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Dazi di Trump, auto più care di migliaia di dollari e meno scelta per gli americani

Le conseguenze le pagheranno i consumatori americani

Dazi di Trump, auto più care di migliaia di dollari e meno scelta per gli americani
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 28 mar 2025

I dazi del 25% che Trump ha voluto istituire per le auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti hanno scosso l'industria automotive e secondo diversi analisti le potenziali conseguenze per il mercato americano saranno importanti e a rimetterci probabilmente saranno i consumatori. Secondo gli analisti, infatti, le principali case automobilistiche possono affrontare i dazi imposti dal presidente Donald Trump in vari modi, ma tutti comportano prezzi più alti, una minore scelta di modelli o limiti alle funzionalità offerte.

LE CONSEGUENZE PER IL MERCATO

Secondo Trump, alla fine i dazi stimoleranno la produzione negli Stati Uniti ma gli analisti affermano che l'effetto immediato sarà sulle scelte delle case automobilistiche che colpiranno i portafogli dei consumatori. Secondo Andy Palmer, ex CEO di Aston Martin, nessuna casa automobilistica può assorbire la tariffa doganale del 25%. I produttori andranno quindi a scaricare il più possibile il peso dei dazi, aumentando i prezzi e contestualmente anche rimuovendo alcune funzionalità dalle vetture per ridurre i costi.

S&P Global Mobility ha stimato giovedì che i dazi faranno scendere le vendite annuali di veicoli negli Stati Uniti in un intervallo tra 14,5 milioni e 15 milioni nei prossimi anni, rispetto ai 16 milioni del 2024. Cox Automotive stima invece che i dazi aggiungeranno 3.000 dollari al costo di un veicolo prodotto negli Stati Uniti e 6.000 dollari ai veicoli prodotti in Canada o Messico.

Erin Keating, analista di Cox, aggiunge che le case automobilistiche sanno di avere all'interno della loro gamma, determinati veicoli che possono tollerare margini di profitto più bassi. Altri, invece, potrebbero semplicemente rivelarsi troppo costosi e la maggior parte di questi sono modelli accessibili fabbricati al di fuori degli Stati Uniti.

Insomma, i prezzi più alti potrebbero escludere dal mercato dell'auto una parte della popolazione. In ogni caso si rischia di avere complessivamente una minore scelta visto che le case automobilistiche potrebbero decidere di non proporre più determinati modelli, soprattutto quelli più accessibili che hanno margini minori.

COSA SUCCEDE ADESSO?

Stando a quanto raccontano gli analisti, i concessionari di auto statunitensi hanno attualmente un inventario abbondante che potrebbe permettere loro di andare avanti per circa 90 giorni. Successivamente saranno costretti ad iniziare ad aumentare i prezzi dei nuovi modelli. Per le case automobilistiche riorganizzarsi richiederà tempo, anche per rivedere la sola catena di fornitura, puntando su aziende americane che quindi sono esenti dai dazi.

Lo scenario è molto complesso, alcuni Paesi stanno trattando con gli Stati Uniti per cercare di trovare un accordo e le case automobilistiche stanno lavorando per trovare una soluzione. Non rimane che attendere e vedere come evolverà questa situazione e quali decisioni saranno prese.

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Commenti Regolamento
M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Addirittura?!

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

ti segnalo alla polizia postale

E
Eltar XWT 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto non vere per un altro premio nobel

M
Mastro 01 Jan 1970 @ 00:00

dai su che confondi accordi commerciali con paesi extra UE rispetto a dazi fatti indiscriminati quasi da ricatto come sta avvenendo da trump, citi l'ortofratto che è regolamentato con accordi con tutto il mediteranno e la pretesa di standard alti per chi vende in europa. Poi finisci per buttarla in cacciara con cose senza senso come woke e non vale la pena continuare, ti lascio alla tua battaglia da solo

M
Mastro 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti rendi conto che hai copia incollato una ricerca su internet che conferma quando ho scritto prima e smentisce il tuo post completamente errato in cui sostieni che l'agricoltura europa resiste per via dei dazi nel mediterraneo ? per non dire la c 4 z z a ta che hai scritto sugli standard, ringrazia che in Europa abbiamo standard sul ortofrutta e spera che vengano pure rispettati.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Come sei indottrinato e senza conoscenze...

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

L'accesso della frutta e verdura prodotte in Tunisia e Marocco al mercato dell'Unione Europea è regolamentato principalmente attraverso gli Accordi di Associazione Euromediterranei, che fanno parte della Politica Europea di Vicinato (PEV) e dell'Unione per il Mediterraneo. Questi accordi stabiliscono un quadro per la liberalizzazione degli scambi commerciali, inclusi i prodotti agricoli, tra l'UE e i paesi partner del Mediterraneo, con specifiche disposizioni per Tunisia e Marocco. Ecco come funziona in dettaglio:
Marocco
Accordo di Associazione UE-Marocco: Entrato in vigore nel 2000, ha creato una zona di libero scambio tra l'UE e il Marocco. Per i prodotti ortofrutticoli, un ulteriore accordo del 2012 ha ampliato la liberalizzazione degli scambi agricoli. Questo prevede:
Contingenti tariffari: Per prodotti sensibili come pomodori, zucchine, clementine e fragole, il Marocco beneficia di quote di esportazione esenti da dazi o con dazi ridotti, ma limitate in volume. Ad esempio, i pomodori marocchini hanno un contingente annuale (circa 285.000 tonnellate) oltre il quale si applicano dazi.
Elenco negativo: I prodotti non elencati tra quelli sensibili sono liberalizzati, permettendo un accesso quasi illimitato al mercato UE senza dazi.
Norme fitosanitarie: Le esportazioni devono rispettare gli standard UE in materia di sicurezza alimentare e fitosanitaria (Regolamento CE 178/2002 e successive direttive), con controlli rigorosi alle frontiere.
Sahara Occidentale: Una questione recente riguarda la sentenza della Corte di Giustizia UE dell’ottobre 2024, che ha annullato gli accordi commerciali con il Marocco per pesca e agricoltura nella parte relativa al Sahara Occidentale, sostenendo che non è stato ottenuto il consenso della popolazione saharawi. Tuttavia, l'esecuzione è sospesa per 12 mesi, quindi l'impatto sull'ortofrutta non è ancora effettivo.
Dati pratici: Il Marocco è un esportatore chiave di pomodori (circa 225.000 tonnellate annue verso l’UE), agrumi e fagiolini, rappresentando però solo il 2% del mercato ortofrutticolo UE, secondo la Moroccan Confederation of Agriculture.
Tunisia
Accordo di Associazione UE-Tunisia: In vigore dal 1998, ha istituito una zona di libero scambio con liberalizzazione progressiva per l’agricoltura. Le negoziazioni per un Accordo di Libero Scambio Globale e Approfondito (DCFTA) avviate nel 2015 procedono lentamente, ma influenzano già l’accesso:
Contingenti tariffari: Prodotti come datteri e olio d’oliva (di cui la Tunisia è tra i maggiori produttori mondiali) beneficiano di quote esenti da dazi. Ad esempio, un regolamento UE del 2016 (2016/580) ha aumentato il contingente di olio d’oliva tunisino a 35.000 tonnellate annue senza dazi fino al 2017, poi parzialmente mantenuto.
Prodotti ortofrutticoli: Frutta (melograni, pesche) e verdura (pomodori, peperoni) sono soggetti a dazi ridotti o esenzioni entro limiti specifici, ma per molti prodotti si applicano ancora tariffe fuori quota, variabili dal 10% al 43%.
Standard UE: Come per il Marocco, le esportazioni devono rispettare le norme fitosanitarie e di qualità dell’UE, con certificazioni richieste (es. EUR.1 per beneficiare delle preferenze tariffarie).
Evoluzione: Le importazioni di verdure tunisine nell’UE sono cresciute, ma il peso rimane inferiore rispetto al Marocco, con focus su mercati come Francia e Italia.
Elementi comuni e regolamentazione
Certificati di origine: Per accedere ai benefici tariffari, entrambi i paesi devono fornire certificati EUR.1 o EUR-MED, dimostrando l’origine dei prodotti.
Norme di commercializzazione: L’UE applica standard di qualità (Regolamento UE 543/2011) a 10 prodotti ortofrutticoli principali (es. pomodori, agrumi), imponendo requisiti su dimensioni, aspetto e imballaggio.
Controlli alle frontiere: L’ICQRF (Ispettorato Centrale Repressione Frodi) e altri organismi UE vigilano su tracciabilità e conformità, con possibilità di respingere lotti non conformi.
Monitoraggio: Gli accordi prevedono revisioni periodiche per valutare l’impatto sui mercati UE, come richiesto dall’Italia per l’olio tunisino nel 2016, introducendo obblighi di tracciabilità più stringenti.
Criticità
Concorrenza: Produttori europei (es. Italia, Spagna) lamentano distorsioni per i costi di produzione più bassi in Tunisia e Marocco, nonostante standard UE meno stringenti non siano applicabili localmente.
Fitosanitario: L’importazione di patogeni (es. greening degli agrumi) è un rischio monitorato, con pressioni per rafforzare i controlli.
In sintesi, l’accesso è regolato da accordi bilaterali con quote agevolate e standard rigorosi, ma bilanciato da limiti per proteggere i produttori UE, anche se le tensioni commerciali e geopolitiche (es. Sahara Occidentale) possono influire sulle dinamiche future.

Non solo dazi ma veri e propri limiti sulle quantità che possono entrare nella Unione Europea.

Per parafrasare quello che hai detto:

Smetti di informarti dai cazzari woke come Repubica, Corriere della Serva e Stampa Igienica, inizia a guardare le fonti del diritto commerciale internazionale e forse smetti di essere il solito indottrinato woke PDiota sorosiano globalista da ZTL.

Ora va a lavorare, se ancora un lavoro da parassita lo hai visto che i fondi USAID sono stati revocati

M
Mastro 01 Jan 1970 @ 00:00

Facilita ? Ha sparato cose non vere con una sicurezza disarmante

E
Eltar XWT 01 Jan 1970 @ 00:00

Premio Nobel anche lei con la facilità con cui da questo giudizio vedo.

M
Mastro 01 Jan 1970 @ 00:00

Incredibile con quanta sicurezza scrive tante inesattezze , ha basi di economia da elementari ma parla come se fosse un premio Nobel

M
Mastro 01 Jan 1970 @ 00:00

Difficilmente ho letto tante c a z z a te, inizio solo su quella della frutta, dove si parla di % bassissime e sopratutto i paesi del mediterraneo come Tunisia ecc che appartengono al EPA sono azzerati. Capisci che partendo già dal primo punto che hai detto una fesseria assurda è inutile anche leggere il resto. Davvero smettete di informarmi su tiktokt

D
Darkat 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti, purtroppo il tizio lì mi ha bloccato quindi rispondo a te 😂 hai perfettamente ragione, infatti il suo discorso, pur ammettendo fosse tutto vero (e non lo è) non tiene conto
1. dell'impatto dei costi sui consumatori americani, che non penso saranno così felici di vedersi aumentare i prezzi finali di un bel po', perché anche i produttori che hanno localizzato negli USA dovranno ammortizzare i dazi.
2. Gli USA basato l'economia sul commercio con i partner, come l'Europa, iniziando una politica assurda di danno reciproco raffredderà aspramente i rapporti, con danni enormi per entrambe le economie, con un Europa, danneggiata economicamente, in cerca di nuovi partner più vantaggiosi.

il discorso mi sembra semplice, ma per chi deve difendere "la destra" o "la sinistra" a prescindere, purtroppo non credo ci possa arrivare.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma veramente hai scritto due cazzate come queste? "Poi voglio vedere come Ari i campi senza petrolio o compri un telefonino in UE senza risorse che ti arrivano dalla Cina, ti ricordo che l'Europa vive di esportazione perché non ha molte materie prime"

smontiamo gradualmente quello che tu affermi che io ho detto e quello che tu affermi per conto tuo.

1)
i dazi sulle materie prime Trump non li ha messi, li ha messi l'Unione Europea sul gas russo ed è evidente a tutti che Trump vuole un accordo con Mosca per riavvicinare la Russia e togliere dazi e sanzioni.
Trump quindi lascia la libera circolazione delle materie prime ed anzi la garantisce come sta facendo nel Mar Rosso bombardando gli Houti affinché il commercio marittimo ritorni normale.
garantendo i commerci e il flusso di materie prime non solo si abbassa l'inflazione ma anche si tutelano le economie di trasformazione come la nostra con costi generali più bassi per tutti.
quindi i campi li ari eccome col petrolio USA e del Golfo.

2) il telefonino lo puoi produrre tranquillamente in Europa senza doverlo fare fare ai cinesi. Siamo stati leader mondiali con Nokia ed Ericsson ed abbiamo perso il treno perché spocchiosi contro gli iPhone di Apple e gli Android di Motorola acquisita da Google.
ora che il consolidamento tecnologico è finito sappiamo tutti che riportare la produzione di commodities ridicole come i cellulari in fabbriche europee non è una questione tecnologica ma solo di semplici investimenti. A dire il vero in Europa ed Italia ci sono già produttori secondari di smartphone con componenti sia asiatici che locali, e no, continuare a dire che abbiamo necessità delle risorse straniere è una scusa per sfruttare gli stranieri.

3) SiDazi? Quindi dopo i GRETINI, i Naziwatt ed i Nazivax ora siamo ai nazi-dazi.
ma uno di voi che abbia chiesto cosa è necessario per evitare i dazi non c'è?
capire che riequilibrare la bilancia commerciale con gli Usa acquistando più merci americane e meno merci asiatiche andrebbe a nostro totale vantaggio economico?
non ci arrivate proprio, vero!?

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Non mi pare che, purtroppo, avere la mentalità italiana sia un'offesa, ma solo una caratteristica pessima, ma detto questo pure rileggendo non vedo nulla di diverso dalla prima interpretazione
Oggi molte industrie richiedono pochissimi lavoratori, quindi se rendono moderne le produzioni e le linee, il fatto che il costo della manodopera negli USA sia alto, non rileva molto sul prezzo finale di un'auto se per ogni lavoratore producono, per dire, 10 auto invece di 1.
Sul discorso dimensioni, ovviamente ci saranno ancora i pickup come da noi ci sono le panda, ma dato che comunque vogliono produrre anche per l'estero e che i materiali sono rincarati, non è detto che non inizino a "copiare" i modelli europei, specie per l'uso urbano (l'equivalente loro del nostro passare ai quadricicli, sia per comodità che per costi più abbordabili)

o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

Leggi bene cosa ho scritto. Visto poi che la metti sul personale, la mentalità è quella di uno che ha studiato economia fuori dai bar e internet.

E
Eltar XWT 01 Jan 1970 @ 00:00

Poi voglio vedere come Ari i campi senza petrolio o compri un telefonino in UE senza risorse che ti arrivano dalla Cina, ti ricordo che l'Europa vive di esportazione perché non ha molte materie prime. E sarebbe anche ora che invece di coltivare arance e produrre formaggi si inizi a pensare a settori critici. Mi piace come tu spari le solite quattro cose a pappagallo che sei riuscito a ricordare dal post di 3 righe. Indottrinato globalista poi stendiamo un velo pietoso. Comunque vedremo che fine farà l'economia americana tra sei mesi inutile discuterne. NoVax e No5g adesso abbiamo i SiDazi.

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno le strade adatte e parcheggi adatti.

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai la mentalità tipica italiana, dato che pensi ancora che il costo del lavoro sia il fattore determinante sul prezzo finale di un prodotto industriale

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Chissà che fazzoletti devono avere questi Nasoni? Oppure abiti a Roma.

J
Japantuttalavita 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla fine anche noitagliani abbiamo la scelta delle auto obbligata dalla svendita dei marchi nostrani e dai prezzi da ricchi...

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Io sono un cacciatore.
Ma questo non c'entra.
Anche se ammetto che un colpo a Salvini lo sparerei.
Si scherza!!! Credo.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

conosci qualcuno? sei uno che ama la violenza contro la democrazia?

m
mino ciaculli 01 Jan 1970 @ 00:00

Comunque noi scriviamo commenti, ma basta vedere la foto che c'è nell'articolo per capire tante cose, su lui e sul popolo americano che lo ha votato;
In Italia che piacciano o no, non ricordo nei miei 44 anni politici che abbiano fatto quella ( e tutte le altre immortalate ) espressioni..

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Scusa ma cosa c'entra con il fatto che avendo fatto due mandati non può farne un terzo?

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Riesci a riscriverlo anche senza fare il fenomeno?
Non vedere la differenza tra il Trump di allora e quello di adesso è proprio da no brain.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

"You don't have the cards" (cit.)

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Non potevano saperlo come fosse.
Ah no è già stato presidente.

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh hai ragione.
Anche in Italia i fascisti li hanno votati pure i poveri.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Oggi BMW, Mercedes e VW prodotte negli stabilimenti USA costano quanto oeno di quelli prodotti in Germania e vengono esportate. Se non lo sapevi ora lo sai. VW sposterà la produzione di Audi dal Messico negli USA se vuole continuare a vendere.
ripeto il mercato USA non è in recessione ed anzi a differenza dell'Europa negli USA le vendite sino superiori al 2019 pure covid (data: in 2024, vehicle sales in the U.S. market showed a modest increase compared to 2023. Total new vehicle sales in 2024 reached approximately 15.9 million units, up about 2.2% from the 15.55 million units sold in 2023. This growth marked the highest annual sales volume since 2019, reflecting a recovery from pandemic-related disruptions and supply chain challenges.)
ma anche se andasse in recessione e gli americani comprassero 6 milioni di veicoli prodotti all'estero in meno, questo farebbe solo crescere il PIL USA di un equivalente del valore che il deficit commerciale sottrae al PIL in quell'anno. 6 milioni ad un valore medio di 20k $ sono 120 miliardi di PIL in più in risparmio o spese in beni americani.
vedi tu sei TRUMP fa bene i conti.

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo non so dirtelo ma di certo qui non fanno i giornalisti d'inchiesta.
Riportano le previsioni dell'analista Tal Dei Tali.
Non puoi imputargli l'opinione.

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Se fa come la Meloni allora no...

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah non lo sapevo. Scusa.

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Si anche.
Però anche quelli di destra capiranno di farlo.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi piace molto come voi indottrinati globalisti anti Trump usate sempre a pappagallo le solite frasi che vi hanno detto di usare. Ora va di moda: "l'isolamento non ha mai portato alla crescita"
tutti bravi a fare i globalisti col culo degli altri ma prova a fare il globalista col tuo culo e vediamo cosa succede
1) togli i dazi europei sulla frutta e verdura dal nord africa e vedi che tutta l'agricoltura di Spagna Italia e Grecia nel settore va a gambe all'aria mentre tu compri arance algerine a 99 centesimi ed i contadini siciliani chiudono le aziende agricole.
2) togli i dazi europei ed italiani che proteggono l'olio di oliva venduto a 14€ al kilo quando in Marocco te lo vendono a 2 € al kilo. Vedi la fine della filiera pugliese quale è nel giro di 18 mesi.
3) togli i dazi dal grano ucraino, canadese, argentino ed americano e vedi gli agricoltori italiani se bloccano tutte le strade, per non parlare di quelli francesi
4) togli i dazi dal burro ed i prodotti caseari americani e vedrai se i grassi allevatori tedeschi e scandinavi dimagriscono .

ho fatto solo 4 esempi di ipocrisia europea, ma potrei aggiungere quanti ne vuoi da aerei a navi, da chip a prodotti chimici e veramente c'è di tutto

e se li togli il consumatore europeo sarà più felice perché paga meno... Oppure no?

oggi la mia lavatrice classe A fatta a Pomigliano costa esattamente quanto la stessa fatta in Cina eppure è fatta in Italia. Eppure interi gruppi hanno preferito spostare la produzione là adducendo motivi DEL QAZZO.

QUINDI? Quindi Trump ha posto un problema vero, ovvero gli squilibri commerciali non sostenibili che però nessuno vuole risolvere perché obbligherebbe chi è in sovrapproduzione ad affrontare i propri problemi interni.

e tu sei uno di loro che con la scusa di dire che viene fatto nell'interesse del consumatore allora va bene così.

non va bene così. l'Occidente è in grado di produrre tutto a basso costo senza sfruttare i lavoratori e devastare l'ambiente come fa la Cina e quindi lo dobbiamo fare a costo di alzare barriere commerciali indispensabili.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Tipo gli estremisti di sinistra che gli hanno già fatto 2 attentati durante la campagna elettorale e gli schizoidi del Deep State...

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Vuoi dire che l'articolo a firma Filippo Vendrame è solo copia incolla fatto dalla AI?

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Le vendite di iPhone sono in calo in numero e per fatturato.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono abbastanza studi super partes che indicano come il costo di una filiera non verticale e delocalizzata sono pari o superiori di una filiera centralizzata. A riprova di ciò il caso Tesla Model Y 90% fatta in USA e Ford Mustang Mach E fatta in Messico.
Infatti il costo della manodopera incide per meno del 4% sul costo finale.
Quindi la verità sulla delocalizzazione in Messico sta nel fatto che manager sempre più incapaci assecondano politici sempre più corrotti negli stati democratici come Michigan, Illinois, California e New York che hanno fatto letteralmente fuggire la produzione auto o verso Texas e altri stati del sud o oltre frontiera.

O
Only_Truth 01 Jan 1970 @ 00:00

E a chi vanno quei soldi, se non al governo?
Credi davvero che li verserà nella busta paga dei cittadini o li darà in beneficienza?

b
baldanx2 01 Jan 1970 @ 00:00

Segnati queste parole che hai scritto. Intanto hai scritto che non hanno bisogno di materie prime quando ne importano a tonnellate, ma tanto accorceranno la filiera anche di quelle, inutile spiegartelo. Il mondo era chiuso, si è aperto per un motivo, ma probabilmente è il presidente più idi0ta che si ricordi nella storia recente ad averci visto più lungo di tutti

b
baldanx2 01 Jan 1970 @ 00:00

Purtroppo i biglietti che sta per finire sono quelli biologici, sarebbe stato divertente vederlo con 10 anni in meno sulle spalle a fott3rsene del doppio mandato

m
mino ciaculli 01 Jan 1970 @ 00:00

Niente di quello che sta facendo è per gli Americani!!
O almeno per i ricchi e potenti si, per gran parte della popolazione no.
Sta già non mantenendo nessuna delle promesse elettorali!!
Il Mercato azionario era euforico dopo la sua vittoria, da quando è al governo ha perso tutto scendendo anche sotto il minimo di Biden ( ad oggi ).

Avrebbe tagliato la disoccupazione facendo andare via i migranti irregolari, migranti non ne può deportare bloccato da giudici federali sia DEM che Rep, e tagliando personale statale ha già appiedato 30k persone, aumentandola di pochissimo ma aumentandola e non riorganizzando l'organico.

I dazi si ripercuotono sulle tasche degli Americani cosa che lui un poco avanti con l'età non riesce a capire, hanno voluto loro il commercio globale e ora non possono correre più ai ripari, questa politica prima America non funziona perchè i $ che oggi circolano in USA per la gran parte sono fatti all'estero, il mercato interno non copre che poco oltre la metà del Pil americano!!

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

I consumatori americani quando vedranno quanto costa e con quale qualità potranno comprare le merci made in USA, pregheranno di aprire le frontiere e tornare a importare. Poi può sempre avvenire un miracolo economico, ma non vedo un grande apprezzamento per la strategia lacrime e sangue che si prospetta.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Se pensi che l'abbiano votato solo i ricchi mi sa che devi informarti un pelo...

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Nell'era Trump l'americano medio che compra l'F150 per andare a fare la spesa e prendere i figli a scuola comprerà la Panda made in USA. Tutto calcolato.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00
Se aumentano di prezzo non vendono ed uno sceglie altro

Se puo permetterselo. Altrimente non compra nulla o si rivolge all'usato.

f
fire_RS 01 Jan 1970 @ 00:00

Praticamente tutti gli zoticoni di campagna lo hanno votato, dubito che loro siano ricchi.

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Purtroppo ha finito i biglietti. A meno che non faccia un bel cesarato!

o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi vien che ridere, prodotti a buon prezzo fabbricati in USA? Coi salari e i costi interni che hanno? Si ridurranno alle Dacia USA. I sindacati da loro funzionano e i metalmeccanici hanno fatto chiudere le fabbriche per mesi ed hanno stipendi molto buoni.

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

L'hanno votato i ricchi.
Per loro non cambia nulla.
No in effetti anche qualche povero che non ci capisce nulla.

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Di saggi ne vedo pochi.

o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

The manciurian candidate.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

No, é una cosa concreta pure tra i repubblicani

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che il 25% non se lo mette mica in tasca Trump!
Lo fa per gli altri americani.

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema è se fa impazzire qualche pazzo col fucile.

n
nop 01 Jan 1970 @ 00:00

fammi un esempio di cosa ritieni iniquo.
Tassare le auto straniere perchè non hai una industria automobilistica decente perchè spazzata via da politiche di delocalizzazione attuate dalle tue stesse aziende è ingiustificato. Sarebbe giustificato se i produttori stranieri vendessero sottocosto o avessero ricevuto importanti finanziamenti pubblici(vedi produttori di auto Cinesi). I dazi dell'UE verso le auto cinesi sono per questo motivo ampiamente giustificati.

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta scriverci sopra "Designed in California" e vedrai quante auto vendono.

M
Marco Celli 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me la prossima volta viene rieletto.
Sempre se non lo ammazzano prima.

L
LeoX 01 Jan 1970 @ 00:00

E quali dazi ci sarebbero sulle merci Americane? Ovviamente fai esempi di roba prima di tutti sti dazi, non roba di ora.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Dichiarato che apriranno sedi produttive intendo.

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

La filiera messicana esiste per ridurre i costi di produzione e manodopera e quindi tenere più sostenibili i listini, pur non essendo certo così accessibili, se Trump vuole che si costruisca tutto negli USA i cittadini americani devono essere pronti a spendere di più. La stessa cosa accadrebbe con iPhone se Apple decidesse di produrlo in America anziché in Cina e in India

E
Eltar XWT 01 Jan 1970 @ 00:00

I dazi saranno aggiunti anche nell'altro senso, quindi tutti quei bei numerini che hai letto sul social di musk o trump sono solo demagogia per i poveri polli che ci credono e per gli elettori. Puoi produrre ciò che vuoi ma poi devi relazionarti con il mondo, l'isolamento non ha mai portato alla crescita e queste non sono chiacchiere é storia appurata.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero ma se un prodotto apparentemente venduto come americano ha una filiera messicana per scelte di management allora qualcosa non torna.
il flop della Fiat 600 è dovuto al fatto che non è italiana come la volevano fare passare.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Si certo. Lo dicono gli stessi che dicevano che SCAMALA HARRIS vinceva?

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Si certo. Tu intanto arruolati in Ucraina così ci liberi...

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Fra dichiararlo e dire che funziona c'è un oceano. Ci sono oltre 3 mesi di invenduto nei piazzali americani che si svaluta ogni giorno e secondo te i produttori riescono a scaricare i costi sull'inveduto?

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono i cittadini americani che decidono in totale autonomia se comprare un'auto importata, non sono costretti da nessuno

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

No. La terza strada è cambiare filiera e riportarla negli USA dove esiste e funziona.
quando provi a scaricare il dazio sul consumatore, il consumatore passa ad altro prodotto

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Che ti aspettavi da gente come Tavares e Nasoni Parigini? Hanno distrutto tutto quello che hanno toccato

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Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi Trump ha già risolto il problema. Toyota produrrà RAV4 negli USA, GM la trax a Detroit e gli altri idem. Se non sono capaci di spostare la produzione di veicoli dal Messico, Giappone,e Canada negli USA questi modelli smetteranno semplicemente di vendere e i consumatori sceglieranno altro. Non è cibo insostituibile, sono solo veicoli che vendono finché sono poco cari. Se aumentano di prezzo non vendono ed uno sceglie altro. Il mercato offre parecchio e si vive facile anche senza Toyota Rav4

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ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

I conti si fanno alla fine, non dopo 2 mesi

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ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Se ne stanno già accorgendo :)

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ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo fa per cercare di favorire gli amici suoi non sapendo che si sta tirando la zappa sui piedi :)

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Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Se sono ingiustificati questi lo sono anche i dazi degli altri paesi nei confronti delle merci americane, oppure sei così ipocrita da negarlo?

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Daniele Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

DURMA

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Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00
voi giornalisti

Guarda che hai sbagliato blog

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Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma scusate un attimo, voi giornalisti che fate questi articoli avete mai controllato se questi presunti analisti abbiano mai azzeccato una singola previsione? Sapete di cosa parlate almeno? Oggi Ford, GM e soprattutto Stellantis hanno un invenduto di oltre 120 giorni in media, cioè nei parcheggi dei rivenditori ci sono veicoli vecchi di minimo 3 mesi che non riescono a vendere e che ogni 15 giorni si svalutano almeno del 2% quindi l'impatto dei dazi su quali veicoli dovrebbe essere, quelli che forse produrranno ora per essere venduti se va bene fra 6 mesi? Oppure nel frattempo i produttori americani faranno quello che è intelligente, ovvero accorciare la filiera a produttori locali ed eventualmente spostare alcune catene di nuovo negli USA come è giusto che sia?
la filiera Tesla, Nissan, Honda, Mazda e Toyota è quasi tutta negli USA e si lamentano molto poco. Se Ford o GM, senza considerare i qoglioni di Stellantis, hanno fatto scelte assurde pagheranno in termini di quote di mercato e se vogliono sopravvivere si adeguano. Pensare di usare i dazi come scusa per aumentare i prezzi non funziona visto le centinaia di migliaia di auto invendute nei piazzali che possono assorbire senza problemi almeno 3/4 mesi di vendite.
inoltre il calo del mercato complessivo è solo sano per l'economia americana perché riduce il deficit commerciale di centinaia di miliardi di $ che rimarranno negli USA invece di arricchire produttori esteri. Trump l'ha pensata molto bene. Se gli americani riducono le spese di prodotti esteri di 600 miliardi in un anno questo fatto da solo aiuta la crescita del PIL USA del +2%. Secondo voi è un bene o un male per gli USA rinunciare a buttare soldi in prodotti esteri che non aggiungono assolutamente nulla al benessere nazionale?
ma veramente voi giornalisti siete così disagiati da non capirlo? L'economia americana NON vive di export, e qualunque ritorsione verso le merci made in USA ha un impatto inferiore rispetto al guadagno che una economia più autonoma può avere. Gli USA non hanno bisogno di importare risorse naturali o beni alimentari perché ne hanno abbastanza e ne hanno anche da esportare. Quello di cui sono diventati dipendenti, per scelte politiche scellerate della amministrazione Obama, sono manufatti che prima erano prodotti negli USA ma dei quali le multinazionali hanno preferito trasferire in Cina per avere profitti esosi a scapito dei lavoratori americani. TRUMP ha messo in chiaro che è stato eletto perché i cittadini americani non accettano più di essere considerati solo semplici consumatori e vogliono ritornare a produrre gran parte di quello che consumano.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

"Insomma, i prezzi più alti potrebbero escludere dal mercato dell'auto una parte della popolazione"

Non è certo un problema di Trump o di Musk. Con quello che guadagnano loro possono comprarne una al giorno e non accorgersene nel bilancio

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Go Donald Go. Falli impazzire tutti! Dai che mancano solo altri 4 anni

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nonamolenuovegenerazioni 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche Audi q8 la fanno in messico e la a1 che in america non si vende è l auto degli immigrati messicani che la importavano dal loro paese
L Italia avrà problemi di dazi ma non certo per le auto;in America sotto le d berlina e d suv non comprano quasi nulla

O
Only_Truth 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma questo è un bastardo.
mai visto una mossa così dannosa verso i cittadini (usa), cioè vuole fregarsi il 25% dalle importazioni...
volere che ogni cosa che gira in america sia fatta in america a lungo andare può far salire il pil, ma è sbagliato mettere dazi sulle importazioni perché questo aumenta il costo della gita dei cittadini.

bastava fornire incentivi alle aziende per andare da lui

n
nonamolenuovegenerazioni 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda Che machine Europee in america l unica Che vende è la bora jetta vento la golf a 3 volumi;le Audi s3 ed rs3 e le q8 ecc da loro Comunque il superbollo non lo pagano;gli americani nemmeno se ne accorgeranno
Peugeot e fiat vendono zero tranne qualche 500 e peugeot 5008 agli immigrati italiani all Estero

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Poveri americani rimasti senza macchine grin UE

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Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

E insieme indeboliscono l'Europa.

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Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

È tutto un comploottoohh

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Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

E' vero non ti meravigliare di questo!

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Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono due strade. Una, l'azienda assorbe i dazi, l'altra, i dazi li scaricano sui compratori.

A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

beh è noto che trump e putin sono amiconi.

i
ilfab 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah quindi è un infiltrato del nemico. Make the Russia great again!

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Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

Trump è pappa e ciccia con Putin.
Sta letteralmente smontando l'america

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Il bello è che Stellantis possiede Crysler che sta a Detroit. Tutto bene verrebbe da pensare, invece no! La componentistica la fanno in Messico! Hahahaha!!!

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ilfab 01 Jan 1970 @ 00:00

Tu pensi che Trump stia facendo questo perchè è un pazzo scatenato e gode nel vessare le persone?
Noi siamo avanti abbiamo preferito chiudere tutte le fabbriche

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Daniele Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

non è un nostro problema Trump ma la commissione UE che in questi anni ha fatto triplicare il prezzo delle macchine per i cittadini Europei sveglia

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Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Martedì sarà una giornata molto importante, in quanto ci sono in gioco 2 saggi vacanti al congresso, che normalmente per i repubblicani sarebbero safe, ma a sto giro non lo sono, e infatti Trump sta cercando di massimizzare le sue possibilità di vittoria, ritirando la nomina di Elise Stefanik come ambasciatrice.

Per chi vuole la spiegazione lunga:

Perché questa notizia è importante: per capirlo dobbiamo ripescare il pallottoliere del Congresso

La Camera USA è composta da 435 seggi. Ad oggi ne sono occupati 431: ci sono 4 seggi vacanti. L'equilibrio di forze dice che i Repubblicani controllano 218 seggi contro i 213 dei Democratici: il "magic number" è posto dunque a quota 216.

Cosa vuol dire? Che in condizioni ideali (tutti presenti) il GOP può permettersi di perdere per strada un massimo di due deputati. Alla terza defezione scenderebbe a quota 215: non avrebbe più la maggioranza assoluta.

Tra pochi giorni, più precisamente martedì, due di quei 4 seggi vacanti verranno messi in palio. E qui si inserisce la mossa di Donald Trump, la decisione di ritirare la nomina di Elise Stefanik come ambasciatrice americana alle Nazioni Unite.

Di nuovo: è una questione di pallottoliere. Ma procediamo con ordine.

I seggi in discussione martedì sono quelli corrispondenti al 1° e al 6° distretto dalla Florida. Si tratta di seggi "famosi".

Uno è quello lasciato libero da Matt Gaetz, la prima scelta di Donald Trump per il ruolo di Attorney General (prima che il diretto interessato, al centro di uno scandalo sessuale, scegliesse di farsi da parte).

L'altro è quello lasciato libero da Mike Waltz, l'attuale Consigliere per la Sicurezza Nazionale USA, l'ideatore del gruppo Signal che tanti imbarazzi sta causando all'amministrazione Trump.

Normalmente i Repubblicani avrebbero dormito su sette cuscini: si tratta di distretti rossi, ma rosso intenso. Gaetz ha vinto il seggio di 32 punti, Waltz lo stesso.

Ma alcuni indicatori, nelle ultime settimane, stanno preoccupando non poco i trumpiani. I sostituti designati mostrano segnali di affanno.

Nella contea più popolosa del Distretto 6, ad esempio, i Democratici hanno superato i Repubblicani sia nel voto anticipato che nel voto per posta. Quanto al Distretto 1, i dem hanno tenuto il passo con i numeri del GOP al netto di una quota inferiore di elettori registrati. Altri campanelli d'allarme? Ne abbiamo: arrivano dalle raccolte fondi e dai sondaggi. Questi ultimi raccontano in particolare di due corse non più senso unico, ma altamente competitive, addirittura all'interno del margine di errore.

Cosa c'entra Stefanik con tutto questo? C'entra. Perché la valutazione di Trump, vista l'incertezza di cui sopra, è che i Repubblicani non possano permettersi di rischiare niente. La situazione viene giudicata talmente incerta da sconsigliare anche la sostituzione di una deputata che ha ottenuto il proprio seggio con un margine di 21 punti.

I precedenti dicono che si tratta di una mossa saggia: è già accaduto che elezioni suppletive premiassero i democratici, ribaltando scenari inizialmente favorevoli a Trump, persino quando il vantaggio del GOP era a doppia cifra.

Traduzione: Trump è un Presidente con molto potere, ma nella situazione attuale basta poco per modificare gli equilibri al Congresso.

Crediti:Dario d'angelo
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Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Ottimo, sono contento.
Sentivo parlare proprio stamattina che belle fregature si autobeccheranno i suoi elettori.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Auto più piccole in USA intendi auto per le quali serve solo la patente C invece che la D+CQC?

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Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Quali imposizioni?

Non devi usare come fonte di informazione "La verità"

n
nop 01 Jan 1970 @ 00:00

i dazi ingiustificati come questi danneggiano sempre l'economia.
Bravo Pumpkin head.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Molti l'hanno già dichiarato

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

GG, queste sono le auto più importate:

https://uploads.disquscdn.c...

E questi soni i miliardi dei paesi che esportando auto in Usa:

https://uploads.disquscdn.c...

G
Gigiobis 01 Jan 1970 @ 00:00

"S-P-I-A-Z-E"

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

io aspetterei di vedere come si comporteranno i produttori auto a fronte di questi dazi.
Se qualsiasi gruppo annuncia investimenti immediati con aperture di stabilimenti sul suolo USA per avere trattamenti di favore dalla presidenza, non escluderei che Trump possa concederglieli.

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando invece volevano imporre le auto elettriche con costi triplicati tutto andava bene
Probabilmente ci sarà solo una fase per riorganizzarsi, magari costruire auto più piccole, e Detroit tornerà a sfornare auto a basso prezzo

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baldanx2 01 Jan 1970 @ 00:00

Inutile godere, non se ne accorgono e quelli che se ne accorgono lo negano a sè stessi

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Godo per gli americani che l'hanno votato che si stanno vedendo il costo della vita aumentare a dismisura.