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Milioni di auto a rischio: la revisione ora obbliga a sostituire l'airbag

Milioni di veicoli rischiano lo stop a causa degli airbag Takata, ancora presenti sulle auto dopo il mega-richiamo di quasi un decennio fa. Secondo le nuove regole, senza la sostituzione non si supera la revisione.

Milioni di auto a rischio: la revisione ora obbliga a sostituire l'airbag
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 27 lug 2026

La revisione periodica dell’auto adotta criteri più stringenti e milioni di automobilisti italiani potrebbero essere costretti ad adeguare il veicolo, che altrimenti non potrà più circolare. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha infatti introdotto controlli molto più severi rispetto a prima e direttamente correlati a una delle più grandi campagne di richiamo della storia dell’auto: quella degli airbag difettosi prodotti dalla Takata, azienda giapponese fallita quasi un decennio fa proprio a causa di questo richiamo.

L’airbag difettoso

Il problema risiede nel deterioramento del propellente interno agli airbag, causato da condizioni ambientali come umidità e alte temperature. L’azienda, infatti, aveva sostituito il tetrazolo con il più economico nitrato d’ammonio, che è alla causa dei malfunzionamenti. In caso di incidente, questo difetto può provocare un’attivazione anomala del sistema, proiettando pericolosi frammenti metallici all’interno dell’abitacolo.

Tante auto ancora a rischio

La Takata, al tempo azienda leader nel settore della componentistica, ha fornito questi sistemi a numerosi costruttori fino al 2017. Nonostante le dimensioni planetarie del richiamo di quegli anni, molti veicoli ancora in circolazione non sono stati riparati. Si tratta di auto con almeno nove anni di età che spesso hanno cambiato più di un proprietario: la causa del mancato aggiornamento risiede proprio nei ripetuti passaggi di proprietà che hanno reso difficile notificare il richiamo agli intestatari attuali. In questo contesto, recentemente Stellantis è stata obbligata dal Tribunale di Torino a informare i clienti dei veicoli coinvolti.

Nuovi criteri per la revisione

Con le nuove disposizioni del MIT, la revisione non si limiterà più a verificare solo i classici parametri come freni, pneumatici o emissioni. Gli ispettori dovranno anche accertare l’eventuale presenza di campagne di richiamo pendenti. I veicoli inadempienti saranno oggetto di un blocco informatico nell’Archivio Nazionale dei Veicoli, che impedirà il superamento della revisione e ostacolerà altre operazioni amministrative. L’obiettivo non è sanzionare i proprietari, ma forzare la riparazione e ripristinare in questo modo la sicurezza del veicolo.

Per evitare problemi in fase di revisione, è fondamentale verificare se la propria vettura è coinvolta inserendo il numero di telaio (VIN) sui portali ufficiali delle Case auto. La sostituzione del componente difettoso è completamente gratuita.

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