Auto usata "schilometrata": l'acquirente fa causa ma vince il truffatore. Ecco perché
Un uomo acquista una Mercedes usata a 19.000 euro da un concessionario di Reggio Emilia. Tre anni dopo scopre che al momento della vendita era stata "schilometrata" cioé aveva 160.000 km in più di quelli dichiarati. Avvia una causa legale, ma perde e deve anche pagare le spese legali al truffatore.
Il mercato dell’usato è sempre un riferimento per molti automobilisti, tanto che l’acquisto di un’auto di seconda mano è preferito all’acquisto di un’auto nuova. Acquistare un’auto usata, però, espone a diversi rischi. Lo sa bene un uomo che ha acquistato nel dicembre 2021 una Mercedes C 220 usata da un concessionario di Reggio Emilia pagandola 19.000 euro, convinto di fare un affare su un’auto che ne vale tra 50.000 e 60.000. Il contachilometri segnava 90.000 chilometri, tutto pareva regolare.
Nel 2024 l’auto ha mostrato un problema al sistema AdBlue. L’officina ufficiale Mercedes interpellata per la riparazione ha rilevato che il chilometraggio reale era di 300.000 chilometri. Sottratti i 50.000 percorsi dall’acquirente, al momento della vendita l’auto ne aveva già 250.000. Quindi 160.000 in più.
La causa per truffa
L’uomo ha avviato un’azione legale chiedendo la restituzione del prezzo pagato e il risarcimento dei danni, con la restituzione dell’auto. Il Tribunale di Reggio Emilia ha però respinto il ricorso, condannandolo anche a 3.500 euro di spese legali. Il motivo?
Il giudice ha applicato il termine di due anni previsto dal Codice del Consumo, che inizia a decorrere dalla consegna del veicolo. L’auto era stata ritirata nel dicembre 2021, quindi la finestra per agire in giudizio si era chiusa a dicembre 2023. La scoperta della truffa, avvenuta nel 2024, era arrivata troppo tardi. Il ricorso è stato quindi respinto senza che il tribunale entrasse nel merito delle responsabilità del concessionario.
L’uomo dovrà quindi tenersi l’auto con il chilometraggio reale ben superiore a quello dichiarato al momento della compravendita. E pagarsi i danni della riparazione.
Cosa insegna questa vicenda
Quella del contachilometri truccato è una pratica molto diffusa. Secondo uno studio, l’Europa perde ogni anno circa 5,3 miliardi di euro a causa della manomissione dei chilometraggi nelle auto usate. Chi acquista un’auto con i chilometri scalati si ritrova con un veicolo che vale meno e che richiederà prima interventi di manutenzione. In Italia la perdita annua stimata supera i 467 milioni di euro. In media, chi acquista un’auto con il contachilometri manomesso arriva a pagare il 26% in più rispetto al valore reale del veicolo.
Dal punto di vista tecnico manomettere un contachilometri è apparentemente più semplice del previsto. In commercio esistono strumenti che si collegano alla centralina via OBD e modificano il chilometraggio registrato. Il dato, però, non scompare davvero. I chilometri percorsi vengono conservati in più punti del veicolo (centraline dell’ABS, dell’ESP, nei moduli dei fari xenon e in altre centraline di bordo). Alcuni marchi, come BMW, registrano il chilometraggio anche nella chiave di accensione. È per questo che i meccanici di un’officina autorizzata riescono a rilevare le anomalie collegandosi alle centraline dell’auto, anche quando il quadro strumenti mostra un valore diverso.
Quando si acquista un’auto usata è quindi consigliabile avere qualche accortezza in più. Non è una questione di diffidenza, ma di un po’ di prudenza in più. Anche perché gli affari difficilmente sono così palesi e, anzi, è proprio in questi casi che è doveroso mantenere alta l’attenzione.
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