Hyundai N: tornano i motori termici e ibridi per i modelli sportivi
Hyundai rivede i piani sulle sportive N: tornano i motori termici, ma l’elettrico resta centrale con nuovi investimenti e infrastrutture dedicate alle alte prestazioni
Hyundai fa retromarcia. O per lo meno rivede i piani. E lo fa senza troppi giri di parole. Durante un recente incontro con la stampa, il marchio coreano ha espresso la volontà di una revisione importante della strategia legata ai modelli sportivi della divisione N. Tradotto. Addio all’idea di una gamma esclusivamente elettrica, almeno per ora. Il termico torna in gioco.
Una scelta che non sorprende più di tanto. Il mercato dell’auto elettrica continua sì a crescere, ma non con la rapidità che molti costruttori avevano previsto solo un anno fa. In mezzo ci si sono messi fattori economici, geopolitici e, non ultimo, una domanda ancora incerta in diversi mercati chiave.
Non è un dietrofront
Hyundai ad inizio 2024 sembrava intenzionata a spingere forte proprio sull’elettrificazione della linea N. Ma oggi non fa un passo indietro. Fa probabilmente un passo di lato. L’idea è ampliare l’offerta, non restringerla. Infatti accanto alle sportive elettriche già note, come Ioniq 5 N e Ioniq 6 N, ci sarà la possibilità di veder tornare anche modelli con motori a combustione interna e soluzioni ibride. Una scelta pragmatica, dettata più dai numeri che dalle ideologie.
Più modelli N entro il 2030: obiettivo espansione
C’è un dato che emerge con chiarezza. Hyundai non ha alcuna intenzione di ridimensionare la divisione sportiva. Anzi. Secondo quanto dichiarato, entro il 2030 la gamma N potrebbe superare i sette modelli complessivi. Un segnale forte, che indica come il marchio voglia continuare a presidiare il segmento delle alte prestazioni, pur adattandosi ai cambiamenti del mercato.
In questo scenario, la parola chiave è diversificazione. Non più una sola direzione tecnologica, ma più strade parallele: elettrico, ibrido e termico potranno convivere, almeno nel medio periodo. Quindi una strategia meno “rigida”, ma probabilmente più sostenibile dal punto di vista commerciale.
Il possibile ritorno di modelli iconici
E qui si entra nel terreno delle ipotesi, ma non troppo fantasiose. Hyundai ha lasciato intendere che l’espansione della gamma N potrebbe coinvolgere anche modelli già noti. Soprattutto tra quelli più apprezzati dal pubblico europeo Il primo nome che viene in mente? Quello della i20 N.
Presentata nel 2020 e uscita di scena in Europa circa due anni fa, la piccola sportiva coreana aveva conquistato una nicchia di appassionati. Motore 1.6 turbo da 204 CV, cambio manuale a sei marce e prestazioni brillanti, con uno 0-100 km/h in 6,2 secondi e una velocità massima di 230 km/h.
Il suo ritorno non è stato confermato, ma nemmeno escluso. E questo, già di per sé, basta ad alimentare le aspettative. Sul fronte ibrido, invece, si parla con insistenza della Kona N, che potrebbe evolversi in una versione full hybrid basata sul noto 1.6 da 138 CV. E qualcuno, tra gli addetti ai lavori, sussurra anche il nome della Tucson N. Per ora siamo nel campo delle possibilità, ma il terreno è fertile.
Del resto, già lo scorso settembre Hyundai aveva tracciato una roadmap piuttosto ambiziosa. Ben diciotto nuovi modelli ibridi entro il 2030 e rafforzamento della linea N. E forse, più che una marcia indietro, è semplicemente una curva presa con un po’ più di attenzione.
La strategia a doppio binario di Hyundai
A margine di questa apertura verso il ritorno dei motori termici, c’è però un elemento che racconta come Hyundai non abbia affatto rallentato sul fronte elettrico. Anzi. Solo pochi giorni fa, il marchio ha annunciato l’installazione di due stazioni di ricarica ultraveloce “N Hyper Charger” all’interno del Nürburgring, uno dei circuiti più iconici al mondo.
Una mossa che, più che contraddire la nuova strategia, la completa. Da un lato si riapre ai motori a benzina e ibridi, dall’altro si continua a investire con decisione nell’ecosistema delle sportive elettriche. I nuovi charger sono capaci di erogare fino a 400 kW e ricaricare modelli come Ioniq 5 N e Ioniq 6 N dal 10% all’80% in circa 18 minuti.
Non solo. Saranno accessibili anche ad auto elettriche di altri marchi, a conferma di una visione più ampia. In questo senso emerge una strategia a doppio binario. Mantenere viva la passione per il termico, mentre si costruiscono le basi (concrete) per un futuro elettrico ad alte prestazioni.