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In Italia servono impianti per riciclare le batterie al litio

Tra otto anni, in Italia, ci saranno circa 9,2 milioni di batterie da smaltire per un costo di circa 11,5 miliardi di euro

In Italia servono impianti per riciclare le batterie al litio
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 21 lug 2024

Sulle strade sono sempre più presenti vetture ibride ed auto elettriche. Tutte queste auto hanno in comune la presenza al loro interno di batterie al litio di capacità differenti. Tale tipologia di accumulatori è presente anche in altri mezzi per la mobilità come le eBike e i monopattini elettrici, giusto per fare un paio di esempi. Insomma, con l'elettrificazione della mobilità, c'è stata una rapida crescita della richiesta di accumulatori. Tuttavia, con l'aumento della presenza delle batterie sul mercato, si pone il problema dello smaltimento.

Secondo Interzero Italia, gruppo europeo di servizi di economia circolare, negli ultimi quattro anni, il volume delle batterie al litio esauste è aumentato di dieci volte, e si prevede che tra otto anni, in Italia, ci saranno circa 9,2 milioni di batterie da smaltire per un costo di circa 11,5 miliardi di euro. Per l'azienda si tratta di una questione tra le più urgenti da affrontare in tempo utile con strumenti e risorse adeguati.

UNA SFIDA COMPLESSA ED ARTICOLATA

Interzero spiega che esistono almeno dieci tipologie di batterie al litio, ciascuna con peculiarità specifiche e costi di trattamento differenti, come quelle per eBike, monopattini, veicoli ibridi ed elettrici, e usi industriali. Questa varietà rende la gestione delle batterie al litio una sfida complessa e articolata.

Stando a quanto raccontato, nel 2023, in Italia sono state immatricolate quasi 1,3 milioni di auto con batterie al litio. Per il 2024, le stime parlano di numeri in ulteriore crescita: 1,7 milioni tra modelli Mild Hybrid, Full Hybrid, Plug-in e 100% elettrici. Non ci si può dimenticare che sulle strade ci sono poi molte ebike, monopattini elettrici e scooter elettrici.

L’IMPORTANZA DEL RICICLO

Secondo l'azienda, il trattamento delle batterie permette di recuperare materiali preziosi come cobalto, nichel, litio, rame e alluminio. Il nuovo regolamento europeo (2023/1542) impone tassi di riciclo incrementali per questi materiali, con obiettivi specifici per il 2027 e il 2031. Un regolamento che rappresenta un passo avanti importante verso una gestione più sostenibile delle risorse.

Per l'Italia ci sono delle sfide ben precise da affrontare. L'azienda spiega che nel nostro Paese esistono solo quattro impianti, situati principalmente al Nord. La maggior parte delle batterie esauste viene quindi trattata all'estero. Questo scenario comporta costi elevati per la logistica e un significativo impatto ambientale. I costi di trattamento sono aumentati da 4.000 euro/ton a 5.000 euro/ton nel 2024, in parte a causa della svalutazione delle materie prime secondarie.

Secondo Mario Bagna, amministratore delegato di Interzero Italia è "essenziale sviluppare infrastrutture adeguate e soluzioni sostenibili per il loro trattamento, sfruttando al massimo il potenziale di recupero dei materiali preziosi contenuti in queste batterie".

L'azienda ricorda, infine, che il trattamento delle batterie al litio comprende diverse fasi: la preselezione e scarica, che serve per disattivare la batteria e ridurre il rischio di incidenti; il disassemblaggio, per separare i componenti; il pre-trattamento e la frantumazione, utile per suddividere i materiali; il trattamento pirometallurgico o idrometallurgico, necessario per separare e recuperare i metalli.

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Commenti Regolamento
D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Hera a mio avviso non è pirla (userei parole molto differenti).
Rende a noi del territorio non economicamente vantaggioso conferire ai loro impianti perchè non vorrebbero impianti privati. Vorrebbero occuparsi loro interamente dei rifiuti e così fare il bello ed il cattivo tempo senza competitors.
Chi viene da fuori regione ha prezzi inferiori a quelli che praticano a me per i rifiuti, cosa che trovo assurda.
Ma tocca pure stare zitti perchè è meglio avere certi soggetti non come nemici.

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè in Svezia hanno fame di rifiuti per alimentare i termovalorizzatori, posto che là la cogenerazione (ovvero lo sfruttamento dell'acqua calda, come avviene a brescia, per uso riscaldamento e sanitario), a causa del clima rigido, è molto più vantaggiosa che in Italia.
E un po' anche perchè in Hera sono dei pirIa.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè non ho un trituratore e perchè i costi per la triturazione e la selezione per rimuovere i materiali non graditi al CSS sono superiori a quanto mi chiedono in Svezia per portargli il mio rifiuto tale e quale.

Quello che dovremo domandarci IMHO è perchè costi meno portarlo fino là piuttosto che smaltirlo nella nostra regione Emilia Romagna, che non è una di quelle che dovrebbe avere carenza di termovalorizzatori.

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

E perchè lo esporti? Ha valore energetico medio sufficiente da poter essere trasformato in CSS? Che costi hai di logistica e gate fee?

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Lavoro in un impianto e facciamo selezione. Esce quindi come rifiuto non più selezionabile da lavorazione di vari CER (carta, plastica, legno, misti, ecc...).

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi esce come rifiuto residuale la differenziata?

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Se siamo davvero fortunati arriveremo tra dieci anni al livello dei cinesi oggi, ma nel frattempo i cinesi dove saranno?

M
MattJ 01 Jan 1970 @ 00:00

capisco il tuo punto di vista, io sinceramente preferisco pensare positivamente che la situazione migliorerà anche in europa nei prossimi 10 anni, non vorrei partire pessimista già dall'inizio...poi se mi sbaglio...eh amen

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

In Cina hanno cominciato dieci o quindici anni fa a progettare, studiare, costruire le fabbriche, chiedere brevetti, assicurarsi forniture di tecnologie e materiali, non è che adesso arriviamo noi belli freschi e ci facciamo le nostre batterie in casa, eh... Bisogna accordarsi e far costruire delle fabbriche cinesi da noi, sempre che i produttori europei siano in grado di usarle

M
MattJ 01 Jan 1970 @ 00:00

ok, però intanto non devi affidarti ogni volta alla cina, una volta che ricicli le batterie le materie prime le puoi riutilizzare in europa, confido che nei prossimi anni anche in europa sorgeranno aziende di produzione batterie

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Qui di fatto ci sei solo tu, ma bello pesante. Se non sai un ##### di niente di come si faccia il riciclo delle batterie al piombo rispetto a quelle al litio di cosa vai cianciando a vanvera? Tirali fuori questi "nero su bianco", e poi ne parliamo

K
Kondoriano 01 Jan 1970 @ 00:00

a quanto pare invece sei proprio te a non capire e a parlare di cose di cui non conosci neanche le basi. Le batterie al piombo sono più semplici da smaltire è un fatto, ci vuole la metà dei processi necessari rispetto una batteria al litio. Incluso lo smaltimento e trattamento degli agenti chimici. Trovi tutto nero su bianco.
Poi se mi vuoi dire che in futuro inventeranno tecnologie per rendere sostenibile e veloce il riciclo, va bene, ma stiamo facendo discorsi alla Grillo. Ad oggi è così.
Comunque vedo che non si va da nessuna parte, per me è chiusa qui, spara pure la tua supercazzola ma io non andrò oltre con le risposte, giudicherà chi legge

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

No CSS.
Spedisco materiale che va a termovalorizzatore.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Ripeto, visto che non sembri essere in grado di capire quanto ti ho scritto prima: Il fatto che le batterie al piombo siano (o ti sembrino essere) più semplici non vuol dire che risulti altrettanto facile trattarne qualche migliaio di tonnellate, potrebbero sorgere delle difficoltà tali (meccaniche, chimiche, energetiche, ambientali) da rendere il riciclo molto più difficile di quanto tu, non sapendone assolutamente niente, possa ritenere. Paradossalmente potrebbe essere molto più semplice riciclare le batterie al litio, gli ingegneri ci sono apposta per per questo

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti è incredibile che la Toscana, che fa quasi quattro milioni di abitanti, non abbia un grande, moderno termovalorizzatore, a causa dei deliranti ragli di una popolazione ostile.
Eppure starnazzano di ossicombustione, che è una cagata pazzesca.
Ma del resto la Toscana è una regione strana, ove la sanità regionale promuove le terapie alternative farlocche e omeomagiche, tranne poi non avere un ospedale in tutta la regione che rientri nei primi 25 d'italia, e anche quello è un indicatore del fatto che le evidenze scientifiche sono meno amate delle superstizioni antiscientifiche, da quelle parti. Evidentemente aver dato in natali a Galileo, non basta.

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh sì, una sciroccata da competizione mi ha tacciato di essere un ibrido rettile dalla nascita, anche se non so bene cosa voglia dire. Comunque le mie tartarughe di terra smentiscono vigorosamente che io sia loro parente.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

L'anno scorso in Finlandia ne hanno aperto uno, il più grande d'Europa:

https://www.energiaitalia.news/news/aperto-limpianto-di-riciclaggio-di-batterie-piu-grande-deuropa/15219/

Come dicevo, basta informarsi

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Scusa, non c'entra nulla, ma è possibile che ultimamente ti hanno dato del "Ibrido rettile dalla nascita" ? ahahaha

L
Link 01 Jan 1970 @ 00:00

Le soluzioni su carta sì. Gli impianti sono però "in costruzione..."
Persino Northvolt usa ancora i "vecchi" metodi e sta costruendo l'impianto in grado di riciclare il 95% (in piccolissimo, in fondo alla pagina troverai: "95% del materiale riciclabile").

K
Kondoriano 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono laureato in ingegneria chimica nello specifico, ma ho una discreta esperienza di impianti industriali, da qui il mio interesse.
Comunque vedo che continua ad essere tosta comprendere un testo scritto, provo a riformulare per l'ultima volta. L'esempio del "trattare una batteria sul tavolo da cucina" era per specificare quanto sia semplice smontare e riciclare una batteria al piombo, ovviamente se una cosa è semplice di base non ci vuole molto per realizzarla su scala industriale. Diverso il discorso se qualcosa parte di base molto complesso, in quel caso la complessità cresce drasticamente, con costi annessi.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Non basta avere i materiali, bisogna anche saperle fare

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello che hai descritto è il processo pirometallurgico, esiste anche quello idrometallurgico ben più efficiente e con emissioni quasi zero. Le soluzioni ci sono già, basta informarsi

R
Rum 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non ci muoviamo ADESSO (siamo già in ritardo) perderemo anche questo treno. Diventeremo la discarica d'Europa delle auto termiche. E già abbiamo le città più inquinate d'Europa. Il petrolio devi continuare ad acquistarlo, i materiali delle batterie possono essere riciclati, se impariamo a farlo non saremo più dipendenti dalla Cina.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei per caso laureato in ingegneria chimica? Hai una qualche esperienza di impianti industriali di riciclo? Perchè magari non ne hai idea, ma c'è qualche "piccola" differenza tra il trattare una batteria sul tavolo da cucina e riciclarne qualche migliaio di tonnellate. Le batterie al litio non vengono semplicemente tritate, ma ci si estraggono già adesso gli elementi più costosi

:
:(){ : | : & }; : 01 Jan 1970 @ 00:00

non ho mai detto che noi abbiamo il petrolio, hoo detto che attualmente la maggior parte degli italiani e' dipendente dal petrolio, quindi oggi, e per i prossimi anni, sara' ancora la fonte di carburante piu' diffusa, che senso ha boicottarlo gia da subito, facendo aumentare tanto le spese dei cittadini e di tutti i costi di spedizione, per puntare a favorire un mercato che tra qualche anno sara' la norma, ma in cui comunque non saremo leader di niente, ma saremo totalmente dipendenti dalla cina?
investiamo tanto su una cosa non nostra e nel farlo mettiamo in difficolta' l'intero mercato che circola oggi e che continuera' a dominare nei prossimi anni.

R
Rum 01 Jan 1970 @ 00:00

Giusto! Incentiviamo il petrolio italiano, estratto nei giacimenti italiani, raffinato nelle raffinerie italiane, trasportato da camion italiani alimentati con diesel italiano. Semicit.

K
Kondoriano 01 Jan 1970 @ 00:00

no è più semplice semplicemente perchè è più semplice, potrei farlo io in casa con poca roba comprata dal Brico, figurati in un impianto industriale.
Poi io capisco l'analfabetismo funzionale, ma non ho chiesto come si ricicla le batterie al litio, so già che può essere fatto come scritto sopra, mi chiedo quanto costerà e se mai sarà economicamente sostenibile, che non è per nulla scontato a meno di drastici cali di produzione di materie prime, ma a quel punto addio pure alle batterie economiche.
La fattibilità di una cosa non la rende matematicamente applicabile, fin ora le batterie al litio hanno continuato ad essere semplicemente tritate e chi sa quando e se finalmente si smetterà di smaltirle così.
E non sarebbe ne il primo ne l'ultimo materiale che semplicemente si sceglie di seppellirlo

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Non credo che spedisci in Svezia l'RSU... forse il CSS?

L
Link 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema sta appunto nel riciclo.
1. Ad oggi, solo il 50% della batteria al litio può essere riciclata. Di quel 50%, il 95% viene recuperato (spesso indicano solo il 95% dei materiali riciclabili, non quel 50% dell'intera batteria).
2. Ad oggi, gli unici impianti di riciclaggio, devono scaldare la batteria a 1500°C e l'impianto emette tanto CO2 quanto una vettura a benzina consuma in 150.000km - questo per ogni batteria riciclata.

Siamo lenti e non troviamo soluzioni efficaci. O non abbiamo voglia di trovarli...

f
frank700 01 Jan 1970 @ 00:00

ha il cambio

P
PadreMaronno 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi piace il motore diesel per diversi motivi

:
:(){ : | : & }; : 01 Jan 1970 @ 00:00

il boicottaggio e' palese

M
Migliorate Apple music 01 Jan 1970 @ 00:00

Non si sta boicottando a priori il termico è solo un inesorabile destino

:
:(){ : | : & }; : 01 Jan 1970 @ 00:00

allora visto che c'e' tutto da perdere abbandonando l'attuale, e nulla da guadagnare favorendo il nuovo, sarebbe quantomeno logico pensare di non boicottare a priori cio' che tiene in piedi tutto il traffico su strada.
perche' costi alti di benzina e diesel significa anche prezzi del cibo piu' alti, visto che viene portato tramite i camion a diesel.

M
Migliorate Apple music 01 Jan 1970 @ 00:00

“ quindi che senso ha?”

Il senso dovrebbe essere smettere di piangere sul latte versato e investire sull’elettrico.

“ avrebbe senso se almeno fossimo leader della tecnologia di domani”

L’Italia non potrà mai essere leader nel mondo dell’ automotive, non abbiamo più marchi italiani che fanno grandi numeri.

M
Malthael85 01 Jan 1970 @ 00:00

E io in Toscana spedisco i rifiuti in Germania. Se ci fossero i termovalorizzatori sarebbe tutta un'altra storia...ma se azzardi a parlarne ti saltano subito alla giugulare gli ambientalisti, verdi, comitati, cittadini ecc....

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Comunque io nel Nord Italia spedisco i rifiuti in Svezia.
Sono daccordo con quello che dici, ma se poi i termovalorizzatori costruiti con soldi pubblici vengono gestiti da municipalizzate che competono sul mercato dei privati diventa comunque un problema lo smaltimenti dei rifiuti non più recuperabili.

M
MattJ 01 Jan 1970 @ 00:00

non è una discarica, se di una batteria al litio recuperi fino al 95% di materie prime (mi pare di aver letto quella percentuale) vuol dire che poi te le puoi fare in casa senza dover dipendere dalla cina per le materie prima, mica le butti una volta riciclata la batteria

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

A società private che fanno soldi e creano posti di lavoro. Stiamo parlando di riciclo rifiuti, non di discariche abusive, sono due concetti opposti.

:
:(){ : | : & }; : 01 Jan 1970 @ 00:00

certo... stiamo investendo tantissimo nell'automotive, uno dei primi grandi investimenti e' stato fare il gruppo FCA o come cavolo si chiama, cosi' da togliere tutti i marchi italiani mettendoli sotto il cappello di altri stati.

il secondo passo e' stato spostare tutta la produzione dall'italia ad altri paesi piu' vantaggiosi economicamente.
il terzo passo e' stato quello di impedire l'uso di un nome di una citta' italiana su un'auto del gruppo FCA non prodotta in italia.
siamo veramente avanti... salveremo il mondo grazie alle batterie cinesi.
ma visto che ancora l'elettrico e' poco diffuso, e continuera' ad essere cosi' ancora per anni, vogliamo anche pensare ai milioni di italiani che hanno auto/camion/furgoni a diesel/benzina? oppure ce ne freghiamo, lasciamo che i prezzi continuino ad aumentare perche' tanto tra 20 anni tutte le auto saranno elettriche?

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Tu non dimostri niente di più.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Sappiamo a chi finiscono in mano questi business.

C
Cicci Pucci 01 Jan 1970 @ 00:00

Chissà perchè.....

i
icos 01 Jan 1970 @ 00:00
avrebbe senso se almeno fossimo leader della tecnologia di domani

E sai come lo si diventa? Non lamentandosi costantamente della qualunque ma investendo in ricerca e sviluppo. Il settore della mobilita' elettrica e' solo uno degli esempi.

Per fortuna esistono realta' italiane d'eccellenza, siamo bravi in molti settori, ma bisogna investire di piu'.

:
:(){ : | : & }; : 01 Jan 1970 @ 00:00

per motivi del ca**o.

ancora con sta pagliacciata green pensando di salvare il pianeta.
va bene pensare al futuro, ma il presente e il futuro immediato non possono essere trascurati

:
:(){ : | : & }; : 01 Jan 1970 @ 00:00

ma intanto tutto il trasporto, privato e non, si basa su diesel e benzina.
vogliamo continuare a pagare uno sproposito per la tecnologia che usiamo oggi e che continueremo ad usare ancora per anni, per pensare unicamente a cio' che sara' piu' diffuso domani?
avrebbe senso se almeno fossimo leader della tecnologia di domani, ma invece anche qua non siamo leader in niente, dipendiamo da altri stati, quindi che senso ha?
fare i figh*tti green, pensando di salvare il mondo?
siamo ridicoli

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

In futuro sarà un business enorme, altro che discarica, già oggi siamo i primi in Europa per riciclo dei rifiuti che supera l'80%.

s
ste 01 Jan 1970 @ 00:00

c'è del commento in questa ignoranza

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Non le produciamo ma le ricicliamo, praticamente una discarica.

M
Mercury 01 Jan 1970 @ 00:00

Vivere in un paese fallito non significa che le batterie non si possano riciclare continuamente senza dover estrarre il litio nuovamente. Nel nostro paese accade questo ed altro perché ci sono persone estremamente ignoranti che sono contro il progresso e preferiscono girare con catorci vecchi di 20 anni a gasolio. Queste persone supportano politici corrotti e vecchi che affossano il paese combattendo in modo becero il progresso e lo sviluppo. Politici che ci dicono che è meglio respirare pm10 da macchine e caldaie obsolete invece di redigere un programma serio. Poi ci chiediamo perché siamo il paese più corrotto e meno istruito d’Europa!

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Diesel va bene solo su lunghe distanze. È una motorizzazione di nicchia, anche più delle BEV. E infatti i dati parlano chiaro: si vendono più BEV che Diesel.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

È più semplice semplicemente perché lo si fa da più tempo ed i processi industriali per trattare le batterie esauste sono già ben consolidati, inoltre le batterie al piombo arrivano regolarmente in numeri importanti quindi la convenienza economica è più facile da raggiungere. Le batterie al litio che si riciclano oggi sono quelle delle auto elettriche costruite dieci anni fa, quindi in numeri ridottissimi, che convenienza economica dovrebbe esserci oggi? Mai sentito parlare di economie di scala?
Per finire chi vuole delle risposte può semplicemente cercarsele da solo, il PC non serve solo per chiacchierare:

https://www.google.com/search?client=firefox-b-lm&q=riciclo+batterie+litio+processi

K
Kondoriano 01 Jan 1970 @ 00:00

in parte lo è ma è enormemente più semplice lo smaltimento di una batteria al piombo e molto più economicamente sostenibile. Non sono str...upidaggini, ma questioni importanti che vanno affrontate e ad oggi ancora non si sa di preciso quanto costerebbe uno smaltimento di grandi volumi di batterie e quanto tempo necessita. Si sa solo che è tecnicamente possibile riciclare il 98% delle batterie.
Poi di certo non sono qui a dire fermiamo la produzione delle batterie, anzi, però vorrei delle risposte chiare.
Se poi a te non frega nulla delle complessità, allora il sempliciotto qui di sicuro non sono io

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Oppure in mano a male intenzionati che le faranno sparire in Italia

P
Podz 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe curioso sapere la differenza di prezzo tra le materie prime riciclate in EU e quelle di prima estrazione (raffinate). Qualcuno ha dei dati?

f
frank700 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè, lavori in una azienda che produce cambi per auto (che non si saranno nelle elettriche)? Solo questa categoria commenta sempre allo stesso modo.

P
PadreMaronno 01 Jan 1970 @ 00:00

Servono le auto a diesel non gli impianti per la macchinine elettriche

M
Migliorate Apple music 01 Jan 1970 @ 00:00
Li manderemo all'estero sui treni come l'immondizia mandata a bruciare fuori.

Non siamo tutti il sud e centro Italia fortunatamente

M
Migliorate Apple music 01 Jan 1970 @ 00:00

Diesel e benzina sono destinati a sparire se non è arrivata la notizia

s
sucaloro 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia servono impianti per riciclare tutto!

B
Bob the bear 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà alcune realtà piccole di riciclaggio delle batterie esistono anche in Italia. Come esiste una realtà che produce batterie LFP per ambiti militari (sommergibili join venture Germania-Italo). Non ricordo i loro nomi ma avevo visto un video in un’altra testata. Tra l’altro l’azienda che si occupa del riciclaggio è costretta a vendere il materiale all’estero ed in particolare ai Cinesi visto che i nostri governi (ed in particolare l’attuale) tutto hanno fatto tranne che creare le condizioni affinché sia queste aziende potessero avere un mercato, sia creare le condizioni per un mercato di auto elettriche/elettrificato.
Ora ci accorgiamo che siamo in ritardo ed in molti affermano che quindi consegna continuare a proseguire sulla strada del petrolio. Ma siamo matti o ci facciamo? Da qui ai prossimi 5 anni se non invertiamo la rotta significherà creare il deserto industriale in ambito filiera automobilistica e tutto quello che riguarderà la transizione energetica, comprese le pompe di calore per il riscaldamento/rasserenamento/acqua sanitaria delle case, utensilerie a batteria ecc…

g
gianni polini 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando mi azzardavo scrivere che é un gross problema mi veniva detto di tutto.
Ma è ovvio che non lo é, finiranno in paesi discarica del terzo mondo. Agli ambientalisti piacciono molto I paesi discarica del terzo mondo

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è sempre l'alternativa sotterrare tutto a umma umma

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Non Stanno vendendo ne uno e nell altro...complimenti per le strategie..🤭

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma come, con tutti gli accordi di smaltimento e altre panzane varie ora si scopre che non c'è nulla, e l'unica alternativa sarebbe sotterrare tutto a umma umma.

z
zdnko 01 Jan 1970 @ 00:00

dobbiamo già smaltirle prima di averle?

A
Alessandro De Filippo 01 Jan 1970 @ 00:00

Domanda:ma abbiamo un Governo..o un circo?🤔

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché, il riciclo delle batterie al piombo non è sovvenzionato? Lo smaltimento dell'olio lubrificante lo paga Babbo Natale? Ma quanto dovete essere sempliciotti per ripetere a pappagallo queste str...upidaggini?

B
Bob the bear 01 Jan 1970 @ 00:00

Diciamo che se ti informi vedrai che farlo ora ci porterà tra 5/10 anni un ritorno (ovvero un risparmio) bello consistente rispetto a continuare a percorrere la strada del petrolio/metano.
Notizia di questi giorni, il 58% della produzione di elettricità fatta in Italia è stata da fonti rinnovabili (idroelettrico in primis, eolico e fotovoltaico).
Il dato non significa che abbiamo coperto il 58% dei consumi dalle rinnovabili. Bisogna tenere conto anche dell’energia acquistata all’estero.

K
Kondoriano 01 Jan 1970 @ 00:00

il non essere ancora economicamente sostenibile a differenza di quelle al piombo.
Ad oggi esistono 0 aziende di riciclaggio completo di batterie al litio che funzionino a regime, solo pseudo laboratori per dimostrare la fattibilità che esiste ed è fattuale, ma non è economicamente sostenibile.
Quindi o crei aziende statali sovvenzionate dalle tasse dei cittadini per lo smaltimento, oppure nessuno ti aprirà un azienda per farlo, ammesso sempre che non vengano sovvenzionate dagli stati.

B
Bob the bear 01 Jan 1970 @ 00:00

Omonimo lei non ha idea che già oggi tutte e dico tutte le batterie di servizio al piombo o di trazione sono riciclate al 100% in fase di sostituzione o demolizione. Quindi per quale motivo le batterie di trazione delle ibride e delle elettriche dovrebbero finire in discarica se già esiste una normativa che ne obbliga il riciclaggio?

B
Bob the bear 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sa che lei non ha conoscenza delle regole su ETS2 che entreranno gradualmente in vigore dal 1º gennaio 2025 che si pose la disincentivazione degli idrocarburi e che porterà ad un aumento graduale egli idrocarburi alle pompe e del metano a casa.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

La prima auto con batteria al litio è stata la Tesla Roadster, prima non era nemmeno pensabile...
Inoltre le batterie al litio stanno avendo solo negli ultimi anni una evoluzione tale da poter essere impiegate nell'autorizzazione: miniaturizzazione, nuovi processi per rivestire anodo e catodo o per isolare le celle, sistemi di assemblaggio automatici... Prima non era pensabile, non con le batterie al piombo, ma nemmeno con le prime al litio.
Inoltre fono a 10 anni fa in Italia nessuno credeva nemmeno nelle rinnovabili: se vai indietro al 2011 c'erano politici (ancora in carica) che dovevano che con il solare al massimo si sarebbe arrivati all 1% di energia prodotta. Vai a vedere da solo come siamo messi oggi, nonostante l'ostracismo che c'è stato.

N
Nonno Simpson 01 Jan 1970 @ 00:00

"Impianto riciclo batterie metta all' angolo deposito di scorie radiottive"

:
:(){ : | : & }; : 01 Jan 1970 @ 00:00

in italia servono prezzi piu' bassi per diesel e benzina... poi se vogliamo prepararci anche per l'elettrico investendo su questi settori va benissimo, ma attualmente stiamo ammazzando il mercato attuale e non siamo neanche pronti per il futuro (visto che siamo tutti dipendenti dalla cina).
insomma situazione pessima

R
Roberto 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non altro le batterie "dovrebbero" essere più semplici da smaltire.
Intendo che e' semplice smontarla e portarla in discarica, almeno quelle per auto.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi permetto di inserire il mio pensiero.
In realtà è la gestione dei rifiuti che è un non-sense, circoscrivere le cose secondo provincia è un errore madornale ed evidente.

Le province NON hanno tutte la stessa popolazione, ne la stessa % di differenziata.

Va da sé che la mappa degli inceneritori NON ha nessuna attinenza con le esigenze dei territori.
La mappa doveva essere nazionale in base alla quantità di rifiuti prodotti.

Perché NON tutti i distretti hanno aziende e controaziende che genrano valanghe di rifiuti, né tutti i territori hanno la stessa produzione pro-capite di rifiuto.

Invece abbiamo avuto questa pensata geniale salomonica (ma totalmente inutile e contro-producente) di usare le province come metro di misura (errato) dell'esigenza di inceneritori.

I rifiuto sono NAZIONALI non provinciali, comunali, rionali, camerali ecc ecc.

Bastava fare così con proiezione a 60/70% di differenziata e creare inceneritori in base alla produzione dei rifiuti.

Così ci sono province che magari faticano a tenere in piedi l'inceneritore per MANCANZA di combustibile e province con difficoltà a gestire la raccolta.

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Più Europa, meno nazionalismi.
Si dovrebbe andare verso gli Stati Uniti d'Europa, ma vallo a spiegare ai sovranisti...

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Solo quella del sud italia viene spedita "fuori", a causa delle demenziali guerre degli ambientalioti contro i termovalorizzatori.
Ambientalioti che in realtà sono manipolati dalla propaganda della criminalità organizzata, che vedrebbe scomparire il ricco business delle discariche, se si attivassero i termovalorizzatatori e si imponesse l'uso del CSS alle cementerie.
E di grandi termovalorizzatori dal Lazio in giù ne servono una mezza dozzina subito (non che toscana, umbria e sardegna siano messe poi tanto bene).
In nord italia e nel resto d'Europa, il problema non esiste.

F
Fade 01 Jan 1970 @ 00:00

parli come se le scelte vengano prese senza alcun tipo di conflitto di interesse

v
virtual 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo so, concordo con te, per questo dicevo che il problema è la politica. Non è ingrado né di capire né tantomeno di intervenire.

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Il discorso è complesso. Queste industrie non le abbiamo e difficilmente le avremo (almeno di quelle realmente competitive). Fare impresa in Italia fa schifo e questo è sicuramente in gran parte colpa della politica (ma anche dei cittadini che quei politici li votano).

Aggiungiamo che comunque queste aziende avranno bisogno di aiuti statali importanti. In Italia siamo maestri nel buttare soldi, per quanto mi riguarda penso che il riciclo delle batterie sia qualcosa di essenziale, ma bisogna farci bene i conti

v
virtual 01 Jan 1970 @ 00:00

No no, intendo che abbiamo la capacità per creare le industrie e le aziende che si occupino del riciclo dei materiali provenienti dalle batterie di cui già siamo in possesso (da auto, case, ecc.).
Su questo bisogna puntare, ma serve la politica!

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Abbiamo la capacità economica? Intendo per sostituire OGGI il petrolio con le batterie?
No. Ma neanche lontanamente.

v
virtual 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è semplice ma come italiani abbiamo la capacità (intellettuale), solo che non abbiamo la politica.

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Diciamo anche che ciò che dici sia giusto, non è comunque neanche lontanamente semplice come lo fai apparire. Altrimenti oggi avresti già soppiantato il petrolio

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Li manderemo all'estero sui treni come l'immondizia mandata a bruciare fuori.

Comunque sono pronto a scommettere che fuori dall'italian ci faranno i soldi col riciclo delle batterie.

k
konami7 01 Jan 1970 @ 00:00

Che siano dei burattini non abbiamo dubbi. Ci vorrebbe però un governo unico europeo con regole uguali per tutti. Ripeto, uguali per tutti.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Le batterie le usi, le riusi e le ricicli.
Il litio che non abbiamo oggi, una volta acquistato lo possiamo riprendere dal riciclo.
cisa che col petrolio di certo non possiamo fare: lo usiamo, brucia e ne dobbiamo comprare altro.

Ma i nostri politici non pensano al nostro futuro, d'altronde nemmeno si dimettono quando vengono beccati.

T
Turk 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma figurati, salteranno fuori i "no riciclo batterie" ignoranti come le capre che losstatocivuolecontrollare!!

A
Alessandro Cavalieri 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è già. Quelli che si vedono in TV ci rappresentano solo nei buffet.
(Future Man è la serie più sottovalutata della storia)

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Il riciclo di batterie sarà un enorme business futuro

A
Andrea Smith 01 Jan 1970 @ 00:00

In itaglia serve un governo estero che ci governi