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Viaggio nella Turchia delle auto: quello che (forse) non sapete e perché serve saperlo

E se vi dicessimo che il vostro clacson proviene molto probabilmente dalla Turchia?

Viaggio nella Turchia delle auto: quello che (forse) non sapete e perché serve saperlo
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Luigi Melita
Luigi Melita
Pubblicato il 19 ott 2021

Con il Gran Premio che ha incoronato Bottas, il 2021 ha confermato nuovamente la Formula 1 in Turchia, circuito tra i più recenti perché inaugurato nel 2005 trasformando in realtà il progetto di 5.338 metri disegnato da Helmann Tilke. 

Negli anni, Istanbul ha partecipato in maniera discontinua agli eventi della "major league" del mondo dei motori. Dal 2005 al 2011 è stata tappa fissa per il circus, tornando poi nel biennio 2020-2021 (qui il calendario F1 2022).

La tappa della F1 è stata, personalmente, l'occasione per un primo contatto con Istanbul e la Turchia, un Paese non troppo lontano geograficamente ma noto ai più solo per le cronache e reso più distante dal pregiudizio che spesso intrappola la mente di chi è poco solito viaggiare. Si tratta di una realtà diversa, è vero, ma le connessioni con il mondo occidentale sono sempre di più e sono tantissime quello con il settore automotive. Infatti, non tutti sanno che…

LA TURCHIA DEI MOTORI

Spesso ce lo si dimentica, ma la Turchia è tra i principali poli di produzione per diversi marchi europei e non. Qui Fiat e Renault sono molto forti, al punto che le auto che si incontrano per strada portano spesso questi marchi (o la loro versione ribrandizzata) e i gusti locali sono ancorati alla classica berlina (Fiat Tipo tra queste). Tale variante carrozzeria viene quindi proposta anche per modelli che in Europa non hanno questa versione e le berline (41,3%) sono ancora in grado a resistere all'avanzata dei SUV (34,1%) in termini di quota di mercato. Le hatchback sono al 22,6% (dati relativi a H1 2021).

Tofaş

Tofaş è tra le aziende con sede a Istanbul e che posizionano gli impianti produttivi a sud, nella città di Bursa. Fiat, con gli Agnelli, ha inaugurato questa fabbrica compartecipata dalla locale Koç Holding di Vehbi Koç nel 1968: tre anni dopo vennero aperti gli impianti e, nel 1971, la versione turca della Fiat 124 (Murat 124) uscì dalla linea di produzione. La nuova Fiat Tipo (in Turchia si chiama Egea) è il modello più recente prodotto dall'impianto di Bursa, ora sotto l'egida di Stellantis che ha proprio qui uno dei centri di Ricerca & Sviluppo.

Oyak Renault

Centro produttivo del Paese, Bursa ospita anche l'impianto Oyak Renault, fondato nel 1969 sotto il controllo di Renault e Oyak. Dalle linee produttive escono la Clio 5 e la Megane berlina (Fluence) ma sono i motori a giocare il ruolo di protagonisti con una produzione doppia rispetto a quella delle auto in termini di unità, superando quota 700.000.

Ford Otosan

Ford Otosan è un altro dei poli industriali automotive e segue la stessa logica aziendale per le imprese che vogliono investire e produrre in Turchia: è anch'essa partecipata dall'azienda straniera (gli americani in questo caso, tramite una controllata tedesca di Ford) e dalla turca Koç Holding, entrambe al 41%. Il restante 18% è pubblico grazie alla quotazione in borsa. Oltre alla produzione è presente un centro di Ricerca & Sviluppo e dal 2023 la gamma elettrificata di Ford Transit sarà prodotta dalla joint venture nella provincia di Kocaeli che già produce i Transit tradizionali e che ospiterà anche i veicoli commerciali da 1 tonnellata di Volkswagen nell'ambito della collaborazione che fornirà agli americani la MEB

Oltre ai principali poli e gruppi industriali citati, ci sono altri marchi che hanno in Turchia le loro attività produttive. La nuova Hyundai Bayon, il più piccolo dei SUV dei coreani, è l'ultima figlia dell'impianto di Izmit (1997) e da qui viene esportata in tutta Europa, nascendo dalla stessa linea e dalla stessa piattaforma di Hyundai i20.  

Anche Toyota ha "un piede sul Bosforo": l'impianto è quello di Sakarya, ad est di Istanbul e Bursa, ed è uno di quelli che danno i natali a Toyota C-HR e Toyota Corolla. 

Daimler, invece, ha scelto Aksaray nel 1986, posizionandosi nel cuore del Paese. L'impianto è dedicato ai veicoli commerciali e ai truck, tra cui l'Actros. Recentemente il gruppo ha inquadrato la divisione truck e autobus sotto il neo-nato marchio Daimler Trucks della Daimler Truck Holding: in Europa i poli produttivi delle motrici sono quello tedesco di Wörth e quello turco di Aksaray. Anche in questo caso non si parla solo di produzione ma di un centro di Ricerca & Sviluppo che assorbe investimenti nell'ordine dei milioni di euro (8,4 nel 2018).

C'è chi resta e chi se ne va: Honda chiuderà la fabbrica di Gezbe nel 2021 in concomitanza del fine vita della Civic berlina e conseguentemente alla volontà di spostare gli investimenti sulla produzione elettrica dei prossimi anni.

LA TURCHIA DEI CLACSON

Altra protagonista della "Bursa automotive" è Seger, azienda che produce la voce delle nostre auto. Vengono da qui, infatti, i clacson per moltissime delle vetture in circolazione. Seger è uno dei fornitori di Audi, Citroen, Ford, Hyundai, Mercedes, Opel, Peugeot e Renault, ha lavorato anche con Tesla per la Roadster di prima generazione, traguardo che i turchi considerano motivo di vanto tanto da inserire nella .loro timeline il lancio nello spazio del 2018, un primato per un marchio del Paese.

Seger ha prodotto almeno 110 milioni di clacson esportandone la maggior parte (80%) in circa 70 diversi Paesi

Insomma, si tratta – quasi – di un monopolista: in Europa ci sono solo tre aziende che producono clacson e in tutto il mondo si arriva a poco più di una decina. L'azienda ha recentemente annunciato che punterà al mondo delle auto elettriche grazie alla sua competenza che abbraccia anche elettronica e parti elettro-meccaniche, oltre ad avere già accordi di fornitura per la TOGG, il consorzio nato nel 2018 che si sta occupando di produrre il primo modello sviluppato completamente in Turchia.

LA TURCHIA DELLE AUTO ELETTRICHE DI TOGG

Sono cinque le auto elettriche nei programmi del produttore Turco TOGG: SUV, berlina, hatchback di segmento C, crossover (B-SUV) e monovolume compatta. Questo il piano industriale per il 2030, un progetto che prenderà il via con il SUV nel 2022 e proseguirà poi con la berlina elettrica (2024).

TOGG è l'acronimo di Türkiye'nin Otomobili Girişim Grubu, traducibile con Turkey Automobile Joint Venture Group. Il consorzio ha il sostegno dello stato e racchiude diverse competenze derivanti dalle aziende coinvolte: Anadolu Group, BMC, Kiraca Holding, Turkcell e Zorlu Holding

La piattaforma è stata sviluppata negli ultimi anni e i concept sono già stati presentati. Il pianale è pensato con l'elettrificazione in mente e, per il SUV, si parla di 300 e 500 km di autonomia a seconda della batteria montata, saranno infatti proposte due versioni come accade per diverse auto elettriche: Tesla Model 3 SR+ e LR, Hyundai Kona Electric da 39 e 64 kWh e via dicendo.

Basato su una piattaforma a trazione posteriore (200 CV) o integrale (400 CV), il SUV avrà la ricarica rapida (30 minuti per 0-80%), aggiornamenti OTA, supporto al 5G, HUD e guida semi-autonoma di Livello 2 con predisposizione al Livello 4. Il design dell'auto è stato realizzato in collaborazione con Pininfarina (insieme al centro stile di TOGG) ed è stata proprio l'Italia il palcoscenico per la presentazione dei due prototipi.

LA TURCHIA PER L’EUROPA

C'è un altro tema importante da affrontare quando si parla di Turchia, ed è quello che fonde logiche industriali e geopolitica. La pandemia ha insegnato, o meglio ricordato, come la delocalizzazione estrema sia un problema in contesti di crisi globale, ne è un esempio lampante la crisi dei chip. 

In realtà è l'intera catena di approvvigionamento e produzione che soffre e i piani delle aziende si sono modificati anche per far fronte a possibili crisi future. Per questo motivo diventerà fondamentale accorciare la filiera, se non localmente all'interno dellUE, almeno nella macro area della parte occidentale del Vecchio Continente, con il Mediterraneo a fare da fulcro per abbassare i costi di produzione (come disse Marchionne).

L'Unione Europea è già l'interlocutore principale della Turchia in entrambe le direzioni industriali: non ci sono solo i flussi produttivi in uscita ma anche quelli dedicati al mercato interno che ha visto un boom nel numero di auto vendute passando da 4,6 milioni nel 2002 a più di 13 milioni nel 2021 (dati riferiti all'intera nazione).

Il boom dell'auto degli ultimi anni è una delle cause principali del traffico di Istanbul, megalopoli su due continenti che, con soli tre ponti ed un tunnel a collegare la parte asiatica a quella europea, fatica a smaltire i più di 4,5 milioni di veicoli ufficialmente censiti. 

Resterà quindi da capire come si evolverà il discorso tra politica e industria nell'ottica di un panorama destinato a cambiare profondamente nel decennio appena iniziato.

LA TURCHIA VERSO LE ZERO EMISSIONI

Nell'analizzare la situazione del mondo auto in Turchia, poi, vanno considerate anche le prospettive future in termini di elettrificazione e rotta verso le zero emissioni, tema caro anche al mondo automotive che opera nel Paese. Da gennaio a settembre 2021, sono state 1.560 le auto elettriche vendute nel Paese, numeri irrisori se comparati con le 47.000 unità (comunque poche) dell'Italia, ma che lanciano un primo segnale di cambiamento. In proporzione, la quota di mercato per le elettriche in Turchia nei primi nove mesi del 2021 è dello 0,4% mentre per l'Italia è del 4%.

L'infrastruttura è ancora da sviluppare ma il movimento è tangibile e lo scenario mostra la necessità di fare un passo verso l'unificazione e il roaming dei fornitori di servizi: se in Italia si è già a buon punto (anche se con diverse criticità), in Turchia l'interoperabilità tra i network deve ancora concretizzarsi e bisogna armarsi di varie applicazioni. 

Diversi, poi, i piani dei gruppi industriali legati all'automotive per arrivare alle zero emissioni: Ford Otosan ha già parlato del 2040 con un programma che coinvolge i mezzi elettrici per le brevi-medie distanze e l'idrogeno per i trasporti, con un graduale passaggio dagli ibridi diesel (gasolio + fuel cell) ai fuel cell elettrici. Il contesto energetico del Paese è quello di una quota di produzione da rinnovabile del 14,6% nel 2020.

MUSEO RAHMI KOÇ

Sulle rive del Corno d'Oro trova posto il Rahmi Koç Museum, complesso di dimensioni importanti che si avvicina più alla collezione privata che ad un museo nel senso tradizionale, pur presentando diversi cartelli informativi (bilingue, Turco e Inglese, un'importante attenzione da non dare mai per scontata) sui modelli in mostra e una piccola sezione interattiva per i più giovani.

Rahmi Koç, figlio di Vehbi, è legato a doppio filo con il mondo automotive anche se la Koç Holding, il conglomerato industriale, è coinvolta in una serie di attività che spaziano dall'elettronica all'energia passando per informatica, costruzioni e via dicendo. Nel mondo delle quattro ruote ci si ricollega alle già citate Tofas e Ford Otosan. 

Trasporti, Industria e Comunicazioni: queste le tre sezioni in cui si suddivide l'esposizione che include al suo interno aerei e un sottomarino (visiatbile al suo interno), centinaia di automobili di diverse epoche (molte dagli anni sessanta agli anni novanta), bici e motociclette, treni e modellini di ogni genere. 

FUORI TEMA: COSA VEDERE SE…

… se, come me, vi trovate a Istanbul per un viaggio di lavoro e avete poco tempo per visitare la città. 

Aya Sofia (o Hagia Sofia) e la "Moschea Blu" sono i grandi classici: si trovano una di fronte all'altra e si sfidano letteralmente viste le origini: la prima è nata con Giustiniano e reca i segni del mondo bizantino e cristiano prima di diventare moschea, museo e, poi, nuovamente moschea. La seconda nasce quarant'anni dopo quella di Solimano come simbolo del mondo islamico per volere del sultano Ahmed. La sua volta con le semi-cupole che portano alla cupola centrale è affascinante.

A pochissima distanza ci si ritrova nella piazza dell'antico Ippodromo di Settimio Severo (200 A.C.), ulteriore esempio di come Istanbul sia stata crocevia di popoli e culture. Resta poco da vedere, ma troneggiano i due obelischi: quello di Teodosio (preso dall'Egitto), e quello di Costantino, spogliato ormai dalle lastre di bronzo che lo ornavano.

In tema di furti antichi, vengono da qui i cavalli oggi posti in piazza San Marco a Venezia. I monumenti storici, inclusa Aya Sofia stessa, sono l'esempio della lungimiranza esercitata  nel conservare e integrare i passaggi delle altre civiltà, anziché cancellarli come fatto da altre culture nella storia.

Per fare due passi c'è Istiklal Caddesi, la strada che parte dalla Torre di Galata e arriva a Piazza Taksim. D'obbligo poi provare il caffè (quello turco, preparato nel cezve o ibrik): in quanto italiani ci vantiamo (erroneamente) di essere gli unici a saperlo fare. Non è così.

Se, a differenza del sottoscritto, avete più tempo, il consiglio è quello di eliminare il velo di pregiudizio (o di ignoranza nel mio caso) e fare due ricerche online per le prossime vacanze di chi ha già girato l'Italia in lungo e in largo e cerca, pandemie permettendo, una nuova meta. Sfogliando la classica rivista turistica da aereo, mi sono stupito nel constatare la varietà di ispirazioni. Dalla regione della Marmara (con i richiami alla guerra di Troia) a quella dell'Egeo a Ovest, fino all'Anatolia dell'Est, la Turchia ha più varietà di quanto potessi pensare e ha tantissimi tratti in comune con il nostro Paese, offrendo montagne e località sciistiche, mare, immersioni, cultura, natura e una variopinta tradizione culinaria.

E il kebab che conosciamo in Europa non è che una pallida imitazione di quelli (sì, plurale) che si possono assaggiare in Turchia!

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Commenti Regolamento
F
Fabrizio Spinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Vabbè, essere un poveraccio non ti giustifica.

Adieu :D

z
ziocanaja 01 Jan 1970 @ 00:00

poveraccio

F
Fabrizio Spinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa sarebbe l'argomentazione?
Ti hanno bocciato a Dialettica I?

z
ziocanaja 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei deprimente

F
Fabrizio Spinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, te la canti e te la suoni da solo. Veramente ben argomentata. Continua così che probabilmente ti daranno un premio.

F
Fabrizio Spinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Mia moglie è azera.
Convivenza di sciiti e sunniti. >
Elogiati a suo tempo da Papa Woytila per la tolleranza verso le minoranze (ebrei e cattolici in primis).
Donne che guidano, fumano e studiano senza problemi.
Poi, sono un paese perfetto? No, ma manco noi, viste le ingerenze del Vaticano.

z
ziocanaja 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci penso tranquillo, e penso prima di scrivere... sarebbe bello tu facessi altrettanto.

F
Fabrizio Spinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma figurati se lo fanno.

F
Fabrizio Spinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

La mia, eh? Invece la tua argomentatissima, vero? Penserei prima ai tuoi di imbarazzi, invece che a quelli degli altri...

z
ziocanaja 01 Jan 1970 @ 00:00

Risposta da chi non sa cosa rispondere...imbarazzante

q
qandrav 01 Jan 1970 @ 00:00

prossima settimana articolo sulla ridente corea del nord?

F
Fabrizio Spinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

è come dire che tutti gli italiani sono fascisti...

F
Fabrizio Spinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Oppure ti ci pulisci tu.

D
Danny #ἡδονή 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà il turco medio è più ignorante di uno italiano, e gli italiani sono mediamente MOLTO ignoranti.
Questo è un grande problema.

D
Danny #ἡδονή 01 Jan 1970 @ 00:00

L'accettazione dei diritti umani è legata al contesto culturale.
È difficile per una società che non ha conosciuto l'Illuminismo concepire il concetto di diritto umano, legato al concetto di individuo, legato a una sensibilità collettiva.
Lo capiscono, ovvio, ma difficilmente danno al concetto gli stessi attributi che gli diamo noi, tanto che i diritti umani sono tutelati sul serio solo in Occidente, soprattutto in Europa.
Poi questo non significa che anche da noi non ci siano problemi, PER CARITÀ, però diamo loro un valore enorme.
Cina, Corea, Russia, paesi musulmani tutti non hanno la stessa attenzione.
La questione femminile è sempre molto complicata, in parte perché i loro diritti implicano un controllo da parte degli uomini non scontato (ma doveroso), in parte perché scardinare ruoli così tradizionali non è mica cosa semplice.
Ti ricordo che nella dichiarazione del 1789 le donne non erano considerate, solo nel 1948 lo sono state.
Se ci pensi sono 3 generazioni, non è tantissimo e comunque molto è stato fatto.
L'omosessualità era ritenuta una malattia, quindi ha tutta una storia a parte molto più semplice in realtà. È la tutela delle minoranze, ma cambia nulla a noi. L'emancipazione femminile cambia invece il nostro modo di vivere quotidiano.

S
Sheldon! 01 Jan 1970 @ 00:00

Si si ma infatti, fino a fai 5 - 10 anni fa era un paese veramente interessante e in crescita, dopo il "fallito golpe" addio

s
sopaug_ 01 Jan 1970 @ 00:00

quoto purtroppo. Ero stato in Turchia 10 anni fa, ci sono tornato per pochi giorni di lavoro prima di quest'estate (a Istambul oltretutto, mica chissadove) e la situazione è completamente differente al netto della situazione covid. Un peccato. Però oh a un certo punto se a loro va bene così...

M
Marco 01 Jan 1970 @ 00:00

macché ortografia, magari fosse solo un errore di forma!

N
Nummepija 01 Jan 1970 @ 00:00

LOL
quando non si ha voglia di fare una cosa o ascoltare qualcuno le scuse si trovano tutte.
Vorrei proprio vedere se andando in gran Bretagna trovassi un muro di incomunicabilità solo perché non hai un inglese perfetto, indipendentemente dalla tua preparazione o le tue idee, cosa penseresti... la forma aiuta a esprimersi in modo chiaro e efficace, ma è il mezzo non il fine.
Poi se sei allergico agli errori ortografici, fai una nota neutra oppure passa oltre senza altre allusioni e stai sereno che di "apriorismo " ne abbiamo visto abbastanza.

S
Sheldon! 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah si, la Turchia, la liberissima e apertissima Turchia, che ogni anno ne va indietro di 4

noto ai più solo per le cronache e reso più distante dal pregiudizio che spesso intrappola la mente di chi è poco solito viaggiare.

Questa e mia, mi ha incuriosito perche ho pensato "Chissà come fa a taggare l'amica"

https://uploads.disquscdn.c...

R
Riccardo sacchetti 01 Jan 1970 @ 00:00

Cosa vi azzecca con l'articolo?

R
Riccardo sacchetti 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma anche si!

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarà il mio imprinting universitario, ma quel "politico" ha fatto più danni con una campagna contro quel campo, che bene con le successive azioni che non riesco a lodare. Capisco comunque il tuo discorso, lo vedo succedere di continuo in un verso e nell'altro come dici tu, ma il problema è proprio questa politica a caccia di consensi anche da chi ha ideologie persino diametralmente opposte alle nostre.

M
Marco 01 Jan 1970 @ 00:00

"se avresti vissuto". Ho smesso qui di leggere il tuo commento...

D
DefinitelyNotBruceWayne 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti do ragione, ma era per ribadire il fatto che, anche a livello politico, c'è una certa incoerenza. Tanto per ribadire la cosa uno di questi personaggi, dopo aver fatto la scenetta con i giornalisti e averne dette di cotte e di crude alla comunità rom, poi, a microfoni spenti e di "nascosto", si è assicurato in vari modi che i bambini del campo nomadi avessero tutto il necessario per studiare e, da quello che mi è stato detto poi a distanza di anni, ha anche pagato gli studi universitari a un paio di ragazzi. Da una parte c'è il danno di aver creato odio e discriminazione, dall'altra un gesto che non era dovuto.

Qui in Trentino, dove la Lega va forte (soprattutto nelle valli), la gente sale su quel carrozzone per prendere i voti, ma poi non è detto che rispecchi in tutto e per tutto la linea o il luogo comune.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Si sono d'accordo un pò su tutto, ma su un punto un pò meno, non vedo tolleranza in chi fa donazioni o adotta a distanza. Allacciandomi al discorso di prima la tolleranza non è qualcosa che va imposta, ma tantomeno va nascosta e se pubblicamente hai il forcone in mano, puoi fare tutte le donazioni che vuoi e ciò non cambia il danno che fai alimentando intolleranza intorno a te, anche se salvi decine di vite in africa. Più che di tolleranza parlerei di vero e proprio razzismo, che viene meno dal momento che non è quella etnia ( o quello che sia) a darti fastidio, ma non la tolleri nella tia vità più intima.

D
DefinitelyNotBruceWayne 01 Jan 1970 @ 00:00
costrette alla tolleranza

Esatto, ma se è una tolleranza che la politica ricorda solo quando scoppia lo scandalo mediatico, che le istituzioni e autorità consigliano/impongono in maniera molto blanda e che il cittadino medio non condivide non siamo poi molto più tolleranti.

Questo per dire che il turco medio con è culturalmente più arretrato o meno tollerante di un calabrese o un veneto. Se dobbiamo guardare Erdogan e quello che dice o fa, facendo un po' di pulizia e togliendo la propaganda pro X o pro Y, non è poi roba molto diversa da certi personaggi che abbiamo noi.

A questo punto vorrei ricordare che il il politico, nel privato, può avere idee completamente diverse e molto distanti da quelle del personaggio che interpreta. Ho conosciuto certi personaggi della Lega che in pubblico erano gente da "forcone in mano e caccia al negher" e nel privato facevano donazioni o adottavano a distanza bambini africani. Vero è anche il contrario, con gente che, per linea politica, in pubblico parla di diritti e si riempie la bocca di belle parole per poi discriminare a destra e a manca.

M
Man3 🐺 01 Jan 1970 @ 00:00

Conosco molto bene il mondo ed il popolo turco, nel passato recente per lo meno ed è sempre stato un popolo motivato commercialmente parlando, moderato nei comportamenti, gentile. Negli ultimi anni vedo un ritorno ad un passato ben più remoto e radicale, staremo a vedere.

T
Trixter 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti se quel deficente va via.. torna come era prima sperando.. praticamente la Turchia sta vivendo il periodo Mussolini/Hitler

T
Trixter 01 Jan 1970 @ 00:00

Non andare adesso.. vai fra 3/4 anni quando non ci sarà più quel deficente 😂 in carica

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Si si figurati, vivo all'estremo sud so di che parli, ma più che della politica in generale mi riferisco proprio alle istituzioni e autorità che almeno da noi vengono in certo senso costrette alla tolleranza, non tanto dalla politica, ma dall'opinionne pubblica e da qualche legge più o meno a fuoco sul tema, cosa che in Turchia non esiste.

T
Trixter 01 Jan 1970 @ 00:00

Mettere yogurt al kebap ( piadina )🤢🤢 perché kebap è tutta un altra cosa 😂

T
Trixter 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che in Turchia 50%+ delle donne non hanno il velo 😂 e prima di quel deficente in carica.. le donne non potevano entrare a lavorare o all università col velo 😂 era vietato il contrario

T
Trixter 01 Jan 1970 @ 00:00

Ahahaha che tristezza sentire la gente parlare senza sapere nulla 😂.. prima cosa dittatoriale si ma non per la scelta della popolazione ma da quel deficente che è in carica ( che manipola pure i voti ) se no è una democrazia al 100%.. ( praticamente per la Turchia è il periodo di Mussolini / Hitler ) poi è musulmano sulla carta, ma se avresti vissuto in Istanbul sapresti benissimo che oltre 60% della popolazione che solo in Istanbul sono 10millioni.. non praticano o sono atei 😂.. perché la tua ignoranza rimane su tutto ciò che vedi sulla tv... Prima di quel deficente la Turchia era molto più sviluppato qualunque nazione in Europa.. poi purtroppo è arrivato sto deficente per rovinare tutto quanto...

Se la Turchia torna ad essere come era 10/15 anni fa faresti coda per andare la

Cosa parlo a fare che sarai uno di quei che avrà votato a Mussolini e i co 😂

Però prima di sparare ignoranza dal tuo cervello con IQ della scimmia fai qualche ricerca

E più della 50% non usa velo eh 😂 così per dire e fidati quelle non coperti scopano come non c'è un domani perché sono moderni

D
DefinitelyNotBruceWayne 01 Jan 1970 @ 00:00

Pure da noi c'è tanta facciata. Vai al bar e vedi se l'elettorato di certi partiti e partitini rispecchia quella che è la linea ufficiale, spesso molto vaga ma decisamente più morbida, della politica.

D
DefinitelyNotBruceWayne 01 Jan 1970 @ 00:00

non pe forza, visto che anche in certe zone del nord (tipo Veneto, soprattutto nel veronese) questo grande amore per la tolleranza non sembra esserci, ma una certa visione della donna è più diffusa al sud sicuramente.

M
Moreno 01 Jan 1970 @ 00:00

argomenta per favore

B
BerlusconiFica 01 Jan 1970 @ 00:00

parli del sud?

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Con la differenza che da noi in quelle zone è l'ignoranza del popolo e le istituzioni locali ad essere omofoba, xenofoba etc etc. Da loro è più radicato e seppur nelle grandi città c'è un sentore di tolleranza è solo di facciata, per i locali praticamente non cambia nulla purtroppo.

A
Amiche mie 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma anche no

D
DefinitelyNotBruceWayne 01 Jan 1970 @ 00:00
Ma Erdogan resta Erdogan e le zone più arretrate del paese hanno un rispetto dei diritti umani oserei dire "discutibile".

non si parla di diritti umani, ma anche le nostre zone più arretrate hanno una "cultura" o delle "idee" discutibili. Essere donna o essere omosessuale non è facilissimo manco da noi in certi casi.

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai scritto solo una marea di caxxate, ma brutte proprio. Sei senza vergogna.

I
IlFuAnd91 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono una marea di paesi a maggioranza musulmana dove la cosa non sfocia assolutamente in situazioni simil medio oriente (dove la religione è solo una scusa, ma capisco sia difficile capirlo).

Come poi ti ha fatto notare Nummepija ci sono paesi a maggioranza cattolica, anche molto vicini, che sembrano rimasti letteralmente al medioevo ma anche noi facciamo un po' schifo eh basta vedere l'ingerenza della religione nella politica o anche solo il fatto che ancora sia necessario, nel 2021, parlare di aborto e contraccettivi nemmeno fossimo negli anni 50.

z
ziocanaja 01 Jan 1970 @ 00:00

E' un paese con forti contraddizioni, che negli ultimi anni ha fatto passi indietro complice una dittatura che il la gente turca non si merita.

z
ziocanaja 01 Jan 1970 @ 00:00

siamo in democrazia, se uno non apprezza stati musulmani che nella maggior parte delle volte calpestano i diritti in particolare delle donne, il velo pietoso lo devi stendere ed avvolgerti

d
ddavv 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho apprezzato molto l'articolo, spero che questo stile venga riproposto.

m
masked?who 01 Jan 1970 @ 00:00

paese dittatoriale musulmano, ma che schifo di articolo è? trasferitevi in turchia se vi piace tanto

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

no, neppure loro per me vanno bene

N
Nummepija 01 Jan 1970 @ 00:00

Bhe il torto è bello grosso, visto che si rivolge ai paesi mussulmani indipendentemente dalle condizioni di vita nello stato. E non mi dire che non tutti paesi mussulmani sono dittature, ma sono comunque non rispettati i diritti civili, perché a quel punto dovremmo sollevarci anche contro la birmania ad esempio, oppure pensare di boicottare anche Ungheria e Polonia... ma insomma, no, loro vanno bene per via della loro fede.. come se alla maggior parte di noi fosse praticante cattolico integralista..

N
Nick126 01 Jan 1970 @ 00:00

Può essere che proprio per questo quello originale abbia un gusto più deciso a cui non sono abituato

N
Nick126 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero anche questo

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh tutti i torti non li ha. Normalmente 'mussulmani' e diritti umani non fanno rima.

D
Davide10 01 Jan 1970 @ 00:00

Sto TOGG mi sembra meglio di tante schifezze nei piani dei grandi costruttori europei e orientali. Soprattutto negli interni.

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

Probabilmente dipende dalle spezie che usano o magari solo dal tipo di salsa allo yogurt

F
Fabrizio Spinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

sul dittatoriale posso anche convenire. sul resto stendo un velo pietoso...

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

chissà se anche in Francia la gente sui social sparerà odio verso Renault che produce in Turchia

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Collaborato in passato con Tofas, gente sveglia e proattiva. Non me l'aspettavo

M
Mauro Bianchi 01 Jan 1970 @ 00:00

quello che generalmente si mangia qua sono giganteschi wurstel industriali fatti da preparati, farine, scarti triturati, scongelati e ricongelati a chiusura del locale se non è finito quello che generalmente trovi a istanbul è fatto di vere fettine di manzo o pollo infilzate

D
Dike Inside 01 Jan 1970 @ 00:00

Con la lira turca che è sprofondata del 30% nell'ultimo anno credo gli operati vengano pagati spiccioli rispetto all'Europa. In qualche modo la Turchia si è fatta carico di quella necessità di manovalanza operaia a basso costo che anni fa faceva l'Italia.

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

peggio per te

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disqus_uSJK7cFxtw 01 Jan 1970 @ 00:00

Bellissima città! Da consigliarne la visita a tutti.

P
PCusen 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi dispiace ma non viaggio in Paesi con governi dittatoriali e anche musulmani.

s
sibir 01 Jan 1970 @ 00:00

inoltre suggerirei all'autore di viverci un paio d'anni prima di scrivere qualcosa. E magari di valutare la qualità --reale-- di una serie di prodotti che si ritrova pure in casa, potenzialmente, prima di esultare....vabbeh, tempo perso....

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

infatti

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

e una supposizione

N
Nick126 01 Jan 1970 @ 00:00

A me il kebab in turchia non è proprio piaciuto, probabilmente perché abituato a quello che si mangia qui

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah Istanbul e il resto della Turchia sono due paesi diversi: Istanbul è sostanzialmente una città occidentale, il resto del paese se esci dalle zone del turismo è molto diverso (più autentico probabilmente). Consiglio l'esperienza dell'hamman: una specie di sauna, bagno e massaggio. Fatto nei posti tradizionali (quelli vicino alle moschee per intenderci) ha costi ridicoli ed è un'esperienza molto bella per vedere qualcosa di autentico della Turchia.

d
doctorstefano 01 Jan 1970 @ 00:00

"bisogna saper aspettare, quello è il piacere... sentire il profumo e aspettare"...

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

La Turchia è ottima da visitare visto che la lira turca sta affondando: se si esce dai circuiti tuistici i prezzi sono imbarazzanti.
Comunque il caffè turco non c'entra nulla con il nostro caffè: è un caffè a infusione con un quintale di fondo (infatti non si beve mai tutto).

d
doctorstefano 01 Jan 1970 @ 00:00

lo dice anche il turco quando approda.

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

quelli una faccia erano i greci

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Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

gia dato 14 volte credo

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doctorstefano 01 Jan 1970 @ 00:00

pleeeeease visit turkey

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Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

si investe ovunque per il turismo

d
doctorstefano 01 Jan 1970 @ 00:00

"Italiani, turchi, una razza una fazza!"
"Mai fidarsi dei turchi..."
"Ce n'è ancora di quella roba che ha lasciato il turco? Non zo, si chiamava..."

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Producono anche gli autobus di bredamenarini

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

La cosa triste e che sulle telenovelle in voga sembrano che vivano tutti a londra e liberissimi!

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Manca la citazione di lokum visto la foto con il caffe turco!Assolutamente da provare.Altro che kebab

D
Danny #ἡδονή 01 Jan 1970 @ 00:00

Non c'è alcun pregiudizio: la Turchia è bellissima, vanta una storia millenaria come la nostra e il cibo turco per varietà, bontà e prezzi e quasi paragonabile al nostro.
Per le vacanze è una meta molto ambita.
Ma Erdogan resta Erdogan e le zone più arretrate del paese hanno un rispetto dei diritti umani oserei dire "discutibile".

L
Luigi Melita 01 Jan 1970 @ 00:00

beccato, era troppo triste il cielo di quel giorno ^^

F
Fandandi 01 Jan 1970 @ 00:00

La foto con la moschea blu sa tanto di sky replacement di Luminar XD