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Italian Motor Week, quando l’Italia mette in moto la sua storia

Fino al 27 settembre oltre cento appuntamenti in 40 Comuni riportano al centro auto, moto, collezionismo e cultura motoristica unendo passione, memoria e turismo

Italian Motor Week, quando l’Italia mette in moto la sua storia
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Redazione
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Pubblicato il 19 set 2026

In Italia il rapporto con i motori è memoria, industria, lavoro, cultura e turismo. Da questo punto di partenza nasce la Italian Motor Week 2026, in programma da oggi fino al 27 settembre. Nove giorni nei quali l’Italia si racconta attraverso la propria storia motoristica, mettendo insieme oltre cento iniziative distribuite in 40 Comuni di 12 Regioni. Una rete che rappresenta circa due milioni di abitanti e che ha scelto di trasformare tante storie locali in un unico grande appuntamento nazionale con un progetto promosso da Anci – Città dei Motori, la rete che riunisce i Comuni italiani con particolare vocazione motoristica

L’Italia vista attraverso i motori

La Motor Week è un viaggio che attraversa un’Italia molto diversa da quella delle cartine stradali. C’è Maranello, naturalmente, dove la storia di Enzo Ferrari è ancora parte del paesaggio quotidiano. Durante la settimana sono previste gare di regolarità per auto storiche, trekking nei luoghi legati al Drake, mostre fotografiche, esposizioni e aperture di officine. E persino l’aceto balsamico entra nel racconto: perché in questa parte d’Italia è difficile separare il motore dal territorio che lo ha fatto nascere.

C’è Sant’Agata Bolognese, con Lamborghini e la storia di Ferruccio, ma anche con esposizioni di supercar, vetture storiche e da collezione. C’è Torino, dove il Centro Storico Fiat permette di attraversare più di un secolo di industria, non limitandosi alle automobili ma mostrando quanto il mondo Fiat abbia inciso sulla cultura industriale italiana.

E poi ci sono luoghi meno scontati. A Galliate si torna sulle tracce di Achille Varzi. A Lugo il nome di Francesco Baracca si intreccia con quello del Cavallino Rampante. A Mandello del Lario la storia della Moto Guzzi diventa memoria industriale. Ad Atessa, invece, il programma guarda direttamente alla produzione automobilistica contemporanea, con convegni dedicati a innovazione, mobilità sostenibile e futuro dell’industria, oltre alle visite agli stabilimenti Honda e Stellantis della Val di Sangro.

Dai musei alle fabbriche, passando per la strada

Il programma della Motor Week mette insieme esperienze molto diverse. Ci sono i musei, naturalmente. Ma ci sono anche visite agli stabilimenti, officine che aprono le porte, raduni, prove, gare, talk, mostre e percorsi dedicati alla storia dei protagonisti del motorismo italiano. A Imola, per esempio, convivono appuntamenti legati alla storia delle corse e iniziative dedicate alla mobilità contemporanea. A Faenza è possibile entrare nel mondo di due realtà del motorsport come Racing Bulls e Gresini Racing, mentre a Torino il MAUTO porta le vetture storiche fuori dalle sale del museo, fino alla Palazzina di Caccia di Stupinigi.

La storia dell’automobile è fatta di persone che le hanno progettate, costruite, guidate, riparate. È fatta di circuiti, officine, fabbriche e strade. È nei piccoli musei, tra i collezionisti, nelle officine specializzate, nei circuiti storici. È nei comuni che hanno legato la propria identità a un pilota, a un progettista, a una fabbrica o a una competizione.

La Italian Motor Week permette di unire il fascino dei motori al turismo. Gli appuntamenti della settimana uniscono infatti automobili e motociclette a musei, borghi, gastronomia e paesaggio, costruendo itinerari nei quali la passione per le quattro e le due ruote diventa il punto di partenza per conoscere un pezzo d’Italia. Ma il programma della Motor Week comprende anche incontri dedicati all’innovazione tecnologica, alla mobilità sostenibile, alla sicurezza e alle prospettive future del settore. A Sant’Agata Bolognese, per esempio, uno dei talk è dedicato proprio al rapporto tra passione, innovazione, inclusione e sicurezza.

Perché raccontare la storia dell’automobile non significa necessariamente rimpiangere quella che non c’è più, significa capire anche dove sta andando il settore. Cambiano le alimentazioni, le tecnologie, il modo di utilizzare l’auto, ma rimane la curiosità per come funzionano alcuni elementi, per chi li ha progettati e per la storia che portano con sé.

La quarta edizione della Italian Motor Week arriva dopo l’anteprima del FuoriGP di Monza, che durante il weekend della Formula 1 ha fatto registrare oltre 400 mila presenze. Ora il racconto si allarga e diventa nazionale, con oltre cento appuntamenti fino al 27 settembre.

E la vera scommessa della Motor Week è proprio questa: dimostrare che il patrimonio motoristico italiano non vive soltanto nei grandi marchi e nelle automobili da collezione, ma continua a respirare nei territori, nelle persone e nelle comunità che hanno trasformato il rapporto con i motori in una parte della propria identità.

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