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Mercato moto 2026: +6,5% a febbraio ma restano tante incognite

I dati sono positivi, ma nel contesto sono meno entusiasmanti di quanto si possa pensare.

Mercato moto 2026: +6,5% a febbraio ma restano tante incognite
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 4 mar 2026

Il mercato delle due ruote chiude febbraio con il segno positivo. Un dato che segue quello di gennaio (+6,5%) e che racconta di un settore che cresce in modo uniforme, senza eccezioni tra i vari segmenti. Moto, scooter e ciclomotori crescono tutti. La crescita, però, non racconta per tutti i settori la stessa storia.

I numeri nel dettaglio

I dati, frutto dell’elaborazione di UNRAE per ANCMA, mostrano come nel dettaglio le moto si attestano a quota 10.593 unità con una crescita che sfiora il 12%. Gli scooter seguono con 13.322 mezzi immatricolati e un incremento che raggiunge l’8,79%. I ciclomotori, segmento minore ma non irrilevante, crescono di quasi sedici punti percentuali e registrano 853 unità. Il totale del mese si ferma a 24.768 veicoli, con un parziale positivo del 10,20% rispetto a febbraio 2025.

Il cumulato del primo bimestre racconta una storia simile. Il mercato complessivo cresce dell’8,58% per un totale di 44.064 unità. Le moto guidano la classifica delle preferenze con un incremento che raggiunge il 13,59% e 18.694 immatricolazioni. Gli scooter crescono di quattro punti percentuali e targano 23.723 mezzi. La sorpresa viene dai ciclomotori, che nel bimestre segnano addirittura il 24,68% in più, con 1.647 unità.

Fin qui le buone notizie. Poi c’è il capitolo elettrico, che racconta una storia completamente diversa.

A febbraio il mercato delle due ruote elettriche perde oltre cinquanta punti percentuali, fermandosi a 281 unità registrate. Nel bimestre il calo si attesta a quasi ventotto punti percentuali, con sole 615 unità totali. La causa non è un crollo della domanda. Il portale per la registrazione degli incentivi non è ancora stato riaperto. Chi intende acquistare un veicolo elettrico agevolato è di fatto in attesa. Un blocco tecnico-burocratico che comprime le vendite e rende questi dati poco rappresentativi della domanda reale.

Discorso analogo, ma con una spaccatura interna molto marcata, vale per i quadricicli. Il segmento perde il 14,75% con 2.266 unità registrate, ma i modelli termici crescono di oltre duecento punti percentuali fermandosi a 1.005 unità. Gli elettrici calano del 46,11% con 1.261 mezzi. Anche qui, il freno agli elettrici riflette probabilmente l’assenza degli incentivi più che una reale fuga degli acquirenti. O comunque, è un dettaglio non trascurabile da tenere in considerazione.

Un mercato in ripresa? Troppo presto per dirlo

Sullo sfondo di questi numeri, ANCMA invita esplicitamente alla cautela nell’interpretare i dati. Gennaio e febbraio pesano insieme appena il 13% del mercato annuo complessivo. Troppo poco per parlare di trend consolidato. Il confronto favorevole con il 2025, poi, sconta un effetto base distorto, perché l’anno scorso i primi mesi erano stati penalizzati dal progressivo esaurimento dei modelli omologati Euro 5, che aveva frenato le immatricolazioni in modo anomalo. La crescita c’è, ma va letta anche in quella prospettiva.

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