La rivoluzione “a metà”: l'astuta strategia MG con le batterie allo stato semi-solido
Autonomia oltre i 500 km e meno rischi: perché le batterie allo stato semi-solido sono una scommessa vincente
Nel dibattito sull’evoluzione dell’auto elettrica, i pacchi batteria allo stato solido sono universalmente considerati come la “terra promessa”: più autonomia, ricariche più rapide e maggiore sicurezza per gli utilizzatori. Usando un eufemismo dobbiamo però notare che la strada tra i laboratori di ricerca e sviluppo delle case automobilistiche e gli stabilimenti di produzione c’è ancora troppa distanza. Ed è proprio su questo percorso che si inserisce la strategia – e anche un po’ la scommessa – della MG e del gruppo SAIC, che porta in Europa una soluzione intermedia ma già industrializzabile: le batterie allo stato semi-solido.
Un passaggio non rivoluzionario
Le batterie allo stato semi-solido sono sostanzialmente una tecnologia ponte in cui le celle si distinguono per un elemento chiave: l’elettrolita. Nelle celle semi-solide infatti l’elettrolita non è completamente liquido come nelle tradizionali batterie NMC o LFP, né totalmente solido come nelle batterie che ci attendiamo di vedere nelle auto di futura generazione. La formula – come quella adottata appunto da MG e battezzata SolidCore – è ibrida, nella fattispecie il 95% è composto da materiale ceramico (da cui la struttura solida) con il restante 5% in composizione liquida per facilitare la conduzione.
Sicurezza e prestazioni: il vero vantaggio
La diversa composizione dei sistemi semi-solidi rispetto a pacchi batteria NMC o LFP comporta un vantaggio immediato: riduzione drastica del rischio di incendio. Nelle celle tradizionali, l’elettrolita liquido è il punto critico in caso di urto o perforazione. La componente ceramica, invece, è molto più stabile e resistente.
Altro tema cruciale sono le prestazioni, soprattutto a freddo. Le batterie allo stato semi-solido permettono un movimento degli elettroni più “libero” migliorando rendimento e velocità di ricarica in condizioni climatiche difficili: un aspetto tutt’altro che secondario per il mercato.
Densità energetica: quasi allo stato solido
Oltre all’efficienza in funzione della temperatura esterna, uno dei parametri più osservati dagli addetti ai lavori e dagli utilizzatori più attenti è la densità energetica, cioè quanta energia si può immagazzinare per ogni kg di batteria.
In base alle dichiarazioni del costruttore, le celle semi-solide MG hanno un range variabile tra 100 e 300 Wh/kg. Il valore massimo è di fatto comparabile a quelle delle batterie completamente solide, ma poiché usualmente “la verità sta nel mezzo” possiamo stimare un buon risultato effettivo, seppur non paragonabile a quelle delle batterie che dovrebbero essere introdotte nei prossimi anni.
Accessibile ma non economico
Il primo banco di prova per il gruppo SAIC sarà la nuova MG4X, un auto che si appresta a debuttare in un segmento strategico soprattutto in Europa. Con una capacità del pacco batteria di circa 70 kWh e un’autonomia attesa di oltre 500 km, la nuova MG con batterie allo stato semi-solido si collocherà nella fascia alta del segmento, a dispetto del posizionamento storicamente competitivo del marchio.
Il punto più delicato resta però il prezzo. L’azienda rimane cauta anche nelle dichiarazioni alla stampa, ma è lecito pensare che inizialmente le auto dotate di batterie allo stato semi-solido saranno più costose di quelle su basi LFP o NMC. Sicuramente c’è da attendersi una progressiva riduzione dei costi all’aumentare dei volumi di vendita, nell’ottica di una tecnologia che – è bene sottolinearlo -. non è premium ma punta al “mainstream”.
In Cina già tantissimi utenti hanno sposato la scelta di modelli con questa tecnologia e i numeri non sono certo da nicchia di mercato (si parla di circa 10.000 ordini) ma raccontano un test positivo su scala reale.
Strategia industriale: perché MG arriva prima
Mentre molti costruttori lavorano ancora su prototipi full solid-state, MG ha scelto una strada più pragmatica. Industrializzare una soluzione intermedia, validarla su larga scala e preparare il terreno per il salto definitivo. E l’apertura del centro ingegneristico nei pressi di Francoforte rafforza questa direzione, ovvero adattare rapidamente la tecnologia “ponte" alle esigenze europee.
Evoluzione, non rivoluzione
Le batterie semi-solide sebbene non possano essere considerate un traguardo finale, rappresentano un vero punto di svolta commerciale perché permettono di migliorare – subito – sicurezza e affidabilità, permettono di aumentare l’autonomia senza aumentare esageratamente lo “street price” e sono già industrializzabili in volumi significativi. La mossa di MG ha un valore preciso: portare innovazione su strada, prima degli altri. E nel mondo dell’auto elettrica, arrivare per primi – anche con una soluzione “di mezzo” – può fare tutta la differenza.