenuto opportuno rimuovere la bandiera taiwanese.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma di che parli?
Mi hai chiesto, in modo estremamente inurbano, perché avessi utilizzato due post successivi (non modificato un messaggio) e ti ho spiegato che con Disqus, che non notifica le modifiche ad un messaggio, è preferibile fare eventuali aggiunte in un messaggio successivo.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai iniziato la polemica sui messaggi modificati e poi alla mia risposta mi hai accusato di essere polemico.
Ma leggi almeno quello che scrivi?

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

È una visione semplicistica.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Non capisco di quale polemica parli.
A meno che tu non intenda come polemica il correggere alcune tue affermazioni sbagliate quali l'essere uno Stato per Taiwan

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Pensavo che cercare di guadagnare quote di mercato fosse un pieno diritto dei vari Paesi e non una guerra

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

La Cina sta da tempo tentando di sostituirsi agli USA come polo IT. Non é un caso che Huawei sia finita nel mirino.
Quello che sta accadendo adesso sarebbe comunque avvenuto prima o poi perché gli USA sono al vertice e la Cina sta cercando di scalzarne il posto.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei tu che hai iniziato la polemica sull'edit. Che c'entra ora il thread?

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Io avrei iniziato una polemica???
Questo era un thread fra me ed Aristarco nel quale sei intervenuto tu in modo assi poco cortese.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho inteso male io, credevo che con l'affermazione sulle conquite fatte dal Giappone tu avessi inteso porlo su un piano differente dagli Stati Uniti.

Non credo che qualcuno pensi alla volontà di Pechino di iniziare uno scontro gli Stati Uniti, semmai sono gli USA a provocare di continuo la Cina sul piano militare invadendo il suo spazio aereo con velivoli militari.
La Cina ha aperto una guerra economica contro gli USA? a me proprio non sembra, a quale guerra ti riferisci?
Prima che Trump desse di matto, Cina e USA avevano perfino siglato una serie di accordi commerciali.

S
SNAKKOSSS 01 Jan 1970 @ 00:00

Scusa se rispondo in ritardo, non metto in discussione i tuoi impegni visto e considerato che non ti conosco e nel 92/94 non ero manco nato ma oggi la classe politica sembra essere quanto più lontano possibile dal sentimento comune della nazione (sia esso di destra, sinistra e/o centro).

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Quale moralità? È tutta una questione di interessi economici e politici come in ogni situazione analoga.
La Cina ha già aperto le ostilità con gli USA e lo fa tramite mezzi economici. Ad oggi non ci sono elementi che suggeriscano che vogliano passare a quelli bellici.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Disse quello che ha iniziato la polemica.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sembri inutilmente polemico

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo che agli USA fregava, però la tua obiezione sulla moralità del Giappone non vale niente dal momento che non troppo tempo prima gli USA avevano commesso il medesimo atto di espansionismo nei confronti del Messico.

Non ho paragonato la Cina al Giappone, ma le cause che obbligarono il Giappone all'inizio del conflitto con quelle che attualmente il comportamento dissennato di Trump sta innescando con la Cina.
Le cause, non i Paesi.
Oltre un certo limite un Paese è obbligato ad aprire le ostilità.
In questo momento la Cina è pressoché obbligata ad entrare in Taiwan e ricondurlo per intero sotto la sua bandiera, e se non trovano alternative lo faranno.
La cosa più ragionevole è lasciarli liberi di trovare le alternative.

Poi c'è la questione della reazione USA in caso di ingresso in Taiwan delle truppe di Pechino.
Gli USA interverrebbero o la loro è una pubblica esibizione di muscoli priva di sostanza?
Io NON credo che interverrebbero, lo scontro con la Cina non ha possibili scenari finali positivi per gli USA.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Al Giappone del Messico fregava poco. Invece agli USA dell'espansione nel pacifico da parte del Giappone frega eccome.
Ad oggi la Cina non si è dimostrata una potenza che fa dell'uso militare il suo principale sistema espansionistico. Paragonarla al Giappone è forzato.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

L'editing è avvenuto per un commento che non è neanche questo e prima che mi rispondessi.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Il mio riferimento è all'embargo, che nella sostanza è identico a quello operato nei confronti della Cina.
Quanto alle cause, sebbene poco rilevanti rispetto agli effetti... beh mi permetto di ricordarti che neanche tanto tempo prima gli Stati Uniti avevano causato una guerra con il Messico annettendosi un pezzo di territorio.
Questo se davvero vogliamo andare a guardare all'espansionismo.
Io lascerei perdere l'argomento "cause", perché nel mondo il più pulito porta la rogna. Vecchio detto.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

ON Dee, abbiamo riscritto il Diritto internazionale... da oggi per essere legittimamente Stati non serve più il riconoscimento delle Nazioni Unite.

Quanto ai commenti non è buona norma editarli per aggiunte perché il destinatario potrebbe non vederle.
Disqus non segnala l'editing al destinatario.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Il Giappone ha iniziato politiche espansionistiche militari dagli inizi degli anni 30 invadendo ed occupando a destra e a manca ed è da lì che è arrivato l'embargo USA.
Le differenze sono enormi.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Sui passaporti c'è scritto Cina perché Taiwan è Cina. È la Cina pre-guerra civile. Continui a confondere PRC con Cina.
Giuridicamente Taiwan è in un limbo come avviene spesso in queste situazioni. Al netto di ciò Taiwan è nella WTO ed ha rapporti diplomatici diretti con gli altri paesi.

Ed il riconoscimento manca per motivi diplomatici. Ma se gli USA entrano in guerra con la Cina, la Nato entra in guerra con la Cina ed i motivi diplomatici cadrebbero al volo.

Ed è così difficile scrivere un solo commento?

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Sui passaporti c'è scritto Cina perché giuridicamente Taiwan è uns provincia cinese.
Esiste un unico modo per essere riconosciuti Stato autonomo, ed è il riconoscimento da parte dell'ONU.
I singoli Paesi possono riconoscere quel che più fa loro piacere, ma gli Stati iniziano ad essere tali solo dietro riconoscimento delle Nazioni Unite.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Sui passaporti taiwanesi c'è scritto Cina perché loro indentificano sé stessi come Cina, in contrapposizione al PRC.
Inoltre gran parte dei paesi ha ambasciate a Taiwan e viceversa.
Il risconoscimento formale manca unicamente per motivi diplomatici. Motivi che cadrebbero al volo nel momento di una guerra aperta.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

P.S.: il fatto che la bandiera bianca non sia neppure stata nascosta ma posta ben in evidenza proprio ad inizio pagina mi pare abbia un chiaro significato. Significato rimarcato, ove fosse necessario, dal netto incremento degli investimenti tedeschi in Cina.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

La Home Page del sito del Ministero degli esteri tedesco.

https://uploads.disquscdn.c...

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Non di sostanziali, il Giappone fu costretto ad iniziare una guerra da un meccanismo di strangolamento pressochè identico a quello che Trump sta tentando di costruire attorno alla Cina.
In questi casi la guerra diviene un obbligo e non una scelta.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Pechino è stata ciò che è in qualsiasi altra parte.
L'immagine che vedo dipingere di Xi Jinping è retrodatata di almeno un decennio.
La Cina non è una dittatura e Xi Jinping non ha ambizioni dittatoriali.

Sui passaporti taiwanesi c'è scritto Cina e, almeno che le cose non siano cambiate negli ultimi sedici minuti NON è riconosciuto come stato sovrano.
Non a caso all'inizio delle tensioni la Germania fece sparire la bandiera di Taiwan dal sito del suo Ministero degli esteri, dove risulta tutt'ora rimpiazzata da una bandiera bianca (ho appena controllato).
Taiwan è a tutti gli effetti una provincia cinese al pari di Hong Kong.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Ce ne sono eccome.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

A Hong Kong infatti Pechino è stata oltremodo morbida e si diceva invece che sarebbe stata più dura.
Taiwan non è una provincia, almeno non per tutti. È uno stato sovrano parzialmente riconosciuto. C'è una bella differenza.
E vista la sua funzione strategica, in caso di attacco scommetto che il riconoscimento si estenderebbe non poco visto che la sua assenza avviene per motivi diplomatici.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

P.S.: si diceva lo stesso fino ad un minuto prima che i militari di Pechino arrivassero a sedare le sommosse ad Hong Kong.
Vero, Taiwan non è Hong Kong, ma sta di fatto che si pensava che Pechino tenesse troppo gli Stati Uniti per intervenire.

Adesso Pechino si trova a dover scegliere fra il subire gli effetti di un'aggressione commerciale ed il riportare un'altra provincia ribelle sotto la sua bandiera.
Quello che avverrà è indeterminato, almeno per noi.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ci sono molte differenze tra adesso e quando il Giappone fu costretto ad attaccare Pearl Harbor.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Non siamo neanche lontanamente ai livelli post WW1.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Verissimo, ma quando si spinge un popolo oltre i limiti della sopportazione le guerre succedono.
È capitato con i risarcimenti di guerra imposti alla Germania e con lo strangolamento commerciale del Giappone (identico a quello che Trump sta tentando di fare nei confronti della Cina).
Le guerre scoppiano Dee, e spingere un popolo oltre i limiti della sopportazione è il modo migliore per farle scoppiare.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli USA reagirebbero al volo perché hanno troppi interessi lì ed è il motivo per cui è improbabile un'invasione cinese di Taiwan.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Nono non è una rubrica geopolitica, e difatti è improbabile che si bombardino a vicenda.
Quello è semplicemente lo scenario di massima convenienza per l'Europa.

Più realistico, parecchio più realistico, è lo scenario in cui la Cina invade Taiwan e gli USA non reagiscono in alcun modo perché una reazione porterebbe ad una inevitabile escalation.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Lol.
Ti ricordo che buona parte dell'Europa è nella Nato, esporta una marea di roba in Cina e USA e che ci sono una marea di paesi nel Mediterraneo pronti a sfruttare il fatto che gli USA siano impegnati altrove.
Mi sembra la rubrica di geopolitica di Topolino...

M
Marco Mazzocchi 01 Jan 1970 @ 00:00

Peccato che chi fa l’uber driver non stia morendo di fame, ma ha una macchina uno smartphone etc etc, quindi non lo paragonerei ai bambini che cuciono i palloni della nike

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa storia del pianeta è sopravvalutata, e comunque i vantaggi che ce ne verrebbero sarebbero ampiamente sufficienti quale compensazione.
l'Europa non avrebbe ragione di essere counvolta, lo sarebbe (forse) in un confronto tra USA e Russia.
Comunque non sta a noi decidere, molto si gioca su Taiwan sul sacrosanto diritto di Pechino di sottrarsi allo strangolamento americano.
Quello di uno scontro tra loro sarebbe solo il più favorevole degli scenari per noi europei, ma anche senza quello il Civid sta comunque facendo sulla loro economia un grande lavoro per noi favorevole.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

L'idea che se davvero scoppiasse una guerra USA e Cina si farebbero a pezzi fra loro senza l'uso di armi impattanti sul pianeta e senza degnare di uno sguardo l'Europa e più o meno ai limiti del fantasy.

T
TLC 2.0 01 Jan 1970 @ 00:00

Si lo so, citavo una lobby nostrana facente parte dello stesso settore di Uber

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, no.
Una guerra che riducesse drasticamente le capacità militari e produttive di Cina e Stati Uniti con danni tali da non poter essere ripeistinati per decenni, vedrebbe noi europei, dove per europei intendo i Popoli che vanno dall'Atlantico agli Urali, come potenza egemone del mondo.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Una guerra danneggerà tutti a prescindere dallo schieramento.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Staremo a vedere, per noi europei il massimo della convenienza sarebbe che si danneggiassero molto seriamente a vicenda

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

È improbabile che anche gli USA decidano di intraprendere la strada bellica. Troppi rischi, soprattutto in un periodo dalle alleanze incerte.

S
SNAKKOSSS 01 Jan 1970 @ 00:00

Come tutti i parlamentari.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è così tranquillo Dee, la Cina non aprirà mai il fuoco per prima contro gli USA o chiunque altro, ma non è per niente certo che non saranno gli americani a farlo.
Ed anche il ritorno di Taiwan sotto il controllo diretto di Pechino non è affatto da escudersi, dal momento che gli Stati Uniti li stanno portando ad una decisione forzata.

La guerra fredda è ufficialmente ripresa esattamente 13 anni fa, quando la Russia tornò a tenere in volo i bombardieri strategici in risposta alle provocazioni statunitensi.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Nella guerra moderna le armi servono a poco. La Cina intraprenderebbe una guerra commerciale a tutto spiano ben prima di quella bellica. I rischi di una guerra aperta sono irrisori. Nella guerra fredda ci siamo invece già entrati.

C
Carl (Alesta) 01 Jan 1970 @ 00:00

Era una "libera scelta" anche quella degli operai, anche bambini, della seconda rivoluzione industriale, costretti a svolgere lavori alienanti, privi di qualsivoglia diritto, dal tramonto all'alba, senza aver mai riposo nè poter vedere la luce del sole, pagandone gravissime conseguenze da un punto di vista fisico e mentale, per stipendi da fame che a malappena bastavano per la minima sopravvivenza.

Non si parla di libera scelta quando l'alternativa è morire di fame.

S
Stefano Ferri 01 Jan 1970 @ 00:00

E' sempre una regolamentazione dei rapporti tra mercato , fornitore di servizi ecc.

M
MacCarron 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarei curioso di capire cosa comporta questa richiesta di cambio di inquadramento per tutti gli autisti che non fanno solamente quello di lavoro..Parlando del più e del meno con parecchi autisti uber negli USA mi sono fatto l'idea che per la maggior parte l'attività sia una "second gig", ossia che lo affianchino al lavoro principale per arrotondare o mettere via soldi con un fine (viaggi, auto nuova ecc).

G
GS 01 Jan 1970 @ 00:00

Tassisti, balneari, svariate altre categorie professionali, Chiesa, TLC, automotive... È pieno anche in Italia, non ti preoccupare 😂

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Sicuramente Pechino non vuole una guerra, la guerra non è nel DNA dei cinesi (che però se necessario la sanno fare), ma altrettanto certamente la Cina si trova davanti ad un muro che deve abbattere.
Queste sanzioni stanno contribuendo a danneggiare fortemente le economie occidentali e stanno spingendo Pechino ad imboccare vie che non le sono propie.

Il risultato di un confronto fra i due Paesi è indeterminato, gli USA hanno certamente più mezzi (ma dopo la crisi Covid un'economia nel disastro) ma Obama ha fatto perdere agli USA una generazione di sistemi d'arma rispetto alla Russia ed alla Cina.
Nella guerra moderna la generazione dei sistemi d'arma probabilmente conta più della quantità.
O no... non lo sappiamo.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Pechino non vuole una risposta militare. Non se ne fa di nulla di una guerra che difficilmente le darebbe vantaggi di sorta. Sono gli USA che amano fare la guerra a destra e a manca.
E difficilmente imposizioni ad Uber scatenerà una guerra.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda, questa volta il boccino è proprio in bilico.
Quello che sembra un po' a tutti è che Pechino sia in attesa che un pilota americano intercettato nei cieli di Taiwan tiri per primo il grilletto, cosa che darebbe a Pechino la piena legittimazione ad una risposta militare.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Ripeto, non è detto.
Ad esempio i 5 Stelle ottennero l'elezione comprando milioni di voti in cambio del Reddito di Cittadinanza, non è che chi li fece arrivare in Parlamento avesse una qualche mira se non quella di incassare un assegno mensile senza fare niente.
Se oggi ci facciamo rappresentare nel consesso internazionale da un Ministro degli Esteri che proiettato in quel ruolo da una geniale intuizione di un comico ed un acquisto di voti non è perché ci fosse un progetto.
Sono stati acquistati dei voi e mandato a rappresentare l'Italia un completo incompetente, tutto qui... nessun secondo fine.
La democrazia può trovarsi nella condizioni di non funzionare.
È la spiegazione più semplice e con tutta probabilità anche quella vera.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Se pensi che quella sia l'unica forma di schiavitù possibile stiamo freschi...

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, ma non accadrà.
Ogni volta che c'è qualche rivendicazione lavorativa tutte le aziende urlano alla chiusura ed all'impossibilità di fare profitti. Poi alla fine non succede nessuna apocalisse, i proprietari guadagnano qualcosa meno e i lavoratori hanno più diritti.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

non hai capito, intendo che niente capita per caso, le persone arrivano in posti di potere per determinati motivi, magari sconosciuti ai più, ma ci sono, pensi che renzi ad esempio sia arrivato dove era per caso?

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

No, è un limite del processo democratico.
Un errore non può essere considerato scopo... è un errore.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

ma se li ricopre è perchè qualcuno l'ha messo li, quindi vedi che ha un suo scopo?

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

No, la persona incompetente semplicemente non dovrebbe ricoprire ruoli di responsabilità e/o potere.
La democrazia ha in questo uno dei suoi massimi punti di fallimento

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

ma anche una persona incompetente ha uno scopo, che poi per te sia errato è un altro discorso, le leggi e le sentenze anche qui hanno sempre uno scopo, favori questo o quello....

T
TLC 2.0 01 Jan 1970 @ 00:00

è il significato di "lobby", cosa che da loro è parecchio diffusa.
In Italia abbiamo un esempio nel settore da decenni: la lobby dei taxisti.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

È che non ritengo così improbabile che tali ruoli siano ricoperti da quella categoria di persone.
Basta guardare alle leggi e sentenze che spesso ci ritroviamo qui.

Vale la legge del rasoio Aristarco, la spiegazione meno complessa è quella che ha le maggiori probabilità di essere vera.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

perchè non ci sia uno scopo bisogna pensare che chi gli sta facendo guerra sia un'1d1ot4 perchè danneggerebbe client, dipendenti e azienda senza motivo, quindi tendo ad escluderlo a priori, un motivo c'è sicuro

t
talme94 01 Jan 1970 @ 00:00

Imo la parola giusta è sfruttamento

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Mai detto che non sia necessario rispettare i diritti, ho solo precisato che fra i diritti da rispettare c'è anche quello di chiudere le attività in perdita e cessare di conseguenza i rapporti di lavoro.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è detto sai?

M
Marco Mazzocchi 01 Jan 1970 @ 00:00

diglielo alle persone morte nelle piantagioni di canna da zucchero o nelle barche a vogare o nei campi a lavorare.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

La schiavitù può assumere molte forme e l'impodizione può essere più o meno evidente.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

no, perchè ha uno scopo e qui bisogna capire qual'è..

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è una terza ragione, a mio avviso più probabile: spesso chi pronuncia sentenze o scrivere leggi non valuta con la dovuta coscienza quali saranno gli effetti di ciò che sta per fare.

A
Arch Stanton 01 Jan 1970 @ 00:00

Il bello di certi lavori è che non si è dipendenti, è una scelta di libertà.
Ma qualche politico pretende di statalizzare tutto, presto anche dog sitter.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

È un discorso senza capo né coda. Il fatto di essere quotate non le esula dal dover rispettare i diritti dei lavoratori.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa non è una questione di lobby ma di iniziare a regolamentare un mercato di intermediari che pretende di fare soldi senza avere oneri.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

No.
Sono entrambe opzioni di m3rda ma la seconda distrugge la società per arricchire 4 gatti mentre la prima finire con l'imporre un cambio di business, anche se potrebbe volerci tempo.

M
Marco Mazzocchi 01 Jan 1970 @ 00:00

stai paragonando una barbarie con una libera scelta. te ne rendi conto vero che nessuno ti obbliga a fare l'autista e puoi cercarti un altro lavoro?

G
Gios 01 Jan 1970 @ 00:00

poi leggi i commenti sopra e c'è chi è felice di fare il servo

G
Gios 01 Jan 1970 @ 00:00

Insomma tra la schiavitù e avere diritti è meglio la schiavitù......

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

eh? il mio ragionamento è un altro, se i dipendenti sono contenti di come vengono retribuiti, tutta questa storia è solo per danneggiare uber o lyft a favore di qualcun altro, se invece sono scontenti allora rischiano di autodanneggiarsi perdendo il lavoro, quindi servirebbe che le parti sociali (uber-stato-lavoratori) si parlassero e trovassero una quadra senza ricatti

g
ghost 01 Jan 1970 @ 00:00

I sindacati hanno sempre fatto casino. Tra non lavorare e guadagnare poco è sempre meglio la seconda, tanto i sindacati non perdono il lavoro...

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Conta assai poco qualsiasi cosa tu faccia e chiunque tu voglia intervistare.
Uber non è una piccola azienda a conduzione familiare ma un'azienda quotata sui Mercati Finanziari.
Il signor Rossi compra azioni Uber se esse generano un vantaggio e le vende se iniziano ad essere svantaggiose.

Se questo modo di agire non sta bene ai collaboratori, beh evitassero di stabilire rapporti di lavoro con aziende quotate e si limitassero a quelle a conduzione familiare.

È una cosa giusta?
Beh dipende da che parte la guardi.
Nell'ottica del lavoratore sicuramente no, in quella dell'azionista certamente sì.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

non ho detto che debbano decidere i dipendenti, ma non avendo mai lavorato per uber e non conoscendo la loro retribuzione, sarebbe interessamte sapere cosa ne pensano realmente

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

I dipendenti sono roppo interessati per esprimere un giudizio sereno.
Va da sé che se si giungesse a dover operare in perdita le aziende sarebbero pienamente legittimate a mutare in stato di "disoccupato" la condizione dei propri collaboratori.
Gli azionisti di Uber si aspettano profitti, non perdite.

D
Della_Morta 01 Jan 1970 @ 00:00

Un problema non esclude l'altro

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

I big della finanza sono come i nobili del 1700. Sono al di sopra delle leggi, sono esentati dalle tasse, e riducono tutta la popolazione a servi della gleba.

M
Marco Revello 01 Jan 1970 @ 00:00

E questa è una schiavitù non dichiarata. Ma se non stai alle loro regole, niente frustate ma anche niente paga.

M
Marco Mazzocchi 01 Jan 1970 @ 00:00

la schiavitù era un'imposizione però.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

dipende quali sono le condizioni di lavoro...bisognerebbe chiedere ai "dipendenti"

S
Stefano Ferri 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non era solo in Italia che c'era la lobby dei taxisti collusi ? Mi sembra deregolamentare troppo non piaccia in molti altri posti .