Arriva il “bici velox” contro le e-bike truccate: multe fino a 15.000 euro
Il dispositivo si presenta come un banco di prova a rulli portatile sul quale viene posizionata la ruota del mezzo da controllare. A Parma sanzionate 15 e-bike illegali nel primo giorno di utilizzo.
Con il debutto operativo del sistema denominato Dynostar, ribattezzato “bici velox”, Parma è diventata una tra le prime città in Italia a contrastare in modo concreto le biciclette elettriche truccate che sfrecciano su strade, marciapiedi e piste ciclabili a velocità elevate, ben oltre i limiti previsti dal Codice della Strada. Nel 2025 era stata Milano a mettere in atto severi controlli sulla regolarità delle biciclette a pedalata assistita.
Quindici sanzioni nel primo giorno
La Polizia Locale della città ducale ha avviato controlli mirati nei punti nevralgici del centro storico, in particolare lungo via D’Azeglio e in piazza Garibaldi. Il dispositivo si presenta come un banco di prova a rulli portatile sul quale viene posizionata la ruota del mezzo per misurare in pochi secondi sia la potenza erogata dal motore sia la velocità massima effettiva. L’esordio dei controlli ha portato ad elevare quindici sanzioni in poche ore ad altrettanti conducenti alla guida di veicoli non conformi all’omologazione.
Cosa dice il Codice
Il nodo della questione riguarda le modifiche elettroniche e meccaniche applicate a biciclette a pedalata assistita e fat bike. Per rientrare nella categoria dei velocipedi tradizionali, il Codice della Strada stabilisce dei parametri precisi:
- la potenza massima del motore deve essere di 250 watt;
- l’assistenza deve interrompersi tassativamente al raggiungimento dei 25 km/h.
Quando questi limiti vengono aggirati sbloccando il software o installando acceleratori manuali, il mezzo perde la qualifica di bicicletta e diventa a tutti gli effetti un ciclomotore. Chi circola su strada con un’e-bike sbloccata senza immatricolazione, targa, casco ed assicurazione obbligatoria rischia sanzioni pesantissime che vanno da 5.000 a 15.000 euro, oltre al sequestro del veicolo.
Obiettivo sicurezza negli spazi per biciclette
L’intervento delle forze dell’ordine risponde alle sollecitazioni giunte da Fiab, Ancma e Assoutenti, che hanno recentemente presentato un’istanza al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere maggiore vigilanza e tutelare i cittadini ed i produttori rispettosi delle regole. L’obiettivo è quello di garantire la sicurezza dei pedoni e degli utenti vulnerabili nelle zone a traffico limitato, nei parchi e lungo le corsie riservate alle biciclette.
Presto anche a Bologna
Gli incoraggianti risultati ottenuti a Parma hanno spinto anche il Comune di Bologna ad attivarsi per dotare la propria Polizia Locale dello stesso strumento. L’assessora alla Sicurezza di Bologna, Matilde Madrid, ha dichiarato:
Sono mesi che poniamo attenzione sui controlli ai mezzi modificati dal punto di vista tecnico, si presentano come biciclette, ma hanno nei fatti le caratteristiche tecniche di ciclomotori e quindi rischiano di essere molto pericolosi nello spazio pubblico rispetto ai pedoni o anche altri mezzi e le stesse biciclette.
Sul tema dell’introduzione del “bici velox” è intervenuto anche Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega a Palazzo d’Accursio, affermando:
La mossa dell’amministrazione va nella direzione che avevamo indicato: in questi giorni abbiamo lanciato la proposta di introdurre anche a Bologna lo strumento per verificare la potenza e la velocità di e-bike e fat bike, ma anche di monopattini modificati. Possono trasformarsi in un pericolo per pedoni, ciclisti e automobilisti. Ora ci aspettiamo che alle parole seguano rapidamente i fatti e che il dispositivo venga utilizzato con controlli mirati e capillari in tutta la città.
I controlli con il Dynostar proseguiranno nei prossimi giorni per verificare il rispetto rigoroso delle norme di circolazione. La stretta avviata dal Comune di Parma rappresenta un importante modello di prevenzione destinato ad estendersi presto in altre città italiane.
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Fonte:
- foto Gazzetta di Parma