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Terna, consumi elettrici in calo nel 2023. Rinnovabili al 36,8%

Nel 2023 incremento di circa 5,8 GW di nuove attivazioni considerando tutte le fonti rinnovabili

Terna, consumi elettrici in calo nel 2023. Rinnovabili al 36,8%
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 23 gen 2024

Nel 2023, la domanda di energia elettrica in Italia è stata pari a 306,1 miliardi di kWh. Dunque, rispetto al 2022, i consumi elettrici italiani sono calati del 2,8%. Questo è quanto emerge dal nuovo rapporto di Terna che fa una sintesi sull'andamento dello scorso anno.

Il calo della domanda di energia, evidenzia il rapporto, è il risultato di forti variazioni negative nella prima metà dello scorso anno che hanno progressivamente lasciato spazio a moderate variazioni positive a partire dal mese di settembre. Spiega Terna:

Tale andamento è però conseguenza del confronto con l’anno passato, che era stato caratterizzato da una riduzione significativa della domanda nel secondo semestre come conseguenza della crisi energetica. Analizzando l’andamento temporale della domanda è quindi evidente che la riduzione osservata a partire dalla seconda metà del 2022 si è mantenuta sostanzialmente invariata sino a oggi, attestandosi su livelli costantemente inferiori rispetto al trend storico precedente.

Negativo anche l'indice IMCEI elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”. Nello specifico, è stato registrato un calo del 3,9%.

CRESCONO LE RINNOVABILI

Nel 2023 è stata registrata una crescita della produzione da fonti rinnovabili (+15,4%). Contestualmente è cresciuto anche il saldo netto con l’estero (+19,2%) come conseguenza di una forte diminuzione dell’export (-24,4%) e di un aumento dell’import (+15,2%). In Italia è stata registrata una contrazione della produzione termoelettrica (-17,4%) e, in particolare, di quella a carbone (-41,7%).

La contrazione della produzione a carbone è anche conseguenza della interruzione, nel corso del 2023, delle iniziative di massimizzazione dell’utilizzo delle centrali a carbone messe in atto durante il periodo più critico della crisi gas. Relativamente alla contrazione della produzione termoelettrica, nel 2023 si è registrato anche un risparmio di gas rispetto allo scorso anno di circa 4 miliardi standard metri cubi.

Più nel dettaglio, nel 2023 la domanda di energia elettrica italiana è stata soddisfatta per l’83,3% con la produzione nazionale e per la quota restante (16,7%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. La produzione nazionale netta pari a 257 miliardi di kWh è risultata in diminuzione del 6,4% rispetto al 2022. In crescita l’idrico (+36,1), l’eolico (+15,1%) e il fotovoltaico (+10,6%); in flessione il termico (-17,4%) e geotermico (-1,9%). Lo scorso anno, le rinnovabili hanno coperto il 36,8% della domanda di energia (31% nel 2022). Il valore è in aumento grazie al contributo tendenziale positivo di tutte le fonti e, in particolare, della produzione idroelettrica.

Considerando tutte le fonti rinnovabili, nel 2023 ci sono state nuove attivazioni per circa 5,8 GW, valore superiore di circa 2,7 GW rispetto al 2022.

Il dato sottolinea l’accelerazione nello sviluppo delle rinnovabili: infatti si è passati dalle nuove attivazioni pari a 1 GW nel 2021, ai circa 3 GW del 2022. In aggiunta, secondo i dati Terna aggiornati al 31 dicembre 2023, risultano circa 6 GW che hanno ottenuto la Soluzione Tecnica Minima Definitiva di connessione alla rete elettrica nazionale.

DICEMBRE 2023

Per quanto riguarda il mese di dicembre 2023, la domanda di energia elettrica ha registrato una variazione positiva tendenziale (+0,8%). L’indice IMCEI relativo ai consumi industriali ha fatto registrare nel mese di dicembre 2023 una variazione del +2,1% rispetto a dicembre 2022.

La produzione nazionale netta (20,5 miliardi di kWh) è risultata in diminuzione del 7,7% rispetto a dicembre 2022. Le rinnovabili, in questo mese, hanno coperto il 34,5% del fabbisogno mensile (27,6% a dicembre 2022).

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Commenti Regolamento
i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è colpa mia.
Io sono addirittura favorevole al nucleare. 50 TWh da nucleare servirebbero all'italia in modo da avere, con idro e geo, circa 1/3 della produzione continua di elettricità a 0 CO2.

Ma non oggi. Oggi la priorità è triplicare eolico e FV in modo da passare da 110 a 200 TWh/anno da rinnovabili. Aggiungici 50 TWh da nucleare e siamo apposto.

Ma questo NON oggi. Oggi correre con la produzione per tagliare carbone e gas. Tanto per una centrale ci voglio 15/20 anni non c'è fretta.

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

🥱🥱🥱

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Pensa che la paghiamo più della Germania che il nucleare l'ha spento...
Molto più della Spagna che ha poche centrali e comincerà il decomissioning delle restanti nel 2025.
Più del Portogallo che ha il 60% di rinnovabili... ma NOI faremo il piano Mattei. Peccato che sono passati 60 anni e le condizioni sono totalmente diverse.

Le centrali che stanno costruendo sono 4 in croce in tutto il mondo, si prevede un aumento del 3% di produzione da nucleare nel mondo fino al 2026... il 3%... NIENTE.

La Cina quest'anno ha installato tanto FV qua to il resto del mondo nel 2022 e già oggi le rinnovabili producono il doppio del nucleare nel mix mondiale e questa forbice si allargherà.

Il nucleare ha fatto il suo tempo. Non si raccolgono le ciliege a Novembre né le arance a Luglio.

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti tutti hanno le centrali da 50 anni e continuano a costruirle tranne noi, ma stranamente siamo noi quelli furbi che paghiamo l'elettricità 3 volte gli altri paesi.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Siamo al primo caso nella storia di azienda STRAPROFITTEVOLE STATALIZZATA.
In genere PRIVATIZZANO quando ci sono utili da dividere, la metti sul mercato e fai cassa.

Come in Italia, per intenderci. Invece EDF è stata STATALIZZATA.

E non perché vende energia a costi bassi e mo si deve pure accollare il decommissioning di diverse centrali, che così pagherà lo STATO.

Vivi nel tuto sogno sereno, dove le centrali nucleari costano due lire, producono 36h al giorno, si costruiscono in 5 anni e durano 100 anni.

Ma non cielo dicono!?!?!?!

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

E questa vaccata immonda l'hai letta su Topolino?

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

Si infatti la vende talmente a basso costo che la corrente di notte ora costa praticamente come di giorno. Continua a credere alle vaccate che scrivi.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Per comprare l'uranio in Australia devono andare negli USA col cappello in mano.

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Si si, io sono molto tranquillo perché le vostre sono solo chiacchiere da bar. La strada è già stata svelata

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Dai sono argomenti troppo complessi da capire per uno come te, rimani nella tua bolla alimentata da energia nucleare francese e svizzera a basso costo tranquillo.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Disinformazione? E perché mai la Francia venderebbe energia a basso costo di notte?

Perchè è una ONLUS o perché ha fatto l'errore strategico di puntare sul nucleare (quando gli altri non sono mai andati oltre il 25%).
Ormai la c***ta è fatta possono salvarsi in corner perché sono interconnessi alla rete europea e venderla altrimenti cosa se ne facevano?

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è prtoprio vero i reattori si possono spegnere o far lavorare al minimo anche al 5%. basta con queste disinformazioni.

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

andare in Australia con il cappelo in mano? Ma lavori da Zelig?

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Peccato che leggi solo ciò che fa comodo che hanno fatto grandi piani ma solo i soldi europei possono realizzarli.
Hanno nazionalizzato la società di gestione in perdita, da cui tutti i privati stavano scappando, perché il nucleare non è economicamente vantaggioso

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Non importa dove si trovano le miniere. Devi andare col cappello in mano da chi controlla le miniere.
Hanno concessioni di 50 anni quindi è come che fosse roba loro.
Anche in Africa ci sono molte miniere strategiche ma sono tutte in concessione ad aziende cinesi e statunitensi. Per questo l'UE non potrà mai essere competitiva sulle auto elettriche. Guarda cosa è successo a Evo Morales quando pensava che le miniere di litio boliviane appartenessero alla Bolivia.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti ci sono, 15 giorni fa è stato approvato il piano di espansione della flotta, altri 24 GW circa a fronte di quei reattori che verranno spenti per aver raggiunto e superato di qualche decennio l'aspettativa di funzionamento.

La cosa buffa è che blateri da anni la stessa cosa, mentre in francia già nel 2022 dopo 5 anni di consulti, la francia stava progettando un futuro atomico senza mai uno stop.

Quindi si, non sai di che parli, sei una propaganda vivente e ti sei solo fatto infinocchiare da chi pensava che quello stop momentaneo a metà dei reattori francesi significava la fine.

https://uploads.disquscdn.c...

PS: La svizzera non solo ha ritirato il piano di smantellamento, ma ha esteso le autorizzazioni delle 4 restanti centrali senza limite di età fintanto che risultano sicure.

PPS: Uguale il belgio, che non solo non abbandona il nucleare, ma espande la flotta e addirittura ora terrà il vertice mondiale sul nucleare.

Chiudo perchè esattamente come per il signore qua sotto, discutere con chi ha i prosciutti sugli occhi è inutile, fortunatamente il mondo va avanti e a differenza tua che preferisci il carbone agli altri il futuro dei propri figli importa.,

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

si impara sempre qualcosa! :)

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà i più grandi produttori di uranio sono l'Australia e l'Indonesia. Almeno le basi.

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà i più grandi produttori di uranio sono l'Australia e l'Indonesia. Almeno le basi....

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono le dichiarazioni ufficiali..

A
ASEREJE 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è sempre la Caritas

m
matrix 01 Jan 1970 @ 00:00

no, semplicemente perchè con le ristrutturazioni sprecano meno energia!
Brutto ammettere che il 110% ha portato benefici! Non lo dico io, lo dice l'ENEA!

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok, ma il grosso è fatto da chi ha pannelli sul tetto.
I plug-in comunque immettono corrente quando non viene consumata, per cui penso che si possa comunque fare una stima, se non proprio un calcolo preciso.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà dipede dall'impianto FV. il mio è connesso con annesso contatore di produzione a valle.

Ma i "plug-in" (350W max) non hanno un contatore dedicato e nemmeno il "mini-fotovoltaico" (350/800W).

Quindi come misuri quanto produce? Al massimo puoi misurare il riversato col contatore bidirezionale ma non la produzione, quindi come fai a sapere quanto ho autoconsumato?

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma quello entrano in funzione quasi esclusivamente come backup in caso di guasti: una sala operatoria non può rimanere senza corrente.

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

ci sono ospedali e industrie che hanno i loro impianti

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

I generatori diesel, come quelli che hanno alcuni ambulanti, spesso non sono connessi alla rete.
I pannelli fotovoltaici si, non so se sia una stima o un calcolo reale, ma mi pare molto più probabile che sia facile stabilire quanto produca un pannello allacciato alla rete.

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

praticamente il fotovoltaico sarebbe il giallo più buona parte del grigio? Ma penso anche chi abbia i generatori diesel rientri nell'auto-produzione

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

E che cos'è il "Self-consumption" allora? O no?https://uploads.disquscdn.c...

a
andrea55 01 Jan 1970 @ 00:00

Molti hanno il contatore di produzione quindi è misurabile, per i nuovi impianti volendo includere i dati si possono solo fare stime

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

E che cos'è il "Self-consumption" allora? https://uploads.disquscdn.c...

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

ma se sei connesso alla rete non c'è modo di misurarlo? Immagino includano delle stime comunque

G
GePaCa 01 Jan 1970 @ 00:00

Terna non è ovviamente in grado di monitorare l'autoconsumo di energia autoprodotta. Nel mio piccolo ho prodotto e consumato un Mw in 6 mesi con una manciata di pannelli ma basta alzare lo sguardo: nell'ultimo anno i tetti delle case ma anche dei capannoni si sono riempiti di pannelli solari grazie anche ma non solo al 110%.

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

il più grande importatore di energia elettrica al mondo, grazie no nuke

G
GePaCa 01 Jan 1970 @ 00:00

I consumi elettrici sono in calo perchè nell'ultimo anno è aumentato l'autoconsumo, cosa che Terna ovviamente non può monitorare.

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

gli USA sono produttori di materie prime e NO non stanno crescendo... specie dopo la disastrosa amministrazione del vecchio ovvero OGGI hanno migliorato la loro bilancia dei pagamenti perché stanno saccheggiando l'Europa.

p
popi popi 🤡 01 Jan 1970 @ 00:00

e certo sempre i giovani rifiutano, diciamo anche che i posti sono pochi e i contratti sono penosi spesso

S
Slartibartfast 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è pieno, ma ti faccio un esempio banale, gli USA. Consumi stabili o in leggero calo dal 2005, PIL cresciuto in modo abnorme nello stesso periodo. E non venirmi a dire che non sono un paese industrializzato, ho evitato paesi europei apposta.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda il discorso è molto lungo, ma se proprio vuoi vai a vedere la differenza di investimenti tra i due paesi e già che ci sei anche perchè l'efficienza dei venti italiani non è minimamente paragonabile a quella tedesca. Loro producono più con l'onshore di quanto potremmo fare noi con l'offshore. Hanno investito 6 volte più di noi, e considerando questo aspetto è assurdo che producono poco più di noi con le rinnovabili e inquinano tanto quanto e anche più di noi. Inoltre già prima della guerra avevano aumentato la vita operativa delle centrali più grosse e ne ha aperta una nel 2020 (Datteln2), la guerra è solo stata l'ennesima scusa, certo nell'ultimo decennio la germania ha ridotto le emissioni, ma la maggior parte è da attribuire al gas e non alle rinnovabili che sono aumentate in modo lieve (produzione netta, non installazioni) e l'aumento degli ultimi tempi invece è proiprio da attribuire all'insensata chiusura delle centrali nucleari che emettevenop poco, erano già costruite e c'erà una crisi di Gas dalla russia.

d
damiano l 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema è che i Campi Flegrei sono una zona "un tantino instabile" ... visto l'ultimo periodo ... non è che ci puoi spendere tranquillamente i milioni € di un impianto ... non è Larderello 😲😞

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

I tedeschi hanno il 25% di produzione da carbone, i loro piani sono stati interrotti dalla guerra, erano il primo importatore (l'Italia era il secondo) di gas russo: ovvio che siano quelli con i maggiori problemi, ma al contrario di noi, sanno come risolverli e hanno installato molte più rinnovabili di noi nell'ultimo anno e hanno raggiunto il 50% di produzione da rinnovabili.
Tutto ciò pur avendo molto meno sole e si, hanno il vento, ma non è vero che in Italia non c'è: Sardegna, Puglia, Calabria e Sicilia, ma anche altre zone, sono ricche di vento e potrebbero fare la differenza.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel 2023 siamo oltre, ma se guardi i dati di produione noi siamo ben lontani, la nostra politica energetica è ridicola e il paese non ha una reale strategia, non abbiamo vento, non abbiamo nucleare e la maggior parte degli impianti di produzione fotovoltaici è al nord. Questo perchè si guarda solo ai soldi e voti e non agli obiettivi.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Come sopra, se riescono bene, ma come per il resto d'Europa quel 22% di nucleare probabilmente sarà sostituito dal gas ovviamente, che arriverà dalla Germania con Nord Stream 2...mentre loro abbattono cittadine per estrarre lignite...furbi sti tedeschi

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno dismesso 2 reattori che avevano più di 40 anni il restante verrà smantellato entro il 2035, ben oltre i 40 anni di vita e solo se gli obiettivi con le rinnovabili verranno rispettate. Cosa che dubito, ma va bene se si riesce a farlo entro i prossimi 10 anni. Lasciamo proprio perdere sto discorso che sappiamo non ci porterà da nessuna parte, vorrei sapere una cosa. Considerando la produzione della spagna aggiornata abbiamo un 25,7% di eolico intermittente e un 22,3% nucleare negli ultimi 12 mesi, che sono rispettivamente la prima e la seconda fonte (il Gas è la terza insieme all'idroelettrico intorno al 16%)...com'è che l'elico è tantissimo e il nucleare ha una produzione bassa, non voglio convincerti eh, ma cerca di capire che hai un problema con i numeri quando ti conviene.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Si rick lo sappiamo che tu non hai idea di ciò che parli tranquillo

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche perché Francia a parte tutti le stanno chiudendo le centrali... Sarebbe un esempio molto breve

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

azz!

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

così cambia tutto!

grazie

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

interessante, grazie!

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche là finiscono i soldi.
Si tratta di un solo reattore che costruiscono presso una centrale già esistente. Produrrà energia per 150 milioni di Euro all'anno. Quindi basteranno 86 anni per ripagarlo. Speriamo che abbiano messo del calcestruzzo di qualità.


La realizzazione del reattore Flamanville-3 in Francia è iniziata nel 2007. A dicembre 2022 la società Électricité de France (Edf) ha annunciato un ulteriore ritardo dell'inaugurazione del reattore, ora attesa per il primo trimestre del 2024, con un costo complessivo di realizzazione di 13 miliardi di euro.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Ora che il loro esercito è stato cacciato dal Niger dovranno andare a mendicare l'uranio dai russi.
Passeranno dalla "Grandeur" al "cappello in mano".

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

La Francia ha 58 reattori e non è autosufficiente, importa energia dalla Germania. In estate spesso devono spegnerli per il troppo caldo.

Comunque è anche un problema di costi esorbitanti. La Germania ha chiuso tutte le sue centrali nucleari, la Svizzera ne ha chiusa una, la Spagna ne ha chiuse due e chiuderà le altre entro il 2035.
Altri paesi mantengono il nucleare per fare i bulli, ma gli produce quantitativi insignificanti rispetto ai loro consumi. E costa caro.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ci vuole più lavorare nessuno nelle industrie.
Entri in uno stabilimento qualunque e gli unici italiani sono ultra 45enni. Gli altri sono tutti immigrati.
Tu sei disponibile a fare l'operaio? Se non lo sei è inutile tenere qui le industrie. Non fare come quel politico che ama le industrie, odia gli immigrati, non ha mai lavorato in vita sua.
Ci vuole coerenza.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

La Spagna ottiene i successi con l'eolico, ha tantissimo vento.
Inoltre usa 40 mmc di metano (grazie ai suoi rigassificatori e gasdotti).

Il nucleare ha una produzione bassa, costosissima, e non sanno più dove mettere le scorie. La Spagna ha deciso di chiudere tutte le centrali nucleari. Due le hanno già fermate.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

In generale le giovani generazioni rifiutano il lavoro in fabbrica.
Quindi l'economia Italiana tenderà al settore terziario.
Perdipiù la popolazione è in calo.

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

non esistono al mondo paesi trasformatori di materie prosperi e in crescita con consumi energetici in calo.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Non importiamo energia dall’estero perché non siamo in grado di produrla in Italia, ma siamo perché costa meno comprarla dall’estero che produrla in Italia.
Quindi il discorso è puramente economico, non dipende dalla capacità installata

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

PIL in crescita nonostante consumi energetici in calo, l'Italia tutto sommato non sta facendo male, me è frutto delle politiche precedenti, l'attuale governo ha invece rallentato gli investimenti nelle rinnovabili (anche non incentivati) semplicemente non facendo i decreti attuativi.

S
Slartibartfast 01 Jan 1970 @ 00:00

È falso da almeno 20 anni. Consumi slegati all'aumento del PIL nella maggior parte dei paesi.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

La Spagna ha già deciso di rinunciare al nucleare a scadenza delle centrali attive, cioè entro il 2035, proprio perché quest'anno è arrivata a oltre il 50% con le rinnovabili.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Si in questi giorni.

C'è questo piccolo problema che se un'azienda deve insediarsi o decidere se restare NON può puntare al prezzo di oggi, deve sapere che per i prox 20 ANNI il prezzo dell'energia è quello.

Ma essendo oggi il mercato energetico imprevedibile allora NON puoi fare previsioni a 20 anni. Ma manco a 20 mesi.

Perché se andiamo indietro di 20 mesi troviamo quotazioni di vario tipo.

A differenza di 100 GWp di FV che per i prox 20 anni produrranno 114TWh/anno il primo anno e 95 TWh fra 20 anni.

Mediamente certo, ma non certo 200 TWh un anno e 50 TWh un altro anno.

Il problema è proprio quello col mercato idrocarburi che è difficile dire fra 6 mesi qua to quotano.
Se scatta il confronto fra Israele e Iran può arrivare a 150 $ a barile in un mese, come se l'immobiliare cinese si porta dietro un pezzo di economia e la manda in recessione/stagnazione scendere a 60$.

Come fai a dirlo stasera cosa succederà?

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente questi giorni il metano sta a 26€, non 340 e il petrolio a 70, non 120

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

La gente sta stringendo la cinghia

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

La Spagna 50,2% di rinnovabili

https://www.ansa.it/ansa203...

El 2021 erano già al 46%

Magari seguissero la Spagna

g
giovanni 01 Jan 1970 @ 00:00

Fa un pò tristezza vedere il calo del geotermico quando ad esempio nei Campi Flegrei ci sarebbero enormi possibilità di generazione di energia elettrica.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Un peccato però che la Germania copre buona parte del fabbisogno con la lignite, quindi anche se ha una buona copertura di rinnovabili (loro possono contare sui venti del mare del nord, che è meglio del sole che c'è da noi al momento). Quindi a conti fatti grazie alle nostre centrali a ciclo combinato e le nuove turbogas molto efficienti rimaniamo sotto come emissioni. Senza nemmeno andare a scomodare la politica truffaldina tedesca (da nord stream 2 in poi) e gli investimenti sproporzionati in rinnovabili che a breve andranno rinnovati. Ci sono altri esempi da seguire, senza scomodare la francia, ci basterebbe osservare bene la spagna con quel poco nucleare da usare come backup...ma questo non accadrà mai.

m
meyinu 01 Jan 1970 @ 00:00
Nel 2023, la domanda di energia elettrica in Italia è stata pari a 306,1 miliardi di kWh. Dunque, rispetto al 2022, i consumi elettrici italiani sono calati del 2,8

Quindi significa che l'Industria è in recessione e da diversi anni.

A
ASEREJE 01 Jan 1970 @ 00:00

chissa quando tocca a te che grasse risate si faranno :)

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla Germania gli hanno fatto saltare i gasdotti....

Se lo fanno all'italia comprenderai rapidamente quanto è furbo dipendere per cose vitali come l'energia.

Sul GNL ci sono momenti in cui viene via a gratis basta che lo vai a prendere a spese tue.

Sulla buona Russia che regala il gas... è la stessa Russia dell'OPEC+ che ha tagliato la produzione del petrolio insieme a EAU e Arabia Saudita se non ricordo male, contribuendo a farti pagare la benzina oltre 2€/L.
E a sostenere l'inflazione.

Povera Russia, una ONLUS lei petrolio e gas lo regala e noi cattivoni non lo abbiamo voluto (lo compriamo tutt'oggi dal Tarvisio).

Lo ripeto SE l'idea di comprare petrolio e gas FOSSE sostenibile allora le mostre aziende NON dovrebbero delocalizzare.

Se nel comprare petrolio e gas vuole dire essere asserviti ai venditori perché se non fai come vogliono loro, con un bottone ti lasciano al buio, allora bisogna mettere anche questo NEI COSTI DELLA DIPENDENZA e non dipingerla come una condizione da paradiso terrestre.

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

di quel 36% , arriva dall'idroeletrico il 20%
cioè da dighe sulle montagne costruite quasi tutte 50 anni fa

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

perché i ponti li disegna Renzo, ci fanno bella figura e tanta pubblicità.

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

lo shock energetico da aver rinunciato all'economico gas russo per quello liquefatto costoso dello zio Sam ha causato il dramma di buttare fuori dal mercato migliaia di imprese ovvero farle delocalizzare all'estero molte casualmente dallo zio Sam, specie per la Germania.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non mettiamo la prosperità al centro di tutto tempo 50 anni e avremo problemi più stringenti, come il dover smettere di sostentare anziani e avere cali di organico nelle forza armate tali da diminuire enormemente la nostra deterrenza. Oltre alla distruzione totale del terziario che dipende dai consumi della popolazione attiva, inclusa produzione culturale e risorse necessarie per decarbonizzare.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Il delirio è sperare che qualcuno paghi l'energia a vita alle aziende perchè non riesci ad averla a basso costo.

Non hai detto che stiamo deinsutrializzando? Perché deindustrializziamo se comprare petrolio e gas fosse sostenibile?

O NO? Noi NON abbiamo seguito la strada tedesca... eppure a detta TUA stiamo deinsustrilizzando.

Quindi o NON stiamo deindustriliazzando o comprare petrolio e gas NON funziona.

Una delle due. Entrambe NON possono essere vere.

Un'azienda genera ricchezza se sottratti dai RICAVI le spese (stipendi, BOLLETTE) gli restano soldi, che si chiamano utili.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

si si ho capito il tuo ragionamento!

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Io ho messo i puntini sospensivi per invitare ad una riflessione.

Chiaro che il dato è 83,3% di produzione nazionale... almeno si può dire così ma se analizziamo nel dettaglio NOI importiamo oltre il 60% dell'elettricità.

Ora mettiamo che invece dei NST tedeschi avessero preso di mira il TAP ed il transmed. Ma anche solo il transmed fra Italia e Algeria... con 25% di gas in meno bisognerebbe tagliare almeno del 10% la "produzione interna" di elettricità parliamo di almeno 25 TWh... ti immagini che cosa succederebbe?

Certo fin tanto che non succede tutti ci ridiamo ma i tedeschi hanno smesso di ridere il giorno dopo che gli hanno sabotato i NST.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

:(

t
talme94 01 Jan 1970 @ 00:00

se non vogliamo un pianeta invivibile direi che decarbonizzare è primario

A
ASEREJE 01 Jan 1970 @ 00:00

o milioni di peones con paghe da fame che accendono giusto una candela e si scaldano bruciando legna di straforo ?
ovviamente è una metafora, ma molta gente ha ridotto i consumi per difficoltà economiche, altro che investimenti in efficenza, questi non ce la fanno a pagare le bollette

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

Prima di tutto "utile" per chi? L'azienda che produce, esporta porta ricchiezza ulteriore oltre dare lavoro a migliaia di dipendenti. In ogni caso la Germania è l'esempio da manuale del disastro se perde l'energia a basso costo. No non si salverà se non cambia totalmente registro. Continuate pure a delirare

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

il dato è indicato nell'articolo e parliamo di energia elettrica che viene prodotta per il restante in Italia con tutti i limiti da te indicati!

trovo interessante quanto hai scritto, grazie!

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei sicuro che importiamo il 16,7%...
Perchè il 45% che produciamo col gas lo produciamo col gas NAZIONALE o IMPORTATO PER IL 97%?
Il carbone è di produzione nazionale?
Perchè altrimenti rischiamo che solo il 38% è di produzione nazionale...

Pensa che una EPR 1600 (20mld) produce 12 TWh. Per arrivare a 300 te ne servirebbero 25 (500 mld) più varie ed aventuali e 40 anni minimo.
Detto ciò la Germania nel 2023 ha installato 14GW di FV (noi 5GW) in Italia con 14GW di FV fai 16TWh... quanto 1,3 EPR ed in un anno solo.

Anticipo subito l'obiezione dell'intermittenza delle rinnovabili e dell'imprevedibilità.

Purtroppo il nucleare ha il problema che produce sempre uguale... mentre i consumi cambiano molto fra ore si punta e di calma.
La notte si consuma 1/3... ma le centrali nucleari NON possono calare del 66% la loro produzione. Ecco perchè la Francia vende a bassissimo costo la corrente di notte perchè ha un surplus produttivo.

Per cui il nucleare, ha lo stesso problema delle rinnovabili ma al contrario, ossia essendo poco modulabile ad un certo punto diventa MOLTO ANTIECONOMICO perchè non solo costano le centrali ma devi svendere l'elettricità per eccesso di produzione

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

mi fa piacere averti fatto ridere, dico seriamente, ma forse non hai capito il senso della mia domanda...
l'Italia importa il 16,7% di energia per coprire la domanda interna.
quante centrali servirebbero per evitare di importare energia?
visto che non ho idea delle potenze, ho pensato che magari una bella grande più sforzi fatti negli altri ambiti potesse bastare!
d'altronde ho anche esplicitamente chiesto se ne sarebbero servite altre!
non sono pratico ma mi è sembrata lecita la domanda....
forse può rispondere a questo ora! :)
potrei fare l'aritmetica sul dato francese ma non avrebbe senso visto che non so qual'è la loro domanda interna ma so per certo che loro a noi la vendono essendo, in totale, in surplus!

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Le industrie creano RICCHEZZA SE GENESNO UTILI NON SE IO GLI PAGO LA BOLLETTA.

Altrimenti ti mando pure quella di casa mia. O ad alcuni si è ad altri NO?

Quindi, SI, se ne andranno perché nessuno pagherà per sempre le bollette del aziende energivore, semplicemente NON sono settori sostenibili per chi NON ha ne avrà mai fonti energetiche abbondanti ed a basso costo.

La Germania ci sta provando con le rinnovabili, vediamo cosa riesce a fare.

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

le industrie e l'indotto creano ricchezza, siamo davvero fermi a questo livello?

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

L’alternativa è la povertà

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Ahahahahahahaahahahahahahahahahahaha una centrale nucleare...
La Francia ne ha 19 e 56 reattori e copre .
Max il 70%...

Una centrale ahahahahahahana

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché non gliele paghi TU le bollette?

Piace comprare gas a 340€ a megawattora e petrolio a 120$ a barile?

Che pensavi che d'incanto le bollette diventavano leggere? Certo gin tanto che ha pagato pantalone si ma mo cocco o il sistema sta in piedi o vanno dove il gas lo hanno sotto i piedi.

Perché dovrebbero stare quà?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Siamo indietro di eoni rispetto alla Germania che copre il 52% della domanda con energia rinnovabile proprietaria.

Perché quando scriviamo l'83,3% dei consumi è corpeta dalla produzione nazionale, a fianco dovremmo scriverci " TE PIAZARIA".
Nella realtà il 45% della produzione nazionale è fatta col gas... ossia è importata a differenza di FV, EO, IDRO, GEO.

Se ne riparla quando sarà il 73,6% da rinnovabili, allora si che la produzione sarà nazionale.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

capisco...

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

non metto in dubbio quello che dici ma non so se abbiamo spazio sufficiente considerando tutti i vincoli che opere del genere hanno...

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

No l’importante è l’import. Decarbonizzare deve essere secondario.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Liguria Veneto bassa Toscana, alto Lazio, Puglia, tutti luoghi più che idonei. Ne potremmo costruire 5 grosse senza problemi e garantire ai nostri figli maggiore sicurezza.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Se vuoi elettrificare logistica e riscaldamento residenziale, considerata una maggiore diffusione dei condizionatori per le stagioni calde, se vuoi che Trieste e Genova restino operativi con la transizione all’idrogeno, devi produrre moltissima energia elettrica in più. Moltissima. Inoltre non è che farebbe proprio schifo poterla anche esportare nei Balcani, nord Africa per espandere un pochino il nostro soft power. Sia mai che per una volta siamo noi dal lato vantaggioso della trattativa.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Calo produzione industriale. Nel triveneto è crollata la produzione di fertilizzanti agricoli. Inoltre anno record di import di energia nucleare francese.

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

è l'industria energivora che sta delocalizzando o peggio fallendo proprio.

E
Eolovive 01 Jan 1970 @ 00:00

non sarà arduo, sarà ed è impossibile!

E
Eolovive 01 Jan 1970 @ 00:00

Sicuramente anche il fatto che abbia fatto decisamente piu caldo a ottobre e novembre ha il suo impatto.

Ma la vera notizia è che l'energia prodotta da fonti rinnovabili aumenta, ma la quasi totalità dell'aumento è dovuto all'idroelettrico che aveva rallentato causa siccità.

Questo per far capire come nonostante il numero di pannelli solari continui ad aumentare in maniera significativa, l'apporto in termini di energia di questi è trascurabile sul totale dell'energia richiesta dal paese.

u
unbe 01 Jan 1970 @ 00:00

Efficientamento dei consumi e sempre più dispositivi a risparmio energetico.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Risposte sufficientemente certe non potrai mai averne…
Le uniche certezze sono che l’investimento é oneroso, i tempi sono inevitabilmente lunghi, le variabili che possono intervenire sono molteplici e i benefici economici sono tutti da verificare…

l
luc tresson 01 Jan 1970 @ 00:00

“Considerando tutte le fonti rinnovabili, nel 2023 ci sono state nuove attivazioni per circa 5,8 GW“ quindi continuando di questo passo tra 15 anni avremo 90GW in più di potenza installata da fonti rinnovabili. Occorre che anche l’accumulo progredisca di pari passo.

V
Vespasianix 01 Jan 1970 @ 00:00

Magari è anche dovuta alla diminuzione della popolazione?

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

C'entra che sono due sfacciate mangiatoie sui soldi delle tasse dei terzi

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

ah certo finché non ti licenziano o la tua azienda va gambe all'aria... Contento tu!

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

si naturalmente io l'ho solo buttata lì! :)

grazie per le tue competenti risposte!

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

capito grazie!

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

La centrale nucleare ce la regala qualcuno? Babbo Natale ma solo se saremo buoni
I costi di manutenzione della centrale li facciamo pagare a babbo natale? Si visto che c'è la regalata lui
Tempi di realizzazione per la centrale nucleare affinché cominci a produrre? Bisognerebbe chiede agli elfi
Le bollette diminuiscono a partire da adesso se cominciamo a costruirla? si spera
Siamo sicuri che le bollette diminuiranno quando la centrale entrerà in funzione? così dicono
Nel frattempo che noi ci imbarchiamo nella impresa della centrale nucleare siamo sicuri che non ci saranno alternative energetiche maggiormente convenienti ? possiamo imbarcarci in più iniziative!!!

ho riposto in modo scherzoso alle tue, sottolineo, giuste domande
ovviamente ci devono essere risposte sufficientemente certe prima di prendere determinate decisioni

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

In Francia sono più lenti perché i camion e le betoniere caricano di meno. Da noi viaggiano sempre con sovraccarico e nei getti ci finiscono anche le persone che riempiono bene i casseri.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

La centrale nucleare ce la regala qualcuno?
I costi di manutenzione della centrale li facciamo pagare a babbo natale?
Tempi di realizzazione per la centrale nucleare affinché cominci a produrre?
Le bollette diminuiscono a partire da adesso se cominciamo a costruirla?
Siamo sicuri che le bollette diminuiranno quando la centrale entrerà in funzione?
Nel frattempo che noi ci imbarchiamo nella impresa della centrale nucleare siamo sicuri che non ci saranno alternative energetiche maggiormente convenienti ?

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

per una soltanto l'impresa ha detto che neanche viene a vedere il lavoro.

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

io mi fido, si vede che è gente che lavora perché il primo di gennaio è pure festa. Ma per caso hanno detto a che ora?

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

leggevo che ne servirebbero almeno 5 con 2 ma meglio 3 reattori ognuna, solo per coprire il fabbisogno di base. La spesa per costruirne 5 supera i 120 miliardi e 15 anni di tempo, ma le ultime in Europa hanno sforato tutte.

d
damiano l 01 Jan 1970 @ 00:00

facciamo come con i migranti: aiutiamoli "a casa loro" i francesi (con ENEL, TERNA etc) a sostituire gli attuali impianti nucleari con quelli di ultima generazione .. tanto poi compriamo il necessario , magari di notte a basso prezzo 😉

per l'occupazione degli italiani: intanto assumono (a stipendi francesi 😁) i nostri migliori ingegneri .. magari pure tanta "manovalanza" (abbiamo un bel tasso di expat in tutti i campi ... che poi fan fatica a tornare a prendere le italiche retribuzioni).
Il loro territorio è molto più adatto del nostro, son meno "nimby" , il governo appoggerà velocemente .. e molto più velocemente che da noi entreranno in servizio.
Se poi si riesce ad integrare meglio il mercato energetico in chiave europea (come fossimo gli USA ... e non a guardare ognuno il suo "orticello") magari ognuno mette a disposizione il meglio che ha .. e ne beneficiamo tutti...

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non é che si sparano all'enalotto i reattori :)

Piú la centrale é grande piú é economica da realizzare e minori sono i tempi realizzativi.
Peró devi aumentare il raggio di distanza da centri abitati e centralizzare la produzione di energia(con enormi svantaggi di efficienza e programmazione).
Ho detto 4 perché KEPCO ultimamente ha progetti validi per reattori 1.4Gw a 4 moduli per centrali, che sono giá certificati in europa

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

vero anche quello!

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Il fv con il 110 ci azzecca veramente poco…
Il fotovoltaico con gli aumenti energetici rappresenta l’unica valida alternativa per tagliare le bollette per un privato o per una impresa.
Centrali nucleari, a carbone, pale eoliche , dighe, navi rigassificatrici ecc ecc NO

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

per la questione ambientale sicuramente ma per una riduzione dei costi delle bollette, sicuramente non avere un deficit negativo inciderà...

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Flamanville é accesa, in funzione e sta facendo i carichi di prova necessari per l'autorizzazione al funzionamento al full load. Dato che al momento non ci sono problemi difficilmente verrá rimandata.

La piena operativitá con allaccio alla rete é prevista per marzo 2024

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

si mi rendo conto ma grazie di averlo esplicitato!

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Quel reattore é un caso unico. Si tratta di un foak che tra le altre cose é stato fermato in fase realizzativa per quasi un anno. Poi gli é stata imposta la revisione del progetto in corso. Hanno dovuto buttare al cesso il sistema di raffreddamente secondario e il vassel che era concluso all'80% per riniziare da capo.

Hanno dovuto ricertificare il nuovo progetto, con circa 4 milioni di ore di lavoro per la certificazione, il nuovo progetto super le 2 milioni di pagine di relazione.

La lettura della documentazione ha richiesto 500 mila ore di lavoro

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa é una parziale veritá.
In francia quei reattori non sono progettati per avere le torri di evaporazione dell'acqua, perché quando furono costruiti non c'erano n'é i limiti n'é le siccitá di oggi.

Con le torri di evaporizzazione quelle centrali potrebbero andare al 100% senza problemi.
In ogni caso non si sono fermate ma hanno dovuto modulare la potenza

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Il numero di reattori non è una libera scelta... Il primo scoglio è la quantità di acqua disponibile. Nel 2022 molte centrali in Francia hanno dovuto fermarsi a causa della siccità

t
talme94 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema più grande non è l’import ma decarbonizzare

t
talme94 01 Jan 1970 @ 00:00

aggiungi anche hinkley point c in uk con i lavori partiti nel 2016, fine prevista (ad oggi) nel 2027 e costi che aumentano di miliardi in miliardi ogni anno.

W
Wewe 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema è il luogo dove crearle e siamo in Italia, non tutti i posti vanno bene, pertanto il dove la fai ti limita il numero di reattori

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Iter ha accumulato un decennio di ritardi. Quindi scala al 2060 DEMO.
A questo aggiungi che su Iter si sta per il momento ridimensionando il progetto e si punta ad utilizzare il trizio da reattori candu.

DEMO avrá al massimo 500Mw di potenza, e i costi stimati sono spropositati, non solo realizzativi ma anche di esercizio. Il tutto producendo 1/3 dell'energia di un moderno reattore nucleare.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

con 50 centrali da 1 GW(la taglia piú piccola delle 3+) produci almeno 48Gw che sono una enormitá

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

perché?

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

si loro storicamente sono stati molto legati a questa forma di energia

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

non coprire il 100% dei consumi ma eliminare l'import di energia era quello a cui avevo pensato...

grazie per la tua risposta

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

una decina di centrali da 5 reattori l'uno mi sembra spropositato come numero...

poi non so...
forse ora le fanno più piccole ma non sarebbe meglio 2 o 3 come mi pare si parlasse in passato?

comunque grazie per la tua risposta

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

grazie.

come ho scritto ad altro utente, anche io ricordavo che si parlava di 2 o 3 centrali in passato ma, in effetti, non ricordo si parlasse del numero dei reattori...

Simone ha indicato 3 centrali da 4 ma, a quel punto, penso sia meglio da 5...

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

beh a quel punto, le si fanno da 5 e stiamo larghi per il fabbisogno

sul numero, si ricordo anche io che in passato si parlava di 2 o 3

grazie

A
Alex Neko 01 Jan 1970 @ 00:00

mi sembra di aver letto che servirebbero in italia una decina di centrale da 5 reattori

Che poi il piano fine anni 70 era 10 centrali da 2 reattori.

che poi una volta stabiliti i siti. si sarebbero aggiornati nuovi tipi piu efficenti.

Io penso che convincere la massa stupida sarà arduo

bisognerà aspetta la fusione tra chissà quando

La quale una volta a regime potrà anche eliminare il settore fintamente ecologico

Solare che occupa suolo
Eolico che è brutto e disturba uccelli
Idrico che talvolta crea dighe pericolose

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Cala la produzione, specie da carbone, e si importa più energia (nucleare) dall'estero, va da se che le percentuali del resto salgono
Si usano parametri diversi (valori reali e percentuali)
Poi ovviamente quella continua tru-fa stile 110% ma più lenta e duratura, del FV che si ciuccia miliardi di soldi pubblici, cresce per forza soprattutto come potenza installata

W
Wewe 01 Jan 1970 @ 00:00

Centrale è un insieme di reattori, un reattore contemporaneo fa circa 7 TW anno (7000 miliardi di kWh) di media, ora in Italia credo che le centrali fattibili ne possano contenere 2 ed in qualche caso 3 (mia opinione)

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

calo consumo = deindustrializzazione. Contenti voi.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Considerando i tempi realizzativi, e prevedendo un naturale aumento delle rinnovabili, dello storage e delle biomasse, con 3 centrali da 4 reattori raggiungeremo una buona copertura. Per i depositi ci servono quelli di prossimità della centrale, uno per i rifiuti di bassa e media attività e se proprio siamo capaci uno permanente

t
talme94 01 Jan 1970 @ 00:00

Considera che la Francia ha 58 reattori (+1 in costruzione da 17 anni)

l
lorenzo68 01 Jan 1970 @ 00:00

Crisi industriale in arrivo.

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Servirebbero 20-25 reattori di media potenza per eliminare il gas (quello utilizzato per produrre elettricità, non anche quello per il riscaldamento), non per coprire il 100% dei consumi. A titolo di raffronto la Francia ha 19 centrali per 58 reattori, quindi 3 reattori a centrale di media.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

per raggiungere il pareggio, ci basterebbe una centrale nucleare o ne servirebbero di più?
visto che se parlava nell'altro articolo, rilancio qui...