Speciale ADAS: cosa sono e come funzionano | Pagelle Guida Autonoma

27 Marzo 2018 9

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La diffusione della tecnologia in auto è giunta ad un livello tale che, oggi, anche un termine tecnico come "ADAS" inizia a diventare di dominio pubblico. Gli "Advanced Driver Assistance Systems" sono quei sistemi in grado di aiutare il guidatore, scaricandolo dallo stress della guida o migliorando la sicurezza mettendoci una pezza quando il conducente si distrae.

Si tratta della base della guida autonoma del futuro, sistemi che rientrano nella classificazione SAE a cinque livelli che, crescendo nell'entità degli automatismi, porteranno verso la completa autonomia della vettura, al punto da far sparire pedaliera e volante.

La tecnologia dietro agli ADAS

Come funzionano gli ADAS? Dietro a sigle più o meno autodescrittive, c'è un mondo fatto di hardware e software. L'hardware consente all'auto di vedere l'ambiente circostante, sfruttando sensori di ogni genere e videocamere. E' però il software che si occupa di riconoscere l'ambiente circostante: sfruttando librerie software e deep learning, la macchina guadagna una visione tale da riconoscere forme e oggetti.

Gli algoritmi oggi possono differenziare persino il tipo di veicolo, leggere le informazioni di un cartello così da memorizzare i limiti di velocità o capire se è presente un divieto d'accesso o riconoscere i pedoni e le biciclette che transitano nelle vicinanze.

In forma più grezza, comunque con un buon grado di efficacia, tecnologie simile possono essere integrate anche in un semplice navigatore con telecamera o in una dashcam, rendendo questi dispositivi in grado di avvisare il conducente di una probabile collisione imminente o della ripartenza del veicolo davanti a noi, nonostante l'assenza di costosi sensori come radar e lidar.

La forma più evoluta, invece, sarà quella resa possibile dalla connettività V2V e V2X: il sistema wireless permetterà alla vettura di parlare con altri utenti della strada e con le infrastrutture, tagliando la necessità di un riconoscimento basato su immagini o sensori e permettendo funzioni "predittive": l'auto potrà "vedere" altri mezzi a distanze maggiori e dietro gli ostacoli.

Tipologie di ADAS

Quali tecnologie rientrano nella sfera degli ADAS? Tantissime. Si parte con quelle più diffuse oggi sulle auto: ABS, cruise control, luci con funzione di cornering, assistenza alla discesa in fuoristrada, limitatore di velocità, sensori di parcheggio, pioggia e luci, sensori pressione pneumatici e riconoscimento dei segnali stradali. Il livello successivo prevede sistemi di monitoraggio: monitoraggio dell'angolo cieco, avviso di collisoine imminente, monitoraggio stanchezza del conducente, traffico in retromarcia o corsia.

Unendo un servo o un attuatore ai sistemi di avviso (o evolvendo le tecnologie sopra citate) si sale un ulteriore gradino verso l'automazione: il cruise control adattivo, ad esempio, gestisce automaticamente acceleratore e freno e può anche ripartire da solo nelle situazioni di traffico se presente il cambio automatico (Traffic Jam Pilot e simili).

Aggiungendo un servo per lo sterzo al monitoraggio di corsia, ad esempio, si ottiene il sitema di mantenimento di corsia che corregge la traiettoria in caso di distrazioni. Combinando il tutto con un hardware più potente, algoritmi più sofisticati e sensori, ecco che arriva un primo assaggio di guida autonoma: Tesla, ad esempio, ha unito il monitoraggio dell'angolo cieco alla gestione di sterzo, acceleratore e freno per consentire il cambio di corsia automatico da parte della vettura.

Discorso simile per i sistemi di parcheggio semi-automatico o l'anti-collisione con frenata automatica in caso d'emergenza. Diverso ma sulla stessa filosofia il funzionamento degli abbaglianti automatici che, con le matrici di LED, orientano il fascio luminoso per massimizzare la visibilità evitando di infastidire gli altri utenti della strada.

Le pagelle della Guida Autonoma

Nasce così l'idea delle pagelle della guida autonoma di HDmotori, una rubrica per valutare le prestazioni degli ADAS e dei sistemi di guida semi-autonoma (cruise control adattivo, mantenimento della corsia e ulteriori evoluzioni) dopo la prova su strada. Niente dati basati su anonime schede tecniche ma considerazioni dalla guida di tutti i giorni.

L'ACC (cruise control adattivo) ha un funzionamento fluido? Come si comporta in condizioni avverse? E' preciso nel funzionamento, progressivo nell'intervento? E il mantenimento di corsia?

Queste alcune delle domande che troveranno risposta nei vari test, ognuno inquadrato in uno dei livelli della classificazione SAE. Al punteggio finale concorrerà anche la dotazione potenziale della vettura, tra tecnologie di serie e optional perché è questo il terreno su cui si giocherà la guerra fra i produttori nei prossimi anni.

La prova arriva dalle normative e dagli enti dediti alla sicurezza come EuroNCAP: la NHTSA, ad esempio, ha annunciato che tutti i nuovi veicoli al di sotto dei 4.500 chilogrammi dovranno avere una retrocamera entro il 2018. EuroNCAP ha iniziato da tempo a dare un peso maggiore ai sistemi di sicurezza attiva nelle sue valutazioni, al punto che la presenza di serie su tutti gli allestimenti può fare davvero la differenza nei parziali relativi alla dotazione di sicurezza.

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Commenti

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voodoonet

quando il sistema ADAS avrà raggiunto i livelli di guida autonoma ed il parco auto completamente rinnovato, è automatico che gli incivili stxonzi non poggeranno più mani e piedi sul volante...ahhhh che belllo!!! non vedo l'ora

MR TORGUE

inventeranno un sistema anti-stronzi? il livello di inciviltà alla guida è ormai oltre il fondo scala.

Jawdj Dijadj

Progetto avvincente che seguirò sicuramente, la guida autonoma è il futuro e sarà interessante poter vedere i progressi delle varie case automobilistiche e le prove su strada

Tony Musone

Ah ok... Non avevo colto la retorica o la provocazione insita nella domanda. Sorry :(

ice.man

è ovvio che la mia non è una domanda sullo stato dell'arte della ricerca in ambito di guida autonoma
ma proprio di quello che offre il mercato...inteso come prodotti liberamente acquistabili ed omologati, non come sistemi sperimentali

Tony Musone

Esistono ma al momento non sono utilizzabili da privati.

ironmel

niente di così tecnico con dati e rilevazioni come euroncap, ma neanche a "sensazione". semplicemente una prova in condizioni reali dopo aver testato in varie situazioni i sistemi e soprattutto con la possibilità di confrontarli tra di loro. principalmente funzionamento del cruise adattivo, fluidità della frenata automatica e della ripartenza dello stesso, funzionamento del mantenimento di corsia e via dicendo. Anche se non supportati da letture di strumenti, le differenze sono tangibili se ne hai provati tanti, già un mantenimento di corsia cambia se l'algoritmo è in grado di tenere l'auto centrata o se "sbatte" contro la linea e solo allora corregge. Inoltre quanto corregge? Come se la cava nelle curve più strette?

ice.man

interessante sarebbe una mega tabella con le varei csaratteristiche, perchè da profani ci si perde sull'effettivo significato di pomposi nomi commerciali attribuiti alle stesse funzionalità
per esempio su un tratto di autostrada in cui non si vedono attraversare svincoli e quindi non è necesario interagire col software di navigazione, ma potrebbero essere sufficienti i sensori si corsia e il radar di distanza (uniti al cuise control adattivo) esistono oggi auto che mi permettono di leggere il giornale o fare un pisolino mentre la mia auto viaggia sulla tratta Modena-Brennero?

Svasatore

Premesso che gia l'euroncap lo fa, giudico l'iniziativa lodevole ma decisamente senza futuro.
Troppo difficile per un semplice blog.
A meno che non fate come l'innominabile in cui per provare i freni nelle sue super recensioni, semplicemente frenava in una stradina e poi divulgava le sue sensazioni. Cioé a naso.

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