Distruggere un'industria di 250 anni e ricostruirla in 25: scenari futuri al BoB 2022

17 Luglio 2022 153

Sono passati quattro anni dall'ultima edizione del Best of Belron, l'evento che si era tenuto nel 2018 (è biennale) e che nel 2020 è saltato a causa della situazione pandemica. Nell'edizione del 2022 ritrovo lo stesso spirito, espresso però in una società completamente cambiata da tutto ciò che la pandemia si è portata dietro.

Questi due anni, infatti, hanno modificato il modo in cui la società approccia temi come inclusività e sostenibilità, c'è stata una piccola-grande rivoluzione nel modo in cui i dipendenti vedono le aziende e in quello che sono disposti ad accettare sul luogo di lavoro.

Carglass è una di quelle realtà internazionali che forse ha anticipato i tempi su alcune tematiche oggi sulla bocca di tutti. Il Best of Belron ne è un esempio: in un contesto altamente competitivo, dove si spingono i dipendenti a dare il massimo, eventi come questo sono il modo di far sentire le persone al centro dell'azienda perché, come sottolinea il CEO Gary Lubner, sono loro quelle che pagano lo stipendio a tutti gli altri livelli. Si tratta degli ingranaggi che svolgono un ruolo centrale, e che l'azienda coinvolge con iniziative nazionali e internazionali come questa.



L'evento centrale, la competizione, è affiancato da un'attenzione alle tematiche che rappresentano i valori aziendali, e che sono ben rappresentate dalle conferenze: si può passare dal salone con gli speakers a quello con le postazioni di gara per la sostituzione di vetri/parabrezza e ricalibrazione ADAS.

Lo spirito è quello di una competizione volta a raggiungere il massimo dei risultati, lo stesso che l'azienda applica a tutti i livelli. Essere il miglior tecnico è un traguardo molto ambito, tra le postazioni si respira la competizione e il pubblico, pur di addetti ai lavori, è da stadio.

LE SCIMMIE IN UN MONDO IN EVOLUZIONE

Abbandonate le luci, le musiche e i timer dell'arena dove si combatte a suon di prove, la sala conferenze ci racconta di come il mondo stia cambiando e di come oggi sostenibilità e dati siano parole chiave. A proposito di dati, Carglass sta combattendo una guerra (link in Via) contro la limitazione posta dal gruppo Stellantis (con i marchi Fiat e Chrysler) che ha adottato un comportamento che scoraggia la competizione rendendo più difficile l'accesso alle centraline delle vetture

Sulla sostenibilità, invece, viene mostrato a schermo il dato sul riciclo: 80% a livello mondo, 100% per quanto riguarda l'Italia. è proprio con questa introduzione, legata a dati e sostenibilità, che sale sul palco Kjell Nordström, economista, scrittore e relatore che ha trattato recentemente l'evoluzione della società in risposta alla pandemia di Covid-19.


Il mondo è cambiato, la pandemia è il focus del discorsi di Kjell e noi siamo scimmie, rappresentate al volante di un'auto in un'immagine che indica come gli uomini siano restii ai cambiamenti per pigrizia. Per questo, secondo Kjell, quando sarà finita la guerra non torneremo alle vecchie routine, ma la maggior parte di quelle ormai consolidate durante l'ultimo biennio resteranno, perché la pandemia ha forzato il cambiamentoma la nostra "pigrizia" innata ci porterà a non tornare indietro. Insomma, i cambiamenti a cui siamo stati costretti sono ormai sedimentati.

 

Di quali stiamo parlando? Uno fra tutti riguarda l'urbanizzazione, dove si è creato un un "buco al centro della ciambella": le città hanno visto un ritorno alle periferie, meno affollate, e nei centri c'è stata una fuga di persone e di esercizi commerciali. Sarà davvero così?

L'altro cambiamento riguarda invece la globalizzazione, che subirà una battuta d'arresto: ci saranno "imperi" (Kjell ne ipotizza 6 o 7) che si chiuderanno in se stessi, creando una divisione geopolitica di cui abbiamo visto le prime conseguenze anche nel mondo dell'Industria. L'Unione Europea, ad esempio, sta provando a tenere all'interno dei confini la catena del valore delle auto elettriche con la spinta al riciclo delle batterie. La Russia è stata tagliata fuori da economia e commercio da praticamente tutti i produttori, mentre la Cina ha chiuso spesso i confini con la politica dei contagi zero (e le quarantene per ottenerli). 

DISTRUGGERE L'INDUSTRIA E RICOSTRUIRLA

Il tema del cambiamento climatico è stato ormai accettato ed integrato nel mondo business e in quello produttivo, accelerando i processi. D'altronde, per molti, la colpa dei cambiamenti subiti dal pianeta è da imputare proprio all'economia industriale più che all'uomo in sé.

L'uomo esiste sul pianeta da molto tempo, Lucy ha 3 milioni di anni ad esempio, ma l'influenza umana sul mondo è molto più recente di quanto pensiamo. Scorrendo in avanti la linea temporale, per centinaia di migliaia di anni siamo stati ininfluenti per il pianeta, persino nel quindicesimo con il passaggio da Medioevo a Rinascimento o nel diciassettesimo secolo con la Rivoluzione Scientifica.

Bisognerà infatti aspettare la "giannetta" (Spinning Jenny) verso il finire del 1700 per entrare nell'epoca dell'industria e dell'influenza del sistema economico sulla società e sul pianeta Terra. L'Industria, con la i maiuscola, si è creata in un paio di centinaia d'anni e, pur essendo così giovane, oggi va completamente ricostruita. E dobbiamo farlo in 25 anni.

Coltivazioni, acciaio, auto, tutto deve essere ripensato in funzione del cambiamento climatico e l'obiettivo va raggiunto in qualche manciata di decadi, almeno in Europa. Sarà il più grande tsunami dell'Industria e dovrà avvenire in un decimo del tempo che è servito per costruire la grande cattedrale originaria.

URBANIZZAZIONE: ADDIO AUTO

Urbanizzazione, l'altro grande tema da affrontare. Ai tempi della Grande Guerra (e dell'influenza spagnola), c'erano poche città "milionarie" in termini di abitanti: Londra e Pechino sono state le prime dell'era moderna, ma non le prime in assoluto se contiamo gli imperi più antichi.

Oggi la Storia si ripete con molte similitudini rispetto agli inizi del 1900 (Guerra in Ucraina e Covid), ma il 63% dell'umanità vive nelle grandi città, in circa 600 città in tutto il mondo Quelle 600 città rappresentano, a conti fatti, il mercato mondiale a cui i produttori si rivolgono. Sarà però vero che la tecnologia "ucciderà" l'urbanizzazione? Nonostante tutti i discorsi sullo smart working e sulla possibilità di lavorare da casa, molti esperti concordano che la tecnologia non ucciderà le grandi città in favore di un ritorno alle campagne o ai centri urbani più piccoli: la città, la grande città, sembra essere una macchina che produce speranza. Speranza di trovare un lavoro, speranza di trovare un partner, e via dicendo. E noi umani siamo attratti dalla luce e dalla speranza, nessuna tecnologia potrà cancellare questo.

Per ragioni pratiche, quindi, lo scenario che si dipinge è quello di una popolazione mondiale che vivrà su una percentuale a singola cifra della superficie del pianeta.

Curiosità: le donne si spostano prima in città rispetto agli uomini nelle zone in cui l'urbanizzazione è in crescita.

Proprio per questo motivo, da un lato c'è una spinta a rendere le grandi città più vivibili a livello di inquinamento locale (parliamo banalmente di effetti diretti sull'uomo, non di CO2) e da qui la spinta all'elettrico. Dall'altro, strettamente correlata, c'è l'esigenza di ridurre le auto di proprietà, specie nei contesti urbani.

L'obiettivo è chiaro, vendere meno auto ad un prezzo maggiore e guadagnare di più sui servizi aggiunti. Non succederà oggi, ma a tendere le auto saranno per pochi, come accade già da diverso tempo nelle megalopoli orientali, legando il possibile possesso delle auto, ad esempio, all'obbligo di un parcheggio di proprietà/in affitto, a una tassa aggiuntiva da pagare, o alle limitazioni dell'assegnazione di un'unica targa per famiglia e via dicendo.

INTELLIGENCE AS A SERVICE

Punto numero tre dello scenario futuro immaginato da Kjell: Intelligence as a Service. C'era una volta un mondo in cui, e gli smanettoni di elettronica o che sperimentavano con i primi rudimenti di programmazione lo sanno, accedere alle informazioni non era facilissimo, persino quando Internet già esisteva, anche se andava a 56K...

Le informazioni le creavano gli appassionati online nei forum, non c'erano tutorial per ogni cosa. Il 2022, invece, ci presenta uno scenario diverso, con Internet che offre una risposta condensata e prefabbricata a qualsiasi domanda o esigenza. Ad esempio, come cambiare la pasta termica ad un notebook.

La tendenza è quella di uno sviluppo e categorizzazione delle informazioni online, anche di qualità e a livello accademico/scientifico, che saranno fruibili con un "abbonamento" esattamente come oggi Spotify ci permette di accedere a tutto il catalogo musicale, senza andare a recuperare su Napster un brano alla volta ad esempio.

Le informazioni oggi seguono la stessa strada della musica, paghi un piccolo prezzo (la connessione o una sottoscrizione) e hai a disposizione tutta la conoscenza degli esseri umani. E questo ha accelerato i tempi, anche della Scienza: ad inizio pandemia si diceva che ci sarebbe stato bisogno di 10/15 anni per creare un vaccino, ma la conoscenza condivisa e accessibile da ogni parte del Mondo ha permesso di ridurre notevolmente le tempistiche.

SIAMO TUTTI CAPITALISTI GREEN

L'ultimo punto riguarda il capitalismo, ormai assodato come universale visto che i Paesi principali, persino quelli più lontani dal pensiero occidentale, si sono configurati come economie di mercato (esclusa la Corea del Nord).

Al mondo parliamo tutti la stessa lingua dell'economia, e oggi questa lingua è subordinata al tema della sostenibilità. Qualcuno grida al "greenwashing" da seguire come regola di compliance aziendale, ma non è affatto così: oggi (e domani ancora di più), sostenibilità significa avere un vantaggio competitivo

L'industria, infatti, funziona a monopoli temporanei, dove temporaneo può significare anche durevole anni o decenni: iPhone, Ikea, Coca Cola, sono tutti marchi che da tempo sono al comando, in diversi settori. Vince chi fa le cose un pochino meglio degli altri e l'azienda vincitrice mantiene lo scettro se se continua ad essere un pochino migliore, pur svolgendo la stessa funzione e offrendo lo stesso servizio delle concorrenti.

Oggi, in quel concetto di "fare un pochino meglio", è entrato prepotentemente il tema della sostenibilità e dell'inclusività, ed è chiaro che per le aziende che vogliono restare in testa alle classifiche si tratta di qualcosa di imprescindibile


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Commenti

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Cpt. Obvious

Eh, appunto, dal 2006 ad oggi, in 3 auto, la dotazione avuta è stata più o meno sempre la stessa.

Sagitt

E bhe se vai di 10 anni in 10 anni è ovvio!!

Cpt. Obvious

Io ti sto parlando della mia macchina attuale, acquistata nel 2019, rispetto a quella che avevo nel 2006.

Sagitt

Ah sì? 15 anni fa erano presenti fari a led matrix? Frenata automatica? Guida livello 2? Sistemi multimediali di gestione veicolo? Camere 360? Parking assist? Sedili massaggianti? Bla bla…

Alcune cose su veicoli di fascia alta erano presenti, molte altre no che ora sono pure sul segmento A.

Cpt. Obvious

15 anni fa avevo un'auto con più accessori dell'attuale.
Quella nuova in più ha uno scomodissimo touchscren (non avendo navigatore o altro è solo inutile e scomodo senza vantaggi) ed il FAP.
Su tutto il resto non cambia una mazza di niente.

Cpt. Obvious

Fai il pendolare! FTFY

Corrado Miglio

Se facessimo tutti così sarebbe un delirio burocratico di attivazione, disattivazioni, ecc.

Lunariano

È troppo macchinosa e limitata. Puoi sospendere solo poche volte e quando riattivi devi aspettare il giorno dopo. A me serve usare la macchina quando piovd

Gianluigi

ma il punto è che è già chiarissimo che la stragrande maggioranza delle auto saranno elettriche in un futuro non molto lontano.
Imho, dovremmo avere un piano per approfittare di questa transizione al meglio, invece che continuare a discutere su idrogeno e efuel.
Per meglio dire, anche l'idrogeno può essere un'industria molto interessante (già lo è), ma il suo utilizzo ha molto più senso direttamente nei prodotti chimici, dove ha già un ottimo mercato.
L'Italia, per la sua posizione e clima, ha il potenziale di diventare un grosso produttore di idrogeno verde e di virare fortemente sulle rinnovabili, anche con una filiera nazionale. Insomma, mi preoccuperei di spingere nei settori dove si può creare occupazione, più che altro.

al3xb3rg
uncletoma

no, non vivo nel medioevo, anche se da sodale di FEL non mi dispiacerebbe come esperienza, vivo una vita normale.

Cpt. Obvious

Ho la fortuna di non aver a che fare con le limitazioni al traffico milanesi, quindi non so di quali aree tu stia parlando.
Sono entrato a Milano in auto una sola volta e non era la mia auto.

Comunque, concordo che non limiterebbe l'acquisto di SUV, ma do per scontato che un qualche tipo di tassa si pagherà sempre e comunque, almeno parametriamola su qualcosa di sensato nel contesto.

Sandro

Le grandi città non hanno più senso, il lavoro e il partner te le trovi con le app (comunque meglio mogli e buoi dei paesi tuoi). Un bilocale nella metropoli costa come una villetta con piscina in una paesino, di cosa stiamo parliamo?

Corrado Miglio

Va beh se vivi nel medioevo non puoi pretendere che lo facciano tutti...

Corrado Miglio

esiste la sospensione, tipo d'inverno, che ti fa guadagnare qualche mese sull'anno successivo.

Corrado Miglio

ok

max76

Se mi parli di area C ti do ragione, l' area B di Sala fino ai confini di Milano è una follia

Cpt. Obvious

Mhhh...
Mi sa che i paesi che intendo io sono diversi da quelli che intendi tu.
Perché il discount lo trovo a 3Km di provinciale, perché sono residente nelal frazione più vicina, ma c'è chi deve farne oltre 10 di stradine collinari e provinciale, senza nemmeno uscire dal comune.
E la pizza a domicilio non c'è e non c'è mai stata, perché se devi muoverti in tutto il comune con consegne che distano diversi Km l'una dall'altra, il servizio non può funzionare.

Cpt. Obvious

Lo so, concordo pienamente, ma non è nemmeno corretto che paghi sempre il povero impiegato con la panda che fa il pendolare per andare in ufficio, mentre il tizio con il Cayenne a GPL gira in ZTL tranquillo.

LuFranco78

Andate, andate tutti a vivere ammassati nelle vostre belle grandi città e correte a rincorrere il fatturato. Fate pure.
Se mi cercate, sono in campagna con un bel giardino, casa sostenibile e quasi autonoma e una bella panda 4x4 di 12 anni a GPL che ne durerà almeno altri 20.
Saluti dal passato.

Burton La Valle

I portapizze sono sempre esistiti e anche in paese trovi un discount a distanza di breve passeggiata. E nessuno ha parlato di non usare la macchina...

nickmot

No. Perché prendiamo la macchina ed andiamo dove vogliamo.

uncletoma

Minoranza non so, non conosco tutta l'Italia
E' che, si, purtroppo da noi il trasporto pubblico è sempre stato svantaggiato rispetto a quello privato

uncletoma

come tutti
prossimamente autoprodotta
non so, c'era già
https://www.ovs.it/sostenibilita
uno dei due ha plastica non riciclata al 100%. Però hanno entrambi meno plastica di una singola automobile
potrebbe essere, mica le conosco tutte
ma più di buona parte di altri

Burton La Valle

L'assenza di supermercati e pizzerie non penso sia mai stato un problema per chi vive in paese

uncletoma

In Italia purtroppo si, anche a causa ai caLLi degli Agnelli

uncletoma

Si, purtroppo hai perfettamente ragione. A me piacerebbe che l'Italia diventasse una nazione ben servita da mezzi pubblici moderni, poco o nulla inquinanti, e dove la gente, se può, lascia a casa l'auto.
(poi, ovvio, il medico che è chiamato da un paziente...)

Antonio Guacci

Vivi in una casa in cemento, acciaio e vetro.
Usi corrente elettrica.
Hai mobilio fatto, oltre al resto, con collanti e viterie.
Usi indumenti con coloranti industriali.
Utilizzi mezzi privati con componenti, tra le altre, in plastica solo parzialmente riciclata.
Promuovi con la tua vita aziende chimiche e petrolchimiche, fonderie, fabbriche che non rinnovano periodicamente anche solo i filtri, o smaltiscono nel modo corretto gli scarti produttivi (fidati: ne ho visitate centinaia nella mia carriera, e di perfettamente in regola ne ho vista solo UNA).

La tua esistenza è ben lontana dall'essere carbon neutral, direi anni luce, figurati quindi essere addirittura "carbon neutral" come ti illudi.

nickmot

Certo, dipende dove si vive, ma le zone ben servite sono la minoranza.
Era questo che volevo dire.
Che poi non basta avere la stazione degli autobus/treni, devono esserci in quantitá sufficiente, per le destinazioni giuste e con gli orari ed i collegamenti giusti.
Che se prendo il treno e l'unico autobus per la zona industriale parte 3 minuti dopo l'arrivo del treno, basta un ritardo o fermarsi al binario 14 invece del 2 e ti tocca chiamare un taxi per arrivare in ufficio.
Ora, 3 minuti sono un margine talmente misero da rischiare ogni giorno, ovvio che in quei casi fai a meno dei mezzi e vai in auto.
Eppure "tecnicamente" i mezzi ci sono.

uncletoma

Ma, guarda, da me la zona costiera è servita venissimo dai mezzi pubblici (treni e bus). Al contrario dell'entroterra che, purtroppo, manca di una linea ferroviaria (e le linee autobus sono penose).
Dipende da dove si vive: se hai la stazione e gli autobus puoi rinunciare all'automobile, non tanto ad averla (può sempre servire) ma ad usarla.

uncletoma

Ma assolutamente no, per essere carbon negative non serve molto. Bastano anche piccole cose, tipo rinunciare a usare una stampante (sono paperless da 5 anni). Hai idea dell'orma di anidride carbonica di una risma di carta? (poi, ovvio, in certi ambiti lavorativi e in certe fasce d'età o per certi vecchi dentro la carta è irrinunciabile)

comatrix

Come perché O_o

Andre

Esatto, io ci ho pensato seriamente quando lavoravo a 7 km da casa che
facevo in bici visto che la macchina la usavo una volta alla settimana per la
spesa. Ora invece vado 2 o 3 giorni a settimana a lavorare in un paesino
sperduto in campanga, la stazione più vicina è a 30 km, in macchina ci
metto 1:45/2 ore, con i mezzi ce ne metterei più di 4

nickmot

Non sono le eccezioni, sono la regola.
Chiedi a qualunque pendolare.

N3R0

se non ci sarà un utilizzo degli e-fuel o al limite idrogeno, per l'industria di settore, italiana in particolare, sarà un disastro. Ah, ma l'occupazione si ricicla...

Dirk Diggler

Perché non avete messo in copertina una in costume ....siete dei patetici

Antonio Guacci

Ti ho già scritto: va' a vivere come un amish, in una casetta di legno o pietra in una vallata sperduta, senza corrente elettrica, vivendo solo di coltivazione e di allevamento.

Questa è l'unica strada percorribile per smettere di ammazzare ogni giorno i tuoi figli.

uncletoma

esattamente quello che mi dicevano nel 2003 quando parlavo di soluzioni da mettere in campo pper scongiurare una crisi idrica. Ora che c'è una crisi idrica qualcuno le sta (male) mettendo (ad mentula) in campo (e solo alcune)

Tommers0050

non sono negazionista, ma la tua idea e' proprio di uno fuori dal mondo al limite della pazzia, tutto qui.

uncletoma

Purtroppo è l'unica strada percorribile in Italia.
Oppure telefono alla Rolls Royce e mi faccio installare una delle loro SNR?

Antonio Guacci

Il fotovoltaico equivale a un debole palliativo e a tanto fumo negli occhi: io che lavoro nel settore vetraio, realizzando anche componenti dei pannelli, potrei tenerti qui ore, a raccontarti della m... che si rilascia nell'ambiente durante la loro produzione.

Continui comunque ad ammazzare un pochino al giorno i tuoi figli, come tutti noi.

uncletoma

Manca la Z e poi sei a posto. Negazionista del climate change?

uncletoma

la firma di carbonio tra le due è palesemente diversa.
giusto per, il problema dei cambiamenti climatici è noto dagli anni 80, solo dopo è esploso nelle sue drammatiche conseguenze, soprattutto perché abbiamo poco tempo per diventare carbon negative (neutral non serve a una ceppa).
vero, ci sono fattori più inquinanti del singolo automobilista, ma scommetto che quel singolo automobilista è pure un mangiatore seriale di carne, magari a basso prezzo.

uncletoma

risposto sopra (è mia intenzione rendermi energicamente autonomo tramite pannelli solari)

uncletoma

mai preso un aereo, ovvio che le lampadine le ho e ho pure l'acqua calda e i termosifoni, ho i condizionatori, messi dopo il grande caldo del 2003, accesi volta e basta. Ho un PC, il cellulare lo ricarico tramite powerbank da 50k (ricarico quella una volta al mese, mese e mezzo). E farò installare, a settembre/ottobre, i pannelli solari per rendermi autonomo in ambito energetico. E sono a favore del nucleare.
Sul fatto che è l'intera popolazione a dover cambiare stile di vita hai ragione.
Magari iniziando dai tedeschi.

max76

Eccezioni da milioni di persone in tutta Italia...non si può fare un ragionamento così dai

uncletoma

Ma, sai, se vivi in paese, in paese c'è la stazione del treno, per andare a lavorare nella metropoli puoi farlo. Poi, se lavori in un posto o non raggiunti da mezzi pubblici, o troppo lento da raggiungere con i medesimi l'auto va bene. Ma sono, sul totale complessivo, eccezioni e non regole.

Sir Lipton Icetea

mi sono perso a Lucy che tre milioni di anni fa comprava un pacchetto di servizi da carglass e che dopo aver visto un tutorial su internet sottoscriveva un abbonamento a Spotify.

max76

Ma non puoi mettere tasse su tasse.
Alla fine il risultato sai qual'è?
Che la gente si compra lo stesso il SUV, paga, lo stato incassa, e il problema dei parcheggi c'è lo stesso.

E lo sai perché c'è?
Perché negli anni non è stato fatto un piano serio di mobilità pubblica capillare ed efficiente, e un piano parcheggi (dai tempi del magna-magna dei Ligresti!)

nickmot

Se vuoi abbandonare l'auto, queste cose diventeranno la necessitá.
Come puoi fare spesa con la bici?
Ti porti i surgelati sotto il sole per Km?
é ovvio che se tu non ti rechi ai servizi, sono i servizi che si recherebbero da te.

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