F1-Monza: McLaren crede ancora nel Mondiale
Non c'è solo Ferrari a Monza. McLaren crede ancora nel Mondiale di F1 con gli ultimi aggiornamenti.
Mentre ormai il fine settimana del Gran Premio d’Italia è alle porte, le ultime due gare di F1 ci hanno dato un campione del mondo in carica tornato protagonista, così come la sua scuderia. Stiamo parlando di Lando Norris e della McLaren. Il portacolori della scuderia papaia è reduce, appunto, da due vittorie di fila (l’ultima a Zandvoort, arrivata dopo la pausa estiva). Non è solo un bel risultato: questa vittoria rilancia le sue speranze per il campionato mondiale 2026, anche se la Mercedes resta la squadra da battere.
In classifica Norris è quarto e ha ancora 83 punti di distacco dal primo. Non è poco. Però c’è un dato importante: è l’unico pilota, oltre a quelli della Mercedes, ad aver vinto più di una gara di F1 in questa stagione. In pratica, tra chi non guida una Mercedes, lui è quello che sta facendo meglio.
C’è anche un’altra differenza rispetto alla Ferrari. La scuderia di Maranello ha vinto due gare (Hamilton a Barcellona e Leclerc a Silverstone), ma in entrambi i casi ha sfruttato problemi di affidabilità, errori o scelte strategiche, nonché lotte intestine (Antonelli vs Russell) degli avversari. La McLaren invece ha vinto perché in pista era davvero più veloce. Ha mostrato un passo superiore, non ha solo colto l’occasione, vedi proprio l’inseguimento coronato da successo in Olanda di Norris a Antonelli.
Dove la McLaren è forte
La macchina di Norris va molto bene nelle curve veloci. Riesce a “incollarsi” meglio all’asfalto e quindi può percorrerle a velocità più alta rispetto a tante altre. Questo è il suo vero punto di forza.
C’è un particolare interessante: la McLaren è la macchina più “corta” di tutta la griglia di F1. Di solito una macchina più corta ha meno spazio sotto il fondo per creare aderenza, e questo può essere uno svantaggio. Gli ingegneri però sono riusciti a superare questo limite e a far lavorare comunque bene la vettura proprio nelle curve rapide. Gli ultimi aggiornamenti, arrivati a Budapest e poi a Zandvoort, hanno dato una spinta evidente.
Dove invece è in difficoltà
Il problema arriva nelle curve lente. Lì la McLaren perde aderenza e la Mercedes è nettamente più forte. Norris lo ha detto in modo chiaro: la macchina è ottima in certe zone, soprattutto nelle curve veloci, ma non è buona un po’ ovunque come lo era l’anno scorso. Il vantaggio della Mercedes nel lento, secondo lui, è ancora grande.
Migliorare non è semplice. Se si ammorbidiscono troppo le sospensioni per avere più tenuta nelle curve lente, si rischia di perdere quella “incollatura” all’asfalto che funziona così bene nelle curve veloci. Anche l’ala anteriore sta dando grattacapi da mesi: il team deve trovare un equilibrio tra andare forte nelle curve rapide e avere più grip in quelle lente. Finora quel compromesso non è stato risolto del tutto.
Cosa succede adesso
Norris è stato onesto: al momento non ha la macchina giusta per lottare davvero per il titolo.
Ma a Monza potrebbe profittarne, Ferrari permettendo, e il leader del mondiale Kimi Antonelli che partirà dalle retrovie poiché monterà la quinta PU, per accorciare ancora il distacco in classifica iridata. Inoltre a Baku arriverà un pacchetto di aggiornamenti importante, pensato proprio per colmare le lacune evidenziate in questa prima parte di mondiale. Se il Gran Premio d’Italia darà punti preziosi e gli aggiornamenti successivi funzioneranno, la McLaren potrà avvicinarsi alla Mercedes e il discorso titolo tornerà concreto. Se invece non darà i risultati sperati, il sogno del mondiale piloti resterà, appunto, solo un sogno.
Illustrazioni di Alessandro Arcari