Targa polacca, automobilista italiano pagherà oltre un milione di euro dopo un incidente
L’ufficio delle assicurazioni polacche procederà con un’azione di rivalsa per un incidente mortale accaduto in Italia
Gli avvertimenti sulle possibili conseguenze dell’uso delle targhe polacche sulle nostre strade non sono bastati ad evitare un crash mortale che porterà un automobilista a gestire un enorme problema legale ed economico, al di là delle implicazioni psicologiche. A volte basta un piccolo errore di distrazione al volante per rovinarsi e rovinare la vita altrui, tuttavia circolare con un mezzo con targa estera al fine di pagare meno di assicurazione è frutto di una scelta ben ragionata. Forse, dietro a queste decisioni estreme, c’è anche della disperazione per non riuscire ad arrivare a fine mese ma questo non giustifica un fenomeno che si è diffuso a macchia d’olio.
L’escamotage del contrassegno polacco, divenuto molto popolare nella zona di Napoli e provincia, è di nuovo balzato agli onori della cronaca per un incidente, il più grave sul piano delle conseguenze, che ha coinvolto un automobilista italiano che dovrà risarcire, di tasca sua, circa un milione e trecentomila euro. Questa è la somma richiesta dall’Ufficio polacco degli assicuratori automobilistici, che ha già avviato l’azione di rivalsa nei confronti dell’uomo che ha causato la morte di un ciclista.
La “truffa Neapolski”
La pratica di creare immatricolazioni fittizie con targa polacca di veicoli che, sostanzialmente, circolano abitualmente altrove consiste nel cancellare un veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) italiano e reimmatricolarlo in Polonia tramite una società estera, per poi riaverlo in finto noleggio ed evitare i costi elevati dell’assicurazione RC auto nostrana.
Il canone omnicomprensivo risulta così nettamente più basso rispetto a quanto dovrebbe pagare un automobilista italiano per la tassa di circolazione e per l’assicurazione, in particolar modo sul territorio campano dove i costi sono molto elevati. La questione è delicata, perché il mezzo non viene fisicamente spostato per l’immatricolazione, dato che in Polonia arrivano solo i documenti, quindi la revisione viene soltanto certificata sulla carta. Di conseguenza l’assicurazione potrebbe anche essere falsa, anche all’insaputa del proprietario che, però, preferisce assumersi i rischi piuttosto che pagare quello che dovrebbe in modo regolare. Tutto va bene finché va bene, ma in caso di incidenti le conseguenze sono onerose.
Episodio preoccupante
Il crash è avvenuto nel 2025 in Italia e ha coinvolto una FIAT Panda del 2013 che ha preso in pieno un ciclista, uccidendolo. Interia, uno dei più noti magazine polacchi, ha trattato la questione, citando come fonte lo stesso Polskie Biuro Ubezpieczycieli Komunikacyjnych (Ufficio polacco delle assicurazioni dei trasporti), ovvero l’associazione nazionale degli assicuratori dei mezzi.
Il danno in prima battuta è stato liquidato dal PBUK che ora si è rivolto al conducente della Panda responsabile per riottenere 5.6 milioni di zloty, pari a circa 1.3 milioni di euro. Il PBUK avrebbe avanzato circa 500 azioni legali avviate presso i tribunali italiani. Sono svariati gli episodi gravi: un incidente tra un’Audi A4 del 2003 e un motociclista, uscito con lesioni importanti e un sinistro avvenuto in Romania, dove una Seat Leon con targa polacca ha avuto un frontale per una richiesta di risarcimento di 158.000 euro.