Bentley riduce il personale e indietreggia sull'elettrico
Bentley effettua dei tagli sul personale: cancellate 275 posizioni lavorative per garantire un miglior posizionamento futuro
Inizia il programma di riduzione organico di Bentley che si pone come obiettivo l’aumento dell’efficienza operativa. La Casa Britannica si prepara al taglio di circa 275 persone, che si traduce, in percentuale, al 6% dei 4.600 dipendenti totali.
Questa misura non toccherà gli operai, bensì gli impiegati. Tutto questo si traduce in una cancellazione di circa 150 posti nelle attività amministrative senza la copertura di posizioni già in bilico né la sostituzione di lavoratori uscenti.
I tagli si motivano con la necessità del brand di una maggiore efficienza in vista di una successiva fase di crescita. Un aspetto che Bentley non si può permettere di sottovalutare è la strategia di elettrficazione e le difficoltà che il brand sta affrontando nel convincere i clienti nel futuro “a batterie".
Secondo quanto riportato dall’Amministratore Delegato di Bentley, Frank-Steffen Walliser, si tratta di decisioni difficili, prese per garantire una maggiore competitività sul lungo periodo. Ha inoltre sottolineato che la riduzione del personale e il taglio degli investimenti si tradurranno in un posizionamento solido per la prossima generazione di veicoli di lusso.
Nel contesto della strategia Beyond100+, Bentley aveva inizialmente fissato l’obiettivo di trasformarsi in un marchio esclusivamente elettrico entro il 2030. Successivamente, però, ha rivisto questa direzione, scegliendo di puntare maggiormente sui modelli ibridi plug-in, che rimarranno parte dell’offerta anche oltre il 2035.
Resta comunque confermato il debutto, previsto nel 2027, della prima Bentley 100% elettrica: sarà il quarto modello della gamma e si posizionerà come SUV urbano. Il progetto procede, ma il CEO Walliser ha sottolineato che c’è ancora “molto lavoro da fare" per convincere i clienti ad abbracciare la mobilità 100% elettrica. Un atteggiamento prudente che riflette una tendenza diffusa anche tra altri brand del segmento luxury.
I tagli sono legati anche ad un contesto di mercato complesso, che in precedenza aveva già toccato i conti del 2025. I ricavi sono scesi dell’1,2%, con le consegne fermatesi a 10.131 unità, segnando un calo del 4,8%. Per il settimo anno di fila il brand rimane profittevole ma l’utile operativo è crollato del 42,1% a 216 milioni, con margine ribassato all’8,3%.