Cerca

Terna, consumi energetici record ad agosto 2024 in Italia. Rinnovabili al 40,5%

Il grande caldo ha portato ad un aumento importante dell'utilizzo dei climatizzatori con un conseguente aumento dei consumi. Bene le rinnovabili

Terna, consumi energetici record ad agosto 2024 in Italia. Rinnovabili al 40,5%
Vai ai commenti
Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 20 set 2024

In Italia, il fabbisogno energetico nel mese di agosto 2024 è stato pari a 27,5 miliardi di kWh. Si tratta di una crescita dell'8,1% rispetto allo stesso periodo del 2023, il dato più alto di sempre in termini di consumi per il mese di agosto. Questo è quanto emerge dal consueto rapporto mensile di Terna che scatta una fotografia dei consumi energetici del Paesi. I motivi che hanno portato a questo dato record? Il grande caldo ha causato un aumento importante dell'utilizzo dei climatizzatori che unito all’aumento dei consumi del settore dei servizi, ha determinato una crescita della domanda elettrica.

Entriamo più nei dettagli. Andando a guardare al periodo gennaio-agosto 2024, il fabbisogno nazionale è in crescita del 2,5% rispetto al corrispondente periodo del 2023. Come ogni mese, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale ha elaborato l'indice IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) che prende in esame i consumi industriali delle imprese cosiddette "energivore".

Tale indice ha fatto segnare una crescita dell'1,9% rispetto allo stesso mese del 2023. Positivi i comparti della cartaria, siderurgia, alimentare, cemento, calce e gesso e meccanica. In flessione, ceramiche e vetrarie, metalli non ferrosi, mezzi di trasporto e chimica.

Terna ha poi calcolato anche l'indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi). Tale indicatore si basa sui dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval). Visto che per ottenere i dati sono necessari tempi lunghi, l'indice è sempre in ritardo di un paio di mesi. Dunque, a giugno 2024 l'indice IMSER ha fatto segnare un incremento dell'1,9%. Variazioni positive per attività professionali, scientifiche e tecniche, amministrazione pubblica e difesa, informazione e comunicazione. Sul fronte opposto, in negativo trasporto e magazzinaggio, finanza e assicurazione e sanità e assistenza sociale.

RINNOVABILI OLTRE IL 40%

Tornando ai dati del mese di agosto 2024 la domanda di energia elettrica italiana è stata soddisfatta per l’86,6% dalla produzione nazionale e per la quota restante (13,4%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

Il valore del saldo estero mensile risulta pari a 3,7 TWh, l’11,4% in più rispetto ad agosto 2023. A livello progressivo, da gennaio ad agosto 2024, l’import netto è in aumento del 3,9% rispetto ai primi otto mesi del 2023.

La produzione nazionale netta è risultata pari a 23,9 miliardi di kWh e per quanto riguarda le rinnovabili, hanno coperto il 40,5% della domanda elettrica. Si tratta di un valore leggermente inferiore a quello di agosto 2023 quando avevano coperto il 43,7% della domanda di anergia.

In crescita la fonte termica (+12,8%), soprattutto per la crescita della generazione a gas dovuta all’aumento di fabbisogno. Contestualmente continua il calo della produzione a carbone, -63,7% rispetto allo stesso mese del 2023. In crescita anche la fonte idrica (+9,4%) e fotovoltaica (+15,1%). Terna spiega che l'aumento della produzione del fotovoltaico (+564 GWh) è dovuto al contributo positivo dell’aumento di capacità in esercizio (+848 GWh) che ha compensato il minor irraggiamento (-284 GWh). In diminuzione, invece, la fonte eolica (-47,7%) a causa della scarsità di vento e quella geotermica (-2,3%).

Quanto sta crescendo la capacità delle rinnovabili nel nostro Paese? Secondo i dati forniti dalla società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, da gennaio ad agosto 2024, la capacità rinnovabile in esercizio è aumentata di 4.825 MW (di cui 4.350 MW di fotovoltaico). Tale valore è superiore di 1.237 MW (+34%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Terna aggiunge, infine, che la nuova capacità in esercizio del fotovoltaico si sta progressivamente spostando verso impianti grid scale.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento
S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

E chi ha detto che fare alberghi non crei indotto? Sto dicendo che son ridicoli che non li vogliono

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma ripeto non lo fai certo per chissà quanti posti di lavoro creati, poi in Sardegna li hanno fatti anche sulla terraferma...crea sicuramente più indotto fare alberghi o un porto turistico

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

In Sardegna in mare vogliono farli.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Non stavo parlando degli offshore....ma anchè li c'è giusto un pelo più di lavoro per le basi in cemento e la posa dei cavi

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovvio la si costruisca per altri motivi, ma dire che un parco offshore sia un tubo e via mi sembra un pelo semplicistico.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei tu cosa? È una pala con un generatore agganciata alla rete elettrica e con fondamenta di cemento, non è alta tecnologia e non crea indotto se non per la manutenzione della stessa, le si costruisce per altri motivi non per creare posti di lavoro

G
Giu 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente era un altro, si chiamava Mattei e per questo lo hanno ucciso.
Quanto alle relazioni con gli altri stati sono d'accordissimo, ma farsi del male da soli proprio no

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Ingegner cane, sei tu?

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è alta ingegneria eh...fondamenta più pala....e collegamenti elettrici...il difficile può essere solo il luogo dove la costruisci...

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

"Tirare su una pala..." LOL

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Di documenti, non certo per tirare su una pala

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh è più o meno la situazione in cui si trova l'italia in questo momento. Con la possibilità di crescere un 10-15% in più sulle fer.

Poi però si arriva ad un punto dove più in là non si può andare, e allora se si mette in contro di usare il gas come baseload la rete elettrica funziona ed è efficiente a costi ragionevoli.
Però non è un modello carbon free come quello che vogliono spacciare legambiente e wwf.

Comunque il fotovoltaico non si adatta molto bene alla curva di domanda, infatti il grosso della domanda in Italia è intorno alle ore 19 dove il fv sopratutto d'inverno nn produce più una mazza. I consumi notturno sono moto flessibili e dipendono principalemente dal livello di industrializzazione del territorio.

Si chiama duck duck curve, ma questo è una di quei campi di applicazione in cui l'idroelettrico a pompaggio può compensare, in quanto si tratta di colmare un picco di richiesta che dura comunque un paio di ore al giorno. Inoltre ci sono le fasce elettriche(in parte responsabili del perhè alle 19 c'è un picco). Ad oggi abbiamo ancora le fasce che spingono a consumare di sera e di notte. Con il fv invece sarebbe ragionvevole incentivare tramite 2 fasce(che è anche più semplice) ossia fai pagare di più i consumi dalle 18 alle 23 e di meno i consumi il resto della giornata

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda di solito non entro nei dettagli, perchè questi cambiano ogni anno ma sopratutto perchè non ho ne il tempo ne l'interesse per farlo.
Cerco solo di dedurre le cose usando la logica.
E quello che mi appare evidente è che dobbiamo aumentare il fotovoltaico, di cui tra l'altro sta aumentando la sua efficienza e sta riducendo i costi.
Il vantaggio del fotovoltaico è che funziona di giorno quando i consumi sono maggiori, non conosco la percentuale esatta ma penso che di notte consumeremo da 1/3 ad 1/10 di energia in meno che di giorno.
Per quando non abbiamo a disposizione il fotovoltaico possiamo rimediare con l'eolico e l'idroelettrico.
Quando anche questi non sono sufficienti allora possiamo ripiegare sul gas che è facile da immagazzinare come scorta.
Poi so che tra la teoria e la pratica c'è di mezzo il mare, però mi sembra la strada più logica da seguire.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Direi che almeno un paio d'anni ci si impiega.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Come sempre dici cose del tutto parziali.
Quello è l'idroelettrico con sistema di pompaggio.
Spoiler non tutti gli impianti possono farlo, ma meno della metà degli impianti idroelettrci. E in genere un impianto che può farlo ha delle caratteristiche diverse, come un maggior numero di turbine di minor dimensione. Costano di più e sono contemporaneamente meno efficienti.

Inoltre per poter far funzionare un impianto simile serve produrre energia elettrica in surplus e rinunciare a produrre l'energia idroelettrica(se pompi non produci). Quindi si deve rinunciare al nostro 30% serve che la potenza fv+eolico raddoppi. Quindi serve rinunciare al 15% delle produzione nazionale, che significa raddoppiare la quota fv, e in più serve il surplus. Quindi abbiamo bisogno di quadruplicare la quota di fv.

Bene ora abbiamo 4x di energia fotovoltaica, e la accumuliamo. Quanto siamo in grado di mettere da parte? il 15% del nostro fabbisogno, un cifra non sufficiente per compensare l'andamento giornaliero, figurati quelli stagionale visto che d'inverno la produzione fv può scendere per 3 mesi anche del 70%.
Pensi che sia gratis stoccare energia? assolutamente no. Va pagato il costo dell'energia(chi ha l'impianto fv non è interessato a sapere dove va l'energia, vuole solo essere pagato), poi va pagato il costo dello stoccaggio, che spesso è più oneroso del costo dell'energia stesso... Inotre si paga anche per ora di tempo in cui quell'energia rimane immagazzinata.
In germania sono arrivati a picchi di 20.000euro al MWh PER IL SOLO STOCCAGGIO su un prezzo medio dell'energia di 140e/MWh.

Tutto questo per cosa? per avere circa il 40% delle fonti fer stabili (circa, d'inverno non saranno comunque stabili).

Dimenticavo... discorso efficienza:
- L'energia elettrica deve essere trasportata dalla fonte fer alla centrale idroelettrica più vicina, e mediamente parliamo di una dispersione in rete di circa il 2%. Poi va immagazzinata con relativo spreco, e parte di qeusta evapora. Gli impianti migliori fanno il 70% circa di efficienza. Poi va di nuovo messa in rete e quindi c'è dispersione, ma consideriamo che anche da fer a consumatore c'è dispersione(di meno) ma facciamo finta di non contarla.
Siamo al 68.6% di efficienza. Cioè buttiammo PIÙ del 31% dell'energia (PAGATA!)

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Puoi capire, giusto per la costruzione che quanto tempo vuoi che ci mettano a farle? È solo burocrazia come per i pannelli, i pro sono alti

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma tu lo sapevi vero che l'idroelettrico funziona con le dighe che immagazzinano l'acqua per quando c'è bisogno di corrente e che di notte possono anche funzionare al contrario rimandando l'acqua a monte quando c'è poca richiesta di corrente?

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Ne crea poco? Hai idea solo il giro di soldi durante la costruzione tra hotel, ristoranti, ecc?

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è scritto nel grafico dell'articolo
38,7% fotovoltaico
38,2% idroelettrico
11,1% biomasse
8,2% eolico
3,8% geotermico

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Non siamo autosufficienti per i generi alimentari e stai a preoccuparti dell'energia?!
Non c'è nulla di male a creare relazioni con altri stati.
Quello che inneggiava all'autarchia era il musone fascista e non andò a finire benissimo...

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Fra 50 anni però e 800mld di €.

Nel frattempo deserto industriale. Invece con le rinnovabili puoi fare lo stesso in 20 anni.

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

con 30 reattori nucleari elimini quel 60% di produzione fossile. . . . . tanta roba !

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Per farci cosa? È tardi per il nucleare e di certo con i tempi del nucleare non risolvi nulla con 30 reattori nucleari.

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

abbiamo bisogno di almeno 30 reattori nucleari ! ! !

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

In questo 40.5% quanto incide l'idro-eletrico ? ? ?

G
Giu 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono d'accordo.
Il suo discorso vale solo in condizioni "normali", in termine scientifico stazionarie.
La programmabilità serve proprio a fronteggiare condizioni "non normali". Anche se il consumo di energia avesse un andamento stazionario ed il nostro fabbisogno fosse coperto dal 100% dalle fonti rinnovabili ci sarebbero ancora problemi, legati alla rapidità di risposta o, in altri termini, alla dinamica della generazione energetica.
In questo argomento ci vuole obiettività, non presa di parte.
Detto da un fautore delle energie rinnovabili, la migliore fonte energetica a nostra disposizione.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà solo metà della produzione da rinnovabili non è programmabile, l’altra metà è programmabile.
In ogni caso tutta la produzione da rinnovabili è prevedibile con grande accuratezza.

G
Giu 01 Jan 1970 @ 00:00

Ottimo risultato, ma purtroppo il 59,5% del fabbisogno energetico non è coperto dalle rinnovabili, di cui il 46,1% generato da combustibili fossili ed il 13,4% scambiato con l'estero (leggi: nucleare francese e svizzero).
Non dimentichiamo che le rinnovabili (in tutti i mix possibili) non sono fonti programmabili, on demand per cui andranno sempre integrate con fonti di tipo "tradizionale".
Dobbiamo insistere pesantemente sulle rinnovabili, ma queste da sole purtroppo non possono abbattere in tempi brevi l'impatto dei combustibili fossili ed azzerare la dipendenza energetica dall'estero.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Come qualunque industria anche le centrali elettriche pagano Ires, tari, irap, IVA, oneri di urbanizzazione eccetera. Il combustibile che usano è fornito da aziende che a loro volta sono tassate. I capitali che usano hanno uno spread rispetto ad altri stati.
Quindi nel PUN hai già incluso alte percentuali di oneri.

Dopo in bolletta vengono aggiunte le ulteriori tasse: oneri per la gestione delle scorie nucleari, oneri per gli incentivi alle rinnovabili, oneri per i termovalorizzatori, oneri di trasporto...

Sia le prime tasse che le seconde non sono uguali da uno stato all'altro. Solo l'Italia fa pagare certi balzelli sulle bollette e sui produttori (quindi sul PUN). Altri stati preferiscono usare i proventi dell'Irpef (che sono proporzionali al reddito). E' una scelta politica non una differenza tecnica e infrastrutturale tra gli stati.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
Anche il PUN stesso dipende dalle tasse.

Spiega cosa intendi

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche il PUN stesso dipende dalle tasse.
Poi in bolletta ci aggiungono ulteriori tasse.

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non si Possono utilizzare quei pannelli solari “rialzati” e sotto ci produci?

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Pare che i griinisti siano dei gran consumisti.
Ogni anno l'aumento dei consumi e vanifica tutti gli investimenti fatti.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

il PIL procapite non è poi così distante

Una volta questo confronto sarebbe sembrato quasi offensivo

Si 50 anni fa forse

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

La.spagna nonostante un PIL ben più basso del nostro sta al 4,7% di adozione.

E stiamo parlando della Spagna.

Una volta questo confronto sarebbe sembrato quasi offensivo.
Oggi cerchiamo di portarlo su come una foglia di fico.
E nonostante il PIL ben più basso dell'Italia riesce a farci sfigurare comunque.

Resta solo una co soluzione che siamo ininfluenti.
Altrimenti eravamo ancora coi naftoni.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
Ed il confronto con il resto d'Europa.

ok la differenza è che nel commerciale e industriale noi come Stato, non è certo stato sto governo, facciamo pagare oneri e l'altra voce molto alti, però bisogna vedere dove prendono i soldi per tagliare queste voci, cosa fanno gli altri Stati?

Abbiamo demonizzato una soluzione, ossia l'elettrico, cosa intendo è sotto gli occhi di tutti ossia il 3,3%.
La media europea è 12,4%.

Ma basta, la Spagna con tariffe bassissime non sta meglio di noi e te l'ho dimostrato con i dati.
L'elettrico in Italia costa troppo per le nostre tasche e per il tipo di auto che compriamo.
Per avere un minimo di successo una 208e, stesso allestimento, dovrebbe costare non più di 2/3k€ in più della ibrida, ora ne costa 11k in più e già la ibrida ha prezzi alti per una seg-b

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Continui a ragionare con la logica "ah se non tira vento la notte accendo l'idroelettrico" ma non è così che funziona.
L'idroelettrico è quasi sempre a palla H24 perché nessuno è così idi0t@ da buttare soldi.

Se la notte non tira vento l'idroelettrico va come la mattina, solo che aggiungi il gas per compensare il vento

f
frank700 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè, se sono inutili sono inutili.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

3,7mln di ettari... e non parliamo di eolico off-shore.
Il sud mediterraneo è pieno di vento e noi paghiamo il KWh 30cent.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah ok...però penso che un parco eolico di indotto ne crei ben poco...forse preferiscono lo sfruttamento del turista e la pastorizia

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto ok, però la famosa e bellissima Piana di Campo Imperatore in Abruzzo la coltivi con la speranza prima di morire di fame. La Puglia ha un clima perfetto ci cresce tutto. Magari prima di metterli proprio li sceglierei altri luoghi che non sono poi così buoni per l'agricoltura

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Quanto è il terreno coltivabile in Italia?
In milioni di ettari?

16,5milioni di ettari coltivabile di cui 3,7mln incolto o inattivo.

"Agricoltura, un terzo dei terreni coltivabili è abbandonato"
Sole 24h non il grinne.

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

ok ma non c'è tutto sto terreno coltivabile in Italia e la Puglia la matterrei a produrre vegetali. Il concetto voleva essere quello

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

L'eolico ottimo anche per la notte.
L'idroelettrico per le notti senza vento.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Qui trovi il settaggio e tutte le voci che compongono una tariffa:
https://www.vaielettrico.it...

Ed il confronto con il resto d'Europa.

Abbiamo demonizzato una soluzione, ossia l'elettrico, cosa intendo è sotto gli occhi di tutti ossia il 3,3%.
La media europea è 12,4%.

Non dico eccellere ma almeno stare nella media.

E tutto sfruttando UNA BALLA ossia che l'elettrico è il male per l'automotive europeo ed italiano.
Risultato ad Agosto Toyota vende più di FIAT, in Italia, che in Giappone FIAT non sanno nemmeno che esiste.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
E una tassa particolare che nel resto d'EU NON esiste: "oneri generali".

a cosa ti riferisci?

Poi abbiamo demonizzato UNA SOLUZIONE, facendola passare per un problema.

Di cosa stai parlando ora? Delle BEV? Sono una soluzione al prezzo giusto, ora lo sono solo per una parte di popolazione e segmenti.

Risultato ricariche alle stelle

Le ricariche alle stesse sono derivate anche dalla protesta antitrust, EnelX non ha fatto più le flat anche per questo motivo.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

E una tassa particolare che nel resto d'EU NON esiste: "oneri generali".

Poi abbiamo demonizzato UNA SOLUZIONE, facendola passare per un problema.

Risultato ricariche alle stelle e vendite BEV al lumicino.

Il tutto con la CIG nel comparto.

Ossia doppia presa in giro non solo abbiamo demonizzato le elettriche ma nel contempo la produzione di auto in Italia è crollata NONOSTANTE le BEV stanno al 3,3%...
"Un successo tutto ilataliano" lo potremmo intitolare

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Ed è esattamente il problema del fotovoltaico, è una fonte aleatoria, distribuita, intermittente(con due diversi periodi) e non programmabile. Ha il vantaggio di essere molto più densa dell'eolico in termini di superficie occupata, di poter essere installata in molti più luoghi(anche non occupando ulteriore suolo).
Ma ha comunque bisogno di baseload, che non è in grado di fornire. Infatti nel nostro contesto se eliminiamo il fv perchè un giorno è particolarmente poco produttive serve soppiantarlo con una fonte programmabile e modulabile sul breve periodo.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
Sarà come vuoi ma se già di PUN paghi di più come pretendi di avere la bolletta più bassa?

Lasciando perdere che i due mercati sono diversi come PUN, la situazione attuale è pur sempre derivata dalla situazione RUS UKR.
Ripeto non ho detto che non si deve puntare di più sul solare ma che quello che ha fatto la Germania noi non lo potevamo fare.

Vuoi che parliamo di ricarica pubblica? Così ci facciamo 4 risate su dove costa meno e dove costa di più?

Ma dai, i costi della ricarica pubblica Italiana derivano dal fatto che ci sono poche auto e c'è molta meno concorrenza.

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Dalla risposta ricevuta non mi sembra che fosse stato chiaro.
Ed il senso è che qualcuno sostiene che il fotovoltaico non funziona perchè il sole non c'è sempre.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarà come vuoi ma se già di PUN paghi di più come pretendi di avere la bolletta più bassa?

Vuoi che parliamo di ricarica pubblica? Così ci facciamo 4 risate su dove costa meno e dove costa di più?

Io non conosco i prezzi dei contratti industriali ma una mezza idea me la faccio guardando i costi casalinghi.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Servono investimenti €
Prima della pandemia e PNRR erano tutte cose che per l'Italia non erano convenienti.
Vi state lamentando della situazione attuale eh

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
Oggi, Settembre 2024 in Germania il PUN è sui 6cent

Però il costo in bolletta non è solo PUN e in Germania, se non sbaglio, la voce per i costi della rete è abbastanza cara.
Francia però lasciamola perdere

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Perfettamente chiaro cosa volevi intendere.
Il problema è che il tuo commento non ha senso:
"quindi quando non c'è il sole si usa l'H2O" l'h2o si usa sia con che sensa sole, se non c'è il sole si usa il gas o si importa da fuori

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente parlavo del 38% di rinnovabili ... come si vede dal grafico a torta riportato nell'articolo 38+38 fa 76% di rinnovabili.
Il restante 24% è eolico, biomasse e geotermico.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

E quindi? Abbiamo cavi che partono dall'Africa, sai che fatica farlo partire dalla Sicilia

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Oggi, Settembre 2024 in Germania il PUN è sui 6cent, in Francia sui 3 cent e in Italia a 11cent.

È chiaro che con costi come questi o pantalone paga la bolletta alle aziende con i vari "bonus bolletta" oppure le industrie energivore salteranno ed andranno in altri posti.

E la situazione è già complessa con scuola e sanità messe non proprio bene, un comparto pensioni costosissimo, e prospettive di crescita economica non proprio rosee.

I nodi arriveranno al pettine, con oltre 3000 mld di € di debito pubblico e diecine e diecine di mld di € di soli interessi/anno.

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche l'acqua ultimamente non è proprio sempre disponibile.

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

Per qualcuno sono brutti da vedere.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Si però quello che produci in Sicilia lo devi portare al centro nord.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ho detto che non verrà fatto ma che fare paragoni è inutile.
Fino al 2020 prepandemia il prezzo del PUN probabilmente era stabilito, in Italia, dalle rinnovabili.
Senza l'apertura della EU con i vari Piani per spendere e fare debito non avevano € per fare quello che ha fatto la Germania.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Dici poco, la Sicilia è soleggiata praticamente tutto l'anno (ed essendo molto a Sud, il sole picchia forte) ed è piena di vaste aree assolutamente vuote e inadatte all'agricoltura. Se solo non fosse una regione piena di politici nullafacenti e mafie che impediscono qualsiasi cosa ora starebbe trainando l'intera Italia lato energetico, altro che "Buhuu, 2 secoli fa Garibaldi brutto e cattivo ci ha impoveriti"

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè fino a Giugno (incluso) ha piovuto molto e le idroelettriche sono ancora a pieno regime (come tra l'altro viene riportato nel grafico. Quasi il 40% del totale).
La cosa "buona" è che qui al Nord siamo già in autunno, piogge incluse, per cui l'idroelettrico continuerà di buona lena per un altro po'

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Allora è finita si chiude tutto e restano solo le pizzerie, I B&B ed i musei.

Le aziende non possono essere competitive se un KWh costa il doppio o il triplo dei competitors.

Per cui chiuderanno ed andranno dove hanno investito € per fare FER.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
Quale è invece il motivo per NON farlo?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Fare solare in Italia costa un enormità in meno che in Germania perchè produce tranquillamente il 20% in più della Germania.

Questo come produzione media.

Se poi ti organizzi e concentri nelle aree del sud-Italia arrivi anche ad un +30%.

Hai l'agricoltura che sta morendo per la siccità... cioè due piccioni con una fava, tengo all'ombra i terreni e faccio corrente.
Il sud-Italia si spopola e le terre abbandonate... e sono tre i piccioni.
L'energia in Italia costa più della media europea... 4 piccioni.

E la costruzione di strutture e nodi per allacciare il continente a Sicilia e Sardegna fanno lavoro e sviluppo.
E sono 5 piccioni con una sola fava.

Quale è invece il motivo per NON farlo?
Perché ci saranno dei motivi per non farlo.
Non me ne vengono in mente ma qualcuno ci sarà.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Impressionante il 40%. Davvero ottimo

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Del solare tedesco quanto è solarfarm e quanto è produzione propria?
Quanti € ha investito?
Per portare la produzione siciliana dove serve, cioè al centro nord, cosa serve? Quanti € servono per le linee HVDC?

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

possono anche togliere dei vincoli e lasciare libertà di installare eolico sui monti in Calabria

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

in Calabria sicuro su 10 lavoratori 8 fanno 95% di lavoro in nero

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Immagina che in Germania hanno il doppio del FV dell'Italia.

Ma immagino che a Monaco hanno più sole che a Reggio di Calabria e non parliamo di Hamburgo e Stoccarda, vere capitali del Sole non come Palermo, Sassari e Siracusa tenute per tutto l'anno in una coltre di ghiacci

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Ehm, guarda che si sommano eh... Il totale fa il 40%... Togli il sole fa il 25%...
non è che si compensano, semplicemente l'h2o c'è sempre, il FV c'è solo quando c'è il sole.se manca il sole si passa da 38/38 a 38/0

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Scusa ma di quali regioni parli e quali parti?
In Basilicata solo la parte nord est è adatta, la zona ionica sud est interna è protetta per via dei calanchi, alcune zone meno di altre infatti si è più puntato sull'eolico.
Si potrebbero fare agrivoltaico in alcune zone ma per il resto è tutto appennino.
La Calabria è pure peggio, mi sa che ci sono un paio di zone adatte all'agrivoltaico

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno la lista moderazione selezionata da un catechista

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

In passato venivano mandati in moderazione

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

ma che ragionamento é?!? 😂
sembra scritto da un indipendentista sardo…

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti NON devono essere i provati. Ci sono migliaia di Km di terreno arido che cucina al sole producendo poco o nulla

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse dovresti passarci dalla Puglia, all'altezza di Poggio Imperiale noteresti km e km di pale eoliche e tanto silicio monocrostalkino fra le coltivazioni.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Parlavo di solarfarm.
Senza il 110 o il 50% pochi al Sud fanno quello che dici.

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Oltre al fatto che i terreni della Puglia, ad esempio, servono all’agricoltura

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Io un mese in campeggio con una lampadin,a 1 frigorifero, windsurf, sup e bicicletta ...ho vinto

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma figurarsi.
Una PdC in Calabria fa COP 3 pure il 31 Dic notte, produce fino a 1500KWh/anno per KWp installato e con 5cm di cappotto termico stai comodo.

A che serve il gas?
Il mio impianto a Lamezia Terme produrrebbe 8000KWh comodi qui 6000.
E avrei bisogno della metà dell'energia per scaldare.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Oddio, ok Puglia e Sicilia ma le altre regioni sono quasi tutte in pieno appennino con anche molti vincoli.
Calabria e Basilicata praticamente hanno buona parte del territorio sotto vincolo parco.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Un isola del sud del mediterraneo fra EO/in-offshore e FV non dovrebbe avere 1g di idrocarburo sull'isola.
Solo BEV, PdC e piani induzione.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi la Sardegna provvede solo a se stessa.

Intanto vanno a carbone e sono gli unici in Italia. Capirai che vanto.

Secondo l'elettricità da FER è economica e aiuterebbe le imprese del nord-Italia a essere più competitive col resto del mondo.

Se qualcuna delocalizzerà, dove costa meno l'energia, licenziando anche dei sardi emigrati...
Potranno tornare a casa e ringraziare i conterranei di cotanta lungimiranza.

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Test.

Fammi capire
pompe è in black list?

edit.
si può scrivere tranquillamente

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Falso, sono necessari altri impianti.
Dal punto di vista energetico la Sardegna è una vergogna italiana, non è indipendente, è l’unica regione che brucia carbone.
Il metano bruciato in Sardegna ha un costo e un impatto ambientale superiore perché arriva via nave.
Diverse case in Sardegna bruciano GPL ed hanno addirittura agevolazioni fiscali.
Gli impianti di riscaldamento pian piano dovranno essere sostituiti per delle pömpe di calore, le auto dovranno essere elettriche, è importante avere energia elettrica economica e da fonti rinnovabili.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Io a meno di 40 non faccio contratti.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

OK.
Basta che non esageriamo ad investire in bollette.

Pure a me piace fare fumo, ma non a 30cent a KWh.

r
ramess72 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che il sole arriva anche in pianura padana.

f
frank700 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema della Sardegna è che gli ulteriori impianti sarebbero inutili per i suoi abitanti, e che quindi andrebbero costruiti altrove, dove servono.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma si tanto dobbiamo morire lo stesso.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Così vi voglio fumosi e ca***ti.

BASTA GRINNEEE

:-)))

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Parco eolico = finanziamenti = investimenti = lavoro = indotto.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sfugge il collegamento

L
LapisNoir 01 Jan 1970 @ 00:00

Da deturpare dici?

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Io tutto dalla rete, consumi e inquinamento al top. 💪🏻💪🏻💪🏻

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Leggere 40% rinnovabili, AD AGOSTO, in Italia sembra incredibile.

Con migliaia di Km2 di sud Italia.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

e vivere di sussidi invece che lavoro vero

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

I sardi preferiscono respirare il carbone ...

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche il mioè aggiungo che anche l'induzione e la macchina elettrica... ma niente CO2 e bolletta... 27KWh dalla rete il mese di Agosto per la macchina.
Quanti saranno 8€?

L
LapisNoir 01 Jan 1970 @ 00:00

ti compri la villetta no? ovvio

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Ognuno fa quel che può

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Ed io, in condominio, non so dove metterla, idem FV, quindi il condizionatore girava da rete.

L
LapisNoir 01 Jan 1970 @ 00:00

salvo ammortamento dell'impianto...

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

la mia pompa di calore ha lavorato ininterrottamente da maggio fino a qualche settimana fa 24/7, ed ha girato quasi esclusivamente col FV quindi zero spese ed emissioni garantendomi 25 gradi costanti.

L
LapisNoir 01 Jan 1970 @ 00:00

sono ore di riposo obbligatorie per legge

L
LapisNoir 01 Jan 1970 @ 00:00

peccato che siano entrambe fonti instabili...

L
LapisNoir 01 Jan 1970 @ 00:00

sarebbe utile capire quella che non è arrivata da rinnovabili da dove arriva...

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

38% di sole 38% di idro, quindi quando non c'è il sole si usa l'H2O e se si aumenta il solare basta aumentare anche l'eolico.

L
LapisNoir 01 Jan 1970 @ 00:00

tra qualche mese non piove più e un 38% di idroelettrico cala... agosto è più o meno caldo e cambiano i consumi... come si fa a dare numeri come se fossero irreversibili...

L
LapisNoir 01 Jan 1970 @ 00:00

Non capisco l'entusiasmo... l'anno prossimo torna la siccità come l'anno scorso e siamo punto e a capo... mah

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Da ricordare che 40,5% della domanda elettrica soddisfatta da rinnovabili equivale a dire che il 46,7% della produzione nazionale proviene da rinnovabili.
Quel 13,4% di importazioni praticamente è in grandissima parte nucleare e rinnovabili.

Da notare inoltre che la centrale a carbone di Fusina è stata dichiarata chiusa definitivamente qualche mese fa.
Tutte le centrali a carbone della penisola sono spente da novembre 2023.
Quest’anno, quindi entro 3 mesi, sarà dichiarata chiusa definitivamente anche la centrale a carbone di Monfalcone (attualmente non è più abilitata alla vendita di energia).
Entro il prossimo anno chiuderanno definitivamente anche le centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi, le ultime due della penisola.
Praticamente è solo una formalità, visto che tutte queste centrali sono spente da novembre 2023, ma è comunque un passo importante.

Passo successivo per chiudere completamente con il carbone in Italia è la Sardegna, ma bisogna prima completare la costruzione dei nuovi elettrodotti e aumentare la capacità sarda da eolico e fotovoltaico.

m
matrix 01 Jan 1970 @ 00:00

io il mio lo facevo riposare 4/5 ore al giorno, della co2 me ne frego! Io non ascolto i ragliatori!