BYD sfida Trump in tribunale, causa sui dazi USA: ecco cosa sta succedendo
Scontro legale tra BYD e Stati Uniti: le controllate americane del gruppo cinese contestano i dazi voluti da Trump e chiedono il rimborso
BYD ha iniziato una partita molto importante con il Governo americano che potrebbe avere un impatto sui suoi piani di espansione nei mercati internazionali. Per il momento la casa automobilistica cinese non vende autovetture negli Stati Uniti; la sua attività nel Paese comprende autobus e veicoli commerciali, batterie, sistemi di accumulo di energia e pannelli solari. Quindi, che sta succedendo?
LA CAUSA
Partiamo dal 26 gennaio quando quattro controllate di BYD che operano negli Stati Uniti hanno intentato una causa presso la Corte statunitense per il commercio internazionale, sostenendo che una serie di ordini esecutivi alla base dei dazi sono invalidi, rendendo illegale la riscossione dei dazi che sono stati imposti ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), una legge federale statunitense che conferisce al Presidente il potere di identificare qualunque minaccia abbia origine al di fuori degli Stati Uniti, regolando le transazioni economiche. Si chiede quindi il rimborso dei dazi pagati da aprile 2025, nonché il rimborso dei dazi futuri qualora le misure fossero dichiarate illegittime. Del resto, i dazi rappresentano l’ostacolo principale per poter entrare e competere su questo mercato. Una loro rimozione potrebbe agevolare l’entrata di BYD sul mercato americano anche nel settore auto.
Come riporta Bloomberg, attualmente sarebbe in sospeso una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti sulla legalità delle imposte volute da Trump. Tuttavia, le controllate di BYD sostengono che la causa è anche necessaria, “poiché non hanno la garanzia di un rimborso in assenza di una sentenza e di un provvedimento giudiziario“. La causa, la prima intentata da una casa automobilistica cinese contro i dazi statunitensi, segue azioni simili da parte di centinaia di aziende globali con sedi negli Stati Uniti che contestano l’uso da parte di Trump dell’International Emergency Economic Powers Act per imporre i dazi.
Insomma, si vuole stabilire che l’amministrazione Trump non ha l’autorità per imporre i dati sfruttando lo strumento dell’International Emergency Economic Powers Act; rendere i dazi nulli; ottenere i rimborsi sui dazi già pagati.