Bugatti a The I.C.E. St. Moritz: dalla Veyron alla Bolide si drifta sul ghiaccio
St. Moritz diventa un palcoscenico di ghiaccio dove passato e presente Bugatti si incontrano, tra eleganza estrema, memoria storica e performance senza compromessi.
A St. Moritz per un paio di giorni il lago non è stato soltanto ghiaccio. È diventato un punto di incontro, un passaggio obbligato per chi l’automobile la segue da una vita e per chi continua a farsi sorprendere. Più di 20.000 persone sono infatti arrivate da ogni parte del mondo per assistere a The I.C.E. St. Moritz, evento che ha occupato le rive e l’intera superficie ghiacciata, trasformandole in un palcoscenico naturale insolito e potente. In questo contesto, fatto di freddo, altitudine e luce netta, la passione per l’auto ha preso forma in un tributo a una delle grandi leggende della storia Bugatti.
Al centro della scena, un tributo che ha saputo unire memoria e spettacolo. Tre Veyron leggendarie hanno dato vita a una rappresentazione rara, tanto potente quanto raffinata: una Veyron Grand Sport Vitesse “Soleil de Nuit”, affiancata dalla “Rembrandt Bugatti” e dalla “Meo Costantini”, entrambe appartenenti alla collezione Les Légendes de Bugatti. Sul ghiaccio, queste vetture hanno incarnato l’essenza stessa del marchio: prestazioni estreme e lusso assoluto, fuoco e ghiaccio, presenza scultorea e movimento.
Attorno a loro, pattinatori professionisti si sono mossi con eleganza tra le auto, intrecciando traiettorie e creando un momento sospeso nel tempo, fatto di grazia e precisione. Un omaggio corale all’auto che, poco più di vent’anni fa, ha segnato la rinascita di Bugatti, dando forma al concetto moderno di hypercar e riscrivendo le regole della storia automobilistica.
Un’eredità che prende forma, anche in scala
Il viaggio nella memoria recente del marchio è proseguito con una presentazione altrettanto simbolica. Hedley Studios ha infatti svelato per la prima volta un tributo in scala alla leggendaria Type 35: la Bugatti Baby II “Meo Costantini”. Un modello unico, one-of-one, affiancato dalla sua Veyron Grand Sport Vitesse omonima, che rappresenta una sintesi perfetta del linguaggio stilistico Bugatti e dell’altissimo livello di personalizzazione che da sempre contraddistingue la maison francese. Un oggetto da collezione, certo, ma anche una dichiarazione di continuità tra passato e presente.
Mentre il sipario calava su questa celebrazione dello splendore Bugatti di ieri, l’attenzione si è rapidamente spostata su ciò che il marchio rappresenta oggi. Sul tracciato ghiacciato ricavato direttamente sul lago, davanti a un pubblico visibilmente rapito, ha preso vita una dimostrazione dinamica esclusiva che ha portato il concetto di prestazioni Bugatti W16 oltre ogni limite conosciuto.
Il presente estremo di Bugatti sul ghiaccio
Protagonista assoluta: la Bolide, hypercar pensata esclusivamente per la pista. Tre esemplari unici, insieme ai rispettivi proprietari, hanno solcato il ghiaccio immacolato spingendo la meccanica al limite del possibile. Tra neve e superfici scivolose, hanno dimostrato come il controllo, la potenza e l’ingegneria Bugatti possano dominare anche le condizioni più estreme, regalando un’esperienza irripetibile e profondamente identitaria per il marchio.
A completare il racconto, alcuni dei capitoli più preziosi della storia Bugatti hanno preso parte al celebre Concours of Elegance. Dalla nobiltà senza tempo delle Type 13, Type 35 e Type 37A nella categoria “Open Wheels”, fino all’iconica EB110, protagonista della sezione “Birth of the Hypercar”, ogni modello ha saputo catturare sguardi e immaginazione sulla distesa invernale dai riflessi opalescenti.