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Porsche Inno-Space: il controllo qualità si fa con la realtà aumentata

Inno-Space: la realtà aumentata al servizio di Porsche per il controllo qualità

Porsche Inno-Space: il controllo qualità si fa con la realtà aumentata
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Simone Facchetti
Simone Facchetti
Pubblicato il 9 feb 2018

La qualità costruttiva è da sempre uno dei punti forti delle Porsche, considerate dagli appassionati tra le auto sportive meglio costruite. Non per niente, circa due terzi delle Porsche finora prodotte sono ancora certificate e regolarmente circolanti. Il controllo qualità, nel corso dei 70 anni di storia del marchio, è stato protagonista di diverse innovazioni tecnologiche, ma mai prima d'ora in Porsche si erano serviti della realtà aumentata.

Entro la fine dell'anno, gli specialisti del controllo qualità di Porsche avranno accesso alle tecnologie AR tramite Inno-Space, un sistema di test "look&feel" che diventerà presto parte integrante del processo produttivo delle sportive di Zuffenhausen. Pensato per affiancare i metodi tradizionali di controllo delle tolleranze e dei difetti superficiali delle vetture, il sistema è pensato come un'interfaccia tra il presente e il futuro del controllo qualità.

Gestito e sviluppato da un team informatico che lavora a stretto contatto con il team del controllo qualità (nonché con università e startup innovative), Inno-Space è stato realizzato in collaborazione con la startup GTV e costituisce la piattaforma tecnica per consentire il controllo qualità utilizzando la realtà aumentata.

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In sostanza, si tratta di un'app per tablet che si integra con il test look&feel sovrapponendo i difetti riscontrati dalla fotocamera del tablet con il modello CAD della vettura, modello che, essendo computerizzato e "teorico", non presenta difetti superficiali o discontinuità di tolleranze. Il database, oltre al modello CAD, include informazioni sui mezzi di giunzione: dunque, è possibile rilevare immediatamente se un'area non soddisfa gli standard qualitativi richiesti.

Le immagini di questa "scansione" in realtà aumentata possono essere trasmesse in streaming ad altre aree della produzione o del centro di ricerca e sviluppo, o ancora con i fornitori, senza la necessità della loro presenza fisica. Un passo in avanti verso la progressiva digitalizzazione del business di Porsche, come vi raccontiamo in questo articolo.

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Commenti Regolamento
M
Matteo 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà è presa dalla fonte, ovvero un articolo by porche stessa

https://uploads.disquscdn.c...

0
000 01 Jan 1970 @ 00:00

Quelli nella foto sembrano HoloLens...

M
Mauricio 01 Jan 1970 @ 00:00

Considerala come immagine di repertorio.

N
Nathan153 01 Jan 1970 @ 00:00

Nell'immagine a metà articolo c'è un tipo che li indossa

M
Mauricio 01 Jan 1970 @ 00:00

Dove hai letto Hololens?

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

VW e porsche sono lo stesso gruppo, quindi una volta fatto per porsche è pronto per VW, Audi, ecc..

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe interessante capire come lavora.

Non immagino come potrebbe mai carpire (tanto per dire) le increspature della vernice

E
Elris 01 Jan 1970 @ 00:00

Useranno i Surface?

N
Nathan153 01 Jan 1970 @ 00:00

Cosa c'entra l'immagine nell'articolo con gli hololens?

i
ijskdldsad 01 Jan 1970 @ 00:00

Si e' un trend che sta prendendo piede.
Qualche anno fa ebbi l'opportunita' di lavorare presso la Porsche Engineering e mi ricordo che c'erano un paio di progetti che andavano in questo senso.
Per esempio mi ricordo che c'era un piccolo team che stava sviluppando un'app per tablet che faceva vedere tutti i dati della parte dell'auto inquadrata dalla fotocamera.
Per esempio se si puntava la fotocamera verso la ruota anteriore sinistra, l'app sovrapponeva tutti i dati provenienti dalla ruota.
Molto cool. Poi non so se il progetto e' andato avanti

S
Simone Facchetti 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì, VW utilizza anche la realtà virtuale

A
Antares 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non erro anche la nuova golf viene progettata con lo stesso sistema.