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Terna, consumi elettrici in aumento a novembre 2023. Crescono le rinnovabili

Fabbisogno mensile pari a 25,3 miliardi di kWh

Terna, consumi elettrici in aumento a novembre 2023. Crescono le rinnovabili
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 21 dic 2023

A novembre 2023, la domanda di elettricità in Italia è stata pari a 25,3 miliardi di kWh, pari ad una aumento dell'1,4% rispetto allo stesso periodo del 2022. Questo è quanto emerge dal nuovo rapporto mensile di Terna sui consumi di energia del nostro Paese. Guardando al periodo gennaio-novembre 2023, la richiesta di energia è ancora in calo del 2,8% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.

Venendo all’indice IMCEI elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, nel mese di novembre c'è stata una variazione negativa dell’1%. Racconta la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale:

Tale valore è il risultato di andamenti diversi delle imprese connesse alla rete elettrica nazionale in Alta Tensione (AT) e Media Tensione (MT): a fronte di un aumento di quelle in AT (+0,7%), si registra un calo delle imprese connesse in MT (-9,1%). Variazioni positive nei comparti dei mezzi di trasporto, cartaria, cemento, calce e gesso e siderurgia; in calo ceramiche e vetrarie, metalli non ferrosi, alimentari, meccanica e chimica.

Nel periodo gennaio-novembre 2023 è stata registrata una flessione del 4,3% dell'indice IMCEI.

RINNOVABILI AL 40,9%

Entrando più nei dettagli del mese di novembre 2023, la domanda di energia nel nostro Paese è stata soddisfatta per l’82,1% con la produzione nazionale e, per il 17,9%, dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. La produzione di energia in Italia è stata pari a 21 miliardi di kWh, stabile rispetto a novembre 2022.

Lo scorso mese le fonti rinnovabili hanno prodotto complessivamente 10,4 miliardi di kWh, arrivando a coprire il 40,9% della domanda elettrica. Nel novembre 2022, le rinnovabili coprivano appena il 29% della domanda di energia. La produzione da rinnovabili del mese è stata così suddivisa: 40,4% idrico, 14,9% fotovoltaico, 28,7% eolico, 11,7% biomasse, 4,3% geotermico.

In particolare, anche a novembre è proseguito il recupero della produzione da fonte idrica rinnovabile (+86,6%). In aumento la produzione da fonte eolica (+51,9%), soprattutto per maggiore disponibilità della risorsa (rispetto a novembre 2022, la capacità installata è aumentata di 558 MW, circa il 5%). La produzione da fotovoltaico è cresciuta del 28,1%, soprattutto  grazie all’aumento di capacità installata di 4.797 MW, circa il 20% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita, infine, anche la fonte geotermica (+0,5%).

Parlando strettamente solo dell'eolico, il 25 novembre è stato stabilito il nuovo record di produzione eolica attestata a 8,8 GWh. Tale valore si è mantenuto per tutta la fascia oraria dalle 11:00 alle 15:00. Il precedente record, 8,3 GWh, risaliva a marzo 2023.

Considerando tutte le fonti rinnovabili, nei primi undici mesi del 2023 l’incremento di capacità in Italia è pari a 4.938 MW, un valore superiore di circa 2.269 MW (+85%) rispetto allo stesso periodo del 2022.

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Commenti Regolamento
D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Continuo a non la vederla così.
La definizione di programmabile (treccani) recita: "che si può programmare, ossia prevedere, predisporre"
Sanno quanta ne producono (e sanno che sarà in eccesso). Se questo è un dato che, come mi pare sia conosciuto, il programma della produzione, la previsione di quanta energia sarò prodotta, lo possono tranquillamente fare. Ma non possono sospenderla, quindi o la (s)vendono o predispongono altri modi per gestirne l'eccesso.

Ribadito il mio modo di intendere capisco quello che vuoi dire. Con programmabile in effetti possiamo riferirci all'energia prodotta o alla gestione della quantità prodotta in fasce orarie che risulta vincolata dall'impossibilità di sospendere secondo necessità variabili la reazione nucleare.
Ritengo però che sia più corretta l'interpretazione che ne do io, almeno in un linguaggio comune. Poi non escludo che in un linguaggio più tecnico si utilizzi il termine programmabile come indichi tu.

S
Scacco Al Re 01 Jan 1970 @ 00:00

Programmabile significa che puoi programmare quanta energia viene prodotta nei singoli slot orari e con il Nucleare non lo puoi fare. Quindi non è programmabile.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello che dici non lo contesto e lo trovo assolutamente coerente nel discorso.
Mi riferivo solo all'utilizzo del termine programmabile che a mio avviso da una idea differente.
Giusto per chiarire meglio come la vedo: essendo una fonte di energia non sospendibile si è a conoscenza del fatto che produrrà un eccesso di energia in determinate ore e quindi andranno programmate delle soluzioni per ovviare al surplus come vendere l'energia a 2 spicci.

S
Scacco Al Re 01 Jan 1970 @ 00:00

La rete ha le sue necessitá e una fonte non interrompibile è un problema. La Francia ha risolto vendendoci la notte l'energia in surplus a due baiocchi. Dopo l'idroelettrico solo la turbogas ha tempi di avvio e spegnimento utili alla rete, oggi abbiamo anche fotovoltaico e accumuli ma al momento non ce ne sono tanti utilty scale.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo vedo in maniera differente.
Non programmabile secondo me significa non averne il controllo sulla quantità prodotta. Non sospendibile trovo abbia un significato diverso.

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

guarda che se decidessimo di costruire oggi centrali a fissioni, non le avremmo comunque disponibili prima del 2040 (Canada docet). Quindi oggi si investe su quello che possiamo realizzare subito

P
Petaloso 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok, tra 30 anni centrali a fusione concorrenziali. Poi dovremo avere il tempo di costruirle, per i prossimi 50 anni cosa facciamo?

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

fai conto che nei costi delle centrali a fissione non viene mai (e ripeto mai) tenuto conto delle spese di gestione dei rifiuti e decommissioning delle strutture (per non parlare dei miliardi che servono in caso di incidente serio). Aggiungi questi costi e presumibilmente le centrali a fusione saranno concorrenziali in 30 anni(chiediti come mai la Francia ha dovuto rendere statale il debito di EDF. Aggiungo, come mera riflessione che data la conformazione della nostra Nazione, un incidente catastrofico, taglierebbe in due il Paese. così per chiacchierare

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

Serve a stabilizzare la rete dai picchi positivi e negativi delle rinnovabili. Possibile che manco le basi avete e ventie qui a commentare a caso?

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

L'uranio si compra dall'Australia. Ignoranza a go go, complimenti.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Son d'accordo. Rimango dell'idea che gli enti locali devono pagare il costo dei loro no.
Accetti un impianto nucleare nel tuo comune? Ricevi uno sconto del 50% della componente energia.
Rifiuti un impianto che era designato al tuo territorio? Paghi il 50% in più per compensare al danno che il tuo no causa al territorio.

Non è giusto che se un gruppo di Nimby fa tanto casino allora un'opera strategia viene piazzata da un'altra parte.
I cittadini di Piombino ora dovrebbero pagare di tasca loro lo smontaggio e il riassemblaggio del rigassificatore.

m
mruser2 01 Jan 1970 @ 00:00

Con un paio di nucleari siamo fortissimi

S
Scacco Al Re 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto, non programmabile in quanto non sospendibile.

g
giovanni 01 Jan 1970 @ 00:00

Si può lavorare molto sul fotovoltaico e magari usare i Campi Flegrei per il geotermico.

P
Petaloso 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok, sono d'accordo che potenzialmente le centrali a fissione siano più rischiose, però non possiamo dire che le centrali a fissioni moderne non siano sicure. Erano sicure già svariate decine di anni fa, con i progressi e le tecnologie di oggi i rischi reali sono praticamente nulli.
Per i costi non saprei proprio: ora come ora i costi delle centrali a fusione sono di gran lunga maggiori, i casi in cui si è riuscito a produrre più energia di quella consumata per gestire la reazione si contano sulle dita di una mano, in futuro la previsione è di un abbassamento, di quanto però non si può realmente sapere, è possibile che si dovrà aspettare un secolo magari, prima che le centrali a fusione raggiungano lo stesso costo al kWh di quelle a fissione.

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

costi e sicurezza. Per quanti sistemi possano implementare, (per fare un paragone "elettrico" di immediata comprensione, la fissione è un circuito normalmente chiuso su cui compiere un lavoro per l'apertura, la fusione è un circuito normalmente aperto su cui compiere un lavoro per la chiusura, assolutamente imparagonabili per sicurezza.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Da notare che la produzione da rinnovabili ha coperto praticamente il 50% della produzione nazionale di energia.
(=40,9/82,1)

L’energia importata proviene in gran parte da nucleare e rinnovabili

L
Link 01 Jan 1970 @ 00:00

Sull'idroelettrico bisogna sempre capire da dove arriva veramente l'acqua. Ora non so in Italia come funziona, ma in Svizzera queste centrali sono in mano alle banche che fanno profitti da capogiro.

Comprano l'elettricità dalla Germania a 0.05€ al kWh per pompare l'acqua nei bacini e allo stesso momento producono energia "pulita" vendendola a 0.35€ al kWh - con tanto di sovvenzioni perché green.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Bene.
Ma io da te aspettavo altro. Ti ho chiesto più volte di cosa ti occupi visto che su un altro argomento mi hai attaccato e poi sei sparito...

P
Petaloso 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovvio che la fusione sarebbe migliore, manca ancora troppo però. Perchè tu dici di no alla fissione?

P
Petaloso 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, ora compriamo il gas...

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

L'Hyperloop ha chiuso. e' fallito.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

L'idroelettrico lo aprono e lo chiudono in base a quanta acqua c'è nei laghi (sia naturali che artificiali). Nel 2023 c'è stato un record di piogge. La diga di Ridracoli è tracimata 3 volte perché le condutture non tenevano dietro all'acqua che confluiva nel lago.
Ma anche i laghi alpini sono tutti stracolmi.

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

Dobbiamo costruire almeno 50 reattori Nucleari

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono già gli incentivi per le rinnovabili. Altissimi.
Se li aumenti ulteriormente finisce come il superbonus edilizio: mega-truffe e criminalità organizzata.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Dove c'è vento sì.
In Italia mica tanto.
Noi dobbiamo fare i gasdotti verso l'Africa per portare l'idrogeno.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è vero. Di parchi offshore approvati ce ne sono tanti.
Alcuni sono stati realizzati (numerosi in Sardegna) altri no.
Puoi metterci i tuoi soldi se vuoi.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

I progetti sono stati approvati.
La palla è in mano ai privati. Se non li costruiscono significa che non rendono. Altrimenti li costruiranno.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

A me risulta che l'unico parco eolico off-shore in Italia è di fronte Taranto. 14 anni per autorizzarlo (QUATTORDICI ANNI). 30 MW... la pala più grande del mondo è di 20MW...

Anche io davanti a quadri normativi di pareri, contropareri, autorizzazioni, nulla osta ecc ecc ecc ecc lascerei stare.
Nessuno investirebbe in un quadro simile.

Snellire, via pareri e contropareri, se sei a 20Km dalla costa ma anche a 10 Km... chi ci deve andare là? I bagnanti? NO e allora? Qualcuno dalla spiaggia col binocolo si indinnia? Embeeee si indinniasse e cambiasse spiaggia.

Il patrimonio eolico offshore italiano è stimato sui 200GW.

Sfruttarne lo 0,015% mi pare veramente pochetto.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma perché preferire la fusione? Non vedo ragioni valide per farlo

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci avevano provato. Sia in Sardegna che Sicilia. Progetto da 9Mld di euro nei pressi dello stretto. Tutti favorevolissimi poi appena sono iscritto degli abbozzi dei progetti si sono ritirati tutti

D
Danylo 01 Jan 1970 @ 00:00

...ma non di notte e quando piove o nevica

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Giustamente tutti devono essere pagati equamente.
Non avrebbe senso pagare di più l’energia prodotta in modo più inquinante, sarebbe un incentivo a gas e carbone.

R
Ratchet 01 Jan 1970 @ 00:00

Scelta troppo intelligente, quindi non si farà..

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me il FV sarà sempre un passo avanti per costi e manutenzione.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Con tutto il mare a sud di Sicilia e Sardegna... dovremmo produrre almeno il triplo di eolico

Speriamo cominci a smuoversi la cosa.

P
Pablito 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto. Questa resta la "fregatura" si aiutiamo il pianeta e ci aiutiamo, ma il prezzo finale dovrebbe iniziare a calare un minimo almeno

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

20MW e capace di resistere ad uragani classe 17...
Roba incredibile.

P
Pablito 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma davvero... Ci son stati giorni, in questo ultimo periodo, che mai avrei pensato di subire un tale vento

R
R4nd0mH3r0 ✓ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00
D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Meno programmabile?
In che senso?

Non sarebbe meglio dire non sospendibile? Perchè nella realtà la sua produzione è assolutamente continua, no?

P
Pablito 01 Jan 1970 @ 00:00

Io, nel mio personale, son finito a lavorare in una zona che non potevo immaginare così ventosa. Da maggio che sto qui i giorni senza vento (e quindi con le pale ferme) saranno stati meno di 15. Se andremo verso quel peggioramento climatico non oso immaginare cosa diventerà qua intorno xD

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Bah sta mania del nucleare non la comprendo…
Un investimento enorme, costi di manutenzione elevati, che comunque finiranno per dover essere assorbiti dalle bollette… ergo bollette ancora più alte ora
Senza contare che gli eventuali benefici li avremo nel medio lungo periodo e dipenderemo comunque da qualcuno… ma vabbe contenti loro 🤷‍♂️

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Indubbiamente ma l'eolico produce anche di notte e (non credo sia solo una mia impressione) siamo flagellati da eventi atmosferici sempre più forti. leggevo qualche giorno fa che in Cina stanno sviluppando una turbina in grado di lavorare anche durante un uragano e parliamo di un gigante, non di mini eolico

i
iclaudio 01 Jan 1970 @ 00:00

l'eolico devi cercare un luogo ventoso sempre ,mentre il solare va ovunque

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

ma anche no! A meno che non si parli di fusione

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

con il cambiamento climatico credo che l'eolico la farà sempre più da padrone

S
Scacco Al Re 01 Jan 1970 @ 00:00

Vuoi comprare l'uranio dalla Russia?

S
Scacco Al Re 01 Jan 1970 @ 00:00

Prima di megafonare qualche sciagurato politico informati.
Il Nucleare è l'energia più costosa e meno programmabile che esista.

S
Scacco Al Re 01 Jan 1970 @ 00:00

Si chiama "pompaggi" nei report di Terna. Vale poco ma viene usato da sempre come accumulo e non solo per il fotovoltaico. Per esempio la Francia ci vende l'energia di notte perchè la produce con il nucleare (che non puoi spegnere la notte) e questa energia viene usata anche per i pompaggi.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel report Terna parla di un +28% di produzione a fronte comunque di un +20% di potenza installata.
Ci sta che ci sia più sole, ma il grosso è dovuto ai nuovi pannelli (record di installazioni quest'anno). Se si continuasse così...ma mi pare che ci sia la voglia di buttare soldi in altri progetti che tra vent'anni saranno anche obsoleti.

j
jonname84 01 Jan 1970 @ 00:00

Strano modo di intendere le cose. Quindi se riporto una cosa su cui magari non nemmeno sono d'accordo, visto che l'ho riportata allora vuol dire che la condivido. Interessante lettura, ma non funziona così.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo dicono altri, ma se lo riporti lo dici anche tu.

C
Canvas 01 Jan 1970 @ 00:00

In mesi come Giugno e Luglio si arriva anche al 13-14%.

j
jonname84 01 Jan 1970 @ 00:00

Io non ho detto che è necessario, quello lo hai dedotto tu. Leggi bene.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Non fare finta di non capire, il nucleare non è necessario.

j
jonname84 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sembra che tu avvalori quello che ho detto io, non sono costanti nella produzione e quindi hanno bisogno di altri sistemi (accumuli, centrali di diverso tipo, connessioni, ecc.) per poter garantire una continuità. Nessuno contesta la loro potenziale copertura, ma solo che deve essere aiutata nella sua continuità.

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh nebbia/pioggia continua in autunno/inverno sono un ricordo in val padana...

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Stupidaggini.
Serve. Solo più integrazione.
Dove non c'è sole, c'è da un'altra, parte,.oppure c'è vento.
Servono più sistemi di accumulo e più connessioni.

Il fotovoltaico può soddisfare decine di volte il fabbisogno mondiale, l'eolico almeno 4o 5 volte. Questo considerando le attuali tecnologie e i posti impossibili in cui installare gli impianti.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Una spiegazione o se vogliamo forse parte di una spiegazione. Probabilmente ci sono anche altri motivi.

Per dire che non ho la verità in tasca di un argomento che conosco non direttamente :-)

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

capito, grazie per la spiegazione!

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

É uno degli effetti delle maggiori installazioni… ma anche del cambiamento climatico…
Ho un impianto dal 2012 e negli ultimi 3 4 anni produco di più di quanto producessi nei primi due anni… non ho pannelli magici ma le giornate di sole specialmente nel periodo invernale aumentano sempre di più

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè erano troppo elevati.
Poi si passa da un estremo ad un altro, ma si andava verso l'utilizzo di terreni che andrebbero coltivati per produrre cibo come campi fotovoltaici.

Diciamo che forse andavano ridotti in parte gli incentivi (meno di quanto è stato fatto) e legiferato in modo da far si di non sottrarre terreno utile/necessario alle coltivazioni.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

concordo ma una volta c'erano se ben ricordo...
non so perchè poi li tolsero!

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

La mia prima "paura" è che dipendesse pure dal minor apporto di acqua da ghiacciai (e dal disgelo delle neve) sempre più piccoli (o meno copiosa).

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok capisco e questo credo integri e spieghi meglio il discorso relativo ad un anno com meno precipitazioni.
Mi immagino infatti che in caso di scarsità di acqua la produzione cali oltre la differenza di precipitazioni con un anno medio poichè si tenderà a porre maggiore attenzione per mantenere una riserva da usare in caso di necessità.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

e visto che fin'ora almeno qua in Piemonte sta nevicando/piovendo praticamente 0 questa primavera l'idroelettrico calerà di molto

C
Canvas 01 Jan 1970 @ 00:00

Finchè applicano anche alle rinnovabili lo stesso prezzo dell'energia prodotta con il Gas sarà sempre così.

C
Canvas 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma in mesi come Giugno-Luglio si arriva quasi al 13-14% del totale. https://uploads.disquscdn.c...

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

6% del fabbisogno dal fotovoltaico a novembre è tanta roba

j
jonname84 01 Jan 1970 @ 00:00

L'instabilità della produzione è il punto debole delle rinnovabili è per questo che molti vogliono coadiuvarle ad impianti nucleari per coprire la parte variabile.

S
Scacco Al Re 01 Jan 1970 @ 00:00

L'idroelettrico è praticamente sempre fermo, si avvia solo in caso serva. Triplicare la produzione non dipende dagli impianti ma dall'acqua disponibile. Se c'è acqua si potrebbe aumentare del 400% e oltre con gli stessi impianti.
L'idroelettrico è una risorsa importante per la resilienza perchè qualunque turbina immette in rete potenza nell'arco di pochi secondi e alcune anche in meno di un secondo. Si usa moltissimo per evitare il fuori sincrono delle macchine rotanti gas e altri combustibili fossili per cui al minimo problema si aprono le valvole idrauliche e in pochissimo tempo si sostiene la rete in sincronia. Le turbogas sono rapide ma comunque una decina di secondi e pure oltre il minuto lo impiegano per produrre a pieno regime. Le turbovapore proprio non sono adatte a questo scopo.
Rapide come le turbine idrauliche sono le batterie che difatti sono il fulcro della rete prossima ventura.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Cavolo... Se la spiegazione è tutta qui (non lo sto mettendo in dubbio) c'è da dire che è davvero "ballerina" la quantità di energia prodotta.
Credevo fosse una produzione rinnovabile più stabile rispetto ad altre.

C
Canvas 01 Jan 1970 @ 00:00

Ecco dove andrebbero messi maggiori incentivi, sul fotovoltaico ed il mini eolico, ci guadagna anche la comunità oltre che il singolo.

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

perché nel 2022 c'è stata una grave siccità mentre a novembre di quest'anno è piovuto più che bene

bene anche il +20% di potenza installata ftv y/y

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Una domanda a chi conosce meglio il settore: come ha fatto l'idroelettrico a crescere dell'86% da novembre '22 a Novembre '23?

Praticamente raddoppiare la produzione senza che siano raddoppiati gli impianti mi lascia un po' stranito.

i
iclaudio 01 Jan 1970 @ 00:00

tutto bello ma se poi il prezzo in bolletta lo decide qualcuno li in europa asseconda dell'andamento di borsa tutto sto rinnovabile a che serve se non ci fa risparmiare e non ci rende indipendenti

P
Petaloso 01 Jan 1970 @ 00:00

Bene, qualche centrale nucleare e siamo apposto.