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DL Milleproroghe: stretta confermata sulle auto aziendali, ANIASA lancia l’allarme

La nuova norma sulle auto aziendali colpirà imprese e dipendenti con più tasse e meno immatricolazioni. ANIASA chiede un intervento del Governo.

DL Milleproroghe: stretta confermata sulle auto aziendali, ANIASA lancia l’allarme
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 17 feb 2025

Il Decreto Milleproroghe non concede sconti alle auto aziendali: il Senato ha respinto gli emendamenti che chiedevano una proroga della norma introdotta nell’ultima Legge di Bilancio, confermando così l’inasprimento fiscale sui fringe benefit per i veicoli aziendali. Una decisione che ANIASA, l’Associazione che rappresenta il settore dei servizi di mobilità all’interno di Confindustria, definisce “immotivata e dannosa”. Secondo l’Associazione, questa misura non solo penalizzerà le imprese italiane, già svantaggiate rispetto ai competitor europei, ma avrà anche un impatto negativo sul settore automotive, riducendo il numero di nuove immatricolazioni. Inoltre, l’Erario subirà una perdita stimata di oltre 125 milioni di euro solo nel 2025.

IL NODO DELLA CLAUSULA

Uno degli aspetti più contestati riguarda la mancata introduzione di una clausola di salvaguardia per le auto immatricolate fino al 31 dicembre 2024. Con la nuova normativa, i veicoli assegnati fino alla fine dello scorso anno rischiano di non poter più beneficiare del regime forfettario basato sulle tabelle ACI, tornando invece a un sistema di tassazione più oneroso risalente al 1997.

L’assenza di una transizione graduale genera incertezza fiscale e potrebbe portare a un forte incremento degli imponibili per i dipendenti, con conseguente aumento delle tasse in busta paga. In particolare, ANIASA stima un incremento medio del valore imponibile del benefit auto di circa 1.600 euro annui (+67%), colpendo soprattutto la classe media, principale utilizzatrice di veicoli a benzina e diesel.

EFFETTI SU IMPRESE

La stretta fiscale sulle auto aziendali sta già avendo ripercussioni: molte imprese, invece di rinnovare le flotte, stanno scegliendo di prolungare i contratti di noleggio esistenti per evitare l’aumento dei costi. Questo comportamento, secondo ANIASA, porterà a una contrazione significativa delle immatricolazioni, con ricadute negative per l’intero comparto automobilistico.

Alberto Viano, Presidente di ANIASA, chiede un rapido intervento del Governo per correggere la normativa e limitare i danni: “Oltre un milione di contribuenti subiranno un aumento della tassazione, il ricambio del parco auto rallenterà e l’industria automotive, già sotto pressione, ne risentirà ulteriormente. È urgente una revisione della fiscalità sull’auto aziendale, un tema che da anni sollecitiamo senza risposte concrete dal Ministero dell’Economia”.

L’Associazione insiste sulla necessità di un coordinamento legislativo per evitare impatti negativi su imprese, lavoratori e mercato dell’auto, chiedendo al Governo di riconsiderare la norma prima che il settore subisca danni irreparabili.

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Commenti Regolamento
M
Mnoga 01 Jan 1970 @ 00:00

ecco come non capire un cazzo. L'auto la dà l'azienda per andare da clienti, ora è chiaro perchè fanno ste norme perchè la gente è ignorante

B
Bau Stelle 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non hanno i soldi si comprano una Panda, o vanno in autobus, che male non gli fa 😂

B
Bau Stelle 01 Jan 1970 @ 00:00

Godo cosi la finiamo di regalare soldi a una massa di ladri 😂

D
Dante Alligator 01 Jan 1970 @ 00:00

In effetti questo governo queste cose le fa spesso.
Potresti avere ragione.

D
Dante Alligator 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo dici perchè non te la danno! :P

M
Mnoga 01 Jan 1970 @ 00:00

che teste di cazzo, come se fossero tutti col bmw o mercedes per pagare meno l'auto, non pensano a tutti i consulenti da 1500 - 1800 euro al mese che ora si prenderanno una batosta

E
Eltar XWT 01 Jan 1970 @ 00:00

E in che modo un auto aziendale ti impedisce di cambiare lavoro?

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

sì sono strumenti di controllo

M
Moio9 01 Jan 1970 @ 00:00

La clausola di salvaguardia era corretta, per tutelare quelli che hanno scelto un'auto ad agosto/settembre a determinate condizioni e adesso si trovano con una macchina che costa come una di fascia alta immatricolata a dicembre. Lo slittamento aveva meno senso avendo anticipato il disegno già a dicembre.

M
Moio9 01 Jan 1970 @ 00:00

tecnicamente è già così: il valore del fringe benefit, che è appena stato portato al 50% per le termiche, viene messo in busta come valore e su quel valore ti viene applicata l'irpef.. poi ci sono gli sfigati, che hanno prenotato l'auto a settembre ed è arrivata in questi giorni e non potendo rescindere il contratto si trovano ad aver scelto un'auto ed un prezzo specifico, mentre adesso dovranno pagare il doppio di fatto. Sapendolo prima avrebbero fatto altre scelte, vedi model y long range dal costo di un terzo rispetto ad una station wagon diesel.. se poi non vi applicano il fringe benefit ma vi fatturato il costo altro che costo in base all'irpef..

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

te tassami la busta paga come il fringe benefit che la macchina me la compro da solo

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma per piacere

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

in realtà è sbagliato tassare poco le auto aziendali e tanto la RAL. L'auto aziendale è uno strumento che le aziende usano per legare i dipendenti e limitano la mobilità del lavoro

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Da quanto ho capito il governo aiuta solo le piccole lobby perchè sono controllabili e si assicurano un parco votanti definito, fare invece un intervento strutturale su larga scala non da la stessa sicurezza.
Tanto vale aiutare i "propri" e scontentare tutti gli altri, cosa che dovrebbe essere l'esatto opposto o quasi.

D
Dante Alligator 01 Jan 1970 @ 00:00

Che dire.
W il governo (un'altra volta).