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Distruggere un'industria di 250 anni e ricostruirla in 25: scenari futuri al BoB 2022

Volete sapere come sarà il futuro? Eccolo...

Distruggere un'industria di 250 anni e ricostruirla in 25: scenari futuri al BoB 2022
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Luigi Melita
Luigi Melita
Pubblicato il 17 lug 2022

Sono passati quattro anni dall’ultima edizione del Best of Belron, l’evento che si era tenuto nel 2018 (è biennale) e che nel 2020 è saltato a causa della situazione pandemica. Nell’edizione del 2022 ritrovo lo stesso spirito, espresso però in una società completamente cambiata da tutto ciò che la pandemia si è portata dietro.

Questi due anni, infatti, hanno modificato il modo in cui la società approccia temi come inclusività e sostenibilità, c’è stata una piccola-grande rivoluzione nel modo in cui i dipendenti vedono le aziende e in quello che sono disposti ad accettare sul luogo di lavoro.

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Carglass è una di quelle realtà internazionali che forse ha anticipato i tempi su alcune tematiche oggi sulla bocca di tutti. Il Best of Belron ne è un esempio: in un contesto altamente competitivo, dove si spingono i dipendenti a dare il massimo, eventi come questo sono il modo di far sentire le persone al centro dell’azienda perché, come sottolinea il CEO Gary Lubner, sono loro quelle che pagano lo stipendio a tutti gli altri livelli. Si tratta degli ingranaggi che svolgono un ruolo centrale, e che l’azienda coinvolge con iniziative nazionali e internazionali come questa.

L’evento centrale, la competizione, è affiancato da un’attenzione alle tematiche che rappresentano i valori aziendali, e che sono ben rappresentate dalle conferenze: si può passare dal salone con gli speakers a quello con le postazioni di gara per la sostituzione di vetri/parabrezza e ricalibrazione ADAS.

Lo spirito è quello di una competizione volta a raggiungere il massimo dei risultati, lo stesso che l’azienda applica a tutti i livelli. Essere il miglior tecnico è un traguardo molto ambito, tra le postazioni si respira la competizione e il pubblico, pur di addetti ai lavori, è da stadio.

LE SCIMMIE IN UN MONDO IN EVOLUZIONE

Abbandonate le luci, le musiche e i timer dell’arena dove si combatte a suon di prove, la sala conferenze ci racconta di come il mondo stia cambiando e di come oggi sostenibilità e dati siano parole chiave. A proposito di dati, Carglass sta combattendo una guerra (link in Via) contro la limitazione posta dal gruppo Stellantis (con i marchi Fiat e Chrysler) che ha adottato un comportamento che scoraggia la competizione rendendo più difficile l’accesso alle centraline delle vetture

Sulla sostenibilità, invece, viene mostrato a schermo il dato sul riciclo: 80% a livello mondo, 100% per quanto riguarda l’Italia. è proprio con questa introduzione, legata a dati e sostenibilità, che sale sul palco Kjell Nordström, economista, scrittore e relatore che ha trattato recentemente l’evoluzione della società in risposta alla pandemia di Covid-19.

Il mondo è cambiato, la pandemia è il focus del discorsi di Kjell e noi siamo scimmie, rappresentate al volante di un’auto in un’immagine che indica come gli uomini siano restii ai cambiamenti per pigrizia. Per questo, secondo Kjell, quando sarà finita la guerra non torneremo alle vecchie routine, ma la maggior parte di quelle ormai consolidate durante l’ultimo biennio resteranno, perché la pandemia ha forzato il cambiamentoma la nostra “pigrizia" innata ci porterà a non tornare indietro. Insomma, i cambiamenti a cui siamo stati costretti sono ormai sedimentati.

 

Di quali stiamo parlando? Uno fra tutti riguarda l’urbanizzazione, dove si è creato un un “buco al centro della ciambella": le città hanno visto un ritorno alle periferie, meno affollate, e nei centri c’è stata una fuga di persone e di esercizi commerciali. Sarà davvero così?

L’altro cambiamento riguarda invece la globalizzazione, che subirà una battuta d’arresto: ci saranno “imperi" (Kjell ne ipotizza 6 o 7) che si chiuderanno in se stessi, creando una divisione geopolitica di cui abbiamo visto le prime conseguenze anche nel mondo dell’Industria. L’Unione Europea, ad esempio, sta provando a tenere all’interno dei confini la catena del valore delle auto elettriche con la spinta al riciclo delle batterie. La Russia è stata tagliata fuori da economia e commercio da praticamente tutti i produttori, mentre la Cina ha chiuso spesso i confini con la politica dei contagi zero (e le quarantene per ottenerli). 

DISTRUGGERE L’INDUSTRIA E RICOSTRUIRLA

Il tema del cambiamento climatico è stato ormai accettato ed integrato nel mondo business e in quello produttivo, accelerando i processi. D’altronde, per molti, la colpa dei cambiamenti subiti dal pianeta è da imputare proprio all’economia industriale più che all’uomo in sé.

L’uomo esiste sul pianeta da molto tempo, Lucy ha 3 milioni di anni ad esempio, ma l’influenza umana sul mondo è molto più recente di quanto pensiamo. Scorrendo in avanti la linea temporale, per centinaia di migliaia di anni siamo stati ininfluenti per il pianeta, persino nel quindicesimo con il passaggio da Medioevo a Rinascimento o nel diciassettesimo secolo con la Rivoluzione Scientifica.

Bisognerà infatti aspettare la “giannetta" (Spinning Jenny) verso il finire del 1700 per entrare nell’epoca dell’industria e dell’influenza del sistema economico sulla società e sul pianeta Terra. L’Industria, con la i maiuscola, si è creata in un paio di centinaia d’anni e, pur essendo così giovane, oggi va completamente ricostruita. E dobbiamo farlo in 25 anni.

Coltivazioni, acciaio, auto, tutto deve essere ripensato in funzione del cambiamento climatico e l’obiettivo va raggiunto in qualche manciata di decadi, almeno in Europa. Sarà il più grande tsunami dell’Industria e dovrà avvenire in un decimo del tempo che è servito per costruire la grande cattedrale originaria.

URBANIZZAZIONE: ADDIO AUTO

Urbanizzazione, l’altro grande tema da affrontare. Ai tempi della Grande Guerra (e dell’influenza spagnola), c’erano poche città “milionarie" in termini di abitanti: Londra e Pechino sono state le prime dell’era moderna, ma non le prime in assoluto se contiamo gli imperi più antichi.

Oggi la Storia si ripete con molte similitudini rispetto agli inizi del 1900 (Guerra in Ucraina e Covid), ma il 63% dell’umanità vive nelle grandi città, in circa 600 città in tutto il mondo Quelle 600 città rappresentano, a conti fatti, il mercato mondiale a cui i produttori si rivolgono. Sarà però vero che la tecnologia “ucciderà" l’urbanizzazione? Nonostante tutti i discorsi sullo smart working e sulla possibilità di lavorare da casa, molti esperti concordano che la tecnologia non ucciderà le grandi città in favore di un ritorno alle campagne o ai centri urbani più piccoli: la città, la grande città, sembra essere una macchina che produce speranza. Speranza di trovare un lavoro, speranza di trovare un partner, e via dicendo. E noi umani siamo attratti dalla luce e dalla speranza, nessuna tecnologia potrà cancellare questo.

Per ragioni pratiche, quindi, lo scenario che si dipinge è quello di una popolazione mondiale che vivrà su una percentuale a singola cifra della superficie del pianeta.

Curiosità: le donne si spostano prima in città rispetto agli uomini nelle zone in cui l’urbanizzazione è in crescita.

Proprio per questo motivo, da un lato c’è una spinta a rendere le grandi città più vivibili a livello di inquinamento locale (parliamo banalmente di effetti diretti sull’uomo, non di CO2) e da qui la spinta all’elettrico. Dall’altro, strettamente correlata, c’è l’esigenza di ridurre le auto di proprietà, specie nei contesti urbani.

L’obiettivo è chiaro, vendere meno auto ad un prezzo maggiore e guadagnare di più sui servizi aggiunti. Non succederà oggi, ma a tendere le auto saranno per pochi, come accade già da diverso tempo nelle megalopoli orientali, legando il possibile possesso delle auto, ad esempio, all’obbligo di un parcheggio di proprietà/in affitto, a una tassa aggiuntiva da pagare, o alle limitazioni dell’assegnazione di un’unica targa per famiglia e via dicendo.

INTELLIGENCE AS A SERVICE

Punto numero tre dello scenario futuro immaginato da Kjell: Intelligence as a Service. C’era una volta un mondo in cui, e gli smanettoni di elettronica o che sperimentavano con i primi rudimenti di programmazione lo sanno, accedere alle informazioni non era facilissimo, persino quando Internet già esisteva, anche se andava a 56K

Le informazioni le creavano gli appassionati online nei forum, non c’erano tutorial per ogni cosa. Il 2022, invece, ci presenta uno scenario diverso, con Internet che offre una risposta condensata e prefabbricata a qualsiasi domanda o esigenza. Ad esempio, come cambiare la pasta termica ad un notebook.

La tendenza è quella di uno sviluppo e categorizzazione delle informazioni online, anche di qualità e a livello accademico/scientifico, che saranno fruibili con un “abbonamento" esattamente come oggi Spotify ci permette di accedere a tutto il catalogo musicale, senza andare a recuperare su Napster un brano alla volta ad esempio.

Le informazioni oggi seguono la stessa strada della musica, paghi un piccolo prezzo (la connessione o una sottoscrizione) e hai a disposizione tutta la conoscenza degli esseri umani. E questo ha accelerato i tempi, anche della Scienza: ad inizio pandemia si diceva che ci sarebbe stato bisogno di 10/15 anni per creare un vaccino, ma la conoscenza condivisa e accessibile da ogni parte del Mondo ha permesso di ridurre notevolmente le tempistiche.

SIAMO TUTTI CAPITALISTI GREEN

L’ultimo punto riguarda il capitalismo, ormai assodato come universale visto che i Paesi principali, persino quelli più lontani dal pensiero occidentale, si sono configurati come economie di mercato (esclusa la Corea del Nord).

Al mondo parliamo tutti la stessa lingua dell’economia, e oggi questa lingua è subordinata al tema della sostenibilità. Qualcuno grida al “greenwashing" da seguire come regola di compliance aziendale, ma non è affatto così: oggi (e domani ancora di più), sostenibilità significa avere un vantaggio competitivo

L’industria, infatti, funziona a monopoli temporanei, dove temporaneo può significare anche durevole anni o decenni: iPhone, Ikea, Coca Cola, sono tutti marchi che da tempo sono al comando, in diversi settori. Vince chi fa le cose un pochino meglio degli altri e l’azienda vincitrice mantiene lo scettro se se continua ad essere un pochino migliore, pur svolgendo la stessa funzione e offrendo lo stesso servizio delle concorrenti.

Oggi, in quel concetto di “fare un pochino meglio", è entrato prepotentemente il tema della sostenibilità e dell’inclusività, ed è chiaro che per le aziende che vogliono restare in testa alle classifiche si tratta di qualcosa di imprescindibile

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Commenti Regolamento
C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh, appunto, dal 2006 ad oggi, in 3 auto, la dotazione avuta è stata più o meno sempre la stessa.

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

E bhe se vai di 10 anni in 10 anni è ovvio!!

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Io ti sto parlando della mia macchina attuale, acquistata nel 2019, rispetto a quella che avevo nel 2006.

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah sì? 15 anni fa erano presenti fari a led matrix? Frenata automatica? Guida livello 2? Sistemi multimediali di gestione veicolo? Camere 360? Parking assist? Sedili massaggianti? Bla bla…

Alcune cose su veicoli di fascia alta erano presenti, molte altre no che ora sono pure sul segmento A.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

15 anni fa avevo un'auto con più accessori dell'attuale.
Quella nuova in più ha uno scomodissimo touchscren (non avendo navigatore o altro è solo inutile e scomodo senza vantaggi) ed il FAP.
Su tutto il resto non cambia una mazza di niente.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Fai il pendolare! FTFY

L
Lunariano 01 Jan 1970 @ 00:00

È troppo macchinosa e limitata. Puoi sospendere solo poche volte e quando riattivi devi aspettare il giorno dopo. A me serve usare la macchina quando piovd

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

ma il punto è che è già chiarissimo che la stragrande maggioranza delle auto saranno elettriche in un futuro non molto lontano.
Imho, dovremmo avere un piano per approfittare di questa transizione al meglio, invece che continuare a discutere su idrogeno e efuel.
Per meglio dire, anche l'idrogeno può essere un'industria molto interessante (già lo è), ma il suo utilizzo ha molto più senso direttamente nei prodotti chimici, dove ha già un ottimo mercato.
L'Italia, per la sua posizione e clima, ha il potenziale di diventare un grosso produttore di idrogeno verde e di virare fortemente sulle rinnovabili, anche con una filiera nazionale. Insomma, mi preoccuperei di spingere nei settori dove si può creare occupazione, più che altro.

a
al3xb3rg 01 Jan 1970 @ 00:00

Di lavoro, società e opportunità. Tutte queste belle parole le trovi in città. Se stai fuori fai il contadino o il campagnolo!😂

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

no, non vivo nel medioevo, anche se da sodale di FEL non mi dispiacerebbe come esperienza, vivo una vita normale.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho la fortuna di non aver a che fare con le limitazioni al traffico milanesi, quindi non so di quali aree tu stia parlando.
Sono entrato a Milano in auto una sola volta e non era la mia auto.

Comunque, concordo che non limiterebbe l'acquisto di SUV, ma do per scontato che un qualche tipo di tassa si pagherà sempre e comunque, almeno parametriamola su qualcosa di sensato nel contesto.

S
Sandro 01 Jan 1970 @ 00:00

Le grandi città non hanno più senso, il lavoro e il partner te le trovi con le app (comunque meglio mogli e buoi dei paesi tuoi). Un bilocale nella metropoli costa come una villetta con piscina in una paesino, di cosa stiamo parliamo?

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Se mi parli di area C ti do ragione, l' area B di Sala fino ai confini di Milano è una follia.
Comunque tassare i ricchi con i macchinoni -ripeto- non serve a fargli prendere la panda, ma serve solo a fare cassa.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Mhhh...
Mi sa che i paesi che intendo io sono diversi da quelli che intendi tu.
Perché il discount lo trovo a 3Km di provinciale, perché sono residente nelal frazione più vicina, ma c'è chi deve farne oltre 10 di stradine collinari e provinciale, senza nemmeno uscire dal comune.
E la pizza a domicilio non c'è e non c'è mai stata, perché se devi muoverti in tutto il comune con consegne che distano diversi Km l'una dall'altra, il servizio non può funzionare.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo so, concordo pienamente, ma non è nemmeno corretto che paghi sempre il povero impiegato con la panda che fa il pendolare per andare in ufficio, mentre il tizio con il Cayenne a GPL gira in ZTL tranquillo.

L
LuFranco78 01 Jan 1970 @ 00:00

Andate, andate tutti a vivere ammassati nelle vostre belle grandi città e correte a rincorrere il fatturato. Fate pure.
Se mi cercate, sono in campagna con un bel giardino, casa sostenibile e quasi autonoma e una bella panda 4x4 di 12 anni a GPL che ne durerà almeno altri 20.
Saluti dal passato.

B
Burton La Valle 01 Jan 1970 @ 00:00

I portapizze sono sempre esistiti e anche in paese trovi un discount a distanza di breve passeggiata. E nessuno ha parlato di non usare la macchina...

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

No. Perché prendiamo la macchina ed andiamo dove vogliamo.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Minoranza non so, non conosco tutta l'Italia
E' che, si, purtroppo da noi il trasporto pubblico è sempre stato svantaggiato rispetto a quello privato

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

come tutti
prossimamente autoprodotta
non so, c'era già
https://www.ovs.it/sostenibilita
uno dei due ha plastica non riciclata al 100%. Però hanno entrambi meno plastica di una singola automobile
potrebbe essere, mica le conosco tutte
ma più di buona parte di altri

B
Burton La Valle 01 Jan 1970 @ 00:00

L'assenza di supermercati e pizzerie non penso sia mai stato un problema per chi vive in paese

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia purtroppo si, anche a causa ai caLLi degli Agnelli

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, purtroppo hai perfettamente ragione. A me piacerebbe che l'Italia diventasse una nazione ben servita da mezzi pubblici moderni, poco o nulla inquinanti, e dove la gente, se può, lascia a casa l'auto.
(poi, ovvio, il medico che è chiamato da un paziente...)

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Vivi in una casa in cemento, acciaio e vetro.
Usi corrente elettrica.
Hai mobilio fatto, oltre al resto, con collanti e viterie.
Usi indumenti con coloranti industriali.
Utilizzi mezzi privati con componenti, tra le altre, in plastica solo parzialmente riciclata.
Promuovi con la tua vita aziende chimiche e petrolchimiche, fonderie, fabbriche che non rinnovano periodicamente anche solo i filtri, e/o non smaltiscono nel modo corretto gli scarti produttivi (fidati: ne ho visitate centinaia nella mia carriera, e di perfettamente in regola ne ho vista solo UNA).

La tua esistenza è ben lontana dall'essere carbon neutral, direi anni luce, figurati quindi essere addirittura "carbon negative" come ti illudi.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, dipende dove si vive, ma le zone ben servite sono la minoranza.
Era questo che volevo dire.
Che poi non basta avere la stazione degli autobus/treni, devono esserci in quantitá sufficiente, per le destinazioni giuste e con gli orari ed i collegamenti giusti.
Che se prendo il treno e l'unico autobus per la zona industriale parte 3 minuti dopo l'arrivo del treno, basta un ritardo o fermarsi al binario 14 invece del 2 e ti tocca chiamare un taxi per arrivare in ufficio.
Ora, 3 minuti sono un margine talmente misero da rischiare ogni giorno, ovvio che in quei casi fai a meno dei mezzi e vai in auto.
Eppure "tecnicamente" i mezzi ci sono.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma, guarda, da me la zona costiera è servita venissimo dai mezzi pubblici (treni e bus). Al contrario dell'entroterra che, purtroppo, manca di una linea ferroviaria (e le linee autobus sono penose).
Dipende da dove si vive: se hai la stazione e gli autobus puoi rinunciare all'automobile, non tanto ad averla (può sempre servire) ma ad usarla.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma assolutamente no, per essere carbon negative non serve molto. Bastano anche piccole cose, tipo rinunciare a usare una stampante (sono paperless da 5 anni). Hai idea dell'orma di anidride carbonica di una risma di carta? (poi, ovvio, in certi ambiti lavorativi e in certe fasce d'età o per certi vecchi dentro la carta è irrinunciabile)

c
comatrix 01 Jan 1970 @ 00:00

Come perché O_o

A
Andre 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto, io ci ho pensato seriamente quando lavoravo a 7 km da casa che
facevo in bici visto che la macchina la usavo una volta alla settimana per la
spesa. Ora invece vado 2 o 3 giorni a settimana a lavorare in un paesino
sperduto in campanga, la stazione più vicina è a 30 km, in macchina ci
metto 1:45/2 ore, con i mezzi ce ne metterei più di 4

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono le eccezioni, sono la regola.
Chiedi a qualunque pendolare.

N
N3R0 01 Jan 1970 @ 00:00

se non ci sarà un utilizzo degli e-fuel o al limite idrogeno, per l'industria di settore, italiana in particolare, sarà un disastro. Ah, ma l'occupazione si ricicla...

D
Dirk Diggler 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché non avete messo in copertina una in costume ....siete dei patetici

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti ho già scritto: va' a vivere come un amish, in una casetta di legno o pietra in una vallata sperduta, senza corrente elettrica, vivendo solo di coltivazione e di allevamento.

Questa è l'unica strada percorribile per smettere di ammazzare ogni giorno i tuoi figli.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

esattamente quello che mi dicevano nel 2003 quando parlavo di soluzioni da mettere in campo pper scongiurare una crisi idrica. Ora che c'è una crisi idrica qualcuno le sta (male) mettendo (ad mentula) in campo (e solo alcune)

T
Tommers0050 01 Jan 1970 @ 00:00

non sono negazionista, ma la tua idea e' proprio di uno fuori dal mondo al limite della pazzia, tutto qui.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Purtroppo è l'unica strada percorribile in Italia.
Oppure telefono alla Rolls Royce e mi faccio installare una delle loro SNR?

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Il fotovoltaico equivale a un debole palliativo e a tanto fumo negli occhi: io che lavoro nel settore vetraio, realizzando anche componenti dei pannelli, potrei tenerti qui ore, a raccontarti della m... che si rilascia nell'ambiente durante la loro produzione.

Continui comunque ad ammazzare un pochino al giorno i tuoi figli, come tutti noi.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Manca la Z e poi sei a posto. Negazionista del climate change?

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

la firma di carbonio tra le due è palesemente diversa.
giusto per, il problema dei cambiamenti climatici è noto dagli anni 80, solo dopo è esploso nelle sue drammatiche conseguenze, soprattutto perché abbiamo poco tempo per diventare carbon negative (neutral non serve a una ceppa).
vero, ci sono fattori più inquinanti del singolo automobilista, ma scommetto che quel singolo automobilista è pure un mangiatore seriale di carne, magari a basso prezzo.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

risposto sopra (è mia intenzione rendermi energicamente autonomo tramite pannelli solari)

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

mai preso un aereo, ovvio che le lampadine le ho e ho pure l'acqua calda e i termosifoni, ho i condizionatori, messi dopo il grande caldo del 2003, accesi volta e basta. Ho un PC, il cellulare lo ricarico tramite powerbank da 50k (ricarico quella una volta al mese, mese e mezzo). E farò installare, a settembre/ottobre, i pannelli solari per rendermi autonomo in ambito energetico. E sono a favore del nucleare.
Sul fatto che è l'intera popolazione a dover cambiare stile di vita hai ragione.
Magari iniziando dai tedeschi.

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Eccezioni da milioni di persone in tutta Italia...non si può fare un ragionamento così dai

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma, sai, se vivi in paese, in paese c'è la stazione del treno, per andare a lavorare nella metropoli puoi farlo. Poi, se lavori in un posto o non raggiunti da mezzi pubblici, o troppo lento da raggiungere con i medesimi l'auto va bene. Ma sono, sul totale complessivo, eccezioni e non regole.

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non puoi mettere tasse su tasse.
Alla fine il risultato sai qual'è?
Che la gente si compra lo stesso il SUV, paga, lo stato incassa, e il problema dei parcheggi c'è lo stesso.

E lo sai perché c'è?
Perché negli anni non è stato fatto un piano serio di mobilità pubblica capillare ed efficiente, e un piano parcheggi (dai tempi del magna-magna dei Ligresti!)

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Se vuoi abbandonare l'auto, queste cose diventeranno la necessitá.
Come puoi fare spesa con la bici?
Ti porti i surgelati sotto il sole per Km?
é ovvio che se tu non ti rechi ai servizi, sono i servizi che si recherebbero da te.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Il superbollo é sulla potenza.
In cittá il problema é l'inquinamento, il traffico e l'ingombro.
Chi ha utilitarie nuove e poco inquinanti é giusto che paghi meno rispetto ad un SUV.

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma c'è già il superbollo, ti rendi conto che quello che dici è senza senso.
Non puoi mica obbligare la gente che sta in città a prendersi tutte le utilitarie, né tantomeno i pendolari...
Poi chi invece vive e lavora in provincia si prende la macchina che vuole?
E poi inquina meno un SUV recente di una utilitaria vecchia (e Milano è piena di catorci vecchi perché la gente non ha i soldi per cambiarla)

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto, più che bollo calcolato con potenza e cilindrata, andrebbe fatto su consumi e ingombri. Perché lo spazio non è una cosa trascurabile, se hai 100 auto grandi occupi lo spazio di 150 piccole, se continuiamo a fare gli ormai antiquati parcheggi a bordo strada oppure (finalmente) parcheggi multilivello dove però ogni singolo spazio è esageratamente grande per tenere conto dei trend di crescita dei mezzi.

D
Davide Moriello 01 Jan 1970 @ 00:00
"accedere alle informazioni non era facilissimo"


non c'è scritto impossibile.
Probabilmente sei troppo giovane, ma quando volevi informarti su qualcosa che hai sentito in tv o per radio passava almeno una decina di minuti. E solo se a casa avevi una enciclopedia completa.
Ora se hai una curiosità qualsiasi in meno di 5 secondi hai trovato l'articolo.

h
heysiri 01 Jan 1970 @ 00:00

Fortunatamente non tutti hanno queste abitudini

h
heysiri 01 Jan 1970 @ 00:00
L'altro cambiamento riguarda invece la globalizzazione, che subirà una battuta d'arresto: ci saranno "imperi" (Kjell ne ipotizza 6 o 7) che si chiuderanno su se stessi, creando una divisione geopolitica di cui abbiamo visto le prime conseguenze anche nel mondo dell'Industria

Non ho capito cosa si intende con "si chiuderanno su se stessi"

a
andrea55 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi riferivo in particolare a banche e società azionarie e banche che incassano soldi esteri (paradisi fiscali), generano utili con speculazioni di mercato e talvolta hanno anche ingenti debiti in pancia

D
Davide10 01 Jan 1970 @ 00:00
eventi come questo sono il modo di far sentire le persone al centro dell'azienda perché, come sottolinea il CEO Gary Lubner, sono loro quelle che pagano lo stipendio a tutti gli altri livelli


Beh una volta ogni 2 anni, meglio di niente.

K
Kevin 01 Jan 1970 @ 00:00

Non vedo perché capitalismo e vivere evitando sprechi non siano compatibili, al contrario. Un consumatore a tutto l’interesse a evitare di sprecare le sue limitate risorse per prodotti di cui non ha bisogno oppure a cui attribuisce poco valore.
Il problema dell’economia attuale è che spesso i consumatori non vogliono/non possono permettersi di acquistare prodotti più ecologico che di solito restano più cari rispetto alla loro controparte inquinante, oppure che un settore intero manchi d’incentivi per ridurre il proprio inquinamento e non esistono quindi alternative ecosostenibili (ad esempio, produzione di cemento e acciaio). Si tratta a tutti gli effetti di un fallimento del sistema di mercato capitalistico visto che il prezzo dei prodotti/servizi non include le esternalità negative causate dall’inquinamento associato. Ed e in questi casi che secondo molti economisti lo stato deve intervenire e trovare un modo per regolare il mercato e ripercuotere il prezzo dell’inquinamento generato nel prezzo finale del bene. Una possibilità sono le così dette carbon-tax o i sistemi cap&trade (i famosi crediti che tesla vende per centinaia di milioni di dollari). In un sistema simile i consumatori sono incentivato a preferire le alternative più ecologiche e i produttori ad innovare per ridurre le loro emissioni ed evitare tasse/costi aggiuntivi. La parte più complicata risiede in come dividere le ricette di tali sistemi disincentivi: riversarle ai consumatori per compensare l'aumento dei costi di beni essenziali oppure investirle in R&D per accelerare la transizioni ad alternative più sostenibili?
Insomma penso che un sistema capitalistico ben regolamentato ha tutte le carte per una rapida riduzione del nostro impatto ambientale. Ovviamente ci vuole un minimo di volontà politica per regolare tali mercati ma sicuramente meno che per inventare un nuovo sistema economico capace di rimpiazzare il capitalismo che finora, come detto da un altro utente più sotto, ha saputo adattarsi e imporsi come migliore sistema disponibile eliminando qualsiasi alternativa.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Potremmo mettere il bollo in base al peso.
Nelel cittá vincolare l'accesso alle aree urbane in base agli ingombri, etc.

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma mica possono proibire di venderli?
Quindi se sono in commercio e la gente li vuole e può permetterseli, se li compra.
Un po' come le auto da 50.000€, 100.000€, 150.000€ e a salire...

K
Kevin 01 Jan 1970 @ 00:00

Per curiosità, le seguenti prestazioni e prodotti ti sembrano “fuffa” a cui saresti pronto a rinunciare?
diagnosi mediche, farmaci, qualsiasi software (dal più semplice sito web al codice che gestisce la stabilità della rete elettrica di una nazione intera), servizi legali, elettronica, educazione e ricerca, servizi d’intrattenimento, servizi di (tele)comunicazione e trasporto, assicurazioni, …

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Concordo sul discorso auto.
Non concordo sul discorso dei film post apocalittici.
Il pianeta purtroppo è nella me*da... già da adesso

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai ragione, ma purtroppo non tutti possono abbandonare l' auto come hai fatto tu che hai la tua vita nel paesino.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Piccolo dettaglio, se vuoi la spesa online e la pizza con deliveroo, Devi vivere in città.
Altrimenti ti tocca muoverti in auto per tutto

P
PuckBeastOfTheEnd 01 Jan 1970 @ 00:00
C'era una volta un mondo in cui, e gli smanettoni di elettronica o che sperimentavano con i primi rudimenti di programmazione lo sanno, accedere alle informazioni non era facilissimo, persino quando Internet già esisteva, anche se andava a 56K...


Infatti prima di internet non esistevano mica giornali, riviste, libri, manuali, biblioteche, università, corsi, workshop ecc. Tutta la conoscenza veniva tramandata oralmente.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

👍👍👍

T
Tommers0050 01 Jan 1970 @ 00:00

questo commento dovrebbe essere incorniciato e' fatto vedere a tutti gli aspiranti psichiatri come primi sintomi di follia in un individuo

L
Lunariano 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi limito solo al discorso auto/scooter. BASTEREBBE una legge o qualcosa che non mi facesse pagare bollo/assicurazione anche quando il mezzo non lo uso. Chissà quante persone come me non si prendano uno scooter perché andrebbero a pagare 2 assicurazioni/bolli pur usando ogni mezzo a metà. E quindi vanno a usare la macchina per ogni cosa con i problemi che ne conseguono.
P.S. si sono un ipocrita e non mi metto certo a vivere male i mei unici anni di vita quando quelli che davvero inquinano se ne sbattono i cogIioni con la scusa del business…

U
Unit-01 01 Jan 1970 @ 00:00

"Guardate troppi film post apocalittici"
Tipo quelli sulle pandemie, sui ghiacciai che si sfaldano da un giorno all'altro o sulle guerre che mettono in crisi l'economia mondiale? Li ho visti anche io..devo dire che ultimamente li fanno veramente realistici..

a
andrea55 01 Jan 1970 @ 00:00

Quella non è crescita ma fuffa, la vera ricchezza si fa con prodotti, beni, immobili, la finanza forsennata è ciò che ci sta trascinando nel baratro

a
alextwind 01 Jan 1970 @ 00:00

Non dirmi che non hai mai preso un aereo in vita tua, o acceso una lampadina, o usato dell'acqua calda o termosifoni negli inverni gelidi, se vivi al sud credo che un condizionatore sia il minimo per le torridi estati. Suppongo che anche tu usi un telefono o PC per scrivere su questo blog o lavorare. Ebbene si con tuo grande stupore ti dico che tutto ciò inquina è non è meno dannoso dello possedere un'auto... quello che io voglio dirti è che almeno che tu e tutta la popolazione del pianeta non ritorni a comportarsi come le scimmie delle caverne la situazione è ad oggi molto difficile da capovolgere. Buonanotte pensatore

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì ma perché dovremmo aspettarci che gli egizi non lo facessero?

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Stai scherzando.

Sei qui sul web a commentare, coi dispositivi con cui lo fai hai promosso come tutti noialtri l'accelerazione all'annichilimento causata dall'antropizzazione.

Anche col tuo scooter e con la tua moto media, non hai fatto altro che alimentare l'industria: l'unica cosa che dimostri è il tuo livello di intelligenza sotto la pioggia e sotto la neve.

Quindi stai scherzando, perché sei un altro perfetto rappresentante di noi "stLonzi" che ci ammazziamo un poco al giorno.

Per non scherzare, dovresti vivere come un amish: solo così potrei (forse) prenderti seriamente.

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

io ormai scrivo poco per esempio...sperco che anche gli altri siano occupati e non solo annoiati come me con i soliti articoli.

i
itreboiz 01 Jan 1970 @ 00:00

Con quale arroganza o titolo ti permetti di dare dell’ipocriti ai possessori di auto? Anche se da domani girassimo tutti in bicicletta elettrica non risolveremo quasi niente. Lo hai detto tu, una goccia nel mare. Il mondo lo hanno inquinato anche le generazioni prima di noi.

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ci sono piu i flame di una volta anche su hdblog,dopo brexit, trump e covid il vuoto

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

dopo le letterine

C
Crash Nebula 01 Jan 1970 @ 00:00

AHAHAHAHAHAHAHAHA

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Io vivo in un paese di poche anime (6/7mila), non ho la macchina. Vivo solo, per gli spostamenti quotidiani ho uno scooter elettrico.
Quando devo andare oltre la portata del mio EL3c uso una moto di media cilindrata.
Conosco coppie con figli che non hanno l'auto, hanno bici elettriche sulle quali portano anche i figli.
Abbandonare l'auto si può? No, si deve.
E' vero, non siamo la Norvegia o la Finlandia dove la maggior parte della popolazione vive nelle grandi città, con mezzi pubblici che funzionano. Ma dovremmo, non tanto per me che quando il pianeta sarà cotto sarò già morto da tempo, o vicino alla fine dei miei giorni (giusto per, non manca molto al "troviamoci un pianeta B, anche se non c'è, che qui tra poco siamo tutti morti), ma per i miei nipoti e pronipoti.
Voi che guidate l'auto abbiate il coraggio di guardare negli occhi i vostri discendenti e dirgli: "papà è così stLonzo che vi ammazza un pochino al giorno. Con la sua macchina inquinante, accendendo il climatizzatore, consumando più carne di quella che un normale essere umano deve mangiare, e in tanti altri mille modi".
Abbiate il coraggio di farlo, ipocriti che non siete altro.
E, giusto per: l'inquinamento da mobilità personale è giusto una goccia nel mare di un totale dato da ben altre industrie.
Da quella degli allevamenti animali intensivi (ovini, suini, ovini, pesci, eccetera): a quella del trasporto merci a lunga percorrenza su autoarticolati, navi e aerei portacontainer; e a tanti altri settori con una firma inquinante molto alta, molto più alta dei 40 milioni di autoveicoli personali circolanti in Italia (se non errò record continentale). Però, anche noi, nel nostro piccolo possiamo, e dobbiamo, fare qualcosa per le future generazioni. Perché le stiamo uccidendo. E per nulla lentamente, anzi.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Il capitalismo oramai è abbracciato da praticamente ogni stato mondiale (eccezion fatta per la Best Korea). Che sia deplorevole ed utopico ok, ma ha dimostrato di essere MOLTO adattabile ed è questo che gli permette di sopravvivere.

Credi che l'ecologia ed il capitalismo non possano andare d'accordo? Pensaci di nuovo. Il valore ESG influenza DIRETTAMENTE i titoli quotati in borsa. Le banche non ti danno finanziamenti se non hai in cantiere decarbonizzazione, sostenibilità e un po' di "sano" greenwashing. Perché? Perché un'azienda che non segue queste regole è destinata a rimanere indietro mentre il resto del mondo avanza e si scrolla di dosso quello che non funziona più. Potrà continuare a vivacchiare per qualche anno in più, ritagliandosi nicchie sempre più piccole fino ad esaurire l'ossigeno (pun intended) e soffocare.

C
Cloud387 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi spiace ma il capitalismo non funziona per la tanto decantata ecologia odierna.

Dovremmo cambiare modo di vivere evitare sprechi ecc.

Purtroppo vogliamo continuare a vivere come sempre con aziende che continuano a guadagnare e crescere spinte dal consumismo sfrenato, viviamo continuamente inondati di prodotti inutili che inquinano più di una qualsiasi auto a combustione.

L
Luigi Melita 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono scelte di vita, ma comprendo anche quelle contrarie perché la comodità è indubbia. Per esempio dove sono ora devo prendere l'auto per andare a Milano (o una miriade di mezzi diversi e perdere 1,5/2 ore), eppure nonostante soli 15K abitanti ho farmacie, piccoli negozi e tutti i servizi (poste, comune, banche, ecc) a portata di camminata (5/15 minuti). A 20 minuti a piedi ho Aldi e Lidl, a 30 Esselunga, a 10 minuti di auto altri 2 o 3 centri commerciali. Invece dove andrò qualsiasi cosa sarà da fare per forza con l'auto...

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

in italia

c
comatrix 01 Jan 1970 @ 00:00

Che nel 1995 non ero in Italia e si, da quando son rientrato ho notato la differenza tra Italia ed altri stati europei e persino oltre continente, nel bel paese si cerca sempre ed inevitabilmente di fare il meno possibile, mentre negli altri paesi ricevere il sussidio è una forma in cui ci si sente..., come dire..., sottomessi e non liberi, in Italia invece è totalmente diverso, non gliene frega nulla nessuno, basta che non si lavora, se si capisce cosa intendo

P
Pane Fresco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah vabbè se l'ha detto Twitter allora.

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché persino?

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Vogliamo il calciomercato

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

ICE fa fresco però

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Giustissimo

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Cosa te lo ha fatto pensare

L
Lunariano 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me un po’ di colpa la hanno anche i suv/crossover. Non capisco perché la gente ne va così pazza. Se ci fossero solo auto piccoline ci sarebbe molto più spazio libero (riempito probabilmente da altre autopiccoline)

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà lui è ottimista.
Io avrei detto: brutta M che ci aspetta

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

L’auto come servizio ha senso, se guidi tantissimo o se guidi pochissimo. Per tutti gli altri è un problema… anche perché immagina di restare senza lavoro.. non avresti neanche più l’auto per cercarne uno. Mentre una volta comprata rimane tua..

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Verissimo.

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto sommato non ha torto. Per carità tante comodità nelle metropoli ma è una vita difficile.

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Le auto vecchie avevano meno componenti e quei pochi quindi sovradimensionati e con una progettazione più semplice a discapito meno sicurezza, meno funzioni, peggiori emissioni. Oggi ci sono 2000 cose in più, aggiungici le cose di emissione, aggiungici i sistemi di sicurezza, i sensori, le normative per progrttazione per agevolare incidenti meno fatali ecc..

C
Caro Amato 01 Jan 1970 @ 00:00

Come sei pessimista. Eddai.

s
sk0rpi0n 01 Jan 1970 @ 00:00

Riassunto: bella M che ci aspetta.

C
Caro Amato 01 Jan 1970 @ 00:00

"come sottolinea il CEO Gary Lubner, sono loro quelle che pagano lo stipendio a tutti gli altri livelli."
Infatti ultimamente hanno calcolato che i CEO prendono in media 640 volte quello che prendono gli ultimi dipendenti.

L
Lunariano 01 Jan 1970 @ 00:00

Meccanica migliore nei tuoi sogni. Al massimo hanno dei difetti noti per colpa delle norme anti inquinamento, sicurezza ecc.

K
Kevin 01 Jan 1970 @ 00:00

Assolutamente falso: la crescita economia dei paesi più ricchi si basa su servizi immateriali o prodotti ad alto valore aggiunto, non su prodotti che richiedono grandi quantità di materie prime come il settore automobilistico (1). E fino a prova contraria il sistema capitalista malgrado tutti i suoi difetti è stato il motore della crescita economica degli ultimi due secoli che ha permesso degli impensabili miglioramenti degli standard di vita di tutta la popolazione e con la giusta regolamentazione continuerà per i prossimi decenni. Vorrei ricordare che senza crescita economica, il problema non saranno le ineguaglianze tra i più benestanti e i più poveri, ma la povertà di tutta la popolazione di una regione economica rispetto al resto del mondo. (2)
1. https://ourworldindata.org/co2-gdp-decoupling
2. https://ourworldindata.org/economic-growth

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

E il concetto che cerco di far passare io ogni volta che si parla ad esempio di auto EV ( elettriche ), alla fine non tutti viviamo nelle stesse condizioni e abbiamo le stesse esigenze con le auto :)

C'e per dire quello abita al centro di Milano o altra città poco auto friendly, vedi per esempio Firenze, e magari lavora a poca distanza e quindi si muove con i mezzi, o con la bici a pedalata assistita o con il monopattino o addirittura a piedi.

Io ho un collega di lavoro che abita in un condominio enorme sulla Tuscolana ( Roma ) e gli piace stare li solo perché sotto casa ha la metro e lui l'auto c'è l'ha ma la prende tipo una volta al mese quando gli serve proprio.

Poi ci sono persone come me che se ne sono andate dalla città troppo caotica e vivono in paesi limitrofi alle metropoli dove non hai garage, posti di ricarica etc e l'auto è un "bene" indispensabile per potersi muovere, anche solo per dire, per andare a fare la spesa, qui l'unico mezzo pubblico e il cotral che ti collega alla stazione Tiburtina a Roma, o il treno regionale a circa 15 km da qui ma ci devi sempre andare con l'auto che non c'e alcun collegamento diretto.

E potrei fare molti altri esempi, insomma quello che voglio dire è che l'errore che spesso si fa, e pensare che tutte le persone vivano come noi e abbiano le nostre stesse situazioni / necessità.

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Semplice, nelle piccole città l'auto è indispensabile per muoversi non essendo disponibili metropolitane e servizi di linea efficienti, data la bassa densità della popolazione.

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che il mantenimento dell'auto a noleggio non costerà di meno dell'auto in proprietà, al contrario, il costo aumenterà perché l'utente non potrà più provvedere alla manutenzione in economia, oggi le società preferiscono le auto a noleggio piuttosto che in proprietà perché semplifica l'organizzazione del lavoro e rende certi i costi, ma per i privati non c'è alcuna convenienza.

B
B83 01 Jan 1970 @ 00:00

Un auto di 15 anni fa è uguale a una di oggi, forse quella di 15 anni fa ha una meccanica migliore! Fanno tre volte tanto cosa? Fa pure il caffè la tua auto? Una giulietta quadrifoglio usata vale sempre più della tua nuovissima focus st, così giusto per fare un esempio!

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00
ma fortunatamente non viviamo tutti nelle metropoli (ed io mai lo farò, lascio ai "milanesi" l'idea di essere superiori in una vita che non si può chiamare tale, ma questo è un altro discorso), in qualsiasi altro posto è un discorso che non ha senso.

Può spiegare in particolare la frase da me sottolineata?

C
Crash Nebula 01 Jan 1970 @ 00:00

La menate con questa vaccata dell'auto come servizio da decenni.
L'auto non sarà mai un servizio, né un bene di lusso, è per la maggior parte delle persone un bene irrinunciabile. Io per esempio andrò in vacanza in un Hotel a 15 km dalla città, cosa faccio ci vado a piedi? Navetta? Taxi? La cosa più intelligente è utilizzare la mia auto, senza dovermi IO adattare ad orari di autobus ecc, per spostarmi quando voglio per fare la spesa e qualsiasi altra necessità. Altrimenti la vacanza diventerebbe uno stress.

Il discorso di auto non indispensabile è valido solo nelle metropoli, dove i posti auto sono limitati, si creano code infinite, ed il modo più intelligente per fare casa-lavoro sono i mezzi pubblici, ma fortunatamente non viviamo tutti nelle metropoli (ed io mai lo farò, lascio ai "milanesi" l'idea di essere superiori in una vita che non si può chiamare tale, ma questo è un altro discorso), in qualsiasi altro posto è un discorso che non ha senso.

Le auto si vendono, per vari motivi, che non sto qui ad elencare, non più come prima e le aziende, BMW in primis, cercano altri modi per far soldi e gli allocchi ci cadono invece di boicottarle (avevo i sedili riscaldabili su una 208 del 2012, altro che abbonamento).

Nessuno sa più come far soldi, perché ormai i beni fondamentali sono accessibili a tutti e le aziende cercano di venderti anche l'aria, e come ho detto, gli allocchi acquistano. Ciò che serve è maggiore consapevolezza, imparare a gestire il proprio denaro e non farsi imbambolare dal marketing comprando roba inutile. L'auto di proprietà non morirà mai, si andrà maggiormente sull'usato, forse prevarranno marchi asiatici più economici, saranno le aziende (occidentali soprattutto) a doversi adattare.
C'è una psicosi da futuro e tutti sono terrorizzati di finire gambe all'aria.
Il mondo non cambia da un giorno all'altro, non si realizzano all'improvviso le vostre (utopistiche) fantasie. Vivo in una città medio-piccola e vedo auto appena immatricolate di continuo. All'auto di proprietà non rinuncerò mai, e come me milioni di persone. Per forza di cose le auto oggi costano più di ieri, fanno tre volte tanto, chi crede che un'auto da 10.000€ di ieri, sia identica ad una di 25.000€ oggi, perché entrambe ti portano da un punto A ad un punto B, probabilmente non sa fare neanche la spesa o pagare le bollette. Infine i prezzi non continueranno a salire all'infinito, rendendo l'auto un bene di lusso.
Certo è che se la gente non si sveglia ed impara un po' ad autogestirsi, diventerà così povera da non potersi permettere neanche una bici, altro che auto.
Guardate troppi film post apocalittici.

- Dal neo acquirente di una Focus ST.

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Adoro la visione fatalista che primeggia sempre qui in Italia... le serie storiche delle statistiche ci hanno spesso detto il contrario, però.

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00
invece di detassare le industrie che producono, creano lavoro e grazie all'esportazione fanno arrivare soldi veri in Italia.

EHm... guardi che è proprio ciò che si è fatto negli ultimi 22 anni, eh!

- IRPEG/IRES: dal 52% al 24%
- IRPEF: dal 72% (al 1983), al 51% () al 43%
- Flat-tax per patrimoni miliardari dall'estero di soli 100k € annuali

Eccome se le abbiamo abbassate le tasse, oltre a dare centinaia di miliardi di € a pioggia agli imprenditori... e che cosa ci abbiamo ricavato?
STAGNAZIONE per vent'anni, dal novembre 2000!

La pressione fiscale sui redditi delle persone e delle imprese è al 13% del PIL (può verificarlo facilmente da Lei, se solo si ricordasse quanto siano le entrate tributarie e il PIL) e non al 4x% come fanno credere i politici italiani dalla mattina alla sera.

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse perché quelle regioni sono state molto impoverite dal 1992, mentre fino ad allora, pur sempre con una certa disparità rispetto al nord, ma le cose andavano nettamente meglio di ora, come mostrato da alcuni dati postati PROPRIO da voi liberali su Twitter?

Tra l'altro, faccio notare che un liberale, nell'intento su Twitter di voler denigrare l'RDC, è riuscito incredibilmente a dare ragione ancora di più a noi sostenitori di tale misura, perché ci rivelò che un addetto del settore rivelò a sua volta a lui che molti prendessero ancora il REI di soli 187€ al mese (quindi ancora peggio, molti ricevono pochissimo per sopravvivere)!
Nel suo intento di dire che l'RDC è "troppo generoso" e "discriminatorio", è riuscito di fatto a descrivere la situazione reale, che è anche peggio di come la immaginassi io!

Intanto abbiamo regalato CENTINAIA di MILIARDI di € in questi vent'anni, oltre ad aver dimezzato le tasse alle imprese... e che cosa abbiamo ottenuto?

STAGNAZIONE dal novembre 2000!

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah perfetto, siamo di nuovo all'attacco alla DC, al PSI, al PCI e a tutta la Prima Repubblica, oltre al M5S... ovviamente quindi Lei NON saprà le statistiche dell'Italia a fine anni '80 (sì caro, incluso anche il debito/PIL, che tanto vi piace...).

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00
In Italia abbiamo toccato il fondo con il m5s. Un partito che prende il 30% alle elezione grazie al programma "Votate noi che vi diamo dei soldi per non lavorare".

Quindi in pratica lo stato sociale degli altri paesi, ben più generoso e senza neanche troppi paletti (sperimentato in Svezia), sarebbe "comunismo" o "voglia di non lavorare".

Una cosa come il reddito di cittadinanza dovrebbe essere incostituzionale.

Ma cose da pazzi... e voi sareste gli europeisti??

È evidente che senza una correzione i sistemi democratici alla lunga si autodistruggono.

L'Italia è praticamente dominata dai liberal-liberisti dal 1992, eh... sono 28 anni che lo Stato e la politica non interviene più attivamente nelle politiche di sviluppo... e si nota!
La democrazia italiana, dal 1992 solo di facciata, è franata allora e sta ulteriormente finendo ora proprio perché c'è un individualismo senza fine... il VOSTRO!

Mi raccomando, continuiamo a ripetere le stesse filastrocche che tutti i politici italiani vogliono che voi ripetiate da mattina a sera...

E il bello è che 30 anni di non crescita e di disastri verrebbero additati da voi a una fantomatica "sinistra" che in Italia non si vede veramente da 30-40 anni!

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Io sono allibito da quest'orda di ultraliberali, è un incubo.

Persino in una crisi economica e sociale senza precedenti (non solo di quest'anno, ma dal 1992 progressivamente in poi) si è così d3f1cienti da ripetere a pappagallo le berlusconate (ormai appoggiate da tutti i partiti).

E mi ferisce ancor di più che ad appoggiare tutto ciò ci sia anche comatrix !

Che squallore...

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, dopo 30 anni di politiche di distruzione del ceto medio, cosa aspettarsi?

Che si risolvessero i problemi in pochi mesi, tra l'altro con la pandemia e tutto il resto che ne è seguito??

Ma Lei lo sa che si sono creati oltre 3 milioni di poveri dal 2011?

B
Burton La Valle 01 Jan 1970 @ 00:00

"il 63% dell'umanità vive nelle grandi città"
Ancora per poco, la gente sta fuggendo dalle città. Vivere accalcati ha perso quasi ogni convenienza ora che i servizi si sono spostati tutti online, puoi far arrivare tutto a casa, e ora persino lavorare a casa. Grazie alla pandemia l'hanno realizzato in molti.
E se non ci sono vantaggi chi te lo fa fare di spendere 3 volte tanto e sopportare calca, parcheggio, smog e puzza?
https://www.theatlantic.com...

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Francamente, Comatrix, mi deludi.

Non la facevo di quella "parrocchia" lì.

Mi dica... nel 1995, quando si raccoglievano le firme per abolire l'intero SSN (e altro ancora sia quell'anno che negli anni '90, tipo i poteri della Proc. Naz. Antimafia, alcuni ministeri, tutta l'INPS, l'INAIL, la Cassa per il Mezzogiorno, etc.)... Lei cosa ne pensava?

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Amazon i soldi li preleva dall'Italia, non li fa arrivare.
Se tu sottrai una parte di reddito differito a chi lavora, non fai altro che aumentare i conti di Bezos alle Isole Cayman.
La verità è che bisognerebbe costringere le aziende a pagare più tasse, non meno. Quelle che non si adeguano andrebbero chiuse fuori dalla porta come si è fatto con le aziende russe. Così si eliminerebbe anche la concorrenza sleale.

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Ehhh, quanto siete facilmente manipolabili dai VERI liberali (che purtroppo controllano il paese e il parlamento dal 1992, con effetti catastrofici evidenti in tutte le statistiche da allora).

Il taglio del cuneo fiscale NON va a vantaggio dei lavoratori, è stato già detto da molti su Twitter... e i soldi a pioggia alle imprese in questi vent'anni, uniti ai continui tagli di tasse a imprese e benestanti, ha prodotto vent'anni di STAGNAZIONE.

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me molti non hanno capito che il green con l'elettrico c'entra molto poco. Sì, l'elettrico inquina meno, ma è giusto un effetto collaterale positivo di un passaggio che gli acquirenti invece fanno per motivi tecnologici.
Inoltre si va verso l'auto come servizio. Se posso pagare 25 euro al mese per riscaldare i sedili della BMW, posso pagare tutta l'auto. L'auto come servizio è il modo in cui si venderanno le elettriche e permetterà di superare il problema dell'alto costo delle riparazioni delle batterie. D'altra parte già adesso la gente acquista a rate, quindi tanto vale pagare un forfait che include tutto.
Completerà il tutto la guida autonoma. A quel punto l'auto come servizio potrà essere condivisa e avere prezzi più abbordabili. Perché diciamocelo, i costi per tutta la tecnologia che stiamo mettendo non si recuperano. Inutile pensare che le nuove auto possano costare 10k euro con tutta la tecnologia che hanno, e questo indipendentemente da termico o elettrico perché anche il termico è diventato sempre più complesso e tecnologico.
Allora qualcuno non ha capito che il termico è già morto, ma non solo, l'industria automobilistica come la conosciamo, con i concessionari, i meccanici, è già morta.
Le auto verranno acquistate, riparate, tandagliate direttamente dalle società di noleggio a lungo termine. E non le porteranno dal meccanico più vicino, avranno un loro centro riparazioni. E non le compreranno nelle concessionarie, ma direttamente dalle case.
Così la gente si libererà dagli oneri ormai pazzeschi della gestione di un'auto di proprietà, con i prezzi ormai folli dei ricambi (per cambiare un faro o uno specchietto ti vanno via 500 euro), dei tagliandi e le truffe dei meccanici.
I punto sono due: chi ha capito e sta già lavorando per essere da subito in questo schema e chi non l'ha capito e rimarrà bruciato, magari continuando a incolpare una qualche lobby qualsiasi che sta obbligando gli acquirenti a comprare l'elettrico.

C
Cloud387 01 Jan 1970 @ 00:00

Io non vedo nulla di Moderno o futuristico in questa nuova economia, vedo solo aziende che si fingono progressiste ed ecologiche ma con il solo scopo do spingere il capitalismo che resta sempre il medesimo.

Ecologia ed economia attuale non possono andare di pari passo.

P
Pip 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, mi sono espresso male, non volevo darti nessuna colpa. Era per dire che non era una critica all'articolo. So che quelle sono le dichiarazioni fatte alla conferenza.

In ogni caso resto della mia idea che forzare limitazioni artificiali alle persone non fa altro che peggiorare la situazione. Quello che ci vuole è soltanto proporre soluzioni più efficienti e che portino veri vantaggi, col tempo le persone tenderanno verso la soluzione che gli porta i vantaggi.
Il tutto però non deve essere imposto con aumenti di tasse e limitazioni, ma deve essere una proposta alternativa a quello che è già presente.
Il progresso non si attua togliendo la libertà alle persone e uccidendole di tasse se vuole muoversi in modo indipendente. Non è progresso, diventa dittatura.
Il vero progresso propone una soluzione e se la soluzione è valida verrà adottata in automatico senza imposizioni dall'alto.

Felice comunque di vedere qualcuno con la mia stessa idea riguardo la città. Ormai è sempre più raro

L
Luigi Melita 01 Jan 1970 @ 00:00

Ciao Pip, quella delle auto non è la mia volontà, è un'idea (di cui ci sono alcuni segnali) che in diversi condividono essere un futuro probabile in alcune zone.

Sul dove vivere la penso esattamente come te infatti mi sto spostando da una situazione isolata (ma in mezzo a tante medie città) ad una ancora più isolata con meno persone di quelle che citi tu ^^'

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché buona parte dei sostenitori e sottoscrittori eco...associazioni, nel caso migliore, sono tabagisti cronici, quindi andrebbero contro se stessi

P
Pip 01 Jan 1970 @ 00:00

"L'obiettivo è chiaro, vendere meno auto ad un prezzo maggiore e guadagnare di più sui servizi aggiunti. Non succederà oggi, ma a tendere le auto saranno per pochi, come accade già da diverso tempo nelle megalopoli orientali, legando il possibile possesso delle auto, ad esempio, all'obbligo di un parcheggio di proprietà/in affitto, a una tassa aggiuntiva da pagare, o alle limitazioni dell'assegnazione di un'unica targa per famiglia e via dicendo."

Scusa Luigi ma è un ragionamento terrificante che nessun uomo sano di mente può trovare sensato, specialmente visto che dalle auto si può espandere a tante altre cose.
Solo una persona così indottrinata da voler abbandonare ogni libertà personale può trovarla una cosa giusta.

Comunque, io sarò l'eccezione alla regola magari, ma dopo aver vissuto 10 anni in città il mio unico pensiero è andare a vivere in un paese di massimo 10.000 persone il più lontano possibile da qualsiasi capoluogo...
E magari seguo il passatempo di mio padre e mi metto anche io a lavorare in campagna come un pensionato...

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Articolo troppo impegnativo per una domenica di luglio

L
LuiD 01 Jan 1970 @ 00:00

Penso sia il tallone d'Achille di ogni democrazia. Vedremo come la cosa si evolverà nei prossimi decenni. Non penso a scenari catastrofici ma è chiaro che c'è un problema.
In Italia abbiamo toccato il fondo con il m5s. Un partito che prende il 30% alle elezione grazie al programma "Votate noi che vi diamo dei soldi per non lavorare". In pratica il gatto e la volpe che entrano in politica.
Una cosa come il reddito di cittadinanza dovrebbe essere incostituzionale.
È evidente che senza una correzione i sistemi democratici alla lunga si autodistruggono.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh è normale capire che dell inquinamento non importa nulla a nessuno...💵💶💷💴💸💸💸💸

s
sailand 01 Jan 1970 @ 00:00

Si fanno auto sempre più potenti, anche elettriche e poi si legifera di imporre l’autolimitatore di velocità. Risultato: consumi elevati anche a bassa velocità per portare a spasso tanto peso inutile.
Non parliamo poi dei suv 4x4 che nel 90% dei casi non vedranno mai neanche uno sterrato: tanto peso in più, consumi in più e minor comfort per le sospensioni più rigide per pura apparenza e parcheggiare sui marciapiedi. Una station wagon sarebbe tanto più efficiente come spazio, comfort e consumi ma vuoi mettere l’illusione di essere un macho pronto al camel trophy.

Anche per le due ruote vuoi mettere fare casino con un bicilindrico 1250 di cilindrata, magari di notte e avere prestazioni peggiori di certi 125? Portare a spasso una quintalata in più inutilmente e soffrire l’assenza di sospensioni posteriori come un vecchio ciao.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Il cambiamento è in atto...tutti a piedi..👍

c
comatrix 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti va fatta in maniera corretta (poi tanto troverebbero probabilmente ugualmente scappatoie)

c
comatrix 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh si, farebbe male agli introiti dello stato ^^
A parte gli scherzi, è nell'indole umana, puoi paragonare la stessa cosa su alcol, droghe e via dicendo, non intendo il contesto ma il concetto (persino gli egizi fumavano)

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

La riduzione dei contributi previdenziali impoverirebbe i lavoratori e farebbe fluire tutti i soldi nei paradisi fiscali.
Va bene avere la mente liberista, ma non da fesso.

W
Watta 01 Jan 1970 @ 00:00

perche non distruggere l'industria del tabacco che non farebbe male a nessuno??

c
comatrix 01 Jan 1970 @ 00:00
per una mente liberista come la mia gli unici strumenti sono quelli di incentivo al lavoro ed alle imprese

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I
Il CdC in CH2O lascia disqus! 01 Jan 1970 @ 00:00

questo è quasi peggio dell'altro.

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Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

il mercato delle auto è il meno "sostenibile" ed orientato al futuro che esista. Centinaia di marche, migliaia di modelli e decine di varianti per ciascuno. infinità di combinazioni di accessori extra. Dimnsioni, peso, potenze, allestimenti nel 90% dei casi esagerati e superflui. Tutto si ripercuote su un sempre maggiore problema di approvigionamenti dei materiali, su un percorso di design ed ingegnerizzazione sempre più difficoltosa etc... chi è causa del proprio mal...

A
Alexxx 01 Jan 1970 @ 00:00

il sunto di tutto è il seguente : il futuro prossimo ci prospetterà miriadi di abbonamenti e mini-abbonamenti per qualsiasi cosa, dalla musica alla tv, dalle macchine all'informazione.
Resta soltanto l'unico scoglio da superare se si vogliono comodamente servizi extra aggiuntivi per ogni cosa ... lo stipendio che qui in Italia è rimasto invariato da anni.
La politica, destra o sinistra che sia come se ci fossero reali differenze, ne ha cominciato a parlare (salario minimo) seppur timidamente eppure nelle super democrazie scandinave (dove funzionano molte cose al meglio) già è realtà da diverso tempo.
Ci sono molte realtà qui in Italia da brividi con lavoratori che guadagnano 3-4 euro l'ora netti...realtà da schiavi moderni, difficile da capire nel 2022 in Italia eppure....