Ferrari 250 GTO Bianco Speciale: venduta all'asta per 38,5 milioni di dollari
Una Ferrari 250 GTO unica, battuta all’asta per 38,5 milioni di dollari, tra storia delle corse, collezionismo estremo e record senza precedenti
Il mondo delle auto da collezione, quello vero, ha letteralmente trattenuto il fiato il mese scorso. Il motivo? L’annuncio di Mecum. All’asta di Kissimmee sarebbe arrivato un pezzo che capita di vedere forse una volta nella vita. Una Ferrari 250 GTO unica, con guida a destra. Roba grossa. L’attesa, va detto, non è stata tradita. Dopo appena dieci minuti di rilanci serrati, senza grandi pause per respirare, la celebre Bianco Speciale è stata battuta a 35 milioni di dollari, che diventano 38,5 milioni una volta aggiunto il buyer’s premium. Un risultato pesantissimo, che la rende l’auto più costosa mai venduta da Mecum e una delle Ferrari più care in assoluto, lasciando parecchio indietro modelli moderni tutto sommato più “tranquilli” come la 296 Versione Speciale o la 849 Testarossa.
Un’asta da record sotto il martello di Mecum
Quando la Ferrari 250 GTO Bianco Speciale del 1962 è comparsa sul palco, il suo V12 da 3,0 litri non si è fatto pregare: si è fatto sentire subito, attirando l’attenzione dell’intera sala. Le offerte sono partite immediatamente da cifre importanti, senza giri di parole: 20 milioni di dollari, poi 25 e quasi subito 30. A quel punto il ritmo ha iniziato a rallentare, come spesso succede quando si entra in certe zone. Si è saliti di un milione alla volta, prima a 31 e poi a 32, fino a una sequenza di rilanci lenti, molto controllati, che hanno portato al colpo finale da 35 milioni. Con la commissione del 10% per l’acquirente, il conto arriva a 38,5 milioni di dollari. Numeri che bastano e avanzano per piazzare questa GTO nella top ten delle Ferrari più costose mai vendute all’asta.
Il nuovo proprietario e una collezione da sogno
A portarsela a casa è stato il collezionista californiano David S.K. Lee, che non ha aspettato molto per raccontare il momento. Poco dopo l’acquisto ha pubblicato un video su YouTube, spiegando come il sogno di possedere una Ferrari 250 GTO lo accompagnasse da anni. Nei commenti al video ha scritto: “Sono orgoglioso di entrare a far parte del libro della storia Ferrari come nuovo custode di questo capolavoro… non vedo l’ora di condividere con tutti voi questo viaggio“. La Bianco Speciale andrà ad arricchire una collezione già impressionante, che include i leggendari “Big Five”: 288 GTO, F40, F50, Enzo e LaFerrari, posseduti addirittura in doppia configurazione, rossa e gialla. In mezzo a simili compagne di scuderia, la 250 GTO sembra aver trovato una casa decisamente adeguata al suo status.
La storia della Ferrari 250 GTO Bianco Speciale, però, non è da meno rispetto al prezzo raggiunto. Si tratta di un esemplare del 1962 nato come auto da corsa gestita da un privato. Il primo proprietario fu l’inglese John Coombs, che la ordinò con guida a destra, scelta piuttosto logica considerando il suo paese d’origine. Alla prima uscita in pista, l’auto ottenne subito un secondo posto, arrivando alle spalle di un’altra GTO e mostrando fin da subito quanto fosse competitiva.
Una storia di corse, modifiche e autenticità
Negli anni successivi la vettura passò di mano più volte, attraversando decenni e proprietari, fino ad arrivare nel 1999 nelle mani del collezionista Jon Shirley. Fu lui a seguire una conservazione attenta, senza stravolgerla, riportando la coupé alla sua classica livrea da corsa bianca. In modo piuttosto insolito per un’auto di questo valore, la Bianco Speciale non è stata riportata alle specifiche originali di fabbrica. Al contrario, sono state mantenute diverse modifiche corrette per l’epoca, come il sistema di ventilazione ad aria fresca voluto da Coombs, con un condotto che partiva dal fendinebbia e arrivava direttamente all’abitacolo. Restano anche alcune feritoie su cofano e parafanghi, non previste di serie, aggiunte dal primo proprietario.
Tutti dettagli che, invece di penalizzarla, raccontano la sua storia e ne rafforzano la provenienza, contribuendo probabilmente anche al valore finale raggiunto in asta. A questo si aggiunge il celebre “Red Book” certificato Ferrari Classiche. Ovvero il certificato di autenticità che ne attesta l’originalità e che impone anche il mantenimento dell’auto in condizioni adeguate. Del resto, su appena 36 Ferrari 250 GTO prodotte tra il 1962 e il 1964, questa è l’unica ad aver lasciato Maranello con una livrea completamente bianca. E attenzione, solo otto esemplari erano dotati di guida a destra. Come se non bastasse, questo specifico telaio, il numero 3729GT, può vantare una carriera sportiva tutt’altro che secondaria, con una vittoria e cinque secondi posti nella classe GT. In pista è stata guidata da piloti che hanno fatto la storia del motorsport, tra cui Graham Hill, Jack Sears, Mike Parkes, Roy Salvadori, Mike MacDowel, Mike Salmon e Richie Ginther. Non stupisce quindi che la Bianco Speciale continui ancora oggi a far parlare di sé. L’esemplare è stato inoltre invitato a partecipare alla 35ª edizione del Cavallino Classic di Palm Beach, in programma dal 13 al 15 febbraio 2026, ulteriore conferma del suo status di icona assoluta.
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