Carburanti, cosa accadrà dal 7 giugno: accise mobili o bonus famiglie?
Al posto del taglio delle accise è allo studio un contributo mirato di 100 euro tramite social card per i redditi più bassi.
Il futuro dello sconto sulle accise dei carburanti è a un punto di svolta. A poche ore dalla scadenza della proroga precedente, alla mezzanotte di sabato 6 giugno, il governo italiano sta pensando ad un cambio di strategia. Le ipotesi al momento riguardano un aiuto mirato per le famiglie economicamente più fragili o un nuovo intervento sui prezzi, diverso dai precedenti, attraverso le accise mobili.
Il bonus famiglie
Al posto del taglio generalizzato delle accise alla pompa, l’esecutivo valuta l’introduzione di un contributo “una tantum" del valore di 100 euro. In base alle indiscrezioni, questa misura potrebbe essere destinata ai nuclei familiari con un ISEE inferiore ai 15.000 euro, cioé circa 1,2 milioni di famiglie. Per l’erogazione di questo sostegno, il governo potrebbe utilizzare il sistema della social card, uno strumento già collaudato per altre misure di contrasto al caro vita.
Se approvato, il nuovo bonus avrebbe un impatto positivo sulle casse dello Stato con un costo stimato di circa 120 milioni di euro, una cifra molto inferiore ai circa 2 miliardi di euro che sono stati necessari negli ultimi mesi per ridurre le accise sui carburanti. La copertura finanziaria potrebbe derivare dall’incremento del gettito Iva, generato proprio dall’aumento dei prezzi alla pompa.
Le accise mobili
Ovviamente al momento rimane in piedi anche la possibilità di una proroga rimodulata del taglio delle accise, la quarta negli ultimi mesi, che si concentrerebbe però solo sui carburanti che hanno registrato i rincari maggiori. Questo scenario, che è sostenuto dal Ministro dell’Economia Giorgetti, obbligherebbe a trovare nuove coperture finanziarie, ad esempio tramite fondi europei non ancora spesi.
Per questo a differenza degli scorsi “tagli”, che erano stabiliti preventivamente, ora potrebbero venire introdotte le accise mobili, ovvero correlate all’extra-gettito Iva dovuto ai rincari. Il vantaggio, in questo caso, sarebbe che la misura si ‘autofinanzierebbe’, con benefici per le casse dello Stato. Non è chiara però l’entità della riduzione di prezzo, che dipende da aspetti tecnici come l’extra-gettito e le condizioni di mercato.