Fringe Benefit 2026: novità e soglie di esenzione per auto aziendali e non solo
Una guida sulle regole in vigore per il periodo d'imposta 2026: dai limiti di non imponibilità per i dipendenti alla posizione dell’Agenzia delle Entrate sulla tassazione delle flotte aziendali.
I cosiddetti fringe benefit sono stati confermati anche per il 2026: si tratta di una importante agevolazione fiscale che contribuisce a determinare le scelte delle aziende e dei lavoratori. L’impatto è significativo non solo sulla fiscalità aziendale, ma anche su interi settori economici, come quello dell’auto. Si pensi, ad esempio, agli effetti di questa misura sulle vendite di vetture elettrificate che rientrano nelle agevolazioni.
Introdotti nel 2016, nel corso degli anni i fringe benefit sono stati modificati nei limiti di esenzione. In questa guida vediamo le soglie per il 2026 stabilite dalla Legge di Bilancio (Legge 199/2026) e i più recenti chiarimenti operativi dell’Agenzia delle Entrate.
Le soglie di esenzione 2026
Nell’anno 2026 sono fissate le seguenti soglie di non imponibilità (relative al triennio 2025-2027) per i beni e servizi di modico valore:
- 1.000 euro annui per i lavoratori dipendenti;
- 2.000 euro annui per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico.
Per poter accedere alla soglia maggiorata di 2.000 euro, il dipendente deve presentare al datore di lavoro una dichiarazione contenente i codici fiscali dei figli. Tale dichiarazione ha validità per l’intero periodo d’imposta e consente l’applicazione dell’esenzione già in fase di busta paga.
È importante ricordare il meccanismo “a soglia”: si stratta di un rigido sistema che prevede limiti oltre i quali decade l’intera agevolazione. In pratica, basta superare le soglio anche di un solo euro e l’intero importo (1.001 euro o 2.001 euro) diventa imponibile ai fini Irpef (non solo la parte eccedente).
Fringe benefit auto aziendali 2026
I fringe benefit sulle auto aziendali a uso promiscuo (aziendale e personale) sono tassati in base alla tipologia di alimentazione. La soglia di esenzione è fissata alle soglie indicate sopra e l’importo che eccede contribuisce al reddito imponibile Irpef. Inoltre, è da segnalare che le seguenti percentuali si applicano ai veicoli immatricolati o assegnati dal 1° gennaio 2025:
- 10% elettriche;
- 20% ibride plug-in;
- 50% altre alimentazioni (mild hybrid, full hybrid, benzina, diesel, gpl, metano).
In pratica, il vantaggio della ridotta percentuale è presente unicamente per le vetture elettriche e plug-in. Il valore si calcola in base alle tabelle ACI su una percorrenza standard di 15.000 km/anno.
Auto aziendali: arriva la stretta sui costi eccedenti
Un punto fondamentale per il 2026 riguarda il trattamento fiscale delle auto in uso promiscuo (cioè aziendale e personale), su cui l’Agenzia delle Entrate si è espressa con la risposta a interpello n. 14/2026. Il caso esaminato riguardava delle car policy aziendali basate sulla partecipazione economica del lavoratore (modello Car Flexi). Le indicazioni fornite dal Fisco chiariscono che:
- la trattenuta mensile pari al valore convenzionale (desunto dalle tabelle ACI) è idonea ad azzerare il fringe benefit imponibile.
- Ma se il dipendente concorre alla copertura dei costi aziendali (ad esempio la differenza tra il canone di noleggio e il valore ACI) tramite una riduzione della retribuzione variabile (premio), tale quota resta pienamente imponibile.
In altre parole, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che le somme eccedenti il valore convenzionale ACI non sono soggette ad alcuna agevolazione, perché costituiscono un utilizzo di reddito già tassato e non possono ridurre la base imponibile complessiva.
Quali benefit rientrano nei fringe benefit?
Non solo auto aziendali. Il legislatore consente di far rientrare nelle soglie di 1.000 o 2.000 euro anche altre tipologie di spese rimborsate dal datore di lavoro, come:
- utenze domestiche: energia elettrica, gas e servizio idrico;
- affitto dell’abitazione principale;
- interessi sul mutuo per la prima casa;
- buoni acquisto;
- buoni carburante;
- dispositivi tecnologici (telefoni, computer) anche per uso personale.
È da segnalare, invece, che nel 2026 non è stato prorogato il “bonus affitti” per i neoassunti che trasferiscono la residenza, ad eccezione dei lavoratori assunti nel 2025 che possono continuare a usufruirne per i due anni successivi all’assunzione.
Operatività e scadenze
Per quanto riguarda la corretta computazione e la gestione fiscale, bisogna fare attenzione alle scadenze e al principio considerato, che è quello di cassa allargato. I beni e i servizi vengono considerati percepiti nel 2026 se messi a disposizione del dipendente entro il 12 gennaio 2027.
Inoltre, bisogna distinguere tra fringe benefit individuali e piani di welfare aziendale: questi ultimi sono rivolti alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee per finalità di utilità sociale; pertanto, non sono soggetti ai limiti di soglia dei fringe benefit e restano esenti da tassazione senza tetti prefissati.