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Droni della Polizia per multare chi segnala i posti di blocco lampeggiando con i fari

L'operazione della Polizia stradale di Myślenice, in Polonia, evidenzia l'impiego crescente dei droni nella sicurezza stradale e nel monitoraggio del territorio.

Droni della Polizia per multare chi segnala i posti di blocco lampeggiando con i fari
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 7 ott 2026

Le forze dell’ordine da tempo impiegano i droni come efficace strumento di sorveglianza stradale per contrastare le infrazioni al codice della strada. In Polonia è stata recentemente condotta un’operazione con l’uso di droni, coordinata da agenti a terra, che ha portato ad elevare numerose sanzioni, molte delle quali legate ad una pratica molto diffusa tra gli automobilisti.

Droni per individuare chi segnala i posti di blocco

Durante l’operazione della Polizia nei comuni di Myślenice e Tokarnia, nel voivodato della Piccola Polonia, gli agenti hanno utilizzato un drone da ricognizione per monitorare il comportamento degli automobilisti. Oltre al drone in volo, era presente un classico posto di blocco su strada. Nel corso dei controlli condotti su 71 veicoli, le autorità hanno rilevato ben 76 infrazioni complessive. Il dato più significativo riguarda l’uso improprio dei fari abbaglianti: ben 47 conducenti sono stati sanzionati per aver segnalato la presenza del posto di blocco della Polizia agli automobilisti che viaggiavano nel senso opposto di marcia. Ai trasgressori è stata comminata una sanzione amministrativa pari a 200 złoty (circa 45 euro al cambio attuale) ed il decurtamento di 4 punti sulla patente di guida.

 

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I rischi di segnalare la presenza degli agenti

Le forze dell’ordine hanno colto l’occasione per ricordare ai cittadini i rischi connessi a questo comportamento diffuso, sottolineando che avvertire in anticipo gli automobilisti dell’imminente controllo può agevolare soggetti pericolosi, come guidatori sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, oppure individui ricercati dalle autorità per reati gravissimi.

Anche in Italia lampeggiare i fari per segnalare la presenza delle forze dell’ordine è illegale e, oltre alla violazione del Codice della Strada, si può configurare anche un illecito di natura penale. In base all’articolo 153 del CdS l’uso intermittente dei fari abbaglianti (proiettori di profondità) è consentito solo per dare avvertimenti utili a evitare incidenti o per segnalare l’intenzione di sorpassare. Usarli per avvisare che è presente un posto di blocco è considerato uso improprio, un comportamento punibile con una sanzione amministrativa da 42 a 173 euro e in alcuni casi la decurtazione di un punto della patente. Se però questo comportamento compromette l’operazione di Polizia (ad esempio consente la fuga dei soggetti ricercati) si può rischiare anche l’accusa di interruzione di pubblico servizio, un reato che in base all’art. 340 del Codice Penale prevede la reclusione fino a un anno.

I droni efficaci nella sorveglianza stradale e non solo

L’efficacia dei droni nella sorveglianza stradale risiede nelle loro specifiche caratteristiche tecnologiche ed operative. I velivoli senza pilota risultano infatti estremamente discreti e difficilmente individuabili dagli automobilisti in transito lungo le principali arterie stradali. Dotati di telecamere ad alta risoluzione, i droni effettuano riprese nitide che consentono di registrare chiaramente le violazioni del codice della strada e le targhe dei veicoli. Il video viene trasmesso in tempo reale alla pattuglia a terra, che può così posizionarsi nei punti strategici della carreggiata per fermare tempestivamente i veicoli segnalati ed erogare la contestazione immediata dell’infrazione rilevata.

In Polonia, inoltre, l’impiego dei droni da parte della polizia locale non si limita alla sicurezza stradale: da tempo le forze di Polizia utilizzano questi apparecchi anche per l’ispezione ambientale dei comignoli residenziali, verificando l’eventuale superamento dei limiti di emissione di sostanze nocive nelle canne fumarie delle abitazioni.

Utilizzati anche in Italia e nel mondo

Anche in altri Paesi i droni sono diventati preziosi alleati della pubblica sicurezza, a partire dall’Italia. Le forse dell’ordine li utilizzano per la sorveglianza di aree sensibili, il contrasto alla criminalità, la sicurezza stradale e il monitoraggio delle autostrade, anche attraverso progetti specifici. Alcuni comandi di Polizia locale (come a Treviso, Genova o Pisa) hanno ottenuto il riconoscimento dei propri droni come “aeromobili di Stato”: in questo modo sono diventati utilizzabili per rilievi urgenti, come ad esempio la ricostruzione di incidenti stradali. È inoltre in corso una sperimentazione per l’utilizzo in operazioni di soccorso stradale.

Negli Stati Uniti, la Federal Aviation Authority ha autorizzato la sorveglianza stradale con droni fin dal 2016. Nel Regno Unito le forze di Polizia li utilizzano regolarmente per individuare le violazioni del traffico, mentre in Australia i droni sono impiegati soprattutto per individuare e contrastare le corse clandestine di auto. Altri Paesi hanno esteso ulteriormente l’uso di questa tecnologia, come dimostra la Polizia di Dubai con l’integrazione di flotte automatizzate o l’adozione dei velivoli da parte delle squadre speciali per operazioni ad alto rischio.

L’evoluzione tecnologica dei droni continua così ad offrire un supporto fondamentale alle forze dell’ordine per garantire la tutela dei cittadini e il rispetto delle normative.

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