Apollo EVO: l'hypercar da 3 milioni di euro
Un V12 aspirato, solo pista e nessun compromesso, la Apollo EVO è l’hypercar che sfida il tempo e riporta il pilota al centro di tutto.
C’è un momento, guardando la Apollo EVO, in cui viene spontaneo chiedersi se abbia davvero senso nel 2026. Poi si apre il cofano, si parla di V12 aspirato e la risposta arriva da sola. Apollo Automobil non sta inseguendo il futuro a tutti i costi. Sta difendendo un’idea di automobile che molti hanno già dato per persa. Rumore, vibrazioni. Niente scorciatoie, niente filtri.
E sotto la carrozzeria scolpita batte un cuore che ormai è diventato rarissimo. Ovvero proprio quello di un purissimo V12 aspirato da 6,3 litri, capace di erogare 800 cavalli senza l’aiuto di turbo o elettroni. La potenza viene gestita da un cambio sequenziale a sei rapporti, mentre la frenata è affidata a un impianto carboceramico. Le ruote in alluminio forgiato, da 20 pollici davanti e 21 dietro, montano Michelin Pilot Sport Cup 2 R, ma per chi vuole davvero esagerare Apollo offre anche un pacchetto pista con freni in acciaio racing e pneumatici slick.
Un’aerodinamica che lavora in tempo reale
Gran parte del carattere della EVO passa dall’aerodinamica. L’ala posteriore attiva, azionata idraulicamente, è uno degli elementi chiave del progetto: si muove in meno di un secondo e cambia radicalmente il comportamento dell’auto a seconda della situazione. Nei rettilinei resta a basso angolo per ridurre la resistenza, mentre in curva si solleva progressivamente per aumentare il carico. In frenata estrema, invece, diventa un vero e proprio airbrake, stabilizzando il retrotreno. I numeri parlano chiaro: oltre 1.300 kg di downforce a 320 km/h.
Anche l’ossatura dell’auto è completamente nuova. Il monoscocca in fibra di carbonio pesa appena 165 kg ed è più rigido del 15% rispetto a quello della precedente Intensa Emozione, pur risultando più leggero del 10%. Un lavoro ingegneristico raffinato, pensato per offrire precisione assoluta tra volante e asfalto.
Dentro l’abitacolo non c’è nulla da nascondere
L’interno segue la stessa filosofia senza compromessi. Niente rivestimenti superflui. La struttura è a vista, realizzata quasi interamente in carbonio e alluminio, con ogni elemento che ha una funzione precisa. I comandi essenziali sono disposti orizzontalmente, quelli secondari in verticale e orientati verso il pilota, creando un ambiente che sembra più una macchina da corsa che un’auto “tradizionale”.
Secondo il CEO Niko Konta, questo approccio serve a rafforzare il legame emotivo tra uomo e macchina. E guardando l’abitacolo, è difficile dargli torto. I sedili a guscio ultraleggeri offrono un supporto laterale estremo. E il volante è stato sviluppato appositamente per migliorare grip e controllo.
Con un peso complessivo di circa 1.300 kg, la EVO scatta da 0 a 100 km/h in 2,7 secondi e raggiunge una velocità massima di 335 km/h. Numeri impressionanti, certo, ma quasi secondari rispetto al messaggio che l’auto vuole trasmettere.
La produzione sarà limitatissima. Solo dieci esemplari, tutti completamente personalizzabili attraverso il programma Apollo FORGE. Il primo è già in costruzione. Il prezzo parte da 3 milioni di euro, tasse escluse, e le prime consegne sono previste nella prima metà dell’anno. Non è un’auto per tutti, e non vuole esserlo. La Apollo EVO è pensata per chi cerca qualcosa che sta rapidamente scomparendo. Un’esperienza di guida cruda, analogica e senza filtri.
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