Batterie, BYD sfida CATL: la "mossa segreta" oltre le auto elettriche
I numeri del mercato mondiale delle batterie: perché il divario tra CATL e BYD rimane ampio e come la rincorsa passa dalla diversificazione industriale.
Per chi guida in Europa, il marchio BYD evoca il flusso costante di auto elettriche e ibride arrivato di recente nelle concessionarie. Storia recente, appunto. All’anagrafe industriale di Shenzhen, la compagnia nasce infatti come fabbrica di accumulatori. E quella chimica, a distanza di anni, rimane ancora l’ossatura economica di tutto il gruppo.
Oggi BYD occupa il secondo gradino del podio mondiale nella produzione di batterie. Davanti c’è un colosso apparentemente inafferrabile: CATL. I dati dei primi sette mesi del 2026 fotografano un divario netto. CATL ha installato 289,6 GWh di batterie a livello globale, blindando il 39,9% del mercato. BYD insegue a distanza con 106,7 GWh e una quota del 14,7%. Il margine sulle retrovie resta comunque solido: LG Energy Solution si attesta in terza posizione all’8,3%, seguita da CALB col 5,1% e Gotion al 4,7%.
Per difendere questo secondo posto dai rivali e provare a rosicchiare terreno sulla vetta, la strategia del gruppo si muove ora su tre direttrici: nuovi sbocchi commerciali, differenziazione chimica e forniture a terzi.
Binari, cantieri e miniere: la seconda vita della batteria Blade
La tecnologia Blade, le note celle LFP lunghe e sottili progettate in origine per le vetture, sta valicando i confini dell’automotive. L’ultimo accordo in ordine di tempo punta dritto sui binari. FinDreams Battery, il braccio operativo di BYD per le celle, ha firmato un’intesa con Changsha Fusheng Technology per sviluppare pacchi batterie destinati alle locomotive da manovra in impianti industriali, porti e miniere.
Gli standard richiesti saranno gli stessi del settore auto. FinDreams gestirà la fase di ricerca, sviluppo e produzione; la controparte integrerà i moduli sulle motrici curando i software di gestione.
Non è un caso isolato. Già a giugno BYD ha fornito 100 dumper elettrici da cantiere, colossi con accumulatori Blade da 424 kWh l’uno. Pochi giorni prima della firma sul settore ferroviario, FinDreams si era garantita un altro accordo in Mongolia per testare i propri sistemi sui camion da miniera.
A questo quadro si somma il mercato dell’accumulo stazionario, con impianti dedicati ad abitazioni, aziende e grandi parchi di energia rinnovabile. La batteria cessa così di essere un mero ricambio d’auto per diventare una tecnologia trasversale all’intero gruppo.
Litio, sodio e stato solido: la mappa delle tecnologie
Sul piano della chimica, la spina dorsale della produzione resta il litio-ferro-fosfato (LFP). L’evoluzione si concentra su densità d’energia e tempi di ricarica, dove l’arrivo delle colonnine ad altissima potenza sta imponendo nuovi riferimenti tecnici.
Parallelamente avanzano i lavori sugli ioni di sodio. Il sodio paga ancora un dazio in termini di densità energetica rispetto alle celle LFP più avanzate, ma garantisce due vantaggi chiave: costi ridotti e ottima resa alle basse temperature, oltre ad azzerare la dipendenza dal litio. È la chimica ideale per utilitarie, veicoli da lavoro e stoccaggio di rete.
Più avanti nel tempo s’intravede lo stato solido (all-solid-state). La tabella di marcia di BYD punta al debutto su strada nel 2027 con volumi ridotti, per poi passare alla scala industriale verso il 2030.
Il nodo dell’integrazione: la vera sfida è vendere agli altri
Evolvere la tecnologia e coprire nuovi settori potrebbe tuttavia non bastare per chiudere il buco su CATL, che continua a guadagnare terreno. Il vero scoglio per BYD è di natura strutturale e riguarda il modello di vendita.
CATL lavora essenzialmente come fornitore esterno per i grandi marchi dell’auto. Parliamo di Tesla, BMW, Mercedes, Toyota e Kia, che acquistano regolarmente i suoi moduli. BYD funziona all’opposto. Ha una struttura ad altissima integrazione verticale dove quasi tutta la produzione di batterie viene assorbita internamente dalle proprie divisioni. La vendita a clienti terzi esiste, ma ha valori del tutto marginali.
La partita decisiva si gioca qui. Se FinDreams saprà affrancarsi dal ruolo di fornitore di casa per trasformarsi in un produttore globale indipendente aperto alla concorrenza, la crescita di BYD potrà accelerare di colpo. In caso contrario, il secondo posto mondiale rischia di trasformarsi in un “soffitto invalicabile".