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Uber: nel futuro più bici e monopattini elettrici, meno auto

Uber diversifica il proprio business spingendo su bici e scooter elettrici

Uber: nel futuro più bici e monopattini elettrici, meno auto
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Simone Facchetti
Simone Facchetti
Pubblicato il 28 ago 2018

Uber ha annunciato l'intenzione di diversificare il proprio business concentrandosi sull'offerta di biciclette e monopattini elettrici in condivisione. Obiettivo: fare in modo che gli utenti utilizzino il più possibile l'app (e la piattaforma) di Uber.

Questo non significa trascurare il business del ride sharing a bordo delle ormai classiche berline nere, quanto piuttosto orientare gli sforzi verso un settore apparentemente meno remunerativo ma vincente sul lungo periodo. O almeno questo è quello che si augura il CEO Dara Khosrowshahi, che al Financial Times ha spiegato le proprie ragioni facendo una semplice constatazione: 

In città, durante l'ora di punta, è molto inefficiente per una tonnellata di metallo trasportare una persona per 10 isolati.

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Ovvero, il traffico caotico delle metropoli si rivelerà sempre meno adatto al trasporto su quattro ruote (benché condiviso). Dunque, meglio attrezzarsi per evitare che gli utenti vadano a cercare soluzioni di trasporto dalla concorrenza.

La soluzione Uber ce l'ha già in casa: il bike sharing e lo scooter sharing sono esempi di mobilità decisamente più adatti alle esigenze di chi vive in città, per questo motivo saranno sempre più rilevanti nel futuro dell'azienda.

L'azienda continuerà a investire in JUMP (la piattaforma di bike sharing acquisita negli scorsi mesi arriverà anche in Europa, a cominciare da Berlino) nonché in Lime (società di monopattini elettrici), anche se questo, inizialmente, non si rivelerà una scelta producente dal punto di vista finanziario. Uber, infatti, continua a perdere soldi (4,5 i miliardi di dollari "bruciati" nel 2017) e questo tipo di attività, ammette Khosrowshahi, non permette di fatturare tanto quanto il ride sharing, o almeno non nel breve termine. 

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Commenti Regolamento
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delpinsky 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi è capitato di assistere ad una scena quasi surreale, poche settimane fa: una signora prende la ciclabile in contromano, non si sposta e va a sbattere contro un ciclista ignaro nei pressi di una curva. Alla signora cadono un po' delle sue cose per terra e lei se la prende con il ciclista che andava sulla corsia giusta, chiaramente segnalata dalle frecce pitturate sull'asfalto, perché avrebbe potuto cadere e farsi male 😂

T
TLC 2.0 01 Jan 1970 @ 00:00

acchiappane qualcuna che ci facciamo il brodo🤔

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

In certe situazioni tutta la vita la bici piuttosto che bus/tram/metro, li vedo come mezzi complementari da gestire in base alle necessità.
Con una viabilità ciclabile ben sfruttabile i mezzi pubblici sarebbero molto meno affollati e più piacevoli da utilizzare

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

In quel caso si usano i mezzi pubblici

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Confermo, appena mi sono trasferito in Germania non ci facevo caso e per sbaglio mi ritrovavo a camminare sul bordo della pista ciclable (una semplice striscia rossa a fianco alla strada). Dopo un po' di insulti ho capito come sia importante e giusto rispettare quelle linee, infatti poi in bici vai benissimo e senza il minimo impedimento (tranne che nel quartiere turco con le galline in mezzo all strada)

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma il punto non è essere anti-bici, ma il rendersi conto che i limiti ci sono e che una grande città non può pensare di trasferire tutto il traffico da auto a bici, che è quello che dico sin dall'inizio.
Ed il problema, come già detto, non riguarda tanto una questione di spazio. Nemmeno con le auto l'aumento di spazio è fra gli obiettivi. Non si vuole un aumento delle vetture, non una maggiore densità delle stesse.

S
SuperDuo 01 Jan 1970 @ 00:00

Verissimo, con un po di pubblicità e di stimoli, le persone di solito scelgono la strada migliore.

q
qandrav 01 Jan 1970 @ 00:00

thanks :)

S
SuperDuo 01 Jan 1970 @ 00:00

Articolo interessante in molte parti:

"while bikes account for an estimated 68% of journeys made in the city centre, they are allocated just 11% of infrastructure space, with cars getting 44%"

Questa parte basta a capire che il problema della mancanza di spazio non è certo per le biciclette, nemmeno ad Amsterdam. infatti lo spirito dell'articolo non è anti bici. Sarebbe folle visto che se di colpo tutti le abbandonassero la situazione precipiterebbe.

S
SuperDuo 01 Jan 1970 @ 00:00

Pensa a questo però. Questi geni almeno vanno in bici. Se andassero in macchina farebbero molti molti più danni.

L
LucaS888 01 Jan 1970 @ 00:00

Più tandem in città ?

d
delpinsky 01 Jan 1970 @ 00:00

Comunque qui da me, la gente non sa usare nemmeno la ciclabile... vanno contromano o a velocità folli, tipo Giro d'Italia. C'è gente poi, che si ferma con la famiglia bici munita in mezzo alla pista, senza curarsi se dietro arriva qualcuno, creando inevitabilmente incidenti. Non da ultimo, chi ha fatto la ciclabile provvisoria, metà sulla carreggiata e metà sul marciapiede, ha fatto un pastrocchio unico 😂

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

e grazie ma serve una regolamentazione al passo coi tempi...

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono contro l'uso delle biciclette, anche io le ho usate in passato.
Ma il traffico urbano necessita soprattutto di mezzi pubblici, sono quelli che rendono il trasporto cittadino ben funzionante.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è proprio così: theguardian . com/cities/2016/aug/11/cycling-amsterdam-bike-jams-bicycle-mayor-anna-luten

Oltretutto, un incidente in bicicletta può essere molto pericoloso, soprattutto nel traffico.

G
Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Sperando che si possano finalmente regolamentare tutti i mezzi che attualmente la mobilità sostenibile offre.
Ho l'impressione che se non si è ancora fatto, è perché ci sono degli interessi in gioco…...ma non voglio essere complottista

N
Nummepija 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono stato la settimana scorsa a Colonia e per non essendo all'altezza di Amsterdam mi ha colpito profondamente l'organizzazione, la segnaletica, le infrastrutture che consentono il grande (per i miei standard di padova) traffico di bici.
Ad ogni modo anche loro non ci sono arrivati dall'oggi al domani, quindi c'è bisogno di potenziare l'infrastruttura che poi chi la usa arriva.

Altro caso: sono stato a Latina due settimane fa, dove è stata costruita diversi anni fa un ciclabile dal centro città al mare.
Ebbene nonostante appena dopo la realizzazione e entusiasmo iniziale questo viadotto non fosse utilizzato un gran che, di anno in anno noto un utilizzo crescente.

Diciamo che ci vuole un po' di tempo affinche alcune cose e entrino nella normalità, non siamo di base refrattari

S
SuperDuo 01 Jan 1970 @ 00:00

Per il freddo basta vestirsi correttamente. Per la pioggia idem. E comunque in mezza Italia il freddo lo vedono col binocolo.

S
SuperDuo 01 Jan 1970 @ 00:00

Problematico solo perchè o non ci sono regole o non vengono fatte rispettare. Poche ciclabili, gente che ci cammina sopra e pretende di non doversi spostare ( un po come dire che in mezzo alla strada posso camminare e se la macchina deve passare può anche attaccarsi), macchine parcheggiate che ostruiscono i passaggi, ecc ecc.

In città più avvezze alle bici ( caso esemplare Amsterdam), se provi a mettere un piede fuori dal marciapiede sulla ciclabile ti coprono di insulti quando non ti mettono sotto. Ci sono bici ovunque e non creano problemi ne di rumopre ne di inquinamento ne di incidenti ( ci sono incroci e semafori appositi). In più, un incidente con bicicletta al massimo ti fa zoppicare un po. Con le auto invece.

è una questione di cultura, abitudine e norme che favoriscano il passaggio.
Il traspèorto pubblico va bene solo se sotterraneo. In superfi cie richiede comunque grandi spazi e strade molto larghe.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

se ci pensi può essere un servizio bomba per le città turistiche e secondo me è un ottimo progetto. Immaginati tu che vai a Londra in vacanza e vuoi girare la città con un mezzo. Hai tre possibilità: ti fai la tessera dei mezzi (ma sei vincolato agli orari), noleggi la bici da uno dei mille servizi che lo fanno (dovendoti iscrivere anche se magari ti serve solo per un giorno) oppure usi Uber.
Se uno ha già l'account è perfetto perchè non deve registrarsi a nulla, ha l'accredito automatico sul conto e ha a disposizione un marchio fidato.
Nelle città turistiche di grandi dimensioni può essere una gallina dalle uova d'oro.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Già, ma non è detto che tutti viaggino in macchina da soli.
Oltretutto considera casi in cui ci sono 40 o 50 biciclette in strada. Un tamponamento può avere risultati notevoli.
A Milano circolano circa 700k automobili. Nel caso pessimo (solo guidatore) si parla di 700k biciclette per le strade. Impossibile non vederci criticità.

S
Simone Facchetti 01 Jan 1970 @ 00:00

L'hanno annunciato a fine giugno, dovrebbe essere operativo da fine estate

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche un intenso traffico di biciclette è problematico.

La verità è che in città solo il trasporto pubblico ha senso su numeri elevati.

q
qandrav 01 Jan 1970 @ 00:00

"negli scorsi mesi arriverà anche in Europa, a cominciare da Berlino"

Sicuri che non ci sia già?