Ecco come funziona il motore elettrico di Hyundai, i segreti di potenza e super efficienza
Questo motore è utilizzato sui modelli ad alte prestazioni di Hyundai e KIA e nasconde al suo interno alcune innovazioni tecniche
Hyundai sta investendo molto sulle auto elettriche e ha sviluppato tecnologie innovative. Per modelli ad alte prestazioni come IONIQ 5 N, KIA EV6 GT e KIA EV9 GT, non solo viene utilizzata un’architettura a 800 V ma pure un innovativo powertrain chiamato “2-Stage Motor System" che secondo la casa automobilistica coreana è in grado di offrire livelli di potenza simili a quelli di una supercar tradizionale. Ma non solo perché allo stesso tempo, questo powertrain è anche molto efficiente. Come funziona la tecnologia sviluppata da Hyundai?
ECCO COM’È FATTO IL POWERTRAIN DI HYUNDAI
Questo propulsore è composto da 3 elementi chiave. Abbiamo innanzitutto l’inverter. A che serve? A convertire l’energia in corrente continua proveniente dalla batteria in corrente alternata per alimentare il motore di trazione. C’è poi il motore elettrico e infine il riduttore che trasferisce la potenza alle ruote. Il 2-Stage Motor System che Hyundai ha messo a punto e che è utilizzato sui modelli del Gruppo, utilizza un’architettura a doppio inverter dotato di 12 interruttori a semiconduttore in configurazione “6 più 6", raddoppiando quindi il layout tradizionale. Più nello specifico, sei semiconduttori al carburo di silicio (SiC) garantisce massima efficienza, mentre l’altra serie, in silicio (Si), entra in gioco nelle situazioni ad alta potenza. Questa scelta tecnica, secondo la casa automobilistica, permette di aumentare fino al 70% i valori di tensione della corrente che viene fornita al motore, consentendo livelli di potenza maggiori senza, allo stesso tempo, sacrificare l’efficienza.
Hyundai spiega che questo sistema opera attraverso una sofisticata logica di controllo intelligente “dual-mode”, che si adatta in tempo reale allo stile di guida. Durante una tranquilla guida in città, il sistema privilegia la massima efficienza, utilizzando un singolo set di interruttori a semiconduttore per ottimizzare consumi e fluidità di marcia. Nelle situazioni in cui sono richieste le massime prestazioni, il sistema attiva simultaneamente entrambi i set, liberando l’intera potenza disponibile e garantendo una risposta immediata.
I SEGRETI DEL MOTORE
Per gestire il passaggio tra le due modalità in maniera corretta, Hyundai ha sviluppato algoritmi proprietari. La scelta di raddoppiare il numero di semiconduttori non ha comportato, però, solo un upgrade hardware, ma anche un totale ripensamento dell’architettura software che li gestisce. Infatti, un inverter tradizionale a sei switch lavora con otto combinazioni operative, mentre nel caso dei powertrain di Hyundai, con 12 switch, le combinazioni aumentano di otto volte, richiedendo un controllo molto più preciso. Gli algoritmi che la casa automobilistica ha messo a punto, gestiscono le transizioni di tensione senza interruzioni, mantenendo una spinta fluida e potente. Inoltre, un transfer switch garantisce passaggi istantanei tra le due modalità, assicurando potenza in accelerazione ed efficienza nei lunghi tragitti.
Nonostante questa maggiore complessità tecnica, l’inverter mantiene dimensioni compatte grazie al modulo di potenza sviluppato internamente. Ogni modulo integra gli interruttori a semiconduttore e ne assicura isolamento elettrico e dissipazione termica. Per contenere pesi ed ingombri, i nove moduli iniziali sono stati integrati in tre componenti. C’è poi un sistema di raffreddamento double-sided che ha migliorato la dispersione termica, consentendo quindi una maggiore densità energetica in uno spazio ridotto.