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Schaeffler chiuderà due stabilimenti in Austria e Regno Unito

La crisi del settore auto europeo non risparmia la filiera dei fornitori. La tedesca Schaeffler annuncia così la chiusura di due impianti in Austria e Gran Bretagna.

Schaeffler chiuderà due stabilimenti in Austria e Regno Unito
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Giuseppe Cutrone
Giuseppe Cutrone
Pubblicato il 28 nov 2024

Il fornitore di componenti Schaeffler chiuderà due stabilimenti europei come risposta alla diminuzione della domanda di componenti per i veicoli con motori termiciGli impianti destinati a chiudere sono quello di Berndorft, in Austria, che si occupa della produzione di cuscinetti per ruote, componenti per mozzi ruota e altre parti, e quello di Sheffield, nel Regno Unito, dove Schaeffler realizza attualmente le frizioni.

La dismissione dei due impianti viene motivata dall'azienda tedesca come parte del piano di ristrutturazione dovuto all'aumento dei costi e alla minore domanda di pezzi per veicoli con motori tradizionali, un effetto legato alla crescente elettrificazione delle gamme dei costruttori che offrono sempre meno varianti benzina e diesel nei propri listini.

Tra le ragioni della doppia chiusura, Schaeffler cita inoltre i forti aumenti del costo dei materiali, dell'energia e della manodopera che non possono essere compensati aumentando il prezzo dei prodotti venduti ai clienti.

L’INDUSTRIA DELL’AUTO EUROPEA E LA CONCORRENZA CINESE

La sovraccapacità produttiva, a fronte di una domanda in calo, vedrà l'azienda spostare la produzione di frizioni per autovetture a Szombathely, in Ungheria. Allo stesso tempo, gli impianti in Slovacchia e Romania, dove i costi di produzione sono più bassi, guadagneranno una maggiore capacità produttiva, pur essendo interessati da una riduzione della forza lavoro.

A proposito di tagli occupazionali, Schaeffler ha annunciato da poco la volontà di licenziare 4.700 dipendenti in Europa, di cui 2.800 nella sola Germania.

Il ridimensionamento dell'apparato produttivo di componenti per veicoli tradizionali si affianca ad un aumento degli investimenti sul fronte della mobilità elettrica. Schaeffler ha acquisito infatti per 3,6 miliardi di euro le attività di Vitesco Technologies Group, azienda specializzata nella realizzazione di parti per veicoli ibridi ma presente anche tra i fornitori di componenti per veicoli elettrici.

Schaeffler si aggiunge ad altri grandi gruppi tedeschi come Bosch, Continental e ZF nell'elenco di quanto stanno tagliando posti di lavoro per far fronte alle difficoltà del mercato automobilistico europeo, ormai messo alle strette dalla crescente concorrenza della Cina e dallo stravolgimento degli equilibri dovuto all'elettrificazione dei trasporti.

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Commenti Regolamento
A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Common rail.... diesel....illusione.....fonti energetiche non proprietarie.
Mi sembra un insieme di cause non così importanti con quanto accade oggi.
Fosse solo l'energia ad avere costi alti.
15 o 20 son pochi....
È cominciato prima.

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Chi si lamenta è che produce endotermiche ovviamente, non c'era neanche da sottolinearlo, ovvio che le quote di co2 non impattano chi produce auto elettriche come molti costruttori cinesi che hai citato e Tesla che fa solo bev

Continuo a non capire se mi prendi in giro o non ci arrivi proprio, il problema ce l'hanno i produttori europei che non possono produrre bev al prezzo dei cinesi e non possono vendere utilitarie endotermiche a 25mila euro e passa e nel frattempo dovranno pagare le multe per le quote di co2

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Diciamo 15/20 anni fa quando abbiamo fatto il commonrail e ci siamo illuso di conquistare il mondo col diesel.
Inoltre abbiamo puntato su fonti energetiche NON proprietarie e mo ci troviamo coi costi dell'energia alti.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché loro non esistono?

Chi è che si lamenta? Chi ha le emissioni alte e non può rientrarci non tutti.

Esattamente come chi ci rientra si sta fregando le mani perche prenderà quote a chi invece dovrà abbassare la produzione di termiche per rientrare.

Dipende da che punto si prende la cosa la lettura è esattamente opposta

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Cioè hai citato quasi tutti produttori che fanno auto elettriche e che non pagheranno le multe, sei serio o mi prendi in giro?

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto.....
Quindi quando è stato commesso l'errore?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

NO. Stellantis sta dicendo li lasciare tutto com'è. Tesla non fiata, BYD muta, Geely silenzio, SAIC nemmeno un gemito.

In realtà si vedono i risultati di quelli che pensavano di fermare il vento come le mani.

L'unico risultato è che verranno travolti.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto noi non siamo piú competitivi perchè quello che facciamo negli stati centrali a 40K€/anno di costo dipendente lo fanno anche dove ne costa 25/30.

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma se tutti i produttori chiedono di non pagare multe nel 2025?

Il fatto che a te stia bene un'auto elettrica non significa che stia bene a me o al resto del mondo, ragioni con i paraocchi e vedi esclusivamente i tuo interessi

E i risultati in europa della gente che ragiona come te si vedono tutti

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo te spostare dalla Austria alla Slovacchia a cosa serve?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche quest'anno venderanno le loro 700K BEV. Inoltre hanno le PHEV nuove con 150Km di autonomia.
Nel termico reggono.

A me sinceramente mi sembrano quelli messi meglio in EU.

Renault forse un po' meglio ma solo perchè vende quasi solo in EU. Ma come elettriche è inchiodata a 90K pezzi.

Dall'UE non potrà mai uscire coi suoi prodotti e qui fra poco comincerà la battaglia dei prezzi con le cinesi.

L'Italia non la nomino nemmeno ormai noi tolta Ferrari e Lamborghini non credo sopravvievrà nulla nei prox 4 anni.

Abbiamo sbagliato TUTTO quello che si poteva sbagliare. Sarebbe bastato portare BYD in Italia e le cose si sarebbero capovolte ma poi i supporters ci sarebbero rimasti male meglio chiudere che fare ricaricabili per tutta Europa.

Mo le faranno da Orban, l'amico e dell'Italia che si becca i posti di lavoro ed il know-how cinese.

NOI potremo specializzarci in CIG cum magno gaudio dei nowatt a carburatore.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Faranno....
VAG nei primi 9 mesi dell'anno ha venduto solo 500mila EV in tutto il globo terracqueo su un mercato totale di 10 milioni di auto elettriche.
Dopo aver investito una vagonata di miliardi una cifra come quella significa solo una cosa FALLIMENTO.
Nella transizione chi doveva decidere ha sbagliato tutto.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Però l'Italia ha avuto la furbata di ostacolare l'elettrico raccontando la favola che cosí si salvano i posti di lavoro.
Invece ora oltre a chiudere le fabbriche di cavoli anche gli allevamenti di capre sono chiusi.

Mentre in Germania iD3/4/5/7 continueranno a produrle soprattutto se le vendite continuano cosí. E non parlo di Model Y. Se per evitare i dazi spostano pure Model 3 alla sola gigaberlin faranno 300.000 auto/anno.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Continui a parlare solo dell'Italia quando il problema è europeo.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

I fermi ci sono perchè tolta la Panda, Ferrari e Lamborghini le macchine fatte in Italia non si vendono.
Inutile produrre vagonate di auto per riempire piazzali.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

I CVT vengono costruiti anche in Europa.
Non c'è stata concertazione tra UE e costruttori per quanto riguarda le elettrificate
I costi troppo alti.... indovina perché e per colpa di chi..... sono la causa della delocalizzazione che alla lunga ha favorito i cinesi.
Cinesi a cui non servivano ulteriori aiuti......

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Le multe ci sono anche oggi solo che il limite è più alto e riescono a rimanere dentro....... usando i fermi stabilimento che in Italia diventa cassa integrazione.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

La parola c'è manca solo che succeda.
Anche perchè se sposti in Cina puoi mettere i dazi ma in Ungheria (dove c'è l'amico Orban) o in Romania NO. Quella è UE per cui nessun rientro, si produce in paesi che si prendono piú fondi europei di quello che versano alla UE.

Ed incentivano il lavoro a casa loro visto che hanno costi della vita inferiore.

M
Marco Revello 01 Jan 1970 @ 00:00

Per fortuna c'è anche la parola per chi fa il viaggio di ritorno: Reshoring

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che se leggi bene l'articolo c'è scritto che il produttore in questione NON sta dichiarando fallimento, chiude in UK e Austria e sposterà la produzione altrove.

Infatti nell'articolo c'è:
"vedrà l'azienda spostare la produzione di frizioni per autovetture a Szombathely, in Ungheria. Allo stesso tempo, gli impianti in Slovacchia e Romania, dove i costi di produzione sono più bassi"

Quindi semplicemente tu troverai gli stessi componenti, con lo stesso marchio ma non piú prodotti in Austria e UK ma in Romania e Slovacchia.
Ovviamente a prezzo più competitivo perchè gli costa meno produrli.

J
Japantuttalavita 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh in teoria I dazi al chinaexport dovrebbero servire anche ad evitare sta moria di aziende.. Ma come al solito ci mangiamo sopra.....

M
Marco Revello 01 Jan 1970 @ 00:00

Puoi andare a comprare dal cinese che te li fa pagare poco, poi metà li butti via perché non rispettano tolleranze o corrosione. In questo caso li compri sempre dallo stesso fornitore, magari anche allo stesso prezzo se non aumentato, ma i margini si impennano.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma dipende a che prezzo li fai.

Se tu producessi auto e volessi acquistare mozzi per ruote...

compreresti dal più caro?
O compreresti magari da uno che produce dove paga i lavoratori 800€/mese, la corrente 10cent a KWh e ti può fare un prezzo piú basso per il componente?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

I fermi produzione italiani ci sarebbero come comunque come ci sono già oggi senza multe.

Purtroppo inutile che so nasconnemo, oltre a Ferrari e Lamborghini da qui al 2030 non mi aspetto di vedere.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Se si preventiva a 15 anni fa invece di frizioni e cambi manuali ilmagari i CVT li facevamo pure noi, oltre a batterie, inverter, wallbox, pannelli FV e come BYD assumevano 200K persone nel solo 2024 (hanno 1mln di dipendenti).

Mo ci troviamo con gli stipendi europei, i costi energetici europei si una tecnologia superata che comprano solo a prezzaccio o te la lasciano in concessionaria.

Perchè è ovvio che una ICE può vendere solo a prezzo piú basso di un'HEV, BEV, PHEV altrimenti uno si prende l'elettrificata.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo dice anche l'articolo!

M
Marco Revello 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche tu hai capito che questa "ristrutturazione" altro non è che un trasferimento dei posti di lavoro dove costano meno e che le auto elettriche sono solo una scusa

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Le prime arrivano nel 2025!
Solo Stellantis rischia di pagare tre miliardi nel 2025.
Preparati a piangere per i fermi produzione italiani.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

I mozzi ruota prodotti in Est Europa...... costano meno!

M
Marco Revello 01 Jan 1970 @ 00:00

Poteri darti ragione per l'impianto dove si producono frizioni, ma i mozzi ruota, con i relativi cuscinetti servono anche nelle auto elettriche.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

CVT cambio a variazione continua.
Le ibride Toyota non hanno il cambio e quindi la frizione.
Producendo in massima parte componenti per auto termiche.... che non potranno essere più prodotte tra dieci anni non perché oggi vendono meno.... è una manovra ovvia quella di pensare a ristrutturazioni che si portano dietro anche inevitabili chiusure di stabilimenti.
Sono diversi i CEO che hanno preventivato la perdita di 1 milione di posti di lavoro in Europa..... ma viene dimenticato.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma in questo momento non ci sono multe.

È tutto mercato. Lo stesso mercato che si invoca qua do esce l'articolo "frenano le elettriche".

Il mercato farà chiudere chi produce termico e non bisognerà aspettare il 2035 e nemmeno il 2030. È già iniziato.
E nessuno può farci niente se non andare in paesi a basso costo e produrre lì per poi portarle in EU.

Ma a quel punto forza multe che almeno ci leviamo le stufe a petrolio dai piedi.

Meglio una Tesla usata a 0 emissioni fatta a Berlino che un 1.0 tre cilindri nuovo fatto chissà dove, che passa sotto casa mia.

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo certo, le quote di co2 imposte dall'europa per spingere i veicoli elettrici secondo te chi le paga? quote che hanno ridotto di molto l'offerta di motorizzazioni oltretutto

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

"piano di ristrutturazione dovuto all'aumento dei costi e alla minore domanda di pezzi per veicoli con motori tradizionali, un effetto legato alla crescente elettrificazione delle gamme dei costruttori che offrono sempre meno varianti benzina e diesel nei propri listini.

Tra le ragioni della doppia chiusura, Schaeffler cita inoltre i forti aumenti del costo dei materiali, dell'energia e della manodopera che non possono essere compensati aumentando il prezzo dei prodotti venduti ai clienti"

Quindi un piano di ristrutturazione perché LE TERMICHE NON SI VENDONO NEMMENO CON GLI INCENTIVI, come diceva qualcuno. Le ibride HEV hanno il CVT (una fetta grossa è Toyota) qui di niente cambio e frizione.

I costi energetici (te piaz usare gas, carbone e petrolio? Costi alti) e gli stipendi piú alti di altri paesi (che stanno approntando le loro filiere di componenti) rendono necessario CHIUDERE.

Quindi "ha stato l'elettrico" è una sciocchezza. In realtà come dimostra gigaberlin l'elettrico è (o era) una possibilità.

J
Jahtjs 01 Jan 1970 @ 00:00

Avanti tutta nella distruzione dell’industria Europea!!