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Novità bollo auto, arriva la rottamazione quinquies: le Regioni coinvolte

Novità bollo auto, arriva la rottamazione quinquies: le Regioni coinvolte
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 16 set 2026

Indipendentemente dalla circolazione del mezzo, il bollo auto in Italia rappresenta una tassa regionale sul possesso di una vettura, dovuta da chiunque risulti proprietario del mezzo iscritto al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Nel Lazio, insieme a Basilicata, Campania, Puglia e Umbria, si potranno definire i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023.

Per i tributi regionali c’è un aspetto importante da considerare: la Regione interessata deve aver deciso di aderire alla misura. Per coloro che non hanno ancora pagato i vecchi bolli auto c’è una opportunità da valutare solo in alcune Regioni: la rottamazione quinquies. 

Come fare domanda

La tassa automobilistica nel Belpaese può essere pagata in modo telematico e sicuro tramite SPID o CIE attraverso la piattaforma Bollonet ACI, che si appoggia al circuito obbligatorio pagoPA. Non basta avere un bollo arretrato per poterlo cancellare. La misura nazionale è arrivata puntuale con la legge di Bilancio 2026 e poi è stata estesa anche ai debiti degli enti territoriali. L’ente doveva approvare una specifica disposizione entro il 31 luglio 2026 e trasmetterla all’Agenzia delle entrate-Riscossione.

Le Regioni che hanno deciso di aderire alla rottamazione quinquies per i propri carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione sono le seguenti:

  • Basilicata
  • Campania
  • Lazio
  • Puglia
  • Umbria

Cosa accade nelle altre Regioni? La rottamazione quinquies non avviene secondo l’iter che vi abbiamo indicato. La legge nazionale ha offerto una possibilità di adesione, ma solo alcune Regioni hanno valutato positivamente l’impatto di una misura agevolata. Il vantaggio è che ciascun proprietario può definire la propria posizione senza dover pagare gli interessi iscritti a ruolo, le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio. Entro il 31 marzo 2027 si può optare per una unica soluzione o un piano fino a 54 rate bimestrali.

Chi sceglierà il pagamento dilazionato a rate, dovrà considerare un 3% annuo sulla somma a partire dal 1° aprile 2027. Prima di procedere al pagamento bisognerà aspettare la comunicazione dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, che indicherà al contribuente l’importo da versare e il relativo piano di pagamento.

Le scadenze da segnare in calendario

Nell’aerea riservata dell’Agenzia delle entrate-Riscossione ci si può accertare se il debito è stato affidato ad AdER, le Regioni che hanno aderito e se si rientra nel periodo previsto, cioè tra il 2000 e il 2023. Una volta inviata la richiesta online, bisognerà attendere la comunicazione con l’importo da pagare e il relativo piano. Le date da ricordare sono le seguenti:

  • 15 ottobre 2026: AdER mette a disposizione i dati sui carichi definibili.
  • 16 ottobre 2026: la data per presentare la domanda.
  • 15 dicembre 2026: ultimo giorno per aderire.
  • 28 febbraio 2027: l’Agenzia comunica l’importo da pagare e il piano.
  • 31 marzo 2027: scade il termine per il pagamento in un’unica soluzione o per la prima rata.

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